PASSAPORTO FORMATIVO PER L’EDILIZIA

Per contrastare in modo efficace gli infortuni sul lavoro in edilizia, in occasione della giornata per la formazione , Ministero del Lavoro , Inail ,Formedil ,Conferenza Stato-Regioni ed organizzazioni sindacali hanno presentato le iniziative da incentivare , costituite dalla partecipazione obbligatoria a 16 ore di formazione da parte di chi per la prima volta viene avviato all’attivita’ lavorativa in edilizia e dal rilascio di uno specifico libretto di formazione in cui vanno registrate le esperienze conseguite nel settore e che quindi costituisce una specie di passaporto che certifica tutte le conoscenze professionali maturate in edilizia .
L’obbiettivo della formazione . – già operativa in fase sperimentale – – oltre alla finalità primaria di ridurre la possibilità di infortuni – è anche agevolare l’impatto iniziale tra lavoratore e azienda attraverso una formazione professionale di base utile a riconoscere i rischi del mestiere e a sensibilizzare verso una cultura della sicurezza ,conidando che la stessa riesca ad andare di pari passo con la crescita professionale degli interessati.

Pertanto le 16 ore di formazione obbligatoria appaiono come l’avvio di un cammino formativo che intende accompagnare nel tempo un operaio, rappresentando non solo una prima garanzia della qualità delle risorse umane, della regolarità dei rapporti contrattuali e della sicurezza, ma anche un mezzo innovativo per “intercettare” e fornire delle prime competenze di base a tutti i nuovi lavoratori ,nella prospettiva di garantire una specifica e adeguata formazione alla sicurezza per tutte le figure e a tutti i ruoli professionali.
Alle le 16 ore di formazione obbligatoria è legata l’altra iniziativa ,oggi anche al centro dell’attenzione del Governo e del Parlamento ,riguardante l’istituzione del Libretto formativo del lavoratore, già previsto dalla legge Biagi e che risulta rilanciato dal decreto legislativo n. 106/09 .
Alla base di questo documento sta la creazione di una banca dati dove sono inseriti tutti i lavoratori con le loro rispettive competenze garantendo ogni trasparenza e e tracciabilità , così da essere in grado pure di incidere sull’emersione del lavoro nero,considerato che Il “libretto formativo” fornirà un profilo completo e aggiornato del percorso professionale di ciascun operaio .

Con la banca dati verrà garantito da parte di tutte le Scuole edili , entro la fine del 2009, il censimento delle competenze di ogni singolo lavoratore sulla base di un repertorio nazionale condiviso: ciò consentirà di monitorare costantemente l’offerta formativa di settore, nonché di conoscere e seguire in tempo reale i suoi utenti. L’inserimento e l’elaborazione dei dati relativi al curriculum, anagrafico e professionale, dei corsi realizzati ed a quelli delle esperienze di lavoro (questi ultimi incrociati con i repertori delle competenze e delle unità didattiche) costituiranno i contenuti del Libretto che – rilasciato dalla scuola edile nell’ambito della prima occasione formativa come stampa automatica della posizione dell’utente risultante dalla banca dati – verrà continuamente aggiornato e sarà in continua evoluzione .

Infine e’ da osservare che la modalità operativa di cui sopranon solo contribuirà ,comedetto, in modo significativo a contrastare il lavoro irregolare,ma anche consentirà al sistema paritetico di conoscere in tempo reale il valore professionale del proprio patrimonio umano, da sempre la principale risorsa dell’industria delle costruzioni.

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