Archive for settembre 2009

PILLOLE DI…GIURISPRUDENZA

17/09/2009

Si richiama l’attenzione sulle seguenti decisioni:

-Sentenza Corte di Cassazione n.16102/09 : il divieto di trasferimento senza consenso del lavoratore che assiste un parente o affine ,a normadell’art.33 della legge n.104/92,è superabile allorchè si costituisce un’incompatibilità insanabile del predetto lavoratore con l’ambiente ,con conseguente legittimità del trasferimento .

– Sentenza Corte di Cassazione n,19456/09 : ove il socio di persone non abbia dichiarato per la parte di sua spettanza il reddito societario risultante dalla rettifica oprata dall’amministrazione a carico della società,risponde delle sanzioni per l’infedele dichiarazione ,atteso che l’ applicazione delle stesse trova causa nella dichiarazione di un reddito inferiore a quello imponibile e che il socio non può farsi scudo della società,attribuendo esclusivamente ad essa la violazione fiscale.attesa la sua posizione nell’ambito della compagine sociale … , che gli consente di verificare l’effettivo ammontare del suo reddito e pertanto degli utili conseguiti in proporzione alla propria quota di partecipazione.

-Sentenza Corte di Cassazione n.19682/09 :impedire senza giustificato motivo al lavoratore ,che ne abbia fatto formale richiesta ,l’esercizio del diritto ad usufruire del permesso di 150 ore per la frequenza di un corso formativo per il conseguimento di una qualifica professionale , comporta a carico del datore di lavoro l’obbligo del risarcimento del danno, in relazione alla perdita del dipendente di una chance formativa tramite cui avrebbe potuto realizzare una maggiore qualificazione e migliori prospettive di carriera.

-Sentenza TAR Lombardia n,4563 /09 : rispetto al provvedimento di archiviazione del Prefetto a seguito di ricorso dell’automobilista contro la multa disposta dal comune, il codice dell strada non prevede alcun rimedio e non consente di intraprendere ulteriori azioni .

FAC SIMILE CERTIFICAZIONE SANITARIA PER REGOLARIZZAZIONE BADANTI EXTRACOMUNITARIE

16/09/2009

Come è noto,la normativa sulla regolarizzazione delle badanti extracomunitarie,da richiedere allo Sportello Unico Immigrazione della Prefettura del luogo di lavoro entro il 30 del mese corrente,stabilisce che il soggetto titolare della domanda ,a pena d’inammissibilità della stessa , deve produrre, all’atto della convocazione per il contratto di soggiorno , apposita certificazione rilasciata dall’ASl o dal medico di base ,attestante la limitazione dell’autosufficienza della/e persona/e( non oltre due per nucleo familiare) per la/e quale/i risulta richiesta l’assistenza ,che può riguardare anche soggetti non conviventi con il/la richiedente
Per facilitare il compito dei medici di base che riceveranno la richiesta della certificazione/attestazione, la Fimmg nazionale ha predisposto un modello di certificazione contenente tutti gli elementi formali e sostanziali per una corretta formulazione dell’atto richiesto, sulla base della documentazione clinica esaminata (patologia che comporti limitazione dell’autosufficienza e necessità di assistenza) e delle esigenze organizzative prospettate nella domanda di assunzione (una o due persone) presentata dal datore di lavoro, ,il cui rilascio comporterà una spesa di 40-50 euro agli utenti.
Si conclude ricordando che :
a) se le persone da assistere sono in possesso di certificato rilasciato dalla Commissione medica dellaASL attestante la loro non autosufficienza,non c’è bisogno di altra certificazione sanitaria ;
b) la certificazione sanitaria non può essere sostituita daautocertificazione ,a norma del DPR n.445/2000.

Si allega il fac simile predisposto dalla Fimmg.

Dr………….convenzionato con Asl di……….
Indirizzo ………………….

Certificazione medica ai sensi della circolare Inps n,101/09 e legge n.102 del 3.8.09

In riferimento alla dichiarazione/domanda presentata dal Sig (1) ……….con relativi allegati,si attesta che
il/laSig……………(2) nat…il…..(2) ,residente a…….. (2)
è affett … da patologia/handicap che ne limita l’autosufficienza con conseguente ncessità di assistenza per la cui erogazione il richiedente dichiara che si avvarra’ di personale extracomunitario.
Sulla base della documentazion clinica esaminata e delle esigenze organizzative espresse nella sopra citata dichiarazione/domanda ,emerge la necessità che l’assistenza di cui sopra sia erogata da :
() un lavoratore addetto ad assistenza (3)
() due lavoratori ddetti ad assistenza(3)
S rilascia su richiesta dell’interessat …/dei familiari
Data……

Timbro e firma medico

(1) Nominativo richiedente
/2) Soggetto che necessita assistenza
(3) Segnare ipotesi ricorrente

LINEE GUIDA ANCI-MINISTERO INTERNO PER ASSISTENZA COMUNI IN ADEMPIMENTI REGOLARIZZAZIONE PERSONALE DOMESTICO EXTRACOMUNITARIO

16/09/2009

Con riferimento al protocollo sulle procedure di emersione dal lavoro irregolare di cittadini extracomunitari addetti all’attività di assistenza alla persona o al lavoro domestico, siglato lo scorso 31 agosto con i ministeri dell’Interno e del Lavoro(ved.su questo blog in data 1.9.09),il 15 scorso l’ANCI ha reso nota ai Comuni interessati la possibilità di accreditarsi presso il Ministero dell’Interno per attivare le procedure di regolarizzazione entro il 30 p.v. ,sottolineando che la funzione dell ente territoriale non sostituisce quella dei Patronati, ma offre un servizio aggiuntivo indirizzato in modo particolare a quei cittadini che, anziani o debilitati e senza una rete parentale di sostegno, non sarebbero in grado di attivarsi autonomamente, prevedendo persino che l’operatore comunale potrà recarsi presso l’abitazione del cittadino e da lì attivare la procedura.

Gli interessati troveranno on line le Linee-guida per l’attivazione da parte dei Comuni del servizio di compilazione delle domande di emersione dal lavoro irregolare., collegandosi ai siti dell’Anci o del Ministero Interno ,verificando così che nel documento predisposto :
a) sono contenute le procedure che consentiranno agli operatori comunali di accedere ad uno specifico software per la compilazione e l’invio telematico delle domande allo Sportello Unico per l’Immigrazione ;

b) è pubblicata la richiesta di Conversione delle credenziali di Comuni e Unioni di Comuni di accesso al sistema di compilazione delle domande da utente privato a utente/operatore comunale.

ANCORA SUL CONCETTO DI CONVIVENZA PER ASSISTENZA PORTATORI HANDICAP

15/09/2009

Il 6 scorso su questo blog, nel richiamare la sentenza della Corte Costiuzionale n.19 del 26 gennaio 2009 sulla dichiarazione di illegittimità dell’art.42 comma 5 del dec.leg.vo n.151/02 nella parte in cui non include il figlio convivente dell’invalido in condizioni di gravità nel novero dei destinatari del congedo straordinario sino a 24 mesi per prestare la relativa assistenza,si dava notizia dei chiarimenti sul concetto di ” convivenza ” forniti dall’Inps con il messaggio n.19583/09, in conformità alle indicazioni ottenute dal Ministero del Lavoro .
In relazione all’esigenza di un’assistenza continuativa,le citate istituzioni hanno ritenuto che per la “convivenza” si deve fare riferimeno in via esclusiva alla residenza,ossia al luogo in cui la persona ha la dimora abituale,a norma dell’art.43 del codice civile,non potendo ritenersi compatibile la cognizione di domicilio nè l’elezione del domicilio speciale previsto per determinati atti dall’art.47 del codice civile.
Stante quanto sopra, è da riferire tuttavia che il 2 scorso è stata depositata un’ordinanza del Tribunale di Udine in cui il concetto di convivenza è posto in termini del tutto diversi rispetto a quanto affermato dal Ministero del Lavoro e dall’Inps.
Infatti,a seguito di ricorso di una collaboratrice scolastiva che si era visto negare dal proprio superiore il congedo disciplinato dall’ art.42 comma 5 dec.leg,vo n.151/01 per assistere il genitore portatore di handicap ,in quanto il padre non condivideva la residenza con la lavoratrice e dunque non poteva essere ritenuto convivente con la medesima ,il giudice del lavoro ha dato ragione alla ricorrente affermando che ciò che conta ,ai fini della norma sopra citata ,è la convivenza tra figlia e genitore e non l’identità di residenza anagrafica.
Secondo il giudice di Udine nelle situazioni come quella sopra iportata è confacente che il disabile abiti con l’assistente,condividendone la dimora occasionalmente ,pure se il domicilio e la residenza sono fissati altrove ,dovendosi ritenere che la convivenza è una situazione di fatto tanto che a tale scopo non sarebbero idonea la certificazione di residenza o lo stato di famiglia,bensì una dichiarazione personale dell’ interessato resa nelle forme dii legge.

