RISPOSTE AD INTERPELLI

  Di seguito si riassumono le risposte fornite con  note del 15 scorso  dalla DGAI del  Ministero del  Lavoro  a corrispondenti interpelli nell’esercizio della competenza attribuita dall’art.9 del dec.leg.vo n.124/04  :

nota n.25/I/0007179 :su richiesta dell’ Associazione Produttori Televisivi-APT-  interessata a conoscere il parere ministeriale in merito alla disciplina  sanzionatoria ed all’eventuale possibilità di azioni di rivalsa  nell’ipotesi in cui l’impresa abbia erroneamente liquidato all’Enpals una somma a titolo di contributo di solidarietà ai sensi dell’art.1 comma 14 del dec.leg.vo n.182/97,sulla base di una dichiarazione di  responsabilità effettuata dal lavoratore,che successivamente non risulti veritiera, viene risposto   che per quanto riguarda i rapporti tra  il tenuto  al pagamento dell’obbligazione contributiva,vale a dire il datore di lavoro e l’Enpals,in caso di riscontrate omissioni contributive ancorchè originate da una falsa dichiarazione di responsabilità del lavoratore non veritiera,l’Istituto  accerta l’omissione contributiva ed applica al datore di lavoro il previsto regime sanzionatorio connesso all’  omissione contributiva stessa.Per quanto riguarda invece i rapporti tra datore di lavoro e lavoratore, il primo   ha certamente a disposizione nei confronti del   secondo tutti gli strumenti civilistici per il risarcimento del danno,quanto meno per quello patrimoniale subito a causa dell’errata dichiarazione;

nota n.25/I/007178: in esito  a  richiesta del Consiglio Nazionale Ordine Consulenti Lavoro ,si precisa che i benefici previsti dall’art  .8  comma 9 della legge n.407/90 non possono   trovare applicazione  nelle assunzioni   di lavoratori con qualifica di  dirigente ,considerato che per le assunzioni di tale personale  operano le agevolazioni stabilite dall’art.20 della legge n.266/97,che risulta essere norma speciale rispetto alla prima ;

nota n.25/I/0007168 :su istanza della Federcasse relativa alla sospensione degli obblighi occupazionali ex art.3  comma 5 legge n.68/99,si  ritiene  che possa valere  anche nelle ipotesi di procedure di esubero di personale realizzate dalle Aziende di credito-ai sensi del Regolamento del Fondo di solidarietà di cui al Decreto interministeriale n.158/2000 quanto  argomentato ed espresso dal Ministero del Lavoro  nell’interpello dell’ABI n.38/2008  con  l’ applicazione della sospensione disciplinata dal citato  art.3 comma 5;

-nota n.25/I/0007169 : a richiesta del Consiglio Nazionale Ordine Consulenti Lavoro di conoscere quali siano le fattispecie ,costituenti illeciti di natura amministrativa ,suscettibili di estinzione a seguito dell’attivazione della procedura di emersione  introdotta e disciplinata dalla legge n.296/06,si osserva   che per quanto attiene ai reati ,le violazioni in  questione,suscettibili di estinzione quale vantaggio conseguente alla procedura di regolarizzazione,sono da intendersi limitate alle sole ipotesi strettamente collegate   al mancato versamento di contribuzione obbligatoria (es.art.37  legge n.689/81).Invece per gli illeciti di natura amministrativa appare ragionevole accedere ad una nozione di estinzione  ampia  , da cui   deriva che il versamento della  somma dