Archive for settembre 2009

PASSAPORTO FORMATIVO PER L’EDILIZIA

24/09/2009

Per contrastare in modo efficace gli infortuni sul lavoro in edilizia, in occasione della giornata per la formazione , Ministero del Lavoro , Inail ,Formedil ,Conferenza Stato-Regioni ed organizzazioni sindacali hanno presentato le iniziative da incentivare , costituite dalla partecipazione obbligatoria a 16 ore di formazione da parte di chi per la prima volta viene avviato all’attivita’ lavorativa in edilizia e dal rilascio di uno specifico libretto di formazione in cui vanno registrate le esperienze conseguite nel settore e che quindi costituisce una specie di passaporto che certifica tutte le conoscenze professionali maturate in edilizia .
L’obbiettivo della formazione . – già operativa in fase sperimentale – – oltre alla finalità primaria di ridurre la possibilità di infortuni – è anche agevolare l’impatto iniziale tra lavoratore e azienda attraverso una formazione professionale di base utile a riconoscere i rischi del mestiere e a sensibilizzare verso una cultura della sicurezza ,conidando che la stessa riesca ad andare di pari passo con la crescita professionale degli interessati.

Pertanto le 16 ore di formazione obbligatoria appaiono come l’avvio di un cammino formativo che intende accompagnare nel tempo un operaio, rappresentando non solo una prima garanzia della qualità delle risorse umane, della regolarità dei rapporti contrattuali e della sicurezza, ma anche un mezzo innovativo per “intercettare” e fornire delle prime competenze di base a tutti i nuovi lavoratori ,nella prospettiva di garantire una specifica e adeguata formazione alla sicurezza per tutte le figure e a tutti i ruoli professionali.
Alle le 16 ore di formazione obbligatoria è legata l’altra iniziativa ,oggi anche al centro dell’attenzione del Governo e del Parlamento ,riguardante l’istituzione del Libretto formativo del lavoratore, già previsto dalla legge Biagi e che risulta rilanciato dal decreto legislativo n. 106/09 .
Alla base di questo documento sta la creazione di una banca dati dove sono inseriti tutti i lavoratori con le loro rispettive competenze garantendo ogni trasparenza e e tracciabilità , così da essere in grado pure di incidere sull’emersione del lavoro nero,considerato che Il “libretto formativo” fornirà un profilo completo e aggiornato del percorso professionale di ciascun operaio .

Con la banca dati verrà garantito da parte di tutte le Scuole edili , entro la fine del 2009, il censimento delle competenze di ogni singolo lavoratore sulla base di un repertorio nazionale condiviso: ciò consentirà di monitorare costantemente l’offerta formativa di settore, nonché di conoscere e seguire in tempo reale i suoi utenti. L’inserimento e l’elaborazione dei dati relativi al curriculum, anagrafico e professionale, dei corsi realizzati ed a quelli delle esperienze di lavoro (questi ultimi incrociati con i repertori delle competenze e delle unità didattiche) costituiranno i contenuti del Libretto che – rilasciato dalla scuola edile nell’ambito della prima occasione formativa come stampa automatica della posizione dell’utente risultante dalla banca dati – verrà continuamente aggiornato e sarà in continua evoluzione .

Infine e’ da osservare che la modalità operativa di cui sopranon solo contribuirà ,comedetto, in modo significativo a contrastare il lavoro irregolare,ma anche consentirà al sistema paritetico di conoscere in tempo reale il valore professionale del proprio patrimonio umano, da sempre la principale risorsa dell’industria delle costruzioni.

RILEVAZIONE ISTAT FORZE LAVORO ABRUZZO II TRIMESTRE 2009

24/09/2009

Si riportano i dati sulle forze lavoro dell’Abruzzo in base alla rilevazione dell’Istat relativa al secondo trimestre dell’anno corrente, premettendo che.
a) la rilevazione si riferisce al periodo dal 30.3.09 al 28.6.09;
b) i dati del trimestre considerato sono da ritenersi provvisori per l’incompleta raccolta delle informazioni nel comune dell’Aquila conseguente al terremoto intervenuto in quel terrritorio ,sottolineando tuttavia che nella media del 2008,il numero sia degli occupati sia dei disoccupati residenti nel comune dell’Aquila rappresenta il 6,2 e l’8,3 per cento di quelli della regione Abruzzo .

