DISCIPLINA CONTRATTI SOLIDARIETA’ CON CIGS

Preliminarmente si ricorda che i contratti di solidarieta’  si distinguono  in  “difensivi” ed “espansivi “.

I primi sono così definiti perche’ comportano una riduzione dell’orario di lavoro finalizzata ad evitare il licenziamento del personale in azienda.

I secondi ,che non hanno registrato un uso    pari a quello dei primi, assumono tale denominazione in quanto sono caratterizzati dall’aumento dei lavoratori neo assunti a tempo indeterminato per compensare la riduzione dell’orario di lavoro al personale già in forza dell’azienda interessata.

In questa sede  ,  vengono trattati i contratti di solidarietà così detti difensivi , il cui scopo precipuo, nell’ambito di una situazione di crisi aziendale temporanea ,appare quello di concorrere alla difesa dei livelli di occupazione ,evitando dei licenziamenti ,  sottolineamndo  che gli stessi sono di due tipi, a seconda che le imprese interessate sono ovvero non sono destinatarie della disciplina della cassa integrazione guadagni straordinaria.

La fonti normative principali sui contratti di solidarietà difensivi per le imprese soggette al regime d’integrazione salariale straordinaria sono costituite dalla leggi n.155/81, n.416/81,n.863/84, n.48/88, n.223/91 , n.236/93 , n.491/94, n.608/96 e dal Decreto Ministro del Lavoro n. 46448 del 10.7.09, che appunto prevedono la possibilità per le predette  aziende  di fare ricorso al trattamento d’integrazione salariale straordinaria,a seguito della stipula di un accordo tra azienda ed OO SS finalizzato alla riduzione concordata dell’orario di lavoro per superare l’esigenza di licenziare i dipendenti considerati in esubero, e che agisce nei confronti di tutti i lavoratori,anche quelli non iscritti alle oo.ss.stipulanti ovvero  contrari , perchè si inerisce all’interno di una fattispecie complessa comprensiva,oltre che del contratto di solidarietà,anche del provvedimento ministeriale di ammissione all’integrazione salariale.

Aziende che possono far ricorso ai contratti di solidarietà difensivi con la cigs

Possono stipulare i contratti in parola tutte le aziende che rientrano nel campo di applicazione della cigs,comprese le imprese appaltatrici di servizi di mense e di servizi di pulizie,nonche’ dall’1.2014 i partiti ed i movimenti politici (art.16 dec.legge n.149/13 ,convertito in legge n.13/2014) ,  DM 22 aprile 2014.e circolare Inps n.87/2014

Conseguentemente il trattamento d’integrazione viene riconosciuto soltanto alle imprese occupanti in media più di 15 dipendenti ( compresi gli apprendisti) nel semestre precedente la data di presentazione della domanda di autorizzazione ministeriale di cassa integrazione guadagni ,mentre il predetto requisito occupazionale non è richiesto per le imprese editrici di giornali quotidiani,le agenzie di stampa a diffusione nazionale,nonche’ editrici e/o stampatrici di giornali periodici .

Invece appaiono escluse dall’applicazione del contratto di solidarietà le imprese che hanno richiesto l’ ammissione alle procedure concorsuali di cui all’art.3 della legge n.223/91 ovvero che sono assoggettate alle stesse,qualora la continuazione delle attività non sia stata disposta o sia cessata.

Infine ,si evidenzia che la procedura dei contratti di solidarietà non trova applicazione nei casi di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri edili.Pertanto le imprese del settore edile che intendono utilizzare il contratto di solidarietà difensivo devono riportare nella documentazione richiesta allo scopo i nominativi dei lavoratori inseriti in modo permanente nella struttura aziendale,distinguendoli dagli altri appartenenti ai casi di cui sopra esclusi.

Lavoratori interessati

Possono essere beneficiari di CDS i lavoratori operai,impiegati,quadri ed i soci di cooperative di produzione e lavoro,che di conseguenza risultano essere i destinatari del diritto alla cigs,purchè abbiano un’anzianità di lavoro presso l’impresa di almeno 90 giorni ,compresi i dipendenti a tempo determinato non stagionale e con contratto d’inserimento.

Invece sono esclusi dal CDS :

– .i lavoratori impiegati nei cantieri edili per fine lavoro o per fine fase lavorativa;

– i dirigenti,gli apprendisti,i lavoranti a domicilio;

– i lavoratori a tempo determinato assunti per l’escuzione di attività di tipo stagionale .

Si precisa che, se il CDS interessa i lavoratori con rapporto part time, necessita dimostrare il carattere strutturale del lavoro a tempo parziale nella preesistente organizzazione del lavoro in azienda.

Durata contratti solidarietà

Il CDS ha una durata tra i 12 ed i 24 mesi,prorogabili per ulteriori 24 mesi ovvero per 36 mesi per le imprese dei territori meridionali (regione Abruzzo compresa ),ricordando pertaltro che l’art.1 comma 9 della legge 223/91 fissa il limite della cigs,compresa l’integrazione ordinaria e quella dei contratti di solidarietà ,a 36 mesi nel quinquennio (la cui periodicita’ decorre dall’11.8. 1991, di  conseguenza, il primo quinquennio è scaduto il 10 agosto 1995, il secondo il 10 agosto 2000, il terzo il 10 agosto 2005, il quarto il 10 agosto 2010, il quinto si concluderà il 10 agosto 2015 ed in tal senso si rinvia alla Nota del Min. Lav. N. 14/3779 del 30 marzo 2006)

Pertanto  il ricorso ai contratti di solidarietà oltre i 24 mesi deve risultare compatibile con la suddetta norma e quindi dovrebbe svilupparsi a cavallo di due quinquenni per un’utilizzazione massima conforme al rispetto dei limiti temporali consentiti di 48 o 60 mesi. Si aggiunge che qualora venga raggiunta la durata massima consentita,l’impresa per ricorrere nuovamente al CDS per le medesime unità aziendali deve attendere almeno 12 mesi .Infine si richiama l’art.7 del D. M. n. 44468 del 10.7.09,secondo cui,  raggiunto il limite massimo di durata della cig previsto dal comma 9 dell’art.1 legge n.223/91,pari a 36 mesi nel quinquennio, compresa cig ordinaria e cigs per qualksiasi causa ,compresa la solidarieta’ ,detto limite può esere superato  se si faccia  ricorso al contratto di solidarietà  avente   la finalità di strumento alternativo alla procedura di mobilità e ,quimdi ,per evitare i licenziamenti.

Modalità  distribuzione riduzione    orario di lavoro

Azienda e sindacati possono fissare liberamente nel CDS la distribuzione della riduzione   dell’orario di lavoro stabilito   ,mentre per modificare in diminuzione la riduzione programmata  nel cds sottoscritto sarà necessario un nuovo accordo ed una nuova istanza per la cigs peraltro  avvertendo che la riduzione di orario lavorativo può essere differenziata tra i dipendenti coinvolti dal CDS ed anche riguardare una parte soltanto dei lavoratori in forza .

Resta specificato altresì che :

– si ammette la riduzione dell’orario di lavoro in modalità giornaliera ,settimanale e mensile ;

– non sono ammesse prestazioni di lavoro straordinario per i dipendenti in solidarietà oltre il tempo pieno previsto dal ccnl applicato in azienda , a meno che l’impresa non fornisca prova di sopravvenute straordinarie esigenze colegate all’attività produttiva.

Percentuale di riduzione dell’ orario

Le disposizioni in materia prevedono cheil CDS risulta idoneo a perseguire il suo scopo quando la percentuale diriduione di orario concordata tra l’azienda ed i sindacati ,parametrata su base settimanale,non superi il 60% dell’orario di lavoro contrattuale dei lavoratori coinvolti nel contratto di solidarietà.
Sembra il caso di evidenziare altresì che,se le modalità della modifica in aumento dell’orario indicato nel CDS risultano prefissate nel medesimo ,è consentito effettuare temporanei aumenti dell’orario di lavoro per significati e sopravvenute esigenze aziendali,rispettando i limiti del normale orario contrattuale e dando comunicazione della variazione al competente ufficio del Ministero del Lavoro per ogni valutazione e determinazione .

Trattamento economico

La disposizione legislativa generale prevede ch ai lavoratori coinvolti nel CDS spetta un trattamento corrispondente al 60 % della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro,che , , attraverso l’anticipazione per conto dell’Istituto da parte dell’ azienda,deve essere pagata a carico dell’ Inps secondo le regole della cigs , con successivo conguaglio per l’impresa con i contributi dovuti ovvero con la richiesta da parte della stessa di eventuale rimborso secondo le regole proprie della cigs .
In merito a quanto sopra ,si evidenzia peraltro che:
a) sino al 31.12.2013 , in via sperimentale il trattamento di cigs per i contratti i solidarietà è  stato aumentato dal 60% all’80% della retribuzione persa     ,applicando  le modalità previste in apposito decreto emanato dal   Ministro del Lavoro di concerto con quello dell’Economia   ;

b)la legge finanziaria anno 2014 (L. 147/2013) ha prorogato anche per l’anno 2014 l’aumento della misura di integrazione salariale nel caso di ricorso ai contratti di solidarietà ex art. 1 della L. 863/84. Accanto alla proroga del trattamento, tuttavia, si registra anche una sua diminuzione poiché l’art. 1, comma 186, della richiamata legge stabilisce che l’integrazione base ,pari al 60% “è aumentato nella misura del 10 per cento della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario, nel limite massimo di 50 milioni di euro per lo stesso anno 2014.” ,ricordando ,come gia’ prima detto,che sino al 31 dicembre 2013 la percentuale di integrazione era stata pari all’80% della retribuzione persa per via della riduzione di orario.

