SEMPLIFICAZIONE MODALITA’ ACCESSO CIGS PER CONTRATTI SOLIDARIETA’

Sulla Gazzetta Ufficiale n.178 del 3 scorso risulta pubblicato il DECRETO 10 luglio 2009 n.46448 con cui il Ministero del Lavoro ha inteso semplificare le modalità di accesso al trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti di aziende le quali abbiano sottoscritto contratti collettivi aziendali denominati «contratti di solidarieta’ “,così che le imprese possano in modo più adeguato fronteggiare la crisi del sistema produttivo rinunciando a ricorrere alla risoluzione dei rapporti di lavoro .
Preliminarmente si evidenziano le novità che risultano introdotte dal provvedimento ministeriale in questione alla disciplina dei precedenti decreti ministeriali in materia.
La prima novità è costituita dalla possibilità del contratto di solidarietà per le aziende che,pur se ammesse ad una procedura concorsuale,mantengono in capo all’imprenditore l’esercizio dell’impresa con conseguente svolgimento dell’attività produttiva.
La seconda novità è costituita dalla sostituzione dei parametri di solidarietà previsti dal d.m.n.31445 del20.8.2002 ( secondo cui :a) gli indicatori economico-finanziari -risultato d’impresa,fatturato,risultato operativo ed indebitamento-fanno emergere un andamento a carattere negativo ovvero involutivo; b) il contratto di solidarieta’ e’ considerato idoneo a perseguire il suo scopo quando la percentuale di riduzione di orario concordata tra le parti e’ tale che il totale del numero
delle ore non lavorate dalla complessiva platea degli interessati al
contratto stesso risulti superiore nella misura del 30%, ovvero
inferiore nella stessa misura percentuale, al numero delle ore che sarebbero state effettute dai lavoratori dichiarati in esubero ) e dal d. m. n.32832 del 16.9.03 (per cui:non sono ammessi in generale accordi sindacali che prevedono che il numero dei lavoratori interessati ala riduzione oraria risulta uguale o inferiore al numero di lavoratori ritenuti esuberanti .Altresi’ in via di principio non possono ritenersi idonei i contratti di solidarietà che prevedono una riduzione oraria superiore al 50% qualora tale riduzione interessi più della metà dell’organico ), con l’indice di congruità consistente nel rapporto tra ore non lavorate ed ore che sarebbero state lavorate dai soggetti coinvolti nel contratto di solidarietà.
La terza novità appare costituita dal riconoscimento della possibilità di ricorrere a prestazioni di lavoro straordinario nelle ipotesi di sopravvenute esigenze aziendali direttamnte collegate all’attività produttiva.
La quarta novità riguarda’ l’armonizzazione della procedura per il pagamento diretto della cigs al contratto di solidarietà rispetto a quella generale applicata alle altre fattispecie di ricorso all’integrazione salarale straordinaria .
La quinta novità si riferisce al superamento di quanto previsto dall’art.7 del D.M. n.31445 del 20.8.02 sul mantenimento in azienda attraverso il contratto di solidarietà ,in luogo del ricorso alla procedura di mobilità ,di almeno il 50 % delle eccedenze dichiarate per poter derogare al limite massimo di fruizione del trattamento d’integrazione salariale straordinaria di cui all’ ‘art 1 coma 9 della legge n.223/91( 36 mesi di cigs nel quinquennio) .Infatti l’art .7 del nuovo provvedimento ministeriale stabilisce che detta deroga è consentita se il ricorso al contratto di solidarietà ha la finalità di strumento alternativo alla procedura di mobilità,senza indicare alcuna percentuale di posti di lavoro che si salvuaguardano.
Premesso quanto sopra,si analizza il contenuto del decreto ministeriale in parola,seguendo l’articolato del medesimo .

