Archive for agosto 2009

INDICAZIONI AGENZIA ENTRATE PER EMERSIONE COLF E BADANTI IRREGOLARI

12/08/2009

Anche l’Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni operative sulla regolarizzazione di colf e badanti italiani,comunitari ed extracomunitari ,dopo quelle della circolare n.10 del 7 scorso dei Ministeri del Lavoro ed Interno e quella dell’Inps n.101 del 10 scorso , esaminate ieri su questo blog.

Infatti detta Amministrazione nella risoluzione n.29/E diffusa l’11 scorso s’intrattiene sul modello F24 e sui codici tributi da utilizzare per il versamento del contributo forfetario di 500 euro ,che come è risaputo risulta destinato a coprire il periodo aprile-giugno c.a.per l’emersione dei lavoratori irregolari ,precisando che:
– il versamento tramite F24 può essere effettuato già dal 21 agosto corrente,ossia tre giorni prima rispetto alla data indicata dalla circolare dei Ministeri del Lavoro e dell’Interno;
– per il pagamento telematico è possibile fruire soltanto dei servizi one-line dell’Agenzia Entrate, ma non di quelli del sistema bancario;
-sono utilizzabili due nuovi codici tributo denominati rispettivamente ” RINT -Datori di lavoro domestico-emersione lavoratori italiani e comunitari” ,e “REXT-Datori di lavoo domestico-emersione lavoratori extra comunitari “.
Nel ribadire che il pagamento con il modello F24,oltre che attraverso i servizi one line dell’Agenzia Entrate, può essere effettuato sino al 30 settembre (ultimo giorno previsto per procedere alla regolarizzazione) anche presso qualunque sportello bancario ,postale e degli agenti di riscossione.
Si ricorda altresi’ che datore di lavoro ,oltre a premunirsi di una marca da bollo di euro 14,62 se la sanatoria riguarda un lavoratore extracomunitario,dovrà conformarsi alle seguenti istruzioni rispetto alla compilazione del modello F24 :
a) indicare nella sezione “contribuente” i propri dati relativi a codice ficale,anagrafica e domicilio fiscale ;
b) compilare la sezione “erario ed altro” riportando nel campo “tipo” il carattere “R” e nel campo “elementi identificativi” ,se si tratta di lavoratore italiano o comunitario ,riportando il codice fiscale o in mancanza il numero di un documento d’identità in corso di validità ,mentre,se si tratta di lavoratore extracomunitario ,precisando il numero del passaporto o altro documento equipollente,limitandosi a registrare al massimo i primi 17 caratteri di detto numero;
c) specificare nel campo “codice” la voce “RINT” ovvero” REXT” ,a seconda che si tratta di lavoratore italiano/comunitario oppure di lavoratore extracomunitario;
d) registrare nel campo” importo ” la voce “500,00”.
Per il modello F24 e relativa istruzioni di compilazione si rinvia alla consultazione del sito lavoro.gov.it

CIRCOLARE INPS PER EMERSIONE DOMESTICI E BADANTI IRREGOLARI

11/08/2009

Si riassumono gli aspetti rilevanti e significativi della circolare n.101 del 10 scoso con cui l’Inps fornisce indicazioni operative all’utenza e alle proprie strutture circa l’applicazione dell’art.1ter della legge n.102/09 relativa alla regolarizzazioni dei lavoratori italiani,comunitari ed extracomunitari impegnati in attività di assistenza e sostegno alle famiglie evidenziando al riguardo quanto segue.

I datori di lavoro che alla data del 30 giugno 2009 occupavano irregolarmente alle proprie dipendenze, da almeno tre mesi, lavoratori addetti alle attività attività e continuano ad occuparli alla data di presentazione della dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro,da effettuare nel periodo dal 1° al 30 settembre 2009, devono presentare una dichiarazione di emersione all’ INPS se trattasi di prestatori con cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, mediante un apposito modulo. Peraltro, possono essere assimilati a tali lavoratori anche i cittadini extracomunitari in possesso di titolo di soggiorno in corso di validità che consente di svolgere attività lavorativa subordinata, irregolarmente impiegati nelle attività di assistenza a persona non autosufficiente o di sostegno al bisogno familiare .
Se si tratta invece di lavoratori extracomunitari ,nvece,la domanda di regolarizazione va presentata allo Sportello Unico presso la Prefettura del luodo di svolgimento del rapporto di lavoro ed in merito si rinvia alla circolare congiunta Ministero del Lavoro dell’Interno n.10 del 7 scorso ,esaminata in pari data su questo blog.e consultabile sui si dei predetti dicasteri

Nel rispetto della previsione legislativa in riferimento ,prima di presentare la dichiarazione di emersione il datore di lavoro deve provvedere al pagamento di un contributo forfetario, per ciascun lavoratore, di € 500,00 di cui una parte coprirà a fini previdenziali e assistenziali il periodo di lavoro 1° aprile – 30 giugno 2009 (2° trimestre 2009). Il pagamento deve essere effettuato attraverso il modello “F24 – versamenti con elementi identificativi”, disponibile sui siti http://www.agenziaentrate.gov.it , http://www.interno.it , http://www.lavoro.gov.it e http://www.inps.it. a decorrere dal 24 agosto corrente.

Dalla data di entrata in vigore della legge n. 102 del 2009 e fino alla conclusione del procedimento volto all’emersione, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati per le violazioni delle norme relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale (con esclusione di quelle di cui all’art. 12 del T.U. per l’Immigrazione), nonché delle norme relative all’impiego di lavoratori, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale.

In ordine ai destinatari dalla normativa in questione,la circolare Inps distingue tra datori di lavoro e lavoratori.
Rispetto ai datori di lavoro .si stabilisce che possono presentare la dichiarazione di emersione tutti i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro extracomunitari in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’art. 9 di cui al Testo unico per l’Immigrazione ( permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) nonché cittadini extracomunitari titolari di carta di soggiorno in quanto familiari di cittadini comunitari,aggiungendo peraltro che ,individuando le disposizioni di cui all’art. 1-ter citato quali destinatari i datori di lavoro occupanti alle proprie dipendenze personale addetto alle attività di assistenza a persona non autosufficiente e di sostegno alle famiglie, riferibili quindi ai datori di lavoro domestico ai sensi del D.P.R. 31.12.1971, n. 1403 e successive modificazioni, l’Inps ritiene equiparati ai datori di lavoro domestico persona fisica anche alcune particolari persone giuridiche, ovvero le convivenze di comunità religiose (conventi, seminari) e le convivenze militari (caserme, comandi, stazioni) , che hanno lavoratori addetti al servizio diretto e personale dei conviventi ,nonché le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale), qualunque sia il numero dei componenti.
Tra le predette comunità rientrano le case famiglia per handicappati, quelle per il recupero dei tossicodipendenti, per l’assistenza gratuita a fanciulli, anziani e ragazze madri, le comunità focolari, le convivenze di sacerdoti anziani cessati dal ministero parrocchiale o dal servizio diocesano.
Invece non rientrano in tali ipotesi gli alberghi, le pensioni , gli affittacamere e le cliniche private;
i collegi-convitti, anche se esercitati senza fine di lucro, perché la convivenza non è fine a se stessa ma mezzo per conseguire finalità educative.

Con riguardo ai lavoratori,viene affermato che le norme riguardano personale di qualunque nazionalità adibito ad attività di assistenza personale o per componenti della famiglia, anche non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza (badanti) ovvero di lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare (colf),restando sottolineato che, in caso di emersione di rapporti di lavoro con cittadini extracomunitari comunque presenti sul territorio nazionale, per ciascun nucleo familiare è possibile regolarizzare soltanto un lavoratore domestico di sostegno al bisogno familiare (colf), e non più di due lavoratori addetti all’assistenza a persona affetta da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza (badanti).

Inoltre viene dichiarato che :
– presupposto fondamentale del procedimento di emersione è che il datore di lavoro abbia effettivamente occupato in posizione irregolare da almeno 3 mesi alla data del 30 giugno 2009 e continui ad occupare, alla data di presentazione della dichiarazione di emersione, lavoratori domestici sia italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea che extracomunitari. Si precisa che tutti i periodi di lavoro denunciati devono essere stati effettivamente svolti senza interruzioni ;

– ilprocedimento previsto dalla norma, oltre a essere destinato a regolarizzare la posizione del lavoratore domestico irregolare realizza anche l’adempimento degli obblighi previdenziali con riferimento al secondo trimestre ,mentre secondo la previsione dell’
art. 1-ter, comma 14, della legge n. 102/2009, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e finanze determinerà a breve con proprio decreto le modalità di destinazione del contributo forfetario versato di € 500,00 per ciascun lavoratore, sia per fare fronte all’organizzazione e allo svolgimento dei compiti di cui allo stesso articolo, sia per la copertura previdenziale ed assistenziale del periodo 1 aprile- 30 giugno 2009 ;

– per quanto attiene, invece, l’adempimento degli obblighi previdenziali relativi ai periodi di lavoro irregolare svolti antecedentemente il trimestre oggetto di regolarizzazione che siano eventualmente denunciati, è prevista ,sempre in base all’ art. 1-ter, comma 14, della legge n. 102/2009, la definizione con decreto del Ministro del Lavoro della salute e delle politiche sociali delle modalità di corresponsione delle somme e degli interessi dovuti per i contributi previdenziali e assistenziali, fermo restando che la misura del contributo è quella ordinariamente prevista sulla base delle disposizioni che regolano l’adempimento degli obblighi previdenziali.

– idatori di lavoro che hanno indicato nella denuncia di emersione all’INPS o nella comunicazione successiva alla stipula del contratto di soggiorno una data di inizio del rapporto di lavoro antecedente al 1° aprile 2009, saranno invitati a compilare apposito Mod. LD15-ter, fermi restando i limiti della prescrizione quinquennale Peraltro è data possibilità al datore di lavoro di regolarizzare, alle condizioni previste dal Decreto di cui al citato comma 14, periodi di lavoro pregressi, nei limiti della prescrizione quinquennale, anche nel caso in cui sia stata indicata come data di inizio lavoro il 1 aprile 2009 nella domanda di emersione ;

– definito il procedimento di emersione, l’Inps provvede ad aprire una posizione assicurativa a favore del lavoratore domestico e il datore di lavoro è tenuto al pagamento dei contributi nella misura ed in relazione, in particolare, all’orario di lavoro e alla retribuzione mensile o oraria indicati nella dichiarazione, secondo le norme di carattere generale
Per facilitare il pagamento dei contributi, saranno inviati al datore di lavoro dei bollettini di conto corrente postale già compilati in base alle informazioni acquisite, oltre a bollettini in bianco.

Riguardo al procedimento da seguire per la richiesta di regolarizzazione,la circolare in esame prevede che:

-se si tratta di cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero di i cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno che permette attività di lavoro subordinato, in corso di validità, il procedimento di emersione prende avvio con la presentazione della “Dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro” all’INPS, mediante il Mod. LD-EM2009, scaricabile dal sito http://www.inps.it nella sezione Moduli, da presentare

– attraverso il Contact Center al numero 803 164;

– attraverso la procedura on-line collegandosi al sito http://www.inps.it – Moduli – Aziende e Contributi;

– agli sportelli dell’INPS, allegando la fotocopia del documento di identità del datore di lavoro;

– per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando la fotocopia del documento di identità del datore di lavoro.
Il predetto Mod. LD-EM2009 ha valore anche come comunicazione obbligatoria di assunzione, ai sensi dell’art. 16 bis del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla Legge 28 gennaio 2009 n. 2,
Si osserva peraltro che nel caso in cui il procedimento di emersione riguardi un rapporto di lavoro instaurato con un cittadino extracomunitario in possesso di permesso di soggiorno valido per lavoro subordinato, permane l’obbligo per il datore di lavoro di trasmettere il Contratto di soggiorno (Mod. Q) allo Sportello Unico dell’Immigrazione competente per territorio, obbligatorio dal 25 febbraio 2005 ai sensi del DPR 334/2004.
L’iscrizione del rapporto di lavoro all’INPS, che avverrà dopo la verifica dell’avvenuto pagamento della quota forfetaria e della rispondenza di quanto dichiarato alle norme vigenti in materia di lavoro domestico, comporta l’estinzione degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione delle norme relative all’impiego di lavoratori, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale.
-quando invece si tratta di lavoratori extracomunitari irregolarmente presenti sul territorio italiano si rinvia, per informazioni esaustive e disposizioni specifiche, a quanto contenuto nella Circolare Interministeriale n. 10/2009 del 7 agosto 2009,che si ribadisce risulta esaminata su questo blog in pari dat,mentre il testo integrale della stessa è consultabile sui siti interno.it e lavoro.gov.it,avvertendo in ogni caso la dichiarazione di emersione deve essere presentata allo Sportello Unico per l’Immigrazione, di cui all’art. 22 del testo unico di cui al D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, con modalità informatiche.

Il datore di lavoro, entro ventiquattro ore dalla data della stipulazione del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico Immigrazione con i cittadini extracomunitari comunque presenti sul territorio nazionale deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione all’INPS, ai sensi dell’art. 16-bis del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2, presentando l’apposito modulo LDEM09extraUE, disponibile dal 1° ottobre 2009 sul sito Internet dell’Istituto.
L’Inps provvede poi a trasmettere i dati necessari per gli altri adempimenti ai Servizi competenti del Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, all’Inail, nonché ai Servizi regionali.
La circolare termina evidenziando che la sottoscrizione del contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione obbligatoria all’INPS e il rilascio del permesso di soggiorno comporta l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione delle norme relative all’ingresso e al soggiorno sul territorio nazionale e all’impiego di lavoratori, anche di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale.

Infine si ribadisce quanto evidenziato a conclusione del precedente post pubblicato su questo blog ,vale a dire che per la regolarizzazione di colf e badanti extracomunitarie ncessita sottoscrivere contratti di almeno 20 ore settimanale di lavoro e non sono ammesse regolarizzazioni frazionate,ossia non è possibile che un datore di lavoro regolarizzi per otto ore ed un altro per dodici,in quanto bisogna applicare le regole generali per la sottoscrizione del contratto di soggiorno ,che deve garantire agli extracomunitri condizioni confacenti per mantenersi nel nostro Paese .

ISTRUZIONI MINISTERI INTERNO E LAVORO PER REGOLARIZZAZIONE COLF E BADANTI EXTRACOMUNITARI

11/08/2009

I Ministeri del Lavoro e dell’Interno con la circolare congiunta n.10 del 7 scorso , in riferimento all’art. 1 ter della legge n.102/09 riguardante la possibilità dell’emersione del rapporto i lavoro irregolare con cittadini italiani ,comunitari,oppure extracomunitari comunque presenti sul territorio nazionale ,addetti al lavoro domestico o all’assistenza di persone affette da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, forniscono indicazioni sugli adempimenti di competenza degli Sportelli Unici Immigrazione per la regolarizzazione di lavoratori extracomunitari, i cui aspetti significativi di seguito si evidenziano.
In primo luogo,le istruzioni ministeriali si soffermano sui datori di lavoro e sui lavoratori interessati alla dichiarazione di emersione .
Rispetto ai primi ,risulta precisato che la dichiarazione di emersione può essere realizzata da datori di lavoro italiani,comunitari ed extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo,nonchè extracomunitari titolari di carta di soggiorno in quanto familiari .
Riguardo ai secondi,si chiarisce che potrà essere regolarizzata l’occupazione non regolare di lavoratori extracomunitari impegnati nell’assistenza del datore di lavoro o di componenti della famiglia dello stesso, con patologia o handicap che limitano l’ autosufficienza,nonchè in attivita’ di lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare .
In ordine alla domanda di regolarizzazione le direttive ministeriali in esame stabliscono quanto segue:
1. la regolarizzazione sara’ limitata ad un numero massimo di tre lavoratori ( un domestico e due badanti);
2. per essere regolarizzati i lavoratori devono risultare occupati da almeno tre mesi al 30.6.09 ed essere in forza all’atto di presentazione della domanda di regolarizzazione,che è preclusa agli extracomunitari a carico dei quali risulta adottato provvedimento di espulsione,di segnalazione per la non ammissione sul territorio italiano ,di condanna ,anche se con sentenza non definitiva, per i reati di cui agli art.380 e 381 c.p.p. (arresto in flagranza di reato );
3. la domanda di sanatoria andrà presentata nel periodo 1/30 settembre p.v. allo Sportello Unico Immigrazione,ricordando che non sussiste limitazione di quote prefissata;
4. per il lavoro domestico si potrà presentare una sola domanda per ciascun nucleo familiare e,a pena di inammissibilità , sarà necessario esibire , all’atto alla domanda di regolarizzazione la documentazione attestante il possesso di un reddito imponibile ( con riferimento alla dichiarazione dei redditi per il 2008) di almeno 20 mila euro annui ovvero di almeno 25 mila euro per nuclei composti da più familiari conviventi percettori di reddito ;
5. invece per l’assistenza a persone affette da patologie o handicap ,si possono presentare sino a due domande di regolarizzazione per ogni nucleo familiare (anche per assistere componenti della famiglia non conviventi),esibendo allo Sportello Unico Emigrazione ,a pena d’inammissibilit adella richiesta,una certificazione rilasciata da strutttura sanitara pubblica o da un medico convenzionato con il servizio Sanitario Nazionale ( anche del medico di famiglia) ,attestante la sussistenza della limitazione dell’autosufficienza della/e persona/e destinaria/e dell’assistenza ;
6. la richiesta di regolarizzazione ( in modalità i esl usivamente telematica )va prodota allo Sportello Unico della Prefettura del luogo di svolgimento del rappoto di lavoro,seguendo le modalità informtiche reperibili sul sito interno.it, previo pagamento di 500 euro di contributo,a copertura del periodo aprile-giugno 2009, per ogni lavoratore da regolarizzare ,che bisogna versare ,a decorrere dal 24.8.09,d autilizzando il “modello F24-versameni con elementi identificativi” ,a breve reperibile e scaricabile dai siti agenziaentrate.gov.it ,interno .it ,lavoro .gov.it ed inps.it ,con l’avvertenza che detto contributo non risulta rimborsabile in caso di irricevibilità,archiviazione o rigetto della domanda di regolarizzazione ,evidenziando che detto contributo consente la copertura del periodo aprile-giugno 2009, mentre sarà obbligatorio il versamento dei contributi e previdenziali ed assistenziali per il periodo di lavoro precedente al 30 giugno 2009 maggiorati degli interessi secondo modalità che spetterà al Ministero del Lavoro definire con proprio decreto;
7. sara’ resa disponibile all’interno del sito web interno.it ,area “elenco domande inviate”,entro il tempo massimo di 72 ore,apposita ricevuta della domanda di regolarizzazione recante la data di trasmissione,che in copia dovrà essere consegnata dal datore di lavoro a lavoratore interessato per attestare la presentazione della domanda di regolarizzazione .

La circolare prosegue intrattenendosi sugli adempimenti a carico dello Spotello Unico Immigrazione , dedicando particolare attenzione i alle verifiche circa la completezza e regolarità della documentazione presentata ,nonchè evidenziando l’impegno dei rapresentanti delle Direzioni Proviniali del Lavoro presenti in detto Sportello per la verifica della corrispondenza tra le condizioni di lavoro dichiarate e l’attività effettivamente prestata ed infine evidenziando la presenza alle riunioni dello Sportello Unico Immigrazione anche di un rappresentante dell’Inps con il compito di accertare ,attraverso il collegamento informatico dell’Istituto , l’avvenuto versamento del contributo di 500 euro ,così da consentire al datore di lavoro la comunicazione obbligatoria di assunzione all’Inps direttamente presso lo S .U.I.
Inoltre la circolare accenna all’ attivazione , tramite l’Anci ,di accordi di collaborazione con i comuni per l’espletamento della procedura di regolarizzazione,mentre allo stesso fine si prevede che restano validi i Protocoll sottoscritti con le Associazioni di categoria ,le OO.SS.ed i Patronati per fornire assistenza nella compilazione e trasmissione delle domande .
Per quanto concerne gli effetti della dichiarazione di emersione ,la circolare prevede che la presentazione della stessa comporta la rinuncia alla richiesta di nulla osta al lavoro subordinato per le attività di lavoro domestico o di badante già presentata per il medesimo lavoratore,ai sensi dei dpcm 30.10.07 e 3.12 .09.
Inoltre dalla data di entrata in vigore della legge n.102 e sino alla conclusione del procedimento attivabile attraverso la presentazione della domanda di regolarizzazine ,restano sospesi i procedimenti penali ed amministrativi a carico dei lavoratori extracomunitari ed acarico dei datori di lavoro per le violazioni delle norme relative all’ingresso ,al soggiorno nel territorio nazionale ed all’impiego dei lavoratori,anche se rivestono carattere finanziario ,fiscale,previdenziale ed assistenziale .
La sottoscrizione del contratto di sogggiorno seguita dalla a comunicazione obbligatoria di assunzione all’Inps ed il rilascio del permesso di soggiorno comportano rispettivamente per il datore di lavoro ed il lavoratore extracomunitario l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi , restando stabilito che nelle more della definizione del procedimento di emersione il cittadino straniero non può essere destinatario di provvedimento di espulsione .
La circolare in questione termina con l’illustrazione delle conseguenze per le false dichiarazioni o attestazioni ,nonchè per la contraffazione o .alterazione di documenti ovvero l’utilizzo dei documenti contraffatti o alterati .
Si conclude la presente esposizione evidenziando che per la regolarizzazione di colf e badanti extracomunitarie ncessita sottoscrivere contratti di almeno 20 ore settimanale di lavoro e non sono ammesse regolarizzazioni frazionate,ossia non è possibile che un datore di lavoro regolarizzi per otto ore ed un altro per dodici,in quanto bisogna applicare le regole generali per la sottoscrizione del contratto di soggiorno ,che deve garantire agli extracomunitri condizioni confacenti per mantenersi nel nostro Paese .

DISCIPLINA SOSPENSIONE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE DOPO IL LEG.VO N.106/09

10/08/2009

Di seguito si esamina la disciplna della sospensione dell’attivita’ imprenditoriale ,tenendo conto delle modifiche ed integrazioni introdotte al testo originario dell’art.14 del T:U. n.81/08 dall ‘art.11 del dec.leg.vo n.106/09. ,le cui disposizioni entreranno in vigore dal 20 c.m.
Per quanto riguarda le novità normative :
-in primo luogo risalta all’attenzione che il decreto correttivo fa riferimento per l’adozione del provvedimento di sospensione agli “organi di vigilanza del Ministero del Lavoro” e non più al “personale ispettivo”,quasi a voler sottrarre quest’ultimo dal coinvolgimento dall’esercizio del potere di sospensione ,che pertanto fa capo direttamente alla DPL.;
– in secondo luogo , rispetto al confermato uso dell’espressione “possono adottare “,si fa rinvio ai chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro nelle circolari n.29/06 n.24/07 ,nel senso chela sddetta sottintende una discrezionalità in senso tecnico ,ossia tale da consentire agli ispettori di prendere in considerazione ed attentamente valutare aspetti e circostanze particolari attinenti alla tipologia ed entità del rischio in azienda o nel cantiere ,pur senza trascurare la sussistenza dei parametri legali ;
in terzo terzo luogo, essendo risaputo che il provvedimento di sospensione interviene a seguito dell’ accertamento da parte dei competenti organi della vigilanza :
a) dell’impiego di personale che non risulta dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 %del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro
b) di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza del lavoro ,
appare confacente evidenziare le seguenti ulteriori novità introdotte al testo originario del T.U.:
1. in attesa che apposito decreto del Ministro del Lavoro,da adottare previo coinvolgimento del Ministero dell’Interno e della Conferenza Stato- Regioni, individua le violazioni di cui alla precedente lettara b),si fa riferimento a quelle previste dall’Allegato I del dec.legvo n.81/08.;
2. risulta confermato per legge l’indirizzo , anticipato in via amministrativa dal Ministero del Lavoro (atto d’indirizzo del 18.9.08 e circolare n.30/08), che per il lavoro irregolare la sospensione non si applica se il lavoratore in nero risulti essere l’unico ocupato dall’azienda ispezionata,a prescindere dalla tipologia contrattuale e dalla modalità della prestazione, mentre interviene la sospensione nei casi di gravi e reiterate violazioni delle norme di tutela della salute e della sicurezza,malgrado si tratti di azienda con un solo occupato presente .Peraltro si osserva che se dalla documntazione risulta attestata l’esistenza dialtro personaleoccupato a qualsiasi titolo (associato in patecipazione ,collaboratore a progetto,colaboratore o coadiuvante familiare,tirocinante),pure se non presente all’atto dell’ispezione ,si ritiene che la sospensione può essere disposta;
3.si prevede altresì per entrambe le ipotesi considerate nelle precedenti lettere a) e b) ,che la sospensione non deve riguardare l’intera impresa,ma soltanto la parte dell’ attività interessata dalle violazioni e di conseguenza il provedimento potrà i colpire il singolo cantiere ovvero la singola unità produttva presso cui risulta effettuata l’ispezione,
4.si sottolinea inoltre che per i casi di lavoratori irregolari, la sospensione interviene per l’accertato impiego di personale non risultante da qualsiasi documento o comunicazione comprovante ad una P.A. .l’occupazione del lavoratore nell’azienda sottoposta a vigilanza ( registrazioni su LUL ,comunicazioni obbligatorie ,comunicazione al Centro di Contatto inps-Inail dei dati del datore di lavoro e del lavoratore ,codice fiscale copreso , nonchè del luogo di prestazione per il lavoro accessorio occasionale,comunicazione anticipata all’Inail per la collaborazione famliare);
4. si aggiunge che ll provvedimento di sospensione nei casi di gravi violazioni di norme per la tutela della salute e della sicurezza del lavoro risulta legitimo soltanto se le stesse siano reiterate .Si ha reiterazione quando,nei cinque anni successivi alla commissione di una violaione oggetto di prescrizione dell’organo di vigilanza ottemperata dalcntravventore o di una violazione accertata con sentenza definitiva,lo stesso soggetto commette più violazioni dela stessa indole,che sono le violazioni della medesim disposizione o di disposizioni diverse individuate,in attesa dell’adozione del decreto del Ministro del Lavoro ,in via provvisoria nell’Allegato I del T.U.;
-un’altra novità relativa al provvedimento di sospensione ,peraltro anch’essa anticipata da indicazioni amministrative fornite alle strutture territoriali del Ministero del Lavoro dalla Direzione Generale Attivita’Ispettiva , concerne il differimento degli effetti sospensiviccontenuto nel comma 11bs aggiunto al testo dell’art.!4 del T.U.n. 81/08,in cui appunto si prevede che in ogni caso di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare gli effetti della sospensione possono essere fatti decorrere dalle ore 12 del giorno lavorativo successivo ovvero dalla cessazione dell’attività lavorativa in corso che non può essere interrotta ,salvo che non si riscontrino situazioni di imminente pericolo o di grave rischio per la salute dei lavoratori o di terzi ;
5.cambia anche l’importo della somma aggiuntiva da versare per la revoca del provvedimeno di sospensione da parte dell’organo di vigilanza che lo ha adottato ,purchè sia intervenuta la regolarizzazione dei lavoratori in nero ovvero accertato il ripristino dell regolari condizioni di lavoro .Infatti detta somma aggiuntiva ora è pari a 1.500 euro per i casi di sospensione per lavoratore irregolare e a 2.500 euro per la sospensione causata da gravi e reterate violazioni di norme di tutela della salute e della sicurezza, avvertendo che per le sospensioni irrogate prima del 20 agosto corrente rimane per entrambe le fattispecie di violazione il precedente importo unico di 2500 euro;
6.risulta modificata pure la norma sulle conseguenze per l’inottemperanza al provvedimento di sospensione . Vale a dire che in precedenza era prevista la punizione unica dell’arresto sino a sei mesi, invece ora ,ferma restando la predetta sanzione per i casi relativi alle gravi e reiterate violazioni delle norme di tutela della salute e sicurezza del lavoro ,per quelli concernenti i lavoratori in nero si prevede l’arresto da 3 a 6 mesi ovvero l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro .Si ritiene di evidenziare che in mancanza di ottemperanza al provvedimento per lavoratore irregolare ,senza cheintervenga la revoca del provvedimento stesso,il personaleispettivo della competente DPL provvederà ad emetterela presrizione obbligatoria prevista dall’art.301 del dec.leg.vo n.81/08 ;
7. evidenziato che competenti ad emettere il provvedimento di sospensione sono le Direzione del Lavoro(al cui personale ispettivo vengono riconosciuti gli stessi poteri ed obblighi spettanti a quello delle AA.SS .LL ,con riferimento all’accertamnto della reiterazione delle violazioni delle norme di tutela della salute e sicurezza sul lavoro) ,le Aziende Sanitarie locali (limitatamente alle violazioni in materia di sicurezzasul) ed i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco( per le violazioni sulle prevenzioni incendi) ,occorre precisare che l’adozione del provvedimento di sospensione va comunicato all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori ,servizi e forniture ,al Ministero Infrastrutture e dei Trasporti ai fini dell’emanazione da parte di quest’ultimo Dicastero di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le PP.AA.ed alla patecipazione a gare pubbliche.La durata del provvedimento
.- è pari a quella della sospensione nel caso in cui la percentuale dei lavoratori irregolari sia inferiore al 50 % del totale dei lavoratori presenti suluogo di lavoro
– è incrementata di un ulteriore periodo di tempo pari al doppio della durata della sospesione e comunque non superiore a due anni nel caso in cui la percentuale deilavoratori irregolari sia pari o superiore al 50% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro ovvero nei casi di gravi e reiterati vilazione delle norme di tuteladella salute esicurezza sul lavoro ovvero nel caso di reiterazione
La norma peraltro precisa che nel caso di reiterazione la decorrenza del periodo d’interdizione è successiva al termine del precedente periodo d’interdizione e nel caso di non intervenuta revoca del provvedimento di sospensione entro quattro mesi dalla data della sua emissione,la durata del provvedimento è pari a due anni,fatta salva l’adozion di evetuali successivi provvedimenti di rideterminzione della durata dell’interdizione a seguito dell’acquisizione della revoca della sospensione.
Si completa l’esame della disciplina che caratterizza il provvedimento di sospensione , accennando agli aspetti che non sono stati corretti nè integrati dalle disposizioni del dec.leg.vo n.106/09 ,in riferimento ai quali è da dire che:
A) alla materia trattata dall’art.14 del T.U. ,compresa la sospensione dell’attività imprenditoriale ,non si applica la legge n.241/90;
B) avverso i provveimenti di ospensione della Dpl e dellaASLè ammesso ricorso entro 30 giorni rispettivamente alla direzione Regionale del Lavoro ed al Presidente della Giunta regionale,che si pronuncia nel termine di 15 giorni dalla notifica del ricorso . Decorso inutilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensione perde efficacia,vale dire che si forma il silenzio assenso.
Nella norma mancano indicazioni per il ricorso avverso il provvedimento di sospensione adottato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco .

NOVITA’ PROVVEDIMENTO CORRETTIVO DEL DEC.LEGISLATIVO N.81/08

09/08/2009

Di seguito ,si evidenziano le novità principali del decreto legislativo n.106/ 09,pubblicato sul Supplemento Ordinario n.142 alla Gazzetta Ufficiale n.180 del 5 scorso,che introduce modifiche e correttivi al T.U. n.81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che saranno in vigore dal 20 c.m. :

1. il Ministro del Lavoro con proprio decreto entro il 31 dicembre 2009 dovrà definire i modelli e le modalità di trsmissione delle informazioni sulla sorveglianza sanitaria,e da tale provvedimento decorreranno gli obblighi di redazione e trasmissione delle predette informazione;

2. nel corso del 2009,previa consultazione delle parti sociali,con accordo Stato-Regioni dovranno essere rivisitate le condizioni e modalità di accertamento della tossicodipendenza e dell’alcooldipendenza;

3. la Commisione consultiva permanente per la salute e la siurezza sul lavoro( da costituire presso il Ministero del Lavoro con rapresentanti dei ministeri,delle regioni ed es designati dalle parti sociali) deve elaborare le indicazioni sulla valutazione dello stess lavoro-correlato ,dalle quali decorrerà il relativo obbligo,restando stabilito che in mancanza di dette indicazioni l’obbligo decorrerà dall’1.8.2010;

4.dal 6.7.2010 decorrerà l’obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione a vibrazioni per le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori in data antecedente il 6.7.07;

5. non oltre la fine dell’anno prossimo dovrà essere manato il regolamnto di raccordo alle esigenze di servizio per l’appicazione del T:U alle cooperative sociali ed associazioni di volontariato;

6.il rispetto dei valori limite di esposizione al rumore per il settore della navigazione marittima ed aerea entreranno in vigore dal 15.2.2011;

7. dal 6.7.2014 entrerà in vigore l’obbligo di ripetto dei valori limite di esposizione a vibrazioni per il settore agricolo ;

8. il 20.8.2014 scatta la prima rivalutazione quinquennale in misura pari all’indice istat dei prezzi al consumo ,da valere per un identico periodo ,delle ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene,salute e sicurezza sul lalavoro e delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Dec Leg.vo e atti aventi forza di legge ;

9.con decreto del Ministro del Lavoro ,senza che sia fissato un termine di adozione,dovranno essere individuate le gravi e reiterate violazioni relative alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro che comportano la sanzione della sospensione delle attivitàimprenditoriali e nel frattempo si fara’ riferimento a quelle individuate nell’Allegato I del dec.leg.vo n.81/08;

10. entro 90 giorni dalla data d’inizio dell’attività il nuovo datore di lavoro deve procedere all’elaborazione del documento sulla valutazione dei rischi,che invece deve avvenire immediatamente,quale primo e fondamentale obbligo da soddisfaree che ora deve riguardare anche i rischi connessi alla specifica tipologia cotrattuale , allargandosi così ai rapporti di lavoro diversi dal tradizionale contratto dipendente.Infine si prevede che la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata in caso di modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro che siano significative per la salute e sicurezza dei lavoratori ovvero in relazione al grado di evoluzione della tecnica,della prevenzione o della protezione oppure a seguito d’infortuni significativioppure quando la sorveglianza sanitaria ne evidenzia la necessità ,con il conseguente aggiornamento dellemisure diprevenzione;

11.l’istituto della sospensione dell’ attività aziendale risulta riformato nei seguenti aspetti: a) il provvedimento è emesso in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale (cantiere ,singola unità produttiva ,stabilimento) interessata dalle violazioni;b) fermata dell’attività di regola dalle ore 12 del giorno successivo ;c) pagamento di una somma aggiuntiva rispetto alle ordinarie sanzioni penali,civili ed amministrative; d) previsione dell’arresto a carico dell’imprenditore che non ottempera al provvedimento di sospensione ;e) la sospensione è esclusa nel caso in cuiil lavoratore irregolare risulta essere l’unico occupato dall’impresa ;f) competenza dei vigili del fuoco circa il provvedimento di sospensione a seguito di violazioni di norme sulla prevenzione incendi.

COMUNICATO INAIL SU RINVIO COMUNICAZIONE NOMINATIVI RAPPRESENTANTI SICUREZZA

07/08/2009

Come previsto,l’Inail .accogliendo l’invito del Ministero del Lavoro contenuto nella nota n. 13921 del 4 scorso ,di cui questo blog si è occuparo ,ha emesso un proprio comunicato nel quale si afferma che a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto correttivo al testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, per effettuare la comunicazione dei nominati dei RLS e’ necessario attendere le istruzioni operative che l ‘Istituto fornirà con propria circolare.dopo che il Ministero, in attuazione del nuovo quadro normativo, formulerà le opportune disposizioni.

DIFFERIMENTO TERMINE COMUNICAZIONE INAIL NOMINATIVI RAPPRESENTANTI SICUREZZA E PUBBLICAZIONE PROVVEDIMENTO CORRETTIVO DECRETO LEGISLATIVO N.81/08 SULLA SICUREZZA

06/08/2009

Il Ministero del Lavoro con la nota n.13921 del 4 scorso rimessa all’Inail, in merito all’argomento specificato nel titolo ,ricordato che con precedente nota n.15/Segr/0008788 del 15 maggio 09 aveva identificato come termine dell’adempimento riguardante la comunicazione annuale da parte dei datori di lavoro all’Inail dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza quello del 16 agosto corrente,evidenziata l’intervenuta approvazione da parte del Consiglio dei Ministri delle disposizioni integrative e correttive al dec.leg.vo n.81/08,che entreranno in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione del provvedimentoin G .U.,evidenzia di ritenere opportuno puntualizzare che la decorrenza dell’obbligo della comunicazione dei nominativi dei rappresentanti della sicurezza va identificata con riferimento all’entrata in vigore del citato “correttivo “ed i applicazione della relativa normativa ed invita l’Istituto ,se condivide l’interpetazione ministeriale sul’argomento,a voler fornire le opportune indicazioni all’utenza.
Pertanto, si attendono a breve le onseguenti determinazioni dell’Inail in merito,che fondatamente non dovrebbero risultare difformi dall’interpretazione del Ministero del Lavoro con conseguente ulteriore differimento a nuova data del termine per l’adempimento in parola.
Peraltro,si itiene confacente segnalare che nel frattempo nel Supplemento Ordinario n.142 alla Gazzetta Ufficiale n.180 del 5.8.09 è stato pubblicato il Dec.leg.vo n.106 del 3.8.09, relativo appunto alle disposizioni correttive ed integrative del Decreto legislativo n.81/08 sullasicurezza nei luoghi di lavoro ,in vigore dal 20 c.m.