ASSUNZIONI E STABILIZZAZIONI PERSONALE PP.AA. SECONDO LA LEGGE ANTICRISI

15/09/2009

L’argomento indicato nel titolo , previsto e disciplinato dai commi 10 e seguenti dell’art.17 della legge n.102/09,che ha convertito il decreto legge n.78/09,presenta molteplici aspetti che di seguito si evidenziano, in attesa dei chiarimentihe non mancheranno di pervenire da parte degli organi istituzionali competenti,a cominciare dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
In primo luogo risalta la previsione del comma 10 che nel triennio 2010/202 le pubbliche amministrazioni hanno la facoltà di bandire concorsi pr le assunzioni a tempo indeterminato ,riservando sino al 40 % dei posti messi a concorso ,innalzabile al 50% per i comuni che si costituiscono in un’unione ai sensi dell’art.32 del T. U.sull’ordinamento degli enti locali con il raggiungimento di 20 mila abitanti.
Detti concorsi devono risultare banditi non solo rispettando la programmazione triennale dei fabbisogni ed i vincoli finanziari stabiliti dalla normativa sulle assunzioni e sul contenimento della spesa di personale ,ma anche espletando la procedura di reclutamento che deve essere adottata da ciascuna amministrazione ,a norma del comma 4 dell’art35 del dec.leg.vo n.165/01.
Inoltre va precisato che i concorsi in parola riguardano il personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni ,anche non continuativi ,purchè sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge , in riferimento all’art.1 commi 519 e 558 della legge n.296/06 e all’art .3 comma 90 della legge n.244/07.
In secondo luogo viene in evidenza il dettato del comma 11 che consente nello stesso triennio alle amministrazioni pubbliche,sempre nel rispetto delle condizioni e limiti di cui sopra ,anche di bandire concorsi per titoli ed esami finalizzati a valorizzare con apposito punteggio l’esperienza professionale maturata dal personale previsto dal coma 10 e dall’art.3 comma 94 lettera b) legge n.244/07.
Infine non meno rilevante appare la previsione del comma 12 ,che,previa conferma del rispetto delle condizioni e limiti considerati sopra consente alle pp.aa.per il il triennio 2010/2012 di poter asssumere, limitatamente per le qualifiche previste dall’art.16 legge n.56/87 , il personale in possesso dei requisiti di anzianità stabiliti nel comma 10 maturati nell stesse qualifiche e presso la medesima amministrazione,predisponendo apposite graduatorie e previa prova d’idoneità ove non gia’effettuata all’atto dell’assunzione,restando previsato che le graduatorie hanno efficacia non oltre il 31.12.2012.
Per i commi successivi è da sotolineare che tra l’altro trattano del termine per procedere alla stabilizzazione di personale relative a cessazioni intervenute negli anni 2007 e 2008,mentre nel comma 19 si dispone la proroga sino al 31.12.2010 delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato relative alle pp.aa.soggette a limitazioni delle assunzioni,che siano state approvvate dopo il 30.9.2003.

PILLOLE DI… GIURISPRUDENZA

14/09/2009

Si richiama l’attenzione sulle seguenti decisioni della Corte di Cassazione:

-Sentenza n. 35149/09 : non può condividersi quella parte della giurisprudenza secondo cui il macato o inesatto adempimento da parte del difensore di fiducia dell’incarico di proporre impugnazione ,a qualsiasi causa ascrivibile ,non è idoneo a realizzare l’ipotesi del caso fortuito o della forza maggiore che legittimano la restituzione del termine .

-Sentenza n.19253/09 : l’indennità di disoccupazione involontaria non compete ai lavoratori a tempo parziale verticale su base annua per il tempo di fermo lavorativo,non potendosi estendere ,neppure in via analogica ,il principio che regola la disciplina della disoccupazione ,posto che il rapporto part time discende dalla libera determinazione del prestatore contraente.

– Sentenza n.19036/09 : non è possibile l’equiparazione del lavoro a cottimo allo straordinario, se il lavoro prestato non supera quantitativamente l’orario normale.

-Sentenza n.19244/09 : nell’ipotesi che il lavoratore abbia scelto,a conclusione della causa di licenziamento riconosciuto illegittimo,l’indennità al posto della reintegrazione, la stessa va calcolata con riferimento alle retribuzioni maturate sino alla data del pagamento della medesima e non sino a quella dell’opzione .

– Sentenza n.19271/09 : quando risultano evidenti gli obblighi tipici della subordinazione,non può risultare di ostacolo alla configurazione del lavoro dipendente nei riguardi del rapporto degli addetti ai servizi di accudienza, la convenzione preordinata alla costituzione di un rapporto di natura autonoma.

MODALITA’ PAGAMENTO CONTRIBUTO PER RICHIESTA CITTADINANZA

14/09/2009

Premesso che l’art.1 comma 12 della legge n.94/09 dispone che ” le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono soggette al pagamento di un contributo di importo pari a 200 euro “,si segnala che con lettera circolare n.11501 del 2 scorso il Ministero dell’Interno ha reso noto che a questo scopo, è operativo il conto corrente n.809020 intestato a ‘Ministero dell’Interno DLCI – cittadinanza’ specificamente dedicato al pagamento del contributo allegando il fac simile del bollettino.

I bollettini di conto corrente saranno consegnati entro il mese in corso alle prefetture e saranno disponibili anche presso gli uffici postali dotati di ‘Sportello Amico’.
Infine la nota in riferimento precisa che il versamento del contributo per le istanze di cittadinanza presentate all’estero potrà essere effettuato tramite bonifici esteri o attraverso il circuito europeo esistente tra le organizzazioni postali aderenti.

