ISTRUZIONI MINISTERIALI RISOLUZIONE RAPPORTO LAVORO DIPENDENTI PUBBLICI CON 40 ANNI CONTRIBUZIONE

L’argomento di cui al titolo forma oggetto della circolare n.4 del 16 scorso emanata dal Dipartimento della Funzione pubblica con riferimento al nuovo testo dell’ art.72 comma 11 del dec.legge n.112/08 , introdotto , con effetto dal 5 agosto scorso ,dall’ art. 17 comma 35 novies del dec.legge n.78/09 convertito in legge n,102/09 .
La predetta norma stabilisce che durante il triennio 2009 /2011 nei confronti di tutto il personale dipendente pubblico ,compresi i dirigenti ed esclusi i magistrati,i professori universitari ed i dirigenti medici responsabili di struttura complessa ,
l’ Amministrazione di rispettiva appartenenza ha facoltà di procedere alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro,previo preavviso di sei mesi , al maturare di 40 anni di contributi ,compresi quelli figurativi e da riscatto, restando quindi superata dal 5.8.09 la norma contenuta nella legge n.15/09 ,che invece ammetteva ai fini del pensionamento con 40 anni la sola contribuzione effettiva.
Occorre aggiungere che dalla disposizione in esame si stabilisce altresì che:
a) resta fermo quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici ;
b) per i comparti sicurezza, difesa e affari esteri spetta ad appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri , da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, fissare le modalità applicative in materia ;
c) rimangono ferme tutte le cessazioni per effetto della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro a causa del compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni secondo la previgente normativa( valida dal 20 marzo al 4.8.09 ) gia’ decise dalle pubbliche amministrazioni,nonche’ sono impregiudicati i preavvisi disposti dalle stesse per il compimento dell’anzianità massima contributiva effettiva di 40 anni con le conseguenti cessazioni che ne derivano.
Premesso quanto sopra ,si evidenziano di seguito gli aspetti essenziali e rilevanti della citata circolare ministeriale,il cui testo integrale risulta pubblicata e consultabile sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica.
Essendo stato precisato prima quali sono sia i dipendenti pubblici destinatari ed esclusi dalla norma in commento, sia quelli per cui occorre attendere l’emanazione di appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri,si ritiene confacente,riportandosi alla corrispondente indicazione della circolare,sottolineare in primo luogo l’aspetto secondo cui la facoltà di risoluzione unilaterale può essere esercitata sino al 31 dicembre 2011 ,coinvolgendo i dipendenti che abbiano maturato il requisto previsto dei 40 anni di contribuzione entro tale data ,a prescindere dal numero di anni di servizio svolto.
In secondo luogo si osserva che, in base alla norma,il verificarsi della condizione , costituita dal compimento dei quarant’anni di anzianità contribtiva,rappresenta il momenro iniziale a partire dal quale la risoluzione può avvenir e pertanto la sua efficacia può decorrere dal giorno successivo a quello del compimento dell’anzianità contributiva prevista, sempre che sia intervenuta la comunicazione del preavviso al dipendente con almeno sei mesi di anticipo.
Il terzo aspetto meritevole di essere rimarcato concerne la circostanza che anche secondo la nuova disposizione ,come sopra già accennato nella lettera a),rimane fermo”quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici.Ciò significa che la risoluzione del contratto di lavoro non incide sulla prefissata decorrenza legale della pensione e pertanto l’ammnistrazione deve esercitare la facoltà di risoluzione tenendo conto di tale decorrenza ed evitare che ,cessato il il rapporto di lavoro ,il dipendente possa trovarsi privo di trattamento retributivo e previdenziale.
Il quarto aspetto trattato nella circolare da tenere in specifica considerazione riguarda i criteri per la risoluzione del rapporto di lavoro ,che l’amministrazione esercita in modo unilaterale nell’ambito del potere datoriale.
Sul punto le indicazioni ministeriali raccomandano particolare attenzione da parte delle amministrazioni onde evitare comportamenti contraditori o contrari a buona fede e correttezza ingenerando nei dipendeni false apettative e creando occasioni di contenzioso ed in proposito le istruzioni ministeriali richiamano e ribadiscono quanto gài detto nella circolare n.10/08,in cui è possibile leggere quanto segue : “E’ …auspicabile che ciascuna amministrazione ,prima di procedere all’applicazione della disciplina,adotti dei criteri generali ,calibrati a seconda delle proprie esigenze ,in modo da seguire una linea di condota coerente e da evtare comportamenti che conducano a scelte contradditorie … Tra questi criteri possono, ad esempio, considerarsi l’esigenza di riorganizzazione di strutture …,la rideterminazione dei fabbisogni di personale,la razionalizzazione degli assetti organizzativi e le eventuali situazioni di esubero ..,pure in relazione a specifiche professionalità “.
Inoltree da evidenziare che la circolare in merito ai criteri di risoluzione si sofferma specificamente su quelli relativi al personal del Servizio Sanitario Nazionale,in considerazione delle funzioni svolte, con l’invito a definire criteri che tengano conto appunto delle peculiari competenze / esperienze professional idelle figure di cui si riscontrino o si prevedano in prospettiva difficoltà di reperimento sul mercato,nonchè del personale che ha beneficiato di specifici percorsi formativi attivati dall’azienda con riferimento,ad esempio,alle aree delle alte tecnologie o ad ambiti chirurgici specialisticii ed altresì tenendo considerazione di procesi di riorganizzazione derivanti da programmazione aziendale/regionale ,da piani di rientro o dalla particolare situazione economico finanziaria di ciascuna azienda.
Infine si ritiene di particolare interesse sottoineare che la circolare n.4/09 ,in ordine al recesso nei confronti del personale dirigente ,dopo aver evidenziato che la norma considerata risulta d’immediata applicazione, sollecita le amministrazione a considerare l’opportunità che per gli incarichi dirigenziali conferiti dopo il 5.8.09,data d’entrata in vigore della norma ,venga evidenziata nei provedimenti di conferimento la riserva di avvalersi della facoltà di recesso,se l’amministrazione ha detta intenzione,ed inoltre quella di fissare delle scadenze per gli incarichi stessi compatibili con la data della programmata cessazione del rapporto.

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