Occorre subito registrare che il trattamento complessivo in vigore dal 1 gennaio scorso pari al 70% della retribuzione persa ha validità soltanto per l’anno 2014. Questo significa che nel 2015, se non interverranno ulteriori provvedimenti legislativi, la misura di integrazione scenderà ancora per assestarsi all’ordinario parametro del 60%.

Dal tenore letterale della norma è inoltre possibile ricavare anche alcune altre considerazioni. Innanzitutto il fatto che la nuova misura percentuale si applica a tutti i contratti di solidarietà, sia quelli stipulati dal 1 gennaio 2014 (e non potrebbe essere diversamente) sia a quelli in corso di esecuzione in quanto già sottoscritti alla data del 31 dicembre 2013.

Per questi ultimi non sembra infatti possibile ipotizzare che si continui ad applicare la misura integrativa vigente al momento di stipula dell’accordo per tutta la durata residua dello stesso. Questo perché il legislatore nel modificare la percentuale di riferimento non specifica che la stessa si applichi soltanto ai nuovi contratti avviati dal 1 gennaio 2014, lasciando intendere al contrario che trovi applicazione a tutti i contratti, compresi quelli in essere.

Ci troveremo pertanto di fronte ad una gestione spaccata delle integrazioni salariali per i contratti siglati entro il 31 dicembre 2013: 80% per i periodi di solidarietà fino al 31 dicembre 2013 e 70% per i periodi successivi.

In secondo luogo accorre valutare gli effetti operativi che questa modifica comporta. A tale riguardo nel 2014 si avrà la necessità di gestire le ipotesi in cui un contratto di solidarietà, avviato nel 2013, sia autorizzato dal Ministero nel 2014, con necessità di recuperare le somme a credito riferite all’anno precedente.

Sotto questa ipotesi appare corretto procedere al recupero dell’integrazione salariale nei confronti dell’INPS stabilendo l’aliquota spettante (80 o 70 per cento) dando prevalenza al criterio della competenza.

In altri termini, indipendentemente dal momento temporale in cui materialmente si provvede al recupero dell’integrazione salariale, se il periodo di riferimento cade entro il 2013, l’aliquota spettante è pari all’80%; diversamente se il periodo di riferimento cade nel 2014 non c’è dubbio che si possa procedere ad un recupero della retribuzione persa nella misura ridotta del 70%.

Sull’argomento si segnala anche l’intervento dell’INPS che ha fornito alcune indicazioni di carattere pratico agli operatori (circ. 15 del 29 gennaio 2014).

In particolare è stato precisato che i datori di lavoro (o i lori intermediari), nel compilare il flusso UNIEMENS, provvederanno a:

1. esporre la maggiorazione del 10% relativa ai periodi di paga correnti riferiti all’anno 2014, valorizzando nell’elemento <DenunciaIndividuale> <CausaleCongCIGS> il codice di nuova istituzione “G706” e nell’Elemento <ImportoCongCIGS> l’importo posto a conguaglio.

2. Esporre l’importo dell’integrazione nella misura del 60% della retribuzione persa (da decurtare della percentuale di riduzione 5,84%, ai sensi dell’art. 26 della L. n. 41 del 28/2/1986) con il codice già in uso “G603”.

Si fa infine presente che nell’ultima versione dell’allegato tecnico UNIEMENS (ver. 2.7.1 del 17 gennaio 2014) i codici “G705” e “G704” (utili per gestire rispettivamente l’integrazione salariale nella misura aggiuntiva del 20% per periodi correnti ovvero per periodi arretrati) risultano avere una validità fino al periodo 12/2013.

Questa limitazione, che potrebbe comportare una difficoltà tecnica nell’invio dei flussi UNIEMENS dal periodo 01/2014, dovrebbe essere, alla luce delle considerazioni sopra svolte, rimossa da parte dell’istituto al fine di consentire il recupero delle somme spettanti per i periodi di solidarietà fino a dicembre 2013 nella misura all’epoca vigente

 

c) per i contratti di solidarietà stipulati dal 4.8.09 , a seguito dell’entrata in vigore del D.M.n.46448 del 10.7.09,a richiesta aziendale può essere autorizato il pagamento diretto della cigs in applicazione delle modalità stabilite per la generalità delle richieste di integrazione salariale straordinaria,secondo cui il Ministero del Lavoro ,ricevuta la pratica e riscontratane la regolarita’,dispone oltre all’l’autorizzazione dell cigs anche il pagamento diretto,  attendendendo la disponibilta’ della documentazione relativa agli accertamenti del servizio ispettivo della DPL territorialmente competente ,a cui  risulta recapitato dalla procedura telematica di spedizione la copia della pratica di CDS  .