A PROPOSITO DI SPOILS SYSTEM PER DIRIGENTI ENTI LOCALI

13/09/2009

Come è noto, di recente si sono svolte le elezioni amministrative e non sono stati pochi i comuni e le province che ,sopratttto in relazione al cambiamento della composizione politica degli organi di governo di detti enti , potrebbero essere impegnati con l’assegnazione degli incarichi ai dirigenti .
Sull’argomento si ritiene di ricordare i principi enunciati dalla legge delega n.15/09,che devono essere applicati e rispettati dagli amministratori locali nell’attuazione dello spoils system e che in pratica , essendo escluso che gli incaichi dirigenziali avvengano esclusivamente per ragioni fiduciarie,obbligano principalmente a tener conto dei risultati raggiunti dai rispettivi manager.
Malgrado che il decreto attuativo della citata legge delega non risulta ancora emanato ,appare scontato che i sindaci ed i presidenti delle province non possono realizzare la sostituzione del personale dirigente in modo incontrollato e acendo esclusivo riferimento al rapporto fiduciario che deve caratterizzare la individuazione di chi è chiamato a dirigere le stutture delle amministrazioni territoriali.
Del resto occorre ricordare che sull’argomento è intervenuta la Corte Costituzionale che con la sentenza n.103/07 tra l’altro ha inteso affrancare la dirigenza pubblica da un ruolo troppo subalterno rispetto al potere politico , riagganciando le valutazioni dei funzionari esclusivamente alle rispettive competenze e ai risultati dell’attività svolta,così che stane il valore cogente delle sentenze della Consulta è possibile affermare la presenza nell’ ordinamento giuridico del divieto di revocare ovvero di non confermare gli incarichi dirigenziali in forza di criteri che non tengano conto principalmente del rendimento personale di detti funzionari.
Pertanto è da ritenere che la legge n.15 /09 mira a dare pratica attuazione al principio enunciato dalla citata senza del Giudice delle leggi e la conferma viene dal contenuto dell’art.6 comma 2 lettera h) della stessa, in quanto appunto stabilisce che li decreti legislativi da emanare devono ” ridefinire i criteri di conferimento, mutamento o revoca degli incarichi dirigenziali, adeguando la relativa disciplina ai princìpi di trasparenza e pubblicità ed ai princìpi desumibili anche dalla giurisprudenza costituzionale e delle giurisdizioni superiori, escludendo la conferma dell’incarico dirigenziale ricoperto in caso di mancato raggiungimento dei risultati valutati sulla base dei criteri e degli obiettivi indicati al momento del conferimento dell’incarico, secondo i sistemi di valutazione adottati dall’amministrazione”.
Quanto sopra interessa pure le amministrazioni locali ,posto che l’art.4 comma 2 lettera g ) della più volte menzionata legge n .15/09,secondo cui necessita “prevedere che i sindaci e i presidenti delle province nominino i componenti dei nuclei di valutazione dei dirigenti ,secondo i criteri e le metodolgie stabiliti dall’organismo di cui alla lettera f) (costituito ed operante pressol’ARAN),e che provvedano a confermare o revocare gli incarihi dirigenziali conformemente alla valutazione “.
Detta norma evidenzia che non risultano corretti i regolamenti ovvero le situazioni organizzative dele amministrazioni territoriali che collegano la durata degli incarichi dirigenziali o dei responsabili di servizio al mandato elettorale, dovendo al contrario essere la durata degli stessi congrua ,comprendendo esercizi finanziari molteplici e completi,così da consentire una valutazione confacente dell’impegno e dei risultati conseguiti dai soggetti interessati.
Comportamenti degli amministratori non corrispondenti all previsione della legge n.15/09 si porrebbero in contrasto con quanto affermato dallaCorte Costituzionale che infatti ha previsto dover basaregli assetti dirigenziali delle pubbliche amministrazioni non già al mandato politico,ma ad esigenze tecniche e di efficienza.