PUBBLICATA IN G.U. LEGGE ANTICRISI

06/08/2009

Nel Supplemento Ordinario n.140 alla Gazzetta Ufficiale n.179 del 4 scorso risulta pubblicata la legge n.102 del 3.8.09 di conversione del decreto legge n.78/09 ,contenente le misure anticrisi
Di seguito si evidenziano gli argomenti relativi al lavoro disciplinati nel provvedimento che rivestono particolare rilievo ed interesse.
A) In primo luogo si richiama l’attenzione sul c.d.premio di occupazione e sul potenziamento degli ammortizzatori sociali.
Per quanto riguarda il primo , per incentivare la conservazione e valorizzazione del personale dipendente, si prevede in via sperimentale nel biennio 2009/2010 che i percettori di trattamento di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro possono essere chiamati dall’impresa di appartenenza a partecipare a progetti di formazione o riqualificazione,che possono includere attività produttiva finalizzata all’apprendimento.
A tale scopo sarà neccessario che le imprese interessate provvedano a stipulare uno specifico accordo presso il Ministero del Lavoro con le medesime parti sociali con cui risulta sottoscritta l’intesa sul ricorso agli ammortizzatori sociali.
Ai partecipanti alle predette attività formative sara’ liquidata dalle imprese di appartenenza a titolo retributivo la differenza tra l’ammortizzatore sociale e la retribuzione ,a condizione che abbiano in corso un rapporto di lavoro e siano interessati da sospensione lavorativa con l’intervento dell’integrazione salariale.
Per finanziare la spesa derivante dall’attuazione di quanto sopra ,è previsto lo stanziamento di 20 milioni di euro per il 2009 e di 150 milioni di euro per l’anno successivo,mentre entro trenta giorni con decreto del Ministro del Lavoro,di concerto con quello dell’Economia ,saranno definite le modalità sul procedimento per l’ accordo e sulle comunicazioni all’Inps anche ai fini del monitoraggio della spesa.
B) In tema di ammortizzatori sociali ,è da evidenziare che la legge in esame disciplina la destinazione di 25 milioni di euro nel 2009 per il rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della cigs per cessazione di attività da realizzare sulla base di specifici accordi in sede governativa comportanti la verifica che sia stato concretamente attuato il piano di gestione delle eccedenza.
Inoltre prevede in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010 l’aumento dal 60 all’80 % della misura della cigs riservata ai lavoratori interessati da riduzione di orario di lavoro per i contratti di solidarietà difensivi di cui all’art.1 della legge n.863/84, disponendo per la relativa spesa di 40 milioni di euro nel primo anno e di 150 milioni di euro nel secondo anno , conformandosi alle modalità operative che spettera’ al Ministro del Lavoro,di concerto con quello dell’Economia ,fissare, nonchè realizzando il relativo raccordo con i complessivi interventi di ammortizzatori sociali in deroga,mentre risulta assegnato sempre all’Inps il compito di monitorare le spese da sostenere .
Infine l si stabilisce l’erogazione di un bonus per l’avvio di attività produttive, nel senso che:
a) i lavoratori destinatari di trattamento di sostegno al reddito hanno la possibilità di mantenere le mensilità di trattamento non ancora fruite qualora ne fanno richiesta per intraprendere una nuova attività autonoma,un’auto o micro impresa o per associarsi in cooperativa ,cumulando tale bonus con l’incentivo per il credito alla cooperazione ex lege n.49/1985 ,restando stabilito che se trattasi di beneficiario di cig in deroga ,il lavoratore per ottenere il bonus in parola deve prima dimettersi dall’impresa di appartenenza .Le modalita ‘ e le condizioni per dare attuazione a quanto sopra saranno stabilite con decreto del Ministro del Lavoro,di concerto con quello dell’Economia;
b) in via sperimentale per il biennio 2009/2010 il percettore di cigs per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa,di procedura concorsuale o comunque nei casi in cui il lavoratore sospeso sia stato dichiarato in esubero strutturale , può richiedere, per intraprendere un’attività autonoma,per avviare un’auto o micro impresa o per associarsi in cooperativa , le mensilità del trattamento d’integrazione salariale straordinaria deliberate ,ma non ancora fruite ed in aggiunta , se trattasi di soggetto rientrante nelle previsioni di cui all’art.16 della legge n.223/91, del trattamento di mobilità per numero di mesi pari a 12, a condizione che, dopo l’ammissione al beneficio e prima dell’erogazione del medesimo, il lavoratore si dimetta dall’impresa di appartenenza .
Anche in questo caso il predetto bonus è cumulabile con il beneficio previsto dalle norme sul credito alle cooperative contenute nella legge n.49/1985
D) Altro argomento di particolare interesse è la regolarizzazione di colf e badanti,da attuare nel rispetto di quanto segue:
1) la regolarizzazione potrà essere attuata dai datori di lavoro italiani, dell’UE ed extracomunitari in possesso della carta di soggiorno;
2) potrà essere regolarizzata l’occupazione non regolare di lavoratori italiani,comunitari o extracomunitari impegnati nell’assistenza del datore di lavoro o di componenti della famiglia dello stesso, con patologia o handicap che limitano l’ autossufficienza,nonchè in attivita di lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare;
3)la regolarizzazione sara’ limitata ad un solo lavoratore per i domestici e a due lavoratori per le badanti
4) per essere regolarizzati i lavoratori devono risultare occupati da almeno tre mesi al 30.6.09 ed essere in forza all’atto di presentazione della domanda di regolarizzazione,che è esclusa per gli extracomunitari a carico dei quali risulta adottato provvedimento di espulsione,di segnalazione per la non ammissione sul territorio italiano ,di condanna ,anche se con sentenza non definitiva, per i reati di cui agli art.380 e 381 c.p.p. (arresto in flagranza di reato );
5) la domanda di sanatoria andrà presentata nel periodo 1/30 settembre p.v.all’Inps (Lavoratori nazionali o comunitari) o allo Sportello Unico Immigrazione (lavoratori extracomunitari) ;
6) la richiesta di regolarizzazzione( in modalità informatica) comporterà il pagamento di euro 500 di contributo per ogni lavoratore ed inoltre il versamento dei contributi e previdenziali ed assistenziali per il periodo di lavoro precedente al 30 giugno 2009 maggiorati degli interessi ;
7) l’emersione dal lavoro irregolare comporterà l’estinsione dei reati e degli illeciti amministrativi discendenti da violazioni di norme riguardanti l’ingresso ed il soggiorno in Italia,nonchè di quelle finanziarie,fiscali,previdenziali ed assistenziali sull’impiego dei lavoratori .
E) Di sicuro rilievo appaiono alcune questioni in materia d’invalidità civile attribuite alla competenza dell’Inps.
.Infatti, , oltre alle misure di innovazione e semplificazione nel processo di presentazione e riconoscimento dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità che entreranno in vigore a partire dal prossimo 1 gennaio 2010, risultano introdotte rilevanti modifiche , che sono immediatamente operative , riguardanti la soppressione sia della previsione della notifica degli atti introduttivi dei giudizi in materia di invalidità civile agli uffici dell’Avvocatura dello Stato, sia di quella che nei medesimi giudizi debba essere considerato litisconsorte necessario il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Pertanto, a decorrere dal 1° luglio scorso l l’Inps è l’unico legittimato passivo nei ricorsi proposti in materia di prestazioni di invalidità civile.
Inoltre disponendosi che nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali ed assistenziali, nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio, alle indagini assiste un medico legale dell’ente, su richiesta, formulata, a pena di nullità, del consulente nominato dal giudice, il quale provvede ad inviare apposita comunicazione al direttore delle sede provinciale dell’INPS competente. Al predetto componente competono le facoltà indicate nel secondo comma dell’articolo 194 del codice di procedura civile. Nell’ipotesi di sentenze di condanna relative a ricorsi depositati a far data dal 1° aprile 2007 a carico del Ministero dell’Economia e delle Finanze o del medesimo in solido con l’INPS, all’onere delle spese legali, di consulenza tecnica o del beneficio assistenziale provvede comunque l’INPS ,appare evidente che si individua nell’Istituto il centro di responsabilità per la gestione coordinata delle attività e delle informazioni gestionali ed economiche connesse al processo di riconoscimento degli stati di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità.
F) Non meno interessanti sono le novità contenute in materia di pensioni.
Infatti ,in primo luogo si evidenzia la disposizione secondo cui si torna indietro in merito al pensionamento di anzianità dei dipendenti pubblici ,nel senso che torna ad applicarsi la disposizione introdotta dal decreto legge n.112/08 ,ma abrogata dalla legge n.15/09 , in virtù della quale per andare in pensione nella pubblica amministrazione non occorreranno 40 anni di contributi effettivi,ma contera’ anche l’eventuale contribuzione figurativa, come quella del riscatto della laurea o del periodo di leva.
Tale previsione sarà valida per il triennio 2009 /2011 e riguarderà tutto il personale pubblico ,dirigenti compresi,restando esclusi dalla disposizione in parola soltanto magistrati, professori universitari e dirigenti medici responsabili di struttura complessa.
Durante gli anni 2009, 2010 e 2011 i dipendenti pubblici,pertanto,potranno essere posti in pensione dall’ Amministrazione di appartenenza al maturare di 40 anni di contributi sia figurativi sia da riscatto con superamento della norma attualmente attualmente contenuta nella riforma Brunetta riguardante la sola contribuzione effettiva.
L’emendamento approvato sabilisce appunto che le amministrazioni pubbliche possono «a decorrere dal compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente» risolvere «unilateralmente il rapporto di lavoro e il contratto individuale, anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi ,fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici».
Spetterà poi ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri Criteri stabilire modalità applicative per i comparti sicurezza, difesa e affari esteri , da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, previo via libera del Cdm su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione di concerto con il Tesoro e altri ministeri competenti. Infine nella norma in esame si chiarisce che restano ferme tutte le cessazioni per effetto della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro a causa del compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni decise dalle pubbliche amministrazioni e i preavvisi disposti dalle amministrazioni per il compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni e le conseguenti cessazioni che ne derivano.
A quanto sopra si aggiungono altre due novità per le pensioni.
La prima concerne le pensioni di vecchiaia e di anziatità per uomini e donne e prevede l’introduziopne di un meccanismo avente lo scopo di adeguare periodicamente i requisiti dell’età anagrafica per accedere alla pensione all’incremento della speranza di vita ,secondo quanto risulta stabilito da Istart ed Eurostat in riferimento al precedente quinquennio,che partirebbe da gennaio 2015 ,applicando le regole contenute in apposito regolamento da approvare entro il 2014 e che in ogni caso non dovrebbe comportare per il primo incremento una variazione superiore a tre mesi.
La seconda novità è legata all’esigenza di rispettare la sentenza della Corte di Giustizia Europa che ha richiamato il nostro il Paese per la differenza sul limite di età tra donne e uomini del pubblico impiego per il pensionamento di vecchiaia.
Secondo la previsione della normativa predisposta le pubbliche dipendenti dal 1° gennaio 2018 andrebbero in pensione a 65 anni d’età.
In particolare si prevede che l’età di pensionamento aumenti gradualmente , ossia che : dal 1 ° gennaio 2010 si andrebbe in pensione a 61 anni ,dal 1° gennaio 2012 a 62 anni,dal 1° gennaio 2014 a 63 anni,dal 1° gennaio 2016 a 64 anni ed infine dal 1° gennaio 2018 a 65 anni.
Tuttavia ,a salvaguardia dei diritti acquisiti , nella normativa citata , che competerà al Parlamento discutere ed approvare secondo il consueto iter , si stabilisce che :
– a) restano ferme la disciplina vigente in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e le disposizioni vigenti relative a specifici ordinamenti che prevedono requisiti anagrafici più elevati ,nonche’ le disposizioni di cui all’art.2 dec.leg.vo n.166/1997,relativo al regime pensionistico iscritti Fondo pensioni sportivi professionisti istituito presso l’Enpals;
b) le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31.12.2009 i requisiti d’età e di anzianità contributiva privisti dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore della presente disposizione ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia,conseguono il diritto alla prestazione pensionistica secondo la predetta normativa e possono chiedere all’ente di appartenenza la certificazione di tale diritto.

F) Da non trascurare è la previsione per i settori non coperti dalla cassa integrazione guadagni. della possibilità “eccezionale” da parte del ministero del Lavoro di emanare, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione , disposizioni urgenti, anche, in deroga alle norme in materia di ammortizzatori .

G) In materia di precari della P. A. previsti dalle leggi finanziarie 2007 e 2008. si stabilisce un percorso di reclutamento speciale, per il triennio dal 2010 al 2012, fondato sul concorso pubblico, per il personale che pur avendo i requisiti previsti dalle citate leggi finanziarie non può beneficiare dei percorsi di stabilizzazione disciplinati essendo la vigenza degli stessi limitata al 31 dicembre 2009. E’ data possibilità, anche, alle amministrazioni di poter riservare ai precari una percentuale non superiore al 40% dei posti complessivi messi a concorso. Tale percentuale può salire al 50% per i comuni che si costituiscono in unione. Infine si stabilisce che le graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, approvate successivamente al 30 settembre 2003, sono prorogate al 31 dicembre 2010.

H) Al fine di sostenere nell’attuale periodo di forte crisi l’export dei prodotti italiani all’estero, viene stabilita l’esclusione dall’imposizione sul reddito di impresa del 50% del valore degli investimenti in nuovi macchinari e nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella Ateco (provvedimento del direttore delle Entrate del 16 novembre 2007), fatti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2010.
La norma in esame prevede che l’esclusione vale a decorrere dal periodo d’imposta 2010, ossia che l’agevolazione venga fruita esclusivamente in sede di saldo per ognuna delle due annualità interessate (2009 e 2010), senza che essa incida sul calcolo e versamento degli acconti. Si chiarisce, quindi, che il beneficio si applica sugli investimenti indipendentemente dal realizzo dell’utile e l’agevolazione non rileva ai fini delle determinazione degli acconti d’imposta. Per quanto riguarda, poi, le attività industriali soggette a rischi di incidenti sul lavoro, si subordina la concessione degli incentivi al comprovato adempimento degli obblighi previsti sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. Ai fini antielusivi, si prevede che l’incentivo fiscale è revocato se l’imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto. L’incentivo fiscale è revocato, pure, qualora i beni oggetto di investimento siano ceduti a soggetti aventi stabile organizzazione in Paesi non aderenti allo Spazio economico europeo (See). Si introduce, poi, un regime di detassazione quinquennale in favore degli aumenti di capitale delle società fino a 500mila euro sottoscritte da persone fisiche: si presume un rendimento del 3% annuo che viene escluso da imposizione fiscale per il periodo di imposta in corso alla data di aumento del capitale e per i 4 successivi. Infine, per aiutare le piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, Ministero Economia ed Abi si accorderanno per contenere gli oneri finanziari sulle citate piccole e medie aziende.

I) In materia di visite fiscali nel settore pubblico,risulta stabilito che il pagamento delle stesse sono la carico delle ASL, che avranno per questo scopo un finanziamento ulteriore, considerato come gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie locali su richiesta delle amministrazioni pubbliche interessate rientrano nei compiti istituzionali del Servizio sanitario nazionale. Inoltre si torna , alla reperibilità a casa del personale pubblico malato di 4 ore : dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19. Infine si chiarisce che l’equiparazione degli emolumenti di carattere continuativo caratteristici del comparto sicurezza e difesa, nonché del personale dei Vigili del fuoco, al trattamento economico fondamentale, limitatamente alle assenze per malattia, avvenga a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, anziché a decorrere dall’anno 2009.
Molte delle disposizioni sopra riportate, pur entrate in vigore,di fatto non sono ancora oprative, per la mancanza di specifici decreti attuativi . In questa condizione si trovano appunto le norme riguardanti :
-il premio di occupazione per la partecipazione dei lavoratori alla formazione con attivita’ produttive, che attende un decreto entro 30 giorni;
– i bonus per l’autoimpiego dilavoratori che godono degli ammortizzatori sociali che rinunziano al rapporto di lavoro,che prevedono l’emanzione di appositi decreti senza termine per l’emanazione;
– ammortizzatori speciali per lavoratori eslusclusi dagli stessi , per cui è previsto un decreto entro 30 giorni;
– sanatoria per colf e badanti ,che,operativa dal 1° settembre prossimo, necessita di un decreto di regolamentazione senza termine per la sua emanazione;
-falsi invalidi ,operativa dall’1.1.2010 , si prevede un accordo tra Ministero Lavoro e Conferenza Stato-Regioni,da realizzare entro il 4.11.09 per la regolamentazione e la stipula di convenzioni da conseguire da entro i successivi trenta giorni da parte delle regioni;
-pensionamento di vecchiaia lavoratrici,si parte dall’1.1.2010 per completarsi nel 2015;
-requisiti d’età pensione,previsto un decreto attuativo entro dicembre 2014 con relativa operatività della norma dall’1.1. 2015.

NUOVE DETERMINAZIONI CICAS PER AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

05/08/2009

Il Comitato per l’intervento per le situazioni di crisi aziendali e di settore,operante presso la Regione Abruzzo,è tornato a riunirsi in data odierna presso la sede di Pescara della Giunta Regionale.
Dopo aver preso atto che,come da corrspondente richiesta,il Ministero del Lavoro ha comunicato l’ass egnazione di ulteriori 30 milioni di euro da destinare agli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori operanti nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile scorso,l’Organo collegiale ha deciso le seguenti autorizzazioni:
1) proroga sino al 31.2.2009 della cig in deroga di cui alla lettera a) Accordo quadro del 27.4.09 in favore dei lavoratori subordinati (operai,impiegati,intermedi e quadri) sia tempo indeterminato che determinato ,compresi apprendsti e somministrati ,delle imprese operanti nei territori della regione Abruzzo colpiti dal sisma , che non rintrano nell’ambito della vigente legislazione a regime in tema diammortizzatori sociali ,sospesi o ad orario ridotto a decorrere dal 06.04. 2009 ovvero da data successiva ;
2) ulteriori 12 mesi di mobilità in deroga per n.7 ex dipendenti dei Consorzi Agrari ,in riferimento al verbale di Accordo softoscritto il 12.0.09 presso il Ministero del Lavoro ;
3) 52 settimane di cassa integrazione in deroga,decorrenti dall’01.08.09 , in favore dei 57 lavoratori dell’azienda Davide Campari Milano s p a con sede in Sulmona con riferimento alla nota del Ministero de lLavoro n.18080 del 30.07.09 e visto il verbale diAccordo del 30.07.09.
In ordine alla proroga di cu al precedente n.1),risulta chiarito che:
-le nuove istanze di CIG ini deroga ,il cui termine finale risulta fissato al 31.12.09 ,vanno prodotte facendo uso della modulistica stabilita dalla Conferenza dei Servizi del 30 aprile scorso,ossia allegati 1 ( Modello Impresa) e 2 (Modello Lavoratore) ,hniti a margine(°)(°°);
-dette istanze da parte delle imprese ovvero ,in caso di inerzia delle stesse,da parte dei singoli lavoratori ,vanno rimesse all’Inps entro il 30 settembre p.v.;
-per la consultazione sindacale le OO .SS., anche tramite le Associazioni datoriali,possono formulare richiesta d’incontro alle imprese interessate alla proroga della cig in deroga ,
-alla domanda va allegato il verbale di consultazione sindacale ovvero , nel caso di domanda prodotta dai lavoratori,lastesa deve recare lasottoscrizione dell’rganizazione sindacale di riferimento
Si ritiene che per le domande di proroga dellacig in deroga in favore dei dipendenti della Azienda Campari di Sulmona si deve utilizzare ,in conformità di quanto stabilito nellaConferenza dei Servizi del 4 giugno scorso,la modulistica messa a disposizione dall’Inps (Mod IG 15 Deroga-Cod.SR 100), conformandosi alle istruzioni contenute nei messaggi dell’Istituto n.13613 del 15.6.09 e n.16358 del 20.7.09,consultabilisul sito inps.it.
Infine si ricorda che le disposizioni legislative in materia stabilscono che i lavoratori percettori di interventi di sostegno al reddito (Cassaintegrazione,indennità di mobilità e di disoccupzione),a pena di decadenza del sussidio previdenziale,devono rendere dichiarazione di diponibilita’ alla formazione ovvero ad una nuova occupazione ,facendo uso del Mod DID -Cod SR 105.

(°) Modello 1 Impresa
Cassa integrazioni guadagni in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri) sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, delle imprese che non rientrano nell’ambito della vigente legislazione a regime in tema di ammortizzatori sociali, sospesi o ad orario ridotto a seguito del sisma del 6 arile 2009. Spett.le INPS di ______________
DOMANDA DI PROROGA DEL TRATTAMENTO DI INTEGRAZIONE SALARIALE IN DEROGA SINO AL_________________________
Il/La sottoscritto/a (cognome) (nome) in qualità di legale dell’impresa Codice fiscale o partita iva matricola INPS
chiede la concessione della proroga dell’originario trattamento di integrazione salariale di cui all’Accordo quadro territoriale del 27.04.09 sino alla data del
Chiede, inoltre, che per il suddetto trattamento si provveda con pagamento diretto
Il sottoscritto dichiara che: nessuna variazione è intervenuta in relazione ai dipendenti interessati e alle ore di CIG segnalate nella domanda originara
in relazione al periodo che ora si richiede la situazione è quella di cui al prospetto allegato Il/La sottoscritto/a, consapevole delle responsabilità civili e penali previste per coloro che rendono dichiarazioni false o inesatte dichiara che le notizie fornite con il presente modello rispondono a verità
Si impegna inoltre, sotto la propria responsabilità, a comunicare tempestivamente e comunque entro il quinto giorno del mese successivo a quello di riferimento ogni variazione che dovesse intervenire rispetto alle notizie fornite con la presente domanda.
Eventuali indebiti, determinati anche dalla ritardata o omessa comunicazione di variazioni verranno recuperati sul datore di lavoro
(facoltativo) il referente aziendale per la richiesta in oggetto è il seguente (cognome) (nome)
Telefono / Fax / Tel. Cell. e-mail
Data Firma

ALLEGATO DATI RELATIVI AI LAVORATORI INTERESSATI C.I.G.O.
N° Cognome Nome Codice fiscale data assunz. oper. impieg. a tempo pieno ore sett.li n° a tempo parziale ore sett.li n° data inizio cigo data
fine cigo N° settimane cigo di sospensionetotale ore cigo ultimo importo erogato ANF codice IBAN del lavoratore (*) (**)

(*) ove mancante il pagamento sarà disposto tramite sportello postale (**) indicare solo se variato Totale ore CIG
Data Firma

Avvertenza: utilizzare un distinto rigo per ogni periodo nel caso in cui un lavoratore sia interessato a più periodi non continuativi.
(°°) MODELLO 2 LAVORATORE Cassa integrazioni guadagni in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri) sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, delle imprese che non rientrano nell’ambito della vigente legislazione a regime in tema di ammortizzatori sociali, sospesi o ad orario ridotto a seguito del sisma del 6 arile 2009.
Spett.le INPS di ______________
DOMANDA DI PROROGA DEL TRATTAMENTO DI INTEGRAZIONE SALARIALE IN DEROGA SINO AL_________________________
Il/La sottoscritto/a (cognome) (nome) in qualità di lavoratore dell’impresa Codice fiscale o partita iva matricola INPS chiede la concessione della proroga dell’originario trattamento di integrazione salariale di cui all’Accordo quadro territoriale del 27.04.09 sino alla data del
Chiede, inoltre, che per il suddetto trattamento si provveda con pagamento diretto.
Il sottoscritto dichiara che:
nessuna variazione è intervenuta in relazione alle ore di CIG segnalate nella domanda originaria in relazione al periodo che ora si richiede la situazione è quella di cui al prospetto allegato
Il/La sottoscritto/a, consapevole delle responsabilità civili e penali previste per coloro che rendono dichiarazioni false o inesatte dichiara che le notizie fornite con il presente modello rispondono a verità
Si impegna inoltre, sotto la propria responsabilità, a comunicare tempestivamente e comunque entro il quinto giorno del mese successivo a quello di riferimento ogni variazione che dovesse intervenire rispetto alle notizie fornite con la presente domanda.
Eventuali indebiti, determinati anche dalla ritardata o omessa comunicazione di variazioni verranno recuperati

Telefono / Fax / Tel. Cell. e-mail
Data Firma

ALLEGATO DATI RELATIVI AL LAVORATORE INTERESSATO
N° Cognome Nome Codice fiscale data assunz. oper. impieg. a tempo pieno ore sett.li n° a tempo parziale ore sett.li n° data inizio cigo data
fine cigo N° settimane cigo di sospensionetotale ore cigo ultimo importo erogato ANF codice IBAN del lavoratore (*) (**)
(*) ove mancante il pagamento sarà disposto tramite sportello postale (**) indicare solo se variato
Data Firma
Avvertenza: utilizzare un distinto rigo per ogni periodo nel caso in cui un lavoratore sia interessato a più periodi non continuativi.