Benefici contributivi

Alle imprese per tutta la durata del CDS e sino al massimo di 24 mesi spetta la seguente riduzione della contribuzione assistenziale e previdenziale (^):

Datori lavoro                                                     Riduzione orario lavoro contrattuale

Più del 20%                         Più del 30%

Centro Nord                                                                    (^) 25%                                     (^) 35%

Sud ed Aree declino ind.le                                        (^) 30%                                       (^) 40%

Il beneficio della riduzione contributiva di cui sopra risulta altenativo ad altre forme di riduzione contributiva con riferimento ai lavoratori interessati al CDS e non già a tutti i dipendenti dell’impresa interessata.

A proposito dei benefici contributivi in questione ,si segnala che l’art.5 del decreto legge n.34/2014 ,in vigoire dal 21.3.2014 ed in corso di  conversione in legge dispone ; Contratti di solidarieta’ 1. All’articolo 6 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, dopo il comma 4 e’ inserito il seguente: «4-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti criteri per la individuazione dei datori di lavoro beneficiari della riduzione contributiva di cui al comma 4, entro i limiti delle risorse disponibili. Il limite di spesa di cui all’articolo 3, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e all’articolo 1, comma 524, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, a decorrere dall’anno 2014, e’ pari ad euro 15 milioni annui.».

Pertanto, dal 2014  i benefici contributivi    per i contratti di solidarieta’  saranno riconosciuti,  entro i limiti delle risorse disponibili a nnualmente ,soltanto  ai datori di lavoro   individuati applicando  i criteri fissati  dall’emanando   decreto interministeriale Lavoro-Economisa

Procedura per la stipulazione del CDS

Stante il l silenzio della legge ,nella scelta dei lavoratori da inserire nel contratto di solidarietà si applicano gli stessi criteri previsti per la cigs,compresa la rotazione ove tecnicamente possibile.

Per l’ammisione al CDS è necessaria prima la stipulazione (non necessariamente presso una sede istituzionale pubblica-ved.circolare ministero lavoro n.64/2000 con o  senza il preventivo avvio della procedura di mobilità riguardante il personale esuberante )di un contratto collettivo aziendale da parte delle rasppresentanze sindacali aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale,contenente: numero dei lavoratori in esubero,distribuzione della riduzione dell’0rario lavorativo,motivazioni e cause delle eccedenze .Il contratto sottoscritto vincola le parti e non può essere modificato dall’impresa in modo unilaterale.

La legge non indica quale sia l’efficacia dell’accordo sindacale,nè sussiste specifica previsione legislativa sulla necessità o meno che l’accordo sia stipulato da tutti i sindacati presenti in azienda o da tutti quelli comparativamente  piu’ rappresentativi .In ogni caso l’accordo vincola tutti i lavoratori coinvolti,compresi i dissenzienti e i non aderenti ai sindacati sottoscrittori,fermo restando che i singoli lavoratori possono pero’,anche se iscritti,impugnare l’accordo e chiederne la disapplicazione qualora ritengono violati i principi di correttezza o di non discriminazione.

Per l’approvazione del CDS e l’intervento della cigs  risulta necessaria specifica istanza da parte dell’impresa interessata al Ministero del Lavoro -Direzione Generale Ammortizzatori Sociali-Divisione III,utilizzando il modulo di domanda CIGS-SOLID- 1 e la scheda n. 8,scaricabili dal sito web www.lavoro.gov.it, cliccando alla voce “tematiche” e poi proseguendo su “ammortizzatori sociali”, “contratti solidarietà” e “modulistica”, curando di rispettare le indicazioni contenute nel foglio delle istruzioni e tenendo conto che ciascuna domanda iniziale ovvero di proroga non può avere una durata superiore a 12 mesi ,mentre il decreto ministeriale di cigs avrà validità annuale.

EFFETTI SUGLI ISTITUTI CONTRATTUALI

Il contratto di solidarietà produce determinati effetti su alcuni aspetti del contratto di lavoro e sulle indennità assistenziali erogate da INPS ed INAIL ,che di seguito di riassumono :

A) Ferie

Si deve distinguere   tra ferie maturate  prim del CDS e quelle riguardanti periodi successivi all’applicazione del contratto di solidarietà.Per le  prime  dovrà escludersi qualsiasi intervento d’integrazione salariale per le giornate corrispondenti.Sara da ammettere invece il trattamento integrativo per le quote di retribuzione persa relative a periodi di ferie maturate in costanza di CDS ed usufruiti nell’ambito di validità dello stesso.Non è integrabile l’indennità sostitutiva delle ferie.