FORZE DI LAVORO

II trimestre 2008 558.000
II trimestre 2009 529.000
Variazione – 29.000

OCCUPATI

II trimestre 2008 518.000
II trimestre 2009 487.000
Variazione -31.000

PERSONE IN CERCA
DI OCCUPAZIONE

II trimestre 2008 39.000
II trimestre 2009 42.000
Variazione 3.000

TASSI DI ATTIVITA’ ( ^)

II trimestre 2008 63,4
II trimestre 2009 59,5
Variazione – 3,94

TASSI DI OCCUPAZIONE ( ^)

II trimestre 2008 58,9
II trimestre 2009 54,7
Variazione – 4,20

TASSO DI DISOCCUPAZIONE (^)

II trimestre 2008 7,1
II trimestre 2009 8,0
Variazione 0,9

(^) Valori percentuali

OCCUPATI PER SETTORE ATTIVITA’ E POSIZIONE NELLA PROFESSIONE

Agricoltura
Dipendenti Indipendenti Totale

II trimestre 2008 10.000 16.000 26.000
II trimestre 2009 5.000 8.000 13.000
Variazione -5.000 – 8.000 -13.000

Industria

II trimestre 2008 128.000 27.000 155.000
II trimestre 2009 124.000 25.000 149.000
Variazione – 4000 – 2000 – 6.000

Servizi

II trimestre 2008 239.000 98.000 337.000
II trimestre 2009 214.000 111.000 325.000
Variazioni -25.000 13.000 -12.000

Tutti Settori

II trimestre 2008 377.000 142.000 518.000
II trimestre 2009 343.000 144.000 487.000
Variazioni – 34.000 2.000 – 31000

I dati sopra riportati attestano che nel secondo trimestre del 2009 ,rispetto allo stesso periodo del 2008, l’offerta di lavoro registra una riduzione ,il numero degli occupati risulta in forte calo su base annua ,mentre aumenta significativamente il numero delle persone in cerca di occupazione , stante l’ incremento dell’0,9 %del tasso di disocupazione ed il decremento del 4,20% di quello dell’occupazione.
Infine è da sottolineare:
-la riduzione di quasi 4 punti percentuali del tasso di attività: ;
-la significativa perdita perdita di occupati in agricoltura ed industria;
– la tenuta del lavoro indipendente ,che compensa parzialmente la caduta dell’ocupazione subordinata.

PILLOLE DI… GIURISPRUDENZA

24/09/2009

Si sottopongono all’attenzione degli interessati le seguenti decisioni della Corte di Cassazione,che affrontano questioni d’interesse generale:

-Sentenza n.19494 del 10.9.09 : per gli infortuni dei dipendenti sono sempre responsabili i datori di lvoro,salvo che dimostrino che gli stessi sono conseguenza di di comportamenti abnormi e inopinabili,cioè caratterizzati dall’impossibilità di prevederli e quindi prevenirli con la normale prudenza.Il datore di lavoro non può giustificarsi con il concorso del lavoratore ,poichè lo stesso non lo esonera dal dovere di controllo e vigilanza a che le misure di sicurezza approntate siano in realtà funzionanti.

– Sentenza n.19879 del 15.9.09: la preoccupazione per i danni causati ed il timore di essere licenziato non gustifica l’autotrasportatore che,dopo un incidente,si mette alla guida in condizioni fisiche precarie e con l’automezzo non in regola, ricevendo una contestazione per violazione al codice della strada in quanto privo del foglio di registrazione del cronotachigrafo,risulando inapplicabile nella fattispecie l’ art.della legge n.689/81 che al comma 2 conir non responabile ch commette una violzione per errore di fatto.

– Sentenza n.36581 del 21.9.09 : il proprietario di uno stabile ,che ha commissionato i lavori di ristrutturazione non ad una ditta specializzata ,ma ad un operaio,se non ha adottato tutte le misure antinfortunistiche,ne è responsabile. Nella fattispecie il lavoratore è caduto dal tetto morendo ed il proprietario ha subito il rinvio a giudizio per omicidio colposo in relazione al mancato rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza nel cantiere.

-Ordinanza Sezioni Unite n.19393/09 : la situazione giuridica dello straniero che chiede il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie ha consistenza di diritto soggettivo,da annoverare tra i diritti umani fondamntali e da far valere di fronte alla magistratura ordinaria .

-Sentenza n.36503 del 21.9.09 : l’assunzione con l’uso di un falso diploma di infermiere professionale integra i reati di truffa e ricettazione:la prima perchè la retribuzione assume i caratteri dell’ingiusto profitto,la secondain quanto per la configurabilità del delitto è necessaria la consapevolezza del bene ricevuto ,che può desumersi anche dalla qualità delle cose.

CHIARIMENTI MINISTERO INTERNO SU COMUNICAZIONE OSPITALITA’REGOLARIZZAZIONE COLF E BADANTI EXTRACOMUNITARIE

22/09/2009

Ieri questo blog ha evidenziato la previsione dell’ art. 7 del T.U.n. 286/98 sull’ immigrazione prevede che chiunque, a qualsiasi titolo, dia alloggio ovvero ospiti uno straniero o apolide ,anche se parente o affine o gli ceda in proprietà o godimento beni immobili rustici o urbani ,posti in Italia ,è tenuto a darne comunicazione entro 48 ore all’autorità di pubblica sicurezza con i dati delle parti ,precisando che se
il titolare dell’immobile risulta essere il datore di lavoro che procede alla regolarizzazione di colf e badanti extracomunitari, la comuniczione va prodotta entro 48 ore dalla presentazione dela ldomnda di sanatoria all’Inps o allo Sportello Unico della Prefettura del luogo di lavoro.
.
Riguardo al predetto argomento il Ministero del’Interno ha ritenuto di fornire appositi chiarimenti con la circolare n.5714 del 15 scorso ,i cui termini si riassumono di seguito.
In primo luogo,a fronte del comportamento dei datori di lavoro, che si recano presso gli Uffici di Polizia per effettuare la dichiarazione di ospitalità in questione,la nota ministeriale ricorda che l’art. 1-ter, comma 8 legge n.102/09,di conversione del dec.legge n.78/09 , prevede la sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore straniero, che svolge le attività lavorative per le quali è ammessa la regolarizzazione del relativo rapporto di lavoro, per tutto il periodo di durata della procedura di emersione,entro la cui conclusione pertanto può essere effettuata la comunicazione di ospitalità,restando superato così il termine delle 48 ore stabilito dalla disposizione sopra menzionata.

Pertanto,si aggiunge , che in attesa della definizione della procedura di regolarizzazione non può essere contestata l’infrazione “de quo” e che, in caso di esito positivo della stessa si verifica il previsto effetto estintivo dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni delle norme concernenti l’ingresso ed il soggiorno.

Inoltre sulle modalità di presentazione della dichiarazione di cui trattasi,evidenziato che nulla si dice nella legge, limitandosi la stessa soltanto a sancire l’obbligo per il datore di lavoro di “darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, all’autorità di pubblica sicurezza”.,i chiarimenti ministeriali precisano che di conseguenza appare conforme al dettato legislativo effettuare la comunicazione con lettera inoltrata tramite il servizio postale oppure via fax, senza escludere l’adozione da parte delle uesture di eventuali iniziative tese ad agevolare l’utenza in considerazione delle procedure di regolarizzazione in corso ,restando inteso che dovrà essere cura dell’interessato adottare tutte le cautele necessarie per dimostrare l’assolvimento dell’obbligo di legge, ad esempio munendosi dell’avviso di ricevimento in caso di utilizzazione del servizio postale.

INAIL AGGIORNA INCENTIVO BONUS MALUS PER IMPRESE SICURE

22/09/2009

L’argomento del titolo è trattato dalla nota dell’Inail n.8601 del 21 scorso, in merito a cui si evidenziano di seguito gli aspetti significativi .

In primo luogo si prevede che le imprese interessata da miglioramenti delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia, possono presentare, entro il 31 gennaio, istanza di riduzione del tasso medio di tariffa .Vale a dire che il datore di lavoro che abbia investito in sicurezza migliorandone i livelli di tutela oltre il minimo previsto dalla normativa, può richiedere l’applicazione del bonus malus che consiste della riduzione del premio assicurativo del 5% (imprese fino a 500 dipendenti) o del 10% (altri casi). L’oscillazione si richiede annualmente in relazione all’anno precedente, durante il quale devono risultare effettuati gli investimenti migliorativi per la sicurezza. Il prossimo appuntamento apunto è fissato al 31 gennaio 2010.

Inoltre si sottolinea che a seguito del D.Lgs. 81/2008 che ha comportato un’evoluzione nella prevenzione, ma anche per la necessità di semplificare ulteriormente gli adempimenti per la compilazione dell’istanza, si è determinata l’esigenza di una complessiva rivisitazione del modello e dei relativi allegati, da parte dell’Istituto, in cui le
novità più rilevanti riguardano, in particolare, la valorizzazione degli interventi svolti nell’ambito di accordi tra INAIL e Parti Sociali o Organismi del Sistema della Bilateralità, la valorizzazione delle procedure per la selezione di fornitori che rispettano la normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro particolarmente rilevanti e il rafforzamento del ruolo della formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Infine in ordine agli allegati,viene segnalato che per facilitare le aziende nella compilazione dell’istanza è stato migliorato il questionario per la valutazione della Responsabilità Sociale delle imprese (All. I) attraverso l’introduzione di una sezione a risposta multipla e, infine, è stato predisposto uno specifico allegato (n. III) per valutare il sistema di scelta dei fornitori attenti alla salute e sicurezza sul lavoro.

Peraltro, in riferimento alla “Guida alla compilazione”, aggiornata anche con riferimento alle disposizioni contenute nel D.M. 24 ottobre 2007 prevedendo la concessione al datore di lavoro di un termine non superiore a 15 giorni per regolarizzare la propria posizione,si evidenzia che l’agevolazione è applicabile con riferimento alla “regolarità contributiva” e a tutti i casi in cui la “regolarità assicurativa” produce riflessi sulla regolarità contributiva, incidendo sul dovuto ,mentr non rileva l’irregolarità assicurativa che si isolve in violazioni meramente formali ,passibili di sanzioni amministrative.

Infine risulta precisato ,circa l’applicazione dell’ art. 7 comma 3 del D.M. 24 ottobre 2007 che per stabilire quali irregolarità ricadono nella vigenza della normativa stessa, è necessario considerare la data del provvedimento che revoca il beneficio e che, pertanto, tutte le irregolarità, come sopra definite, accertate dopo la data di entrata in vigore del citato decreto, anche se commesse in epoca antecedente, potranno essere sanate invitando il datore di lavoro a regolarizzare la propria posizione entro un termine massimo di 15 giorni.

OBBLIGO COMUNICAZIONE ALLOGGIO PER COLF E BADANTI EXTRACOMUNITARI

21/09/2009

L’art.7 del T.U.n. 286/94 sull’ immigrazione prevede che chiunque, a qualsiasi titolo, dia alloggio ovvero ospiti uno straniero o apolide ,anche se parente o affine o gli ceda in proprietà o godimento beni immobili rustici o urbani ,posti in Italia ,è tenuto a darne comunicazione entro 48 ore all’autorità di pubblica sicurezza con i dati delle parti.
Se il titolare dell’immobile risulta essere il datore di lavoro che procede alla regolarizzazione di colf e badanti extracomunitari, la comuniczione va prodotta entro 48 ore dalla presentazione dela ldomnda di sanatoria all’Inps o allo Sportello Unico della Prefettura del luogo di lavoro.
Nella comunicazione all’autorita’ di pubblica sicurezza locale occorre precisare i seguenti dati :estremi documenti identità personale delle parti interessate ,ubicazione immobile,titolo della cessione/ospitalità e data decorrenza.
Per quanto concerne l’autorità di pubblica sicurezza,è da tener conto che dove mancano gli uffici della Questura ,la comunicazione va rimessa al sindaco del comune.
Infine si segnala che la omessa comunicazione in parola è punita con la sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro destinatario della pratica di regolarizzazione da 160 a 1.100 euro per ciascun/a lavoratore /trice coinvolto/a .