L’art 1 riguarda l’oggetto del provvedimento che appare costituito dalla disciplina della concessione del trattamento di integrazione salariale straordinaria in favore dei lavoratori dipendenti di aziende le quali abbiano sottoscritto, ai sensi dell’art. 1 del decreto-legge30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, nella legge19 dicembre 1984, n. 863, contratti collettivi aziendali di solidarieta’ con cui si stabilisce unariduzione dell’orario di lavoro al fine di evitare, in tutto o in concerne il campo di applicazione del decreto parte, la riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale.

L’art. 2 individua le aziende che possono far ricorso ai contratti solidarietà ,individuate in quelle destinatarie della disciplina della cigs, comprese le aziende appaltatrici di servizi di mense e di servizi di pulizia,alle condizioni rispettivamente previste dall’art. 23, comma 1, della
legge 23 aprile 1981, n. 155 e dall’art. 1, comma 7, della legge 19 luglio 1994, n. 451.
Pertanto la concessione del trattamento regolato dal decreto trova applicazione limitatamente alle imprese che abbiano occupato mediamente piu’ di quindici lavoratori nel semestre precedente la data di presentazione dell’istanza del trattamento di integrazione salariale, computandosi, a tal fine, anche gli apprendisti ,mentre il predetto requisito occupazionale non trova applicazione per le imprese editrici di giornali quotidiani e agenzie
di stampa a diffusione nazionale, nonche’ editrici e/o stampatrici di giornali periodici, considerata la specialita’ della normativa sancita, per il settore dell’editoria, dall’art. 7, comma 3, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,nella legge 19 luglio 1993, n. 236.
Inoltre il provvedimento precisa che non si applica la disciplina del del contratto di solidarieta’:
a) alle imprese che abbiano presentato istanza per essere ammesse ad una delle procedure concorsuali di cui all’art. 3 della citata legge n.223 del 1991, ovvero siano state ammesse ad una procedura concorsuale, purchè la continuazione dell’attivita’ non sia stata disposta o sia
cessata :
b) nei casi di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri edili ed a tale riguardo,per le imprese rientranti nel settore edile, devono essere indicati nel contratto di solidarietà i nominativi dei lavoratori inseriti nella struttura permanente, distinguendo detti lavoratori da quelli rientranti nella situazione di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri.
c) pe rapporti di lavoro a tempo determinato, instaurati al fine disoddisfare le esigenze di attivita’ produttive soggette a fenomeni di natura stagionale.

L’art.3 indica i soggetti beneficiari del contratto di solidarieta’ ,che sono tutti i dipendenti dellaziendainteressata, ad esclusione dei dirigenti, degli apprendisti e dei lavoratori a domicilio ,precisando che per i dipendenti con rapporto di lavoro a part-time e’ ammissibile l’applicazione dell’ulteriore riduzione di orario,qualora sia dimostrato il carattere strutturale del part-time nella preesistente organizzazione dell’azienda.

L’art .4 evidenzia le modalità applicative del contratto di solidarietà,precisando che:
1. l’esubero di personale, in relazione al quale viene sottoscritto tra le parti il contratto di solidarieta’, deve essere quantificato e motivato nel contratto stesso
2. la riduzione dell’orario di lavoro e’ stabilita, nelle forme di riduzione dell’orario giornaliero,settimanale o mensile
3. il contratto di solidarieta’ e’ considerato idoneo a perseguire il suo scopo quando la percentuale di riduzione di orario concordata tra le parti, parametrata su base settimanale, non superi il 60% dell’orario di lavoro contrattuale dei lavoratori coinvolti nelcontratto di solidarieta’
4.qualora le parti, per soddisfare temporanee esigenze di maggior lavoro, ritengano di derogare nel senso di una minore riduzione di orario, cosi’ come gia’ determinata nel contratto di solidarieta’, le modalita’ di tale deroga devono essere previste nel contratto stesso e l’azienda deve comunicare l’avvenuta variazione di orario al competente ufficio del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.Invece , in tutti i casi in cui la deroga comporti una maggiore riduzione di orario e’ necessario stipulare un nuovo contratto di solidarieta’, con la conseguente presentazione di una nuova istanza.
5. non sono ammesse prestazioni di lavoro straordinario per i lavoratori posti in solidarieta’, a meno che l’impresa non dia prova di sopravvenute e straordinarie esigenze collegate all’attivita’ produttiva .