 B) Mensiltà aggiuntive

Per il lavoratore maturano due quote di mensilità aggiuntive: la prima è quella corrispondente alle ore effettivamente lavorate 8e/o alle ore non lavorate che tuttavia concorrono alla maturazione dei ratei:  malattia  ed infortunio )ed è a carico del datore di lavoro; la seconda è quella  riferita alle ore non lavorate per effetto della riduzione di orario pattuita nel CDS ed è oggetto d’integrazione salariale a carico dell’Inps.

 C) T F R

  Per  i contratti di solidarieta’ difensivi di cui all’art.1 della legge n.863/84,è da riferire che  il trattamento di fine rapporto matura sull’intero importo della retribuzione contrattuale in quanto la diminuzione della retribuzione non produce effetto su tale istituto contrattuale.(art.1 comma 5 legge precitata ,come sostituito dal comma 2 bis art 8 della legge n

Per le ore lavorate, il datore di lavoro continuerà ad accantonare il TFR a suo carico, mentre per quelle non lavorate per effetto del CDS il TFR sarà a carico dell’INPS.

Andranno calcolate due quote:

– una sulla retribuzione corrispondente alle ore effettivamente lavorate (o comunque coperte da eventuale altra assenza tutelata);
– una sulle ore non lavorate per effetto del CDS.

E’ comunque il datore di lavoro a corrispondere l’intero TFR recuperando le quote accantonate, comprensive della rivalutazione mediante conguaglio sui versamenti dovuti tramite codice contributivo L042 da indicare sul flusso UNIEMENS, solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro (art. 1 comma 5 d.l n. 726/84 art. 8, c. 2-bis, dl n. 86/88 – conv. in L.160/88 – circolare INPS n. 212 13 luglio 1994).

Sul piano pratico il datore di lavoro dovrà comunicare all’INPS i nominativi dei lavoratori interessati, con l’indicazione delle quote di retribuzione perse, assunte a base di calcolo dell’integrazione salariale. Il codice L042 richiede anche l’indicazione del numero dei lavoratori ai quali è stato liquidato il TFR a carico dell’INPS.

L’INPS ha precisato che il diritto al rimborso può essere riconosciuto solo al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, anche se questo avviene a distanza di anni dalla fine del CDS. In attesa di chiarimenti da parte dell’INPS, il contributo da versare presso la tesoreria, verrà effettuato esclusivamente considerando il c/ datore di lavoro.

Per quanto riguarda il versamento del TFR agli eventuali fondi di previdenza complementare scelti dai dipendenti, la questione è ancora complessa e irrisolta.   In merito risulta esser stato posto un quesito al Ministero del lavoro, per il quale si è in attesa di risposta.

Fintanto che  non giungano gli attesi chiarimenti, e’ stato comunque suggerito di versare l’intera quota maturata ai fondi (quota a carico datore di lavoro e quota a carico INPS) con recupero per il datore di lavoro a fine anno su versamento INPS. Questa logica soluzione permetterà di non penalizzare il lavoratore che ha inteso investire in un fondo il suo trattamento di fine rapporto.

Riguardo ai criteri di commisurazione delle quote di trattamento di fine rapporto nelle ipotesi di ricorso al contratto di solidarietà assistito dalla Cigs (L.863/84) e, in particolare, per la valutazione del momento temporale per il recupero delle stesse da parte dei datori di lavoro, tramite imputazione alla Cassa integrazione, l’Istituto con il messaggio da te citato stabilisce che le quote di TFR relative alla retribuzione persa dai lavoratori a seguito della riduzione dell’orario di lavoro sono a carico della Cassa integrazione guadagni.

Diversamente da quanto stabilito per la Cigs dall’articolo 2, c. 2, della legge n. 464/1972 la normativa in materia di contratti di solidarietà pone in ogni caso a carico della cassa integrazione le quote di TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori a seguito della riduzione dell’orario di lavoro.

Va, peraltro, considerato che, nell’ipotesi di ricorso alla solidarietà difensiva, tenuto conto delle finalità dell’istituto contrattuale, la risoluzione del rapporto di lavoro si puo’ verificare anche a distanza di diversi anni dall’avvenuta scadenza del contratto medesimo.