DISCIPLINA CONTRATTI SOLIDARIETA’ CON CIGS

05/08/2009

Preliminarmente si ricorda che i contratti di solidarieta’  si distinguono  in  “difensivi” ed “espansivi “.

I primi sono così definiti perche’ comportano una riduzione dell’orario di lavoro finalizzata ad evitare il licenziamento del personale in azienda.

I secondi ,che non hanno registrato un uso    pari a quello dei primi, assumono tale denominazione in quanto sono caratterizzati dall’aumento dei lavoratori neo assunti a tempo indeterminato per compensare la riduzione dell’orario di lavoro al personale già in forza dell’azienda interessata.

In questa sede  ,  vengono trattati i contratti di solidarietà così detti difensivi , il cui scopo precipuo, nell’ambito di una situazione di crisi aziendale temporanea ,appare quello di concorrere alla difesa dei livelli di occupazione ,evitando dei licenziamenti ,  sottolineamndo  che gli stessi sono di due tipi, a seconda che le imprese interessate sono ovvero non sono destinatarie della disciplina della cassa integrazione guadagni straordinaria.

La fonti normative principali sui contratti di solidarietà difensivi per le imprese soggette al regime d’integrazione salariale straordinaria sono costituite dalla leggi n.155/81, n.416/81,n.863/84, n.48/88, n.223/91 , n.236/93 , n.491/94, n.608/96 e dal Decreto Ministro del Lavoro n. 46448 del 10.7.09, che appunto prevedono la possibilità per le predette  aziende  di fare ricorso al trattamento d’integrazione salariale straordinaria,a seguito della stipula di un accordo tra azienda ed OO SS finalizzato alla riduzione concordata dell’orario di lavoro per superare l’esigenza di licenziare i dipendenti considerati in esubero, e che agisce nei confronti di tutti i lavoratori,anche quelli non iscritti alle oo.ss.stipulanti ovvero  contrari , perchè si inerisce all’interno di una fattispecie complessa comprensiva,oltre che del contratto di solidarietà,anche del provvedimento ministeriale di ammissione all’integrazione salariale.

Aziende che possono far ricorso ai contratti di solidarietà difensivi con la cigs

Possono stipulare i contratti in parola tutte le aziende che rientrano nel campo di applicazione della cigs,comprese le imprese appaltatrici di servizi di mense e di servizi di pulizie,nonche’ dall’1.2014 i partiti ed i movimenti politici (art.16 dec.legge n.149/13 ,convertito in legge n.13/2014) ,  DM 22 aprile 2014.e circolare Inps n.87/2014

Conseguentemente il trattamento d’integrazione viene riconosciuto soltanto alle imprese occupanti in media più di 15 dipendenti ( compresi gli apprendisti) nel semestre precedente la data di presentazione della domanda di autorizzazione ministeriale di cassa integrazione guadagni ,mentre il predetto requisito occupazionale non è richiesto per le imprese editrici di giornali quotidiani,le agenzie di stampa a diffusione nazionale,nonche’ editrici e/o stampatrici di giornali periodici .

Invece appaiono escluse dall’applicazione del contratto di solidarietà le imprese che hanno richiesto l’ ammissione alle procedure concorsuali di cui all’art.3 della legge n.223/91 ovvero che sono assoggettate alle stesse,qualora la continuazione delle attività non sia stata disposta o sia cessata.

Infine ,si evidenzia che la procedura dei contratti di solidarietà non trova applicazione nei casi di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri edili.Pertanto le imprese del settore edile che intendono utilizzare il contratto di solidarietà difensivo devono riportare nella documentazione richiesta allo scopo i nominativi dei lavoratori inseriti in modo permanente nella struttura aziendale,distinguendoli dagli altri appartenenti ai casi di cui sopra esclusi.

Lavoratori interessati

Possono essere beneficiari di CDS i lavoratori operai,impiegati,quadri ed i soci di cooperative di produzione e lavoro,che di conseguenza risultano essere i destinatari del diritto alla cigs,purchè abbiano un’anzianità di lavoro presso l’impresa di almeno 90 giorni ,compresi i dipendenti a tempo determinato non stagionale e con contratto d’inserimento.

Invece sono esclusi dal CDS :

– .i lavoratori impiegati nei cantieri edili per fine lavoro o per fine fase lavorativa;

– i dirigenti,gli apprendisti,i lavoranti a domicilio;

– i lavoratori a tempo determinato assunti per l’escuzione di attività di tipo stagionale .

Si precisa che, se il CDS interessa i lavoratori con rapporto part time, necessita dimostrare il carattere strutturale del lavoro a tempo parziale nella preesistente organizzazione del lavoro in azienda.

Durata contratti solidarietà

Il CDS ha una durata tra i 12 ed i 24 mesi,prorogabili per ulteriori 24 mesi ovvero per 36 mesi per le imprese dei territori meridionali (regione Abruzzo compresa ),ricordando pertaltro che l’art.1 comma 9 della legge 223/91 fissa il limite della cigs,compresa l’integrazione ordinaria e quella dei contratti di solidarietà ,a 36 mesi nel quinquennio (la cui periodicita’ decorre dall’11.8. 1991, di  conseguenza, il primo quinquennio è scaduto il 10 agosto 1995, il secondo il 10 agosto 2000, il terzo il 10 agosto 2005, il quarto il 10 agosto 2010, il quinto si concluderà il 10 agosto 2015 ed in tal senso si rinvia alla Nota del Min. Lav. N. 14/3779 del 30 marzo 2006)

Pertanto  il ricorso ai contratti di solidarietà oltre i 24 mesi deve risultare compatibile con la suddetta norma e quindi dovrebbe svilupparsi a cavallo di due quinquenni per un’utilizzazione massima conforme al rispetto dei limiti temporali consentiti di 48 o 60 mesi. Si aggiunge che qualora venga raggiunta la durata massima consentita,l’impresa per ricorrere nuovamente al CDS per le medesime unità aziendali deve attendere almeno 12 mesi .Infine si richiama l’art.7 del D. M. n. 44468 del 10.7.09,secondo cui,  raggiunto il limite massimo di durata della cig previsto dal comma 9 dell’art.1 legge n.223/91,pari a 36 mesi nel quinquennio, compresa cig ordinaria e cigs per qualksiasi causa ,compresa la solidarieta’ ,detto limite può esere superato  se si faccia  ricorso al contratto di solidarietà  avente   la finalità di strumento alternativo alla procedura di mobilità e ,quimdi ,per evitare i licenziamenti.

Modalità  distribuzione riduzione    orario di lavoro

Azienda e sindacati possono fissare liberamente nel CDS la distribuzione della riduzione   dell’orario di lavoro stabilito   ,mentre per modificare in diminuzione la riduzione programmata  nel cds sottoscritto sarà necessario un nuovo accordo ed una nuova istanza per la cigs peraltro  avvertendo che la riduzione di orario lavorativo può essere differenziata tra i dipendenti coinvolti dal CDS ed anche riguardare una parte soltanto dei lavoratori in forza .

Resta specificato altresì che :

– si ammette la riduzione dell’orario di lavoro in modalità giornaliera ,settimanale e mensile ;

– non sono ammesse prestazioni di lavoro straordinario per i dipendenti in solidarietà oltre il tempo pieno previsto dal ccnl applicato in azienda , a meno che l’impresa non fornisca prova di sopravvenute straordinarie esigenze colegate all’attività produttiva.

Percentuale di riduzione dell’ orario

Le disposizioni in materia prevedono cheil CDS risulta idoneo a perseguire il suo scopo quando la percentuale diriduione di orario concordata tra l’azienda ed i sindacati ,parametrata su base settimanale,non superi il 60% dell’orario di lavoro contrattuale dei lavoratori coinvolti nel contratto di solidarietà.
Sembra il caso di evidenziare altresì che,se le modalità della modifica in aumento dell’orario indicato nel CDS risultano prefissate nel medesimo ,è consentito effettuare temporanei aumenti dell’orario di lavoro per significati e sopravvenute esigenze aziendali,rispettando i limiti del normale orario contrattuale e dando comunicazione della variazione al competente ufficio del Ministero del Lavoro per ogni valutazione e determinazione .

Trattamento economico

La disposizione legislativa generale prevede ch ai lavoratori coinvolti nel CDS spetta un trattamento corrispondente al 60 % della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro,che , , attraverso l’anticipazione per conto dell’Istituto da parte dell’ azienda,deve essere pagata a carico dell’ Inps secondo le regole della cigs , con successivo conguaglio per l’impresa con i contributi dovuti ovvero con la richiesta da parte della stessa di eventuale rimborso secondo le regole proprie della cigs .
In merito a quanto sopra ,si evidenzia peraltro che:
a) sino al 31.12.2013 , in via sperimentale il trattamento di cigs per i contratti i solidarietà è  stato aumentato dal 60% all’80% della retribuzione persa     ,applicando  le modalità previste in apposito decreto emanato dal   Ministro del Lavoro di concerto con quello dell’Economia   ;

b)la legge finanziaria anno 2014 (L. 147/2013) ha prorogato anche per l’anno 2014 l’aumento della misura di integrazione salariale nel caso di ricorso ai contratti di solidarietà ex art. 1 della L. 863/84. Accanto alla proroga del trattamento, tuttavia, si registra anche una sua diminuzione poiché l’art. 1, comma 186, della richiamata legge stabilisce che l’integrazione base ,pari al 60% “è aumentato nella misura del 10 per cento della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario, nel limite massimo di 50 milioni di euro per lo stesso anno 2014.” ,ricordando ,come gia’ prima detto,che sino al 31 dicembre 2013 la percentuale di integrazione era stata pari all’80% della retribuzione persa per via della riduzione di orario.

Occorre subito registrare che il trattamento complessivo in vigore dal 1 gennaio scorso pari al 70% della retribuzione persa ha validità soltanto per l’anno 2014. Questo significa che nel 2015, se non interverranno ulteriori provvedimenti legislativi, la misura di integrazione scenderà ancora per assestarsi all’ordinario parametro del 60%.

Dal tenore letterale della norma è inoltre possibile ricavare anche alcune altre considerazioni. Innanzitutto il fatto che la nuova misura percentuale si applica a tutti i contratti di solidarietà, sia quelli stipulati dal 1 gennaio 2014 (e non potrebbe essere diversamente) sia a quelli in corso di esecuzione in quanto già sottoscritti alla data del 31 dicembre 2013.

Per questi ultimi non sembra infatti possibile ipotizzare che si continui ad applicare la misura integrativa vigente al momento di stipula dell’accordo per tutta la durata residua dello stesso. Questo perché il legislatore nel modificare la percentuale di riferimento non specifica che la stessa si applichi soltanto ai nuovi contratti avviati dal 1 gennaio 2014, lasciando intendere al contrario che trovi applicazione a tutti i contratti, compresi quelli in essere.

Ci troveremo pertanto di fronte ad una gestione spaccata delle integrazioni salariali per i contratti siglati entro il 31 dicembre 2013: 80% per i periodi di solidarietà fino al 31 dicembre 2013 e 70% per i periodi successivi.

In secondo luogo accorre valutare gli effetti operativi che questa modifica comporta. A tale riguardo nel 2014 si avrà la necessità di gestire le ipotesi in cui un contratto di solidarietà, avviato nel 2013, sia autorizzato dal Ministero nel 2014, con necessità di recuperare le somme a credito riferite all’anno precedente.

Sotto questa ipotesi appare corretto procedere al recupero dell’integrazione salariale nei confronti dell’INPS stabilendo l’aliquota spettante (80 o 70 per cento) dando prevalenza al criterio della competenza.

In altri termini, indipendentemente dal momento temporale in cui materialmente si provvede al recupero dell’integrazione salariale, se il periodo di riferimento cade entro il 2013, l’aliquota spettante è pari all’80%; diversamente se il periodo di riferimento cade nel 2014 non c’è dubbio che si possa procedere ad un recupero della retribuzione persa nella misura ridotta del 70%.