L’art.5 contiene la disciplina del pagamento diretto dela cigs ailavoratori destinatari del contratto di solidarietà,prevedendo che può essere autorizzato con le stesse modalita’ previste per la integrazione salariale straordinaria di cui l’art. 7-ter, comma 1,del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,ossia contestualmente all’autorizzazione della cigs e senza attendere la relazione del servizio ispettivo della DPL competente ,restando inteso che se la stessa risultera’ contraria al pagamento diretto ,si procederà al recupero dell’anticipazione da parte dell’Inps a carico dell’azienda . Pertanto in caso di richiesta della cigs con pagamento diretto, ,
l’istanza va contemporaneamente presentata anche al servizio ispezione del lavoro delle direzioni provinciali del lavoro territorialmente competenti in base alla ubicazione delle unita’ aziendali interessate dall’intervento stesso.

L’art.6 s’interessa della disciplina della durata del trattamento della cigs e della richiesta di un nuovo contratto di solidarieta’,stabilendo che :
1. Il contratto di solidarieta’ puo’ avere, come previsto dall’art. 1, comma 2, del decreto-legge n. 726 del 1984 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 863 del 1984, una durata non superiore a ventiquattro mesi, prorogabile, come previsto dall’art. 7, comma 1,del decreto-legge n. 536 del 1987, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 48 del 1988, di ulteriori ventiquattro mesi. Come disposto dal comma 4 del sopra citato art. 7, per gli operai e per gli impiegati occupati nei territori di cui al testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e successive modificazioni ed integrazioni, il limite massimo per detta facolta’ di deroga e’ fissato in trentasei mesi.
2 . Qualora il contratto di solidarieta’ raggiunga la durata massima prevista dal sopra citato art. 7, commi 1 e 4, del decreto-legge n. 536 del 1987, convertito, con modificazioni, con legge n. 48/ 1988, un nuovo contratto di solidarieta’ puo’ essere stipulato, per le medesime unita’ aziendali coinvolte dal contratto precedente,decorsi dodici mesiL’art.7 precisa la deroga al limite massimo di fruizione della cigs,statuendo che ,fermo restando l’arco temporale fissato dall’art. 4, comma 35, del decreto-legge n. 510 del 1996, convertito, con modificazioni,dalla legge n. 608 del 1996, il limite massimo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale stabilitodall’art. 1, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223 (36 mesi nell’arco di un quinquennio con limite temporale fisso decorrente dall’11.8.1991) , puo’ essere superato nelle singole unita’ produttive, qualora il ricorso al contratto di solidarieta’ abbia la finalita’ di strumento alternativo alla procedura per la dichiarazione di mobilita’ di cui all’art. 4 della citata legge n. 223 del 1991.

L’art.7 contiene la disciplina della deroga al limite massimo di fruizione del trattamento di cigs ( 36 mesi nel quinquennio),prevedendo che,il suddetto limite ,fissato dall’art.1 comma 9legge n,223/91,può venire superato nelle singole unità produttive,se il ricorso al contratto di solidarietà ha la finalità di strumento alternativo alla procedura di mobilità .
L’art.8 infine stabilisce che :
1. Le modalita’ ed i criteri indicati nei precedenti articoli si applicano ai contratti di solidarieta’ stipulati successivamente alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto esaminato.
2. Dalla medesima data cessano di avere efficacia i decreti ministeriali n. 31445 del 20 agosto 2002 e n. 32832 del 16 settembre 2003.
3. L’efficacia del decreto decorre dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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