Considerato, quindi, quanto precede e atteso che la legge n. 863/84 non pone la cessazione del rapporto di lavoro al termine del periodo di cassa, quale “conditio sine qua non” per il rimborso delle quote del TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori, l’Inps e’ pervenuta nella determinazione di consentire alle aziende – che utilizzano il contratto di solidarietà difensivo assistito da Cigs come strumento gestionale per il mantenimento dei livelli occupazionali – di recuperare le quote di TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori alla conclusione del periodo di vigenza di tale istituto contrattuale.

Avuto riguardo alla previsione contenuta nell’articolo 2120 del c.c., le suddette operazioni dovranno essere effettuate entro l’anno solare di conclusione del contratto di solidarietà.

In tal senso si intendono modificate le indicazioni contenute al punto 5 della circolare 13 luglio 1994, n. 212.

Resta confermata, durante il periodo di ricorso al CdS assistito da Cigs, l’obbligatorietà del versamento delle quote di TFR riferite ai lavoratori interessati dal contratto di solidarietà al Fondo di Tesoreria o ai Fondi di previdenza complementare, secondo la prassi in uso [2].

Modalità di recupero

Ai fini dell’imputazione alla Cassa integrazione guadagni delle quote di TFR riferite alla retribuzione persa dai lavoratori durante il CdS, i datori di lavoro provvederanno ad indicare – nell’elemento <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi> di <AltreACredito> delflusso Uniemens – il codice causale “L042” con il relativo ammontare.

Per il recupero delle quote riferite a lavoratori non più in forza alla data del 1/1/2010, dovrà, invece, essere utilizzata la procedura delle regolarizzazioni contributive

 

 D)  Congedo di maternità e congedo parentale

– Seil congedo per maternità è in corso al momento del CDS,la lavoratrice continua a percepire l’indennità di maternità a carico dell’Inps;

– Se  al termine del congedo per maternità la lavoratrice rientra fra i lavoratori a cui si applica il CDS,percepisce il trattamento previsto a tal fine;

– Se  il congedo di maternità inizia durante il CDS, la  lavoratrice viene corrisposta l’indennità di maternità per l’intero periodo  .Per il congedo parentale si applicano le regol previste per la malattia,pertanto i caso di riduzione verticale dell’orario di lavoro ,se il congedo parentale viene usufruito durante l’assenzadell’attività lavorativa per effetto del contratto di solidarietà,spetta il trattamento economico per contratto di solidarietà; se invece il congedo parentale viene usufruito durante lo svolgimento dell’attività lavorativa ,spetta l’indennità per congedo parentale.In caso di riduzione orizzontale dell’orario di lavoro,spetta sia  il trattamento economico per contratto di solidarietà che l’indennità per congedoparentale ripartiti in modo proporzionale rispetto  alle modalidà di riduzione dell’orario di lavoro previste dal CDS.

E) Infortunio sul lavoro

Occorre tener distinta l’ipotesi dell’infortunio verificatosi prima dell’inizio del CDS , da quella intervenuta durante  quest’ultimo.Nel primo caso il lavoratore ha diritto al normale contrattuale trattamento d’infortunio,anche se l’assenza si protrae durante il periodo  di applicazione del CDS.Nel secondo caso ,ilcalcalo del trattamento d’infortunio (indennità corrisposta dall’Inail e relativo trattamento da parte del datore di lavoro) verrà effettuato con riferimento alle ore lavorative ridotte.Inoltre il lavoratore avrà diritto all’integrazione salariale in relazione alla retribuzion persa a seguito del CDS.

F) Cassa integrazione guadagni

Nel casi di cigo,la contemporanea presenza risulta consentita, mentre per la cigs occorre riportarsi alla previsione dell’arrt.4 , c.1, della legge n.451/ 94 .

G ) Contributi figurativi

Spettano al lavoratore e sono da accrteditarsi d’ufficio e gli stessi risultano validi ai fini della pensione di vecchiaia e di anzianita’.

H) Malattia

In caso di riduzione verticale dell’orario di lavoro,se la   malattia interviene durante l’assenza di attività lavorativa per effetto del CDS,al lavoratore continua ad essere pagata la cigs. Invece,se la malattia interviene durante l’attività lavorativa ,viene pagata l’indennità di malattia.In caso di riduzione orizzontale dell’orario di lavoro,al lavoratore spetta sia la cigs che l’indennità di malattia ripartiti in modo proporzionalw rispetto alle  modalità di riduzione dell’orario di lavoro previste dal CDS.

 I) Collocamento obbligatorio

Per le imprese soggette al collocamento obbligatorio di cui alla legge n.68/99,dalla data di stipula del CDS e per la durata dello stesso,si determina la sospensione in ambito provinciale nell’ applicazione di  dettanormativa .