APPRENDISTI ED AMMORTIZZATORI SOCIALI

13/09/2009

A fronte di corrispondente richiesta , si illustra brevemente il rapporto intercorrente tra apprendisti ed ammortizzatori sociali in base alla legislazione attualmente in vigoe .
1:Per quanto riguarda i trattamenti di disoccupazione, pur restando escluso che la disciplina ordinaria relativa agli stessi trovi applicazione agli apprendisti , tuttavia occorre tener conto dell’art.19 comma 1 lettera c) del decreto legge n.185/08 ,convertito in legge n.2/09, che in via sperimentale per il triennio 2009/2011 e subordinatamente ad un intervento integrativo pari almeno alla misura del 20% dell’indennità stessa a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva ,consente un trattamento ,in caso di sospensione per crisi aziendale o occupazionale ovvero in caso di licenziamento ,pari all’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori assunti con la qualifica di apprendista alla data d’entrata in vigore del predetto decreto legge (29.11.08) e con almeno tre mesi di servizio presso l’azienda interessata per la durata massima di 90 giornate nell’intero periodo di vigenza del contratto di apprendista.
2. Rispetto all’integrazione salariale ordinaria e straordinaria è da dire che neppure queste prestazioni rientrano tra i benefici previdenziali in favore degli apprendisti,che invece possono fruire della cassa integrazione in deroga secondo la regolamentazione dell’art.7 ter del dec.legge n.5 /09, convertito in legge n.33/09,dell’art.19 comma 8 dec.legge n.185/08,onvertito i legge n.2/09,degli Accordi tra Ministero del Lavoro e Regioni con relative assegnazioni dei fondi destinati allo scopo,nonche’ delle specifiche determinazioni emesse dagli organi competenti delle singole Regioni per fissare modalità,durata e soggetti utilizzatori .Si aggiunge che in Abruzzo , la cig in deroga per gli apprendisti per un massimo di 38 settimane in caso di sospensione o riduzione di orario di lavoro nel periodo dal 6.4 al 31.12 2009 nei comuni colpiti dal terremoto ovvero nei restanti comuni della regione per 13 settimane ,a far data dal 12.4.09 , alla condizione di essere dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative non rientranti nei requisiti di accesso ai trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa,nonchè di pendenti da imprese in cui sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa e dipossedere un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni.
3. Infine si tratta di verificare l’applicabilità agli apprendisti delal disciplina dei contratti di solidarietà di cui all’art.1 legge n.863/1984 ed all’art.5 comma della legge n.236/ 1993 ed in proposito appare confacente avvalersi della risposta fornita dal Ministero del Lavoro con la nota n.0013012 del 10 scorso all’interpello n.69/09 dell’Assosistema, il cui testo integrale è consultabile sul sito lavoro.gov.it,che afferma quanto segue :
a) con riferimento alla legge n.863/84,si precisa che il D.M. n.46448 del 2009 di disciplina della concessione dei benefici legati ai contratti dei contratti di solidarietà con l’intervento del’integrazione salariale,stabilisce espressamente che il contratto di solidarità non può essere applicato per i dirigenti,i lavoratori a domicilio e per gli apprendisti ,ma aggiungendo subito dopo che” appare possibile in chiave analogica ammetere l’applicazione -o meglio l’estensione-della disciplina prevista dall’art.19 comma 8 del dec.legge n.185/08 ,convertito in legge n.2/09,anche ai lavoratori apprendisti in regime di solidarietà ,avvalendosi sempre delle risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga dalla vigente normativa”;
b) la normativa dell’art.5 comma 5 della legge n.236/93 non contempla alcuna preclusione per l’ammissibilità del contributo di solidarietà previsto per questi contratti nei confronti degli apprendisti. Infatti la circolare ministeriale n. 20/04 afferma che ” anche agli apprendisti si può applicare il regime di solidarietà ed il relativo contributo per tutta la durata del contratto di solidarietà ed in ogni caso non oltre il termine di scadenza dell’apprendistato,purchè lariduzione di orario concordata non impedisca il raggiungimento degli obiettivi formativi”.

APPARATO SANZIONATORIO DOPO CORRETTIVI AL T.U.SICUREZZA LAVORO

10/09/2009

Le correzioni apportate dal dec.leg.vo n.106/09 al T. U. sulla sicurezza nei luoghi di lavoro hanno interessato anche il sistema delle sanzioni ,la cui efficacia appare migliorata.
Infatti è da notare che tra l’altro la prescrizione obbligatoria sulla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro risulta estesa ai reati sanzionati con la sola ammenda ed inoltre è stato introdotto un identico istituto per le violazioni punite con la sanzione pecuniaria amministrativa.
Quanto sopra denota l’intenzione del legislatore di perseguire l ‘obiettivo di rendere effettiva la punizione ripristinando le condizioni i legalità ed inoltre fa
emergere che soltanto alle violazioni sostanziali risulta riservata la sanzione penale.
Un altro aspetto da evidenziare concerne le previsioni normative atte a prevenire una penalizzazione eccessiva in caso di concorso di reati omogenei e nell’ipotesi del concorso in genere, affermando il rispetto delle disposizioni del codice penale.
E’ da rimarcare altresì l’intervento di rivisitazione dell’entità delle sanzioni ,tanto che si rendono le pene detentive eque rispetto alla gravità delle infrazioni ,mentre le ammende e le sanzioni sono proporzionate non soltanto con riferimento alle violazioni,ma anche all’aumento dei prezzi al consumo,in base alla variazioni dei dati Istat dal 1994 (anno del dec.leg.vo n.626) ad oggi ed in merito si cita l’esempio dell’omessa variazione dei rischi ,ora punibile con l’ arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro,mentre prima si prevedeva,oltre all’arresto da tre a sei mesi,l’ammenda da 1.549 a 4.131 euro,pur essendo rimasto il solo arrsto se l’omessa valutazione del rischio interessa le aziende a rischio incidente rilevante ed i cantieri,in quanto condotta gravemente pericolosa per la salute dei lavoratori.