ISTRUZIONI INPS LAVORO ACCESSORIO SETTORE PUBBLICO

21/09/2009

L’argomento indicato nel titolo risulta trattato , con riferimento alle modifiche introdotte all’art.70 del dec.legvo n.276/03 dalla legge n.33/09 , dalla circolare Inps n.88/09,di cui di seguito si evidenziano gli aspetti rilevanti e significativi.

Anzitutto la circolare precisa che il comma 12 dell’art. 7-ter della citata L. n. 33/2009 ha previsto che le prestazioni relative a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà, possono essere utilizzate anche da committenti pubblici ,dovendosi intendere tali ,ai sensi dell’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 /2001, “tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali,regionali e locali, le Amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”.

Inoltre evidenzia che la legge 33/2009 introduce un’eccezione esplicita all’esclusione delle amministrazioni pubbliche dal campo di applicazione del decreto 276/2003,contenuta nell’art,1 comma 2 del menzionatodec.leg.vo n.276/03 ,consentendo, come prima detto, espressamente al committente pubblico di avvalersi dei buoni lavoro per lo svolgimento di prestazioni relative a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà ,quali attività ricomprese nelle funzioni amministrative proprie di molti enti pubblici, in special modo gli enti locali.

Premesso quanto soprale istruzioni dell’Istituto affermano definitivamente che anche nel settore pubblico può trovare applicazione il ricorso al lavoro occasionale di tipo accessorio, pur se limitatamente per le attività individuate dal comma 1, lettera d), dell’articolo 70 che siano rese direttamente dal prestatore, senza il tramite di intermediari, e finalizzate, ad esempio allo svolgimento di attività istituzionali a carattere sociale e solidale, quali i cosiddetti ‘nonni vigili’, o prestazioni rientranti nei piani di intervento a favore dei soggetti beneficiari del sistema integrato di interventi e servizi sociali ( ai sensi della legge 8 novembre 2000, n. 328) o per ricorrere a prestazioni occasionali in caso di situazioni di emergenza (calamità naturali, terremoti, ecc

Per quanto riguarda la possibilità da parte dei dipendenti pubblici di svolgere lavoro occasionale di tipo accessorio , la circolare ricorda che nei confronti degl stessi trova applicazione l’art. 53 del d.lgs. n. 165/2001, in tema di incumulabilità di impieghi e incarichi, con la previsione della richiesta di autorizzazione, da parte di soggetti sia pubblici che privati, all’amministrazione di appartenenza per lo svolgimento di “tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e nei doveri d’ufficio, per i quali è previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso” (art. 53, c omma 6). Fanno eccezione all’obbligo della richiesta di preventiva autorizzazione dalla richiesta di autorizzazione i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento, i docenti universitari a tempo definito e le altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali.
Viene altresì chiarito che la richiesta può essere effettuata, ai sensi del comma 10 del citato art. 53, da parte dello stesso dipendente o dei soggetti pubblici e privati che intendono avvalersi delle prestazioni del lavoro occasionale e che l’ impiego di dipendenti pubblici, senza la preventiva autorizzazione, comporta – per il dipendente e per l’amministrazione pubblica interessata – le sanzioni previste dai commi 7 e 8 dell’art. 53 del d.lgs. n. 165/2001.
Le istruzioni dell’Inps si concludono con il rinvio per quanto riguarda le caratteristiche dei buoni lavoro e le modalità procedurali del sistema dei voucher, alle indicazioni contenute nelle circolari emanate dall’Istituto per l’applicazione del lavoro occasionale di tipo accessorio al settore agricolo e ai settori del commercio, turismo e servizi, settore domestico, impresa familiare (circolare n. 81 del 31 luglio 2008 e n. 94 del 27 ottobre 2008, circolare n. 104 del 1° dicembre 2008, circolare n. 44 del 24 marzo 2009, circolare n. 76 del 26 maggio 2009), nonché alle indicazioni disponibili sul sito http://www.inps.it, nella sezione Informazioni – Prestazioni Occasionali di tipo accessorio oppure utilizzando l’apposita icona presente nella ‘home page’ del sito.