L) Riposi per allattamento e permessi legge n.104/92

Se durante il CDS vengono richieste le due ore di riposo giornaliero per maternità  spettanti nel primo anno di vita delbambino ,alla lavoratrice compete il trattamento d’integrazione salariale ,con riferimento alla retribuzione relativa alle ore di riposo perse a seguito del CDS.Invece, spetterà  l’indennità a carico dell’Inps ,pari all’intero ammontare della retribuzione ,se i riposi si collocano in un giorno interamente lavorato.

Per i permessi della legge n.104/92 valgono i medesimi predetti   criteri.

M) Assegni nucleo familiare

Sono dovuti in misura intera durante il CDS

N) Indennità mancato preavviso

L’Inps  (circ .n.212/94) esclude l’integrazione poichè non costituisce un corrispettivo diretto ed immediato della prestazione lavorativa.

O) Festività

Per le  festività che cadono nel periodo di vigenza del CDS è ammessa l’integrazione salariale.L’Inps prevede che occorre un esame specifico per il trattamento relativo alle giornate festive infrasettimanali qualora risulta concordata una riduzione di orario di tipo verticale con alternanza di periodi di sospensione e periodi di lavoro ad orario pieno.Infatti,nel caso in cui la riduzione dell’orario di lavoro sia di tipo orizzontale,il trattamento di cigs può erogarsi a completamento del minor salario corrisposto da datore di lavoro per la festività.e la riduzione invece è di tipo verticale,occorre distinguere .quando la festività cade durante un periodo lavorato e retribuito ad orario normale,non sussistono i presupposti per l’intervento della cigs.Negli altri casi,la festività che cade in periodo di sospensiopne totale dal lavoro è pienamente integrabile.

A completamento della presente esposizione, a fronte di eventuali esigenze degli operatori interessati, si propone il seguente fac simile del verbale di accordo da utilizzare in caso di ricorso a contratto di solidarietà difensivo disciplinato dalla legge n.863/1984

CONSEGUENZE MANCATO ACCOGLIMENTO O REVOCA AUTOZZAZIONI CIGS

 Circa le  conseguenze operative della mancata approvazione deòla cigo comunico quanto segue.
. Un aspetto molto importante da valutare riguarda l’esposizione nel LUL delle presenze. Nel caso del c.d. calendario sfasato, la retribuzione del mese viene determinata tenendo conto delle variabili retributive del mese precedente.

A tal proposito il Ministero del lavoro ha concesso una proroga che consente l’esposizione dei dati delle presenze unitamente ai dati variabili della retribuzione cui gli stessi si riferiscono, a condizione che vi sia specifica annotazione in tal senso sul LUL per ciascun lavoratore interessato. Quindi, ad esempio, nel LUL da stampare entro il 31 marzo 2012 potranno essere indicate le presenze di gennaio 2012 ed i conseguenti dati retributivi variabili, ancorché la paga sia di competenza del mese di febbraio 2012.

Ma, se l’azienda si trovasse ad elaborare il LUL nel mese di gennaio e a marzo venisse a conoscenza di un provvedimento di mancata approvazione della Cig, come si deve comportare ai fini del LUL? E’ evidente che in questo caso il LUL di gennaio dovrà essere modificato con la voce assenza giustificata e retribuita a carico del datore di lavoro.

Ci sono poi altre considerazioni da fare nel campo contributivo: si può verificare ad esempio il caso in cui il datore di lavoro ha corrisposto un anticipo della Cigs a carico dell’Inps oppure non l’ ha anticipata in attesa del provvedimento di autorizzazione.

Nel primo caso, ci sarà una retribuzione da integrare pari alla differenza di quanto anticipato e la retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito in caso di attività lavorativa. Nel secondo caso invece verra’ semplicemente corrisposta la retribuzione persa.,con relative rispettive conseguenti incombenze circa la contribuzione.

 

 

 

VERBALE DI ACCORDO PER CONTRATTO DI SOLIDARIETA’
(legge n.863/1984 )

Il giorno… ,presso…,si tiene  la riunione

TRA

La Società…. con sede legale a … e unità operativa a… ,rappresentata da…,assiostito da…

E

Le OO SS… territoriali ,rappresentate da…,unitamente a … della RSU

Premesso che

-in data…la Società…,operante nel settore… ,ha avviato la procedura di mobilità ovvero ha evidenziato l’esuberanza (specificare l’ipotes iche ricorre) relativa a n…. lavoratori su un organico di n…. addetti,determinata da un andamento negativo delle attività aziendali che si è manifestato in particolare a decorrere dall’ultimo trimestre dell’anno scorso nell’intero settore di appartenenza,che sta comportando una situazione di persistente ed insostenibile difficoltà e negative ripercussioni sul piano occupazionale;