Sull’argomento si segnala anche l’intervento dell’INPS che ha fornito alcune indicazioni di carattere pratico agli operatori (circ. 15 del 29 gennaio 2014).

In particolare è stato precisato che i datori di lavoro (o i lori intermediari), nel compilare il flusso UNIEMENS, provvederanno a:

1. esporre la maggiorazione del 10% relativa ai periodi di paga correnti riferiti all’anno 2014, valorizzando nell’elemento <DenunciaIndividuale> <CausaleCongCIGS> il codice di nuova istituzione “G706” e nell’Elemento <ImportoCongCIGS> l’importo posto a conguaglio.

2. Esporre l’importo dell’integrazione nella misura del 60% della retribuzione persa (da decurtare della percentuale di riduzione 5,84%, ai sensi dell’art. 26 della L. n. 41 del 28/2/1986) con il codice già in uso “G603”.

Si fa infine presente che nell’ultima versione dell’allegato tecnico UNIEMENS (ver. 2.7.1 del 17 gennaio 2014) i codici “G705” e “G704” (utili per gestire rispettivamente l’integrazione salariale nella misura aggiuntiva del 20% per periodi correnti ovvero per periodi arretrati) risultano avere una validità fino al periodo 12/2013.

Questa limitazione, che potrebbe comportare una difficoltà tecnica nell’invio dei flussi UNIEMENS dal periodo 01/2014, dovrebbe essere, alla luce delle considerazioni sopra svolte, rimossa da parte dell’istituto al fine di consentire il recupero delle somme spettanti per i periodi di solidarietà fino a dicembre 2013 nella misura all’epoca vigente

 

c) per i contratti di solidarietà stipulati dal 4.8.09 , a seguito dell’entrata in vigore del D.M.n.46448 del 10.7.09,a richiesta aziendale può essere autorizato il pagamento diretto della cigs in applicazione delle modalità stabilite per la generalità delle richieste di integrazione salariale straordinaria,secondo cui il Ministero del Lavoro ,ricevuta la pratica e riscontratane la regolarita’,dispone oltre all’l’autorizzazione dell cigs anche il pagamento diretto,  attendendendo la disponibilta’ della documentazione relativa agli accertamenti del servizio ispettivo della DPL territorialmente competente ,a cui  risulta recapitato dalla procedura telematica di spedizione la copia della pratica di CDS  .

Benefici contributivi

Alle imprese per tutta la durata del CDS e sino al massimo di 24 mesi spetta la seguente riduzione della contribuzione assistenziale e previdenziale (^):

Datori lavoro                                                     Riduzione orario lavoro contrattuale

Più del 20%                         Più del 30%

Centro Nord                                                                    (^) 25%                                     (^) 35%

Sud ed Aree declino ind.le                                        (^) 30%                                       (^) 40%

Il beneficio della riduzione contributiva di cui sopra risulta altenativo ad altre forme di riduzione contributiva con riferimento ai lavoratori interessati al CDS e non già a tutti i dipendenti dell’impresa interessata.

A proposito dei benefici contributivi in questione ,si segnala che l’art.5 del decreto legge n.34/2014 ,in vigoire dal 21.3.2014 ed in corso di  conversione in legge dispone ; Contratti di solidarieta’ 1. All’articolo 6 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, dopo il comma 4 e’ inserito il seguente: «4-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti criteri per la individuazione dei datori di lavoro beneficiari della riduzione contributiva di cui al comma 4, entro i limiti delle risorse disponibili. Il limite di spesa di cui all’articolo 3, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e all’articolo 1, comma 524, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, a decorrere dall’anno 2014, e’ pari ad euro 15 milioni annui.».

Pertanto, dal 2014  i benefici contributivi    per i contratti di solidarieta’  saranno riconosciuti,  entro i limiti delle risorse disponibili a nnualmente ,soltanto  ai datori di lavoro   individuati applicando  i criteri fissati  dall’emanando   decreto interministeriale Lavoro-Economisa

Procedura per la stipulazione del CDS

Stante il l silenzio della legge ,nella scelta dei lavoratori da inserire nel contratto di solidarietà si applicano gli stessi criteri previsti per la cigs,compresa la rotazione ove tecnicamente possibile.

Per l’ammisione al CDS è necessaria prima la stipulazione (non necessariamente presso una sede istituzionale pubblica-ved.circolare ministero lavoro n.64/2000 con o  senza il preventivo avvio della procedura di mobilità riguardante il personale esuberante )di un contratto collettivo aziendale da parte delle rasppresentanze sindacali aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale,contenente: numero dei lavoratori in esubero,distribuzione della riduzione dell’0rario lavorativo,motivazioni e cause delle eccedenze .Il contratto sottoscritto vincola le parti e non può essere modificato dall’impresa in modo unilaterale.

La legge non indica quale sia l’efficacia dell’accordo sindacale,nè sussiste specifica previsione legislativa sulla necessità o meno che l’accordo sia stipulato da tutti i sindacati presenti in azienda o da tutti quelli comparativamente  piu’ rappresentativi .In ogni caso l’accordo vincola tutti i lavoratori coinvolti,compresi i dissenzienti e i non aderenti ai sindacati sottoscrittori,fermo restando che i singoli lavoratori possono pero’,anche se iscritti,impugnare l’accordo e chiederne la disapplicazione qualora ritengono violati i principi di correttezza o di non discriminazione.

Per l’approvazione del CDS e l’intervento della cigs  risulta necessaria specifica istanza da parte dell’impresa interessata al Ministero del Lavoro -Direzione Generale Ammortizzatori Sociali-Divisione III,utilizzando il modulo di domanda CIGS-SOLID- 1 e la scheda n. 8,scaricabili dal sito web www.lavoro.gov.it, cliccando alla voce “tematiche” e poi proseguendo su “ammortizzatori sociali”, “contratti solidarietà” e “modulistica”, curando di rispettare le indicazioni contenute nel foglio delle istruzioni e tenendo conto che ciascuna domanda iniziale ovvero di proroga non può avere una durata superiore a 12 mesi ,mentre il decreto ministeriale di cigs avrà validità annuale.

EFFETTI SUGLI ISTITUTI CONTRATTUALI

Il contratto di solidarietà produce determinati effetti su alcuni aspetti del contratto di lavoro e sulle indennità assistenziali erogate da INPS ed INAIL ,che di seguito di riassumono :

A) Ferie

Si deve distinguere   tra ferie maturate  prim del CDS e quelle riguardanti periodi successivi all’applicazione del contratto di solidarietà.Per le  prime  dovrà escludersi qualsiasi intervento d’integrazione salariale per le giornate corrispondenti.Sara da ammettere invece il trattamento integrativo per le quote di retribuzione persa relative a periodi di ferie maturate in costanza di CDS ed usufruiti nell’ambito di validità dello stesso.Non è integrabile l’indennità sostitutiva delle ferie.

 B) Mensiltà aggiuntive

Per il lavoratore maturano due quote di mensilità aggiuntive: la prima è quella corrispondente alle ore effettivamente lavorate 8e/o alle ore non lavorate che tuttavia concorrono alla maturazione dei ratei:  malattia  ed infortunio )ed è a carico del datore di lavoro; la seconda è quella  riferita alle ore non lavorate per effetto della riduzione di orario pattuita nel CDS ed è oggetto d’integrazione salariale a carico dell’Inps.

 C) T F R

  Per  i contratti di solidarieta’ difensivi di cui all’art.1 della legge n.863/84,è da riferire che  il trattamento di fine rapporto matura sull’intero importo della retribuzione contrattuale in quanto la diminuzione della retribuzione non produce effetto su tale istituto contrattuale.(art.1 comma 5 legge precitata ,come sostituito dal comma 2 bis art 8 della legge n

Per le ore lavorate, il datore di lavoro continuerà ad accantonare il TFR a suo carico, mentre per quelle non lavorate per effetto del CDS il TFR sarà a carico dell’INPS.

Andranno calcolate due quote:

– una sulla retribuzione corrispondente alle ore effettivamente lavorate (o comunque coperte da eventuale altra assenza tutelata);
– una sulle ore non lavorate per effetto del CDS.

E’ comunque il datore di lavoro a corrispondere l’intero TFR recuperando le quote accantonate, comprensive della rivalutazione mediante conguaglio sui versamenti dovuti tramite codice contributivo L042 da indicare sul flusso UNIEMENS, solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro (art. 1 comma 5 d.l n. 726/84 art. 8, c. 2-bis, dl n. 86/88 – conv. in L.160/88 – circolare INPS n. 212 13 luglio 1994).

Sul piano pratico il datore di lavoro dovrà comunicare all’INPS i nominativi dei lavoratori interessati, con l’indicazione delle quote di retribuzione perse, assunte a base di calcolo dell’integrazione salariale. Il codice L042 richiede anche l’indicazione del numero dei lavoratori ai quali è stato liquidato il TFR a carico dell’INPS.

L’INPS ha precisato che il diritto al rimborso può essere riconosciuto solo al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, anche se questo avviene a distanza di anni dalla fine del CDS. In attesa di chiarimenti da parte dell’INPS, il contributo da versare presso la tesoreria, verrà effettuato esclusivamente considerando il c/ datore di lavoro.

Per quanto riguarda il versamento del TFR agli eventuali fondi di previdenza complementare scelti dai dipendenti, la questione è ancora complessa e irrisolta.   In merito risulta esser stato posto un quesito al Ministero del lavoro, per il quale si è in attesa di risposta.

Fintanto che  non giungano gli attesi chiarimenti, e’ stato comunque suggerito di versare l’intera quota maturata ai fondi (quota a carico datore di lavoro e quota a carico INPS) con recupero per il datore di lavoro a fine anno su versamento INPS. Questa logica soluzione permetterà di non penalizzare il lavoratore che ha inteso investire in un fondo il suo trattamento di fine rapporto.

Riguardo ai criteri di commisurazione delle quote di trattamento di fine rapporto nelle ipotesi di ricorso al contratto di solidarietà assistito dalla Cigs (L.863/84) e, in particolare, per la valutazione del momento temporale per il recupero delle stesse da parte dei datori di lavoro, tramite imputazione alla Cassa integrazione, l’Istituto con il messaggio da te citato stabilisce che le quote di TFR relative alla retribuzione persa dai lavoratori a seguito della riduzione dell’orario di lavoro sono a carico della Cassa integrazione guadagni.

Diversamente da quanto stabilito per la Cigs dall’articolo 2, c. 2, della legge n. 464/1972 la normativa in materia di contratti di solidarietà pone in ogni caso a carico della cassa integrazione le quote di TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori a seguito della riduzione dell’orario di lavoro.

Va, peraltro, considerato che, nell’ipotesi di ricorso alla solidarietà difensiva, tenuto conto delle finalità dell’istituto contrattuale, la risoluzione del rapporto di lavoro si puo’ verificare anche a distanza di diversi anni dall’avvenuta scadenza del contratto medesimo.

Considerato, quindi, quanto precede e atteso che la legge n. 863/84 non pone la cessazione del rapporto di lavoro al termine del periodo di cassa, quale “conditio sine qua non” per il rimborso delle quote del TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori, l’Inps e’ pervenuta nella determinazione di consentire alle aziende – che utilizzano il contratto di solidarietà difensivo assistito da Cigs come strumento gestionale per il mantenimento dei livelli occupazionali – di recuperare le quote di TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori alla conclusione del periodo di vigenza di tale istituto contrattuale.

Avuto riguardo alla previsione contenuta nell’articolo 2120 del c.c., le suddette operazioni dovranno essere effettuate entro l’anno solare di conclusione del contratto di solidarietà.

In tal senso si intendono modificate le indicazioni contenute al punto 5 della circolare 13 luglio 1994, n. 212.

Resta confermata, durante il periodo di ricorso al CdS assistito da Cigs, l’obbligatorietà del versamento delle quote di TFR riferite ai lavoratori interessati dal contratto di solidarietà al Fondo di Tesoreria o ai Fondi di previdenza complementare, secondo la prassi in uso [2].

Modalità di recupero

Ai fini dell’imputazione alla Cassa integrazione guadagni delle quote di TFR riferite alla retribuzione persa dai lavoratori durante il CdS, i datori di lavoro provvederanno ad indicare – nell’elemento <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi> di <AltreACredito> delflusso Uniemens – il codice causale “L042” con il relativo ammontare.