IL Direttore generale

Crecco

Allegato N.1

A PROPOSITO DI PART TIME NEL SETTORE PUBBLICO

20/09/2009

Prima dell’entrata in vigore dell’art.73 della legge n.133/08 ed in virtù della previsione della legge n.662/96, i dipendenti pubblici avevano il diritto ad ottenere a domanda la trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale,nel senso che le publiche amministrazioni non disponevano di alcuna discrezionalità in merito.
A seguito della riforma del Ministro Brunetta risulta introdotta la norma che consente ai datori di lavoro pubblici di accettare o negare la trasformazione in parola.
Infatti il comma 1 del citato art.73 prevede che nell’art.1 comma 58 della legge n.662/96 le parole ” avviene automaticamente” risultano sostituite dalle seguenti “può essere concessa dall’amministrazione” .
Dettoquesto,viene da chiedersi se sussiste altrettanta discrezionalità nel caso di richiesta dei dipendenti pubblici di ottenere l’inverso ,cioè di vedere ripristinatato dopo un certo tempo il rapporto a tempo pieno .
Al riguardo ,a prescindere che occorre tener conto del rispetto del tetto di spesa del personale comportando il rientro dal part time dei costi, nonchè di specifiche situazioni in cui l’accettazione della richiesta di trasformazione in tempo pieno risulta imposta dalla legge , come nel caso del lavoratore portatore di malattia oncologica , si risponde che si deve tener conto della previsione della contrattazione collettiva in materia.
Ed in proposito si fa riferimento al vigente CCNL del comparto delle Autonomie locali,che all’art.4 comma 14 stabilisce nei confronti dei dipendenti a tempo parziale degli enti territoriali il diritto di tornare a full time alla scadenza di un biennio dalla trasformazione ,oppure prima se sussiste il posto in organico.
In detta ipotesi ,che individua il riconosimento di un vero e proprio diritto soggettivo, la legge n.133/08 si rivela inapplicabile ,considerato che l’art.7 della stessa fa riferimento alla trasformazione dal part time al ful time ,ma non al contrario ,per cui la discrezionalita delle amministrazioni interessate non può aver modo di esplicarsi.
Peraltro rimane inteso che per i rapporti risultanti a part time sin dalla costituzione, l’aspirazione dei dipendenti pubblici a passare da tempo parziale a tempo pieno trova un legittimo ostacolo nel diniego delle amministrazioni,che mantengono il potere di accogliere o respingere la domanda, tenendo nel dovuto conto i limiti imposti dall’organico e dalle esigenze finanziarie imposte dal bilancio.

CHIARIMENTI INPS SU INDENNITA’ PER CO.CO.CO.PRO

20/09/2009

Dopo le istruzioni della circolare n.74/09 ,contenente in allegato il modulo per la domanda l’Inps con messaggio 20629 del 16 scorso fornisce chiarimenti sull’argomento riportato nel titolo e disciplinato dall’art.19 comma 2 lettera d) della legge n.2/09 ,di conversione del decreto legge n.185/08, relativo al conseguimento in via sperimentale per il triennio 2009-2011 di una somma liquidata in un’unica soluzione( di ammontare variabile tra i 700 ed i 1200 euro ) in misura pari al 20% del reddito percepito nell’anno precedente per i collaboratori coordinati e continuativi a progetto considerati dall’ art.61 comma 1 del d.leg.n.276/03,che siano iscritti soltanto alla gestione separata ,con esclusione dei soggetti di cui all’art.1 comma 212 legge n.662/1996, per i quali ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:

– operano per un solo committente,

– hanno conseguito nell’anno precedente un reddito superiore a 5000 euro e pari o inferiore a 13.800 euro (che risulta il minimale di reddito dell’art.1 comma 3 legge n.233/90) ;

– siano accreditati nell’anno di riferimento nella suddetta gestione separata almeno tre mensilitrà;

– svolgano nell’anno di riferimento l’attività in zone dichiarate in stato di crisi ovvero in settori riconosciuti in crisi;

– non risultino accreditati nell’anno di riferimento almeno due mesi presso la gestione separata.
I chiarimenti in questione concernono i limiti ( minimo e massimo) del reddito ed i mesi accreditati.
Per quanto riguarda il limite minimo , si precisa che , essendo stabilito l’importo di 5.000 euro riferito all’anno precedente dal comma 2 dell’at.19 del D.L. n.185/08,non risulta possibile l’erogazione dell’indennità una tantum nell’ipotesi di reddito percepito dall’interessato in misura inferiore al predetto importo.
Rispetto al l reddito massimo,si chiarisce che qualora il lavoratore abbia i requisiti stabiliti per l’accredito contributivo nell’anno precedente (ossia almeno tre mesi),l’indennità potrà essere erogata anche se il reddito conseguito nel 2008 superi l’importo di euro 11.516 ,ma sia comunque al di sotto o pari a 12.667 euro ,ovvero al di sotto dell’importo utile all’accredito di undici mesi nel 2008.
Con riferimento al requisito dei mesi accreditati , il messaggio dà suggerimenti alle strutture territoriali per visualizzare i contributi che non risutino ancora in estratto-conto .