-nel corso dell’odierna riunione ,la Società ha esposto i motivi che hanno indotto ad avviare la procedura di mobilitàovvero ad evidenziare l’esuberanza di personale (specificare lipoesi che ricorre),mentre i rappresentanti delle OO.SS. non hanno ritenuto di accettare le indicazioni aziendali ,esprimendo perplessità e riserve circa le modalità con cui si ritiene di affrontare le asserite problematiche occupazionali e pertanto ,tenendo conto delle condizioni di mercato e dello scenario aziendale,hanno invitato i rappresentanti aziendali a considerare la possibilità di strumenti alternativi alla riduzione del personale ed in particolare di ricorrere al contratto di solidarietà difensivo disciplinato dalla legge n. 863/84 e dal decreto Ministro del Lavoro n. 46448 del 10.7.09,che consentirebbe alla Società di gestire l’attuale situazione di difficoltà esistente nel settore salvaguardando peraltro l’occupazione ed il mantenimento delle professionalità esistenti.

-la Società ,tenuto conto di quanto sopra,ha dichiarato disponibilità a procedere all’utilizzo del predetto contratto di solidarietà difensivo, con rinuncia a proseguire la procedura di mobilità attivata con la comunicazione rimessa alle OO.SS. in data …(da specificare se ricore l’ipoteso altrimentiomettere) coinvolgendo nella riduzione dell’orario di lavoro un numero confacente di dipendenti , al fine di rendere meno oneroso l’impatto del contratto di solidarietà stesso nei confronti dei lavoratori ,nonché di garantire la funzionalità operativa della struttura aziendale ;

LE PARTI CONCORDANO QUANTO SEGUE

1.La premessa costituisce parte integrante del presente verbale d’accordo

2 La Società…e le OO.SS. sottoscritte convengono sull’applicazione del contratto di solidarietà difensivo previsto e disciplinato dall’art 1della legge n. 863/84e del DM sopra citato che per …mesi ,a decorrere dal…,interesserà complessivamente n….dipendenti dell’ unità aziendale come da prospettato allegato n. 1 che evidenzia le categorie, le qualifiche ed i livelli di appartenenza del personale interessato,restando precisato che non si prevede/ si prevede a cadenza di…(mesi –settimane)la variazione dell’individuazione dei singoli lavoratori ai quali si applicherà la riduzione concordata dell’orario di lavoro,fermo restando il tetto massimo numerico dei lavoratori medesimi sopra riportato, ed( da riportare soltanto in caso di previsione di variazione dei nominativi dei lavoratori in solidarietà) in merito si precisa che la Società rimetterà apposita comunicazione relativa ai nominativi previsti dalla /e variazione/i alle OO .SS ..territoriali ed aziendali .

3.Il contratto di solidarietà risulterà articolato con riduzione oraria del…% ( meno…ore settimanali) per n…lavoratori ,del…% ( meno…ore settimanali) per n….lavoratori e del …% (meno…ore settimanali) per n….lavoratori ,mentre le riduzioni dell’orario avverrà con modalità in senso verticale/orizzontale/misto,nonchè su base giornaliera /settimanale /mensile ( specificare la situazione che ricorre)) ,così come sarà specificato nelle comunicazioni che verranno preventivamente e tempestivamente rimesse al personale interessato .

4.La Società,ai sensi della normativa da applicare,mentre dichiara che richiederà la cigs per la riduzione dell’orario di lavoro attuata in applicazione del presente accordo di solidarietà ,che sarà pagata direttamente dall’Inps in relazione alle indisponibilità di adeguate risorse finanziarie ovvero che sarà anticipata alle normali scadenze di pagamento della retribuzione ai lavoratori (riportare l’ipotesi ricorrente) , in relazione alla specificità dell’attività svolta avrà la possibilità,in vigenza del presente accordo ed in presenza di temporanee esigenze di maggior lavoro derivanti da fattori di mercato,da necessità di ordine organizzativo ovvero da altro,di modificare, in aumento e nei limiti del normale orario di lavoro contrattuale ,l’orario ridotto previsto dal presente accordo di solidarietà,dandone comunicazione, di norma con una settimana d’anticipo,alle RSU locali ed agli organi istituzionali competenti .

5.La Società s’impegna durante l’intero periodo del presente contratto di solidarietà a non procedere a riduzioni di personale.

6.Le parti come sopra rappresentate s’incontreranno entro il giorno… per specificare ulteriormente le modalità di applicazione del contratto di solidarietà e successivamente, nell’ottica di una verifica costante sui risultati del contratto di solidarietà rispetto all’andamento produttivo ed alla situazione occupazionale , si riuniranno con cadenza …

Del che è verbale, letto,confermato e sottoscritto

Per la Società

Cognome e nome Firma……………………………….

Per OO SS

Cognome e nome Firma………………………………………

Per RSU

Cognome e nome Firma……………………………………..

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