Per il recupero delle quote riferite a lavoratori non più in forza alla data del 1/1/2010, dovrà, invece, essere utilizzata la procedura delle regolarizzazioni contributive

 

 D)  Congedo di maternità e congedo parentale

– Seil congedo per maternità è in corso al momento del CDS,la lavoratrice continua a percepire l’indennità di maternità a carico dell’Inps;

– Se  al termine del congedo per maternità la lavoratrice rientra fra i lavoratori a cui si applica il CDS,percepisce il trattamento previsto a tal fine;

– Se  il congedo di maternità inizia durante il CDS, la  lavoratrice viene corrisposta l’indennità di maternità per l’intero periodo  .Per il congedo parentale si applicano le regol previste per la malattia,pertanto i caso di riduzione verticale dell’orario di lavoro ,se il congedo parentale viene usufruito durante l’assenzadell’attività lavorativa per effetto del contratto di solidarietà,spetta il trattamento economico per contratto di solidarietà; se invece il congedo parentale viene usufruito durante lo svolgimento dell’attività lavorativa ,spetta l’indennità per congedo parentale.In caso di riduzione orizzontale dell’orario di lavoro,spetta sia  il trattamento economico per contratto di solidarietà che l’indennità per congedoparentale ripartiti in modo proporzionale rispetto  alle modalidà di riduzione dell’orario di lavoro previste dal CDS.

E) Infortunio sul lavoro

Occorre tener distinta l’ipotesi dell’infortunio verificatosi prima dell’inizio del CDS , da quella intervenuta durante  quest’ultimo.Nel primo caso il lavoratore ha diritto al normale contrattuale trattamento d’infortunio,anche se l’assenza si protrae durante il periodo  di applicazione del CDS.Nel secondo caso ,ilcalcalo del trattamento d’infortunio (indennità corrisposta dall’Inail e relativo trattamento da parte del datore di lavoro) verrà effettuato con riferimento alle ore lavorative ridotte.Inoltre il lavoratore avrà diritto all’integrazione salariale in relazione alla retribuzion persa a seguito del CDS.

F) Cassa integrazione guadagni

Nel casi di cigo,la contemporanea presenza risulta consentita, mentre per la cigs occorre riportarsi alla previsione dell’arrt.4 , c.1, della legge n.451/ 94 .

G ) Contributi figurativi

Spettano al lavoratore e sono da accrteditarsi d’ufficio e gli stessi risultano validi ai fini della pensione di vecchiaia e di anzianita’.

H) Malattia

In caso di riduzione verticale dell’orario di lavoro,se la   malattia interviene durante l’assenza di attività lavorativa per effetto del CDS,al lavoratore continua ad essere pagata la cigs. Invece,se la malattia interviene durante l’attività lavorativa ,viene pagata l’indennità di malattia.In caso di riduzione orizzontale dell’orario di lavoro,al lavoratore spetta sia la cigs che l’indennità di malattia ripartiti in modo proporzionalw rispetto alle  modalità di riduzione dell’orario di lavoro previste dal CDS.

 I) Collocamento obbligatorio

Per le imprese soggette al collocamento obbligatorio di cui alla legge n.68/99,dalla data di stipula del CDS e per la durata dello stesso,si determina la sospensione in ambito provinciale nell’ applicazione di  dettanormativa .

L) Riposi per allattamento e permessi legge n.104/92

Se durante il CDS vengono richieste le due ore di riposo giornaliero per maternità  spettanti nel primo anno di vita delbambino ,alla lavoratrice compete il trattamento d’integrazione salariale ,con riferimento alla retribuzione relativa alle ore di riposo perse a seguito del CDS.Invece, spetterà  l’indennità a carico dell’Inps ,pari all’intero ammontare della retribuzione ,se i riposi si collocano in un giorno interamente lavorato.

Per i permessi della legge n.104/92 valgono i medesimi predetti   criteri.

M) Assegni nucleo familiare

Sono dovuti in misura intera durante il CDS

N) Indennità mancato preavviso

L’Inps  (circ .n.212/94) esclude l’integrazione poichè non costituisce un corrispettivo diretto ed immediato della prestazione lavorativa.

O) Festività

Per le  festività che cadono nel periodo di vigenza del CDS è ammessa l’integrazione salariale.L’Inps prevede che occorre un esame specifico per il trattamento relativo alle giornate festive infrasettimanali qualora risulta concordata una riduzione di orario di tipo verticale con alternanza di periodi di sospensione e periodi di lavoro ad orario pieno.Infatti,nel caso in cui la riduzione dell’orario di lavoro sia di tipo orizzontale,il trattamento di cigs può erogarsi a completamento del minor salario corrisposto da datore di lavoro per la festività.e la riduzione invece è di tipo verticale,occorre distinguere .quando la festività cade durante un periodo lavorato e retribuito ad orario normale,non sussistono i presupposti per l’intervento della cigs.Negli altri casi,la festività che cade in periodo di sospensiopne totale dal lavoro è pienamente integrabile.

A completamento della presente esposizione, a fronte di eventuali esigenze degli operatori interessati, si propone il seguente fac simile del verbale di accordo da utilizzare in caso di ricorso a contratto di solidarietà difensivo disciplinato dalla legge n.863/1984

CONSEGUENZE MANCATO ACCOGLIMENTO O REVOCA AUTOZZAZIONI CIGS

 Circa le  conseguenze operative della mancata approvazione deòla cigo comunico quanto segue.
. Un aspetto molto importante da valutare riguarda l’esposizione nel LUL delle presenze. Nel caso del c.d. calendario sfasato, la retribuzione del mese viene determinata tenendo conto delle variabili retributive del mese precedente.

A tal proposito il Ministero del lavoro ha concesso una proroga che consente l’esposizione dei dati delle presenze unitamente ai dati variabili della retribuzione cui gli stessi si riferiscono, a condizione che vi sia specifica annotazione in tal senso sul LUL per ciascun lavoratore interessato. Quindi, ad esempio, nel LUL da stampare entro il 31 marzo 2012 potranno essere indicate le presenze di gennaio 2012 ed i conseguenti dati retributivi variabili, ancorché la paga sia di competenza del mese di febbraio 2012.

Ma, se l’azienda si trovasse ad elaborare il LUL nel mese di gennaio e a marzo venisse a conoscenza di un provvedimento di mancata approvazione della Cig, come si deve comportare ai fini del LUL? E’ evidente che in questo caso il LUL di gennaio dovrà essere modificato con la voce assenza giustificata e retribuita a carico del datore di lavoro.

Ci sono poi altre considerazioni da fare nel campo contributivo: si può verificare ad esempio il caso in cui il datore di lavoro ha corrisposto un anticipo della Cigs a carico dell’Inps oppure non l’ ha anticipata in attesa del provvedimento di autorizzazione.

Nel primo caso, ci sarà una retribuzione da integrare pari alla differenza di quanto anticipato e la retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito in caso di attività lavorativa. Nel secondo caso invece verra’ semplicemente corrisposta la retribuzione persa.,con relative rispettive conseguenti incombenze circa la contribuzione.

 

 

 

VERBALE DI ACCORDO PER CONTRATTO DI SOLIDARIETA’
(legge n.863/1984 )

Il giorno… ,presso…,si tiene  la riunione

TRA

La Società…. con sede legale a … e unità operativa a… ,rappresentata da…,assiostito da…

E

Le OO SS… territoriali ,rappresentate da…,unitamente a … della RSU

Premesso che

-in data…la Società…,operante nel settore… ,ha avviato la procedura di mobilità ovvero ha evidenziato l’esuberanza (specificare l’ipotes iche ricorre) relativa a n…. lavoratori su un organico di n…. addetti,determinata da un andamento negativo delle attività aziendali che si è manifestato in particolare a decorrere dall’ultimo trimestre dell’anno scorso nell’intero settore di appartenenza,che sta comportando una situazione di persistente ed insostenibile difficoltà e negative ripercussioni sul piano occupazionale;

-nel corso dell’odierna riunione ,la Società ha esposto i motivi che hanno indotto ad avviare la procedura di mobilitàovvero ad evidenziare l’esuberanza di personale (specificare lipoesi che ricorre),mentre i rappresentanti delle OO.SS. non hanno ritenuto di accettare le indicazioni aziendali ,esprimendo perplessità e riserve circa le modalità con cui si ritiene di affrontare le asserite problematiche occupazionali e pertanto ,tenendo conto delle condizioni di mercato e dello scenario aziendale,hanno invitato i rappresentanti aziendali a considerare la possibilità di strumenti alternativi alla riduzione del personale ed in particolare di ricorrere al contratto di solidarietà difensivo disciplinato dalla legge n. 863/84 e dal decreto Ministro del Lavoro n. 46448 del 10.7.09,che consentirebbe alla Società di gestire l’attuale situazione di difficoltà esistente nel settore salvaguardando peraltro l’occupazione ed il mantenimento delle professionalità esistenti.

-la Società ,tenuto conto di quanto sopra,ha dichiarato disponibilità a procedere all’utilizzo del predetto contratto di solidarietà difensivo, con rinuncia a proseguire la procedura di mobilità attivata con la comunicazione rimessa alle OO.SS. in data …(da specificare se ricore l’ipoteso altrimentiomettere) coinvolgendo nella riduzione dell’orario di lavoro un numero confacente di dipendenti , al fine di rendere meno oneroso l’impatto del contratto di solidarietà stesso nei confronti dei lavoratori ,nonché di garantire la funzionalità operativa della struttura aziendale ;

LE PARTI CONCORDANO QUANTO SEGUE

1.La premessa costituisce parte integrante del presente verbale d’accordo

2 La Società…e le OO.SS. sottoscritte convengono sull’applicazione del contratto di solidarietà difensivo previsto e disciplinato dall’art 1della legge n. 863/84e del DM sopra citato che per …mesi ,a decorrere dal…,interesserà complessivamente n….dipendenti dell’ unità aziendale come da prospettato allegato n. 1 che evidenzia le categorie, le qualifiche ed i livelli di appartenenza del personale interessato,restando precisato che non si prevede/ si prevede a cadenza di…(mesi –settimane)la variazione dell’individuazione dei singoli lavoratori ai quali si applicherà la riduzione concordata dell’orario di lavoro,fermo restando il tetto massimo numerico dei lavoratori medesimi sopra riportato, ed( da riportare soltanto in caso di previsione di variazione dei nominativi dei lavoratori in solidarietà) in merito si precisa che la Società rimetterà apposita comunicazione relativa ai nominativi previsti dalla /e variazione/i alle OO .SS ..territoriali ed aziendali .

3.Il contratto di solidarietà risulterà articolato con riduzione oraria del…% ( meno…ore settimanali) per n…lavoratori ,del…% ( meno…ore settimanali) per n….lavoratori e del …% (meno…ore settimanali) per n….lavoratori ,mentre le riduzioni dell’orario avverrà con modalità in senso verticale/orizzontale/misto,nonchè su base giornaliera /settimanale /mensile ( specificare la situazione che ricorre)) ,così come sarà specificato nelle comunicazioni che verranno preventivamente e tempestivamente rimesse al personale interessato .

4.La Società,ai sensi della normativa da applicare,mentre dichiara che richiederà la cigs per la riduzione dell’orario di lavoro attuata in applicazione del presente accordo di solidarietà ,che sarà pagata direttamente dall’Inps in relazione alle indisponibilità di adeguate risorse finanziarie ovvero che sarà anticipata alle normali scadenze di pagamento della retribuzione ai lavoratori (riportare l’ipotesi ricorrente) , in relazione alla specificità dell’attività svolta avrà la possibilità,in vigenza del presente accordo ed in presenza di temporanee esigenze di maggior lavoro derivanti da fattori di mercato,da necessità di ordine organizzativo ovvero da altro,di modificare, in aumento e nei limiti del normale orario di lavoro contrattuale ,l’orario ridotto previsto dal presente accordo di solidarietà,dandone comunicazione, di norma con una settimana d’anticipo,alle RSU locali ed agli organi istituzionali competenti .

5.La Società s’impegna durante l’intero periodo del presente contratto di solidarietà a non procedere a riduzioni di personale.

6.Le parti come sopra rappresentate s’incontreranno entro il giorno… per specificare ulteriormente le modalità di applicazione del contratto di solidarietà e successivamente, nell’ottica di una verifica costante sui risultati del contratto di solidarietà rispetto all’andamento produttivo ed alla situazione occupazionale , si riuniranno con cadenza …

Del che è verbale, letto,confermato e sottoscritto

Per la Società

Cognome e nome Firma……………………………….

Per OO SS

Cognome e nome Firma………………………………………

Per RSU

Cognome e nome Firma……………………………………..