ISTRUZIONI MINISTERIALI RISOLUZIONE RAPPORTO LAVORO DIPENDENTI PUBBLICI CON 40 ANNI CONTRIBUZIONE

17/09/2009

L’argomento di cui al titolo forma oggetto della circolare n.4 del 16 scorso emanata dal Dipartimento della Funzione pubblica con riferimento al nuovo testo dell’ art.72 comma 11 del dec.legge n.112/08 , introdotto , con effetto dal 5 agosto scorso ,dall’ art. 17 comma 35 novies del dec.legge n.78/09 convertito in legge n,102/09 .
La predetta norma stabilisce che durante il triennio 2009 /2011 nei confronti di tutto il personale dipendente pubblico ,compresi i dirigenti ed esclusi i magistrati,i professori universitari ed i dirigenti medici responsabili di struttura complessa ,
l’ Amministrazione di rispettiva appartenenza ha facoltà di procedere alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro,previo preavviso di sei mesi , al maturare di 40 anni di contributi ,compresi quelli figurativi e da riscatto, restando quindi superata dal 5.8.09 la norma contenuta nella legge n.15/09 ,che invece ammetteva ai fini del pensionamento con 40 anni la sola contribuzione effettiva.
Occorre aggiungere che dalla disposizione in esame si stabilisce altresì che:
a) resta fermo quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici ;
b) per i comparti sicurezza, difesa e affari esteri spetta ad appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri , da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, fissare le modalità applicative in materia ;
c) rimangono ferme tutte le cessazioni per effetto della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro a causa del compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni secondo la previgente normativa( valida dal 20 marzo al 4.8.09 ) gia’ decise dalle pubbliche amministrazioni,nonche’ sono impregiudicati i preavvisi disposti dalle stesse per il compimento dell’anzianità massima contributiva effettiva di 40 anni con le conseguenti cessazioni che ne derivano.
Premesso quanto sopra ,si evidenziano di seguito gli aspetti essenziali e rilevanti della citata circolare ministeriale,il cui testo integrale risulta pubblicata e consultabile sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica.
Essendo stato precisato prima quali sono sia i dipendenti pubblici destinatari ed esclusi dalla norma in commento, sia quelli per cui occorre attendere l’emanazione di appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri,si ritiene confacente,riportandosi alla corrispondente indicazione della circolare,sottolineare in primo luogo l’aspetto secondo cui la facoltà di risoluzione unilaterale può essere esercitata sino al 31 dicembre 2011 ,coinvolgendo i dipendenti che abbiano maturato il requisto previsto dei 40 anni di contribuzione entro tale data ,a prescindere dal numero di anni di servizio svolto.
In secondo luogo si osserva che, in base alla norma,il verificarsi della condizione , costituita dal compimento dei quarant’anni di anzianità contribtiva,rappresenta il momenro iniziale a partire dal quale la risoluzione può avvenir e pertanto la sua efficacia può decorrere dal giorno successivo a quello del compimento dell’anzianità contributiva prevista, sempre che sia intervenuta la comunicazione del preavviso al dipendente con almeno sei mesi di anticipo.
Il terzo aspetto meritevole di essere rimarcato concerne la circostanza che anche secondo la nuova disposizione ,come sopra già accennato nella lettera a),rimane fermo”quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici.Ciò significa che la risoluzione del contratto di lavoro non incide sulla prefissata decorrenza legale della pensione e pertanto l’ammnistrazione deve esercitare la facoltà di risoluzione tenendo conto di tale decorrenza ed evitare che ,cessato il il rapporto di lavoro ,il dipendente possa trovarsi privo di trattamento retributivo e previdenziale.
Il quarto aspetto trattato nella circolare da tenere in specifica considerazione riguarda i criteri per la risoluzione del rapporto di lavoro ,che l’amministrazione esercita in modo unilaterale nell’ambito del potere datoriale.
Sul punto le indicazioni ministeriali raccomandano particolare attenzione da parte delle amministrazioni onde evitare comportamenti contraditori o contrari a buona fede e correttezza ingenerando nei dipendeni false apettative e creando occasioni di contenzioso ed in proposito le istruzioni ministeriali richiamano e ribadiscono quanto gài detto nella circolare n.10/08,in cui è possibile leggere quanto segue : “E’ …auspicabile che ciascuna amministrazione ,prima di procedere all’applicazione della disciplina,adotti dei criteri generali ,calibrati a seconda delle proprie esigenze ,in modo da seguire una linea di condota coerente e da evtare comportamenti che conducano a scelte contradditorie … Tra questi criteri possono, ad esempio, considerarsi l’esigenza di riorganizzazione di strutture …,la rideterminazione dei fabbisogni di personale,la razionalizzazione degli assetti organizzativi e le eventuali situazioni di esubero ..,pure in relazione a specifiche professionalità “.
Inoltree da evidenziare che la circolare in merito ai criteri di risoluzione si sofferma specificamente su quelli relativi al personal del Servizio Sanitario Nazionale,in considerazione delle funzioni svolte, con l’invito a definire criteri che tengano conto appunto delle peculiari competenze / esperienze professional idelle figure di cui si riscontrino o si prevedano in prospettiva difficoltà di reperimento sul mercato,nonchè del personale che ha beneficiato di specifici percorsi formativi attivati dall’azienda con riferimento,ad esempio,alle aree delle alte tecnologie o ad ambiti chirurgici specialisticii ed altresì tenendo considerazione di procesi di riorganizzazione derivanti da programmazione aziendale/regionale ,da piani di rientro o dalla particolare situazione economico finanziaria di ciascuna azienda.
Infine si ritiene di particolare interesse sottoineare che la circolare n.4/09 ,in ordine al recesso nei confronti del personale dirigente ,dopo aver evidenziato che la norma considerata risulta d’immediata applicazione, sollecita le amministrazione a considerare l’opportunità che per gli incarichi dirigenziali conferiti dopo il 5.8.09,data d’entrata in vigore della norma ,venga evidenziata nei provedimenti di conferimento la riserva di avvalersi della facoltà di recesso,se l’amministrazione ha detta intenzione,ed inoltre quella di fissare delle scadenze per gli incarichi stessi compatibili con la data della programmata cessazione del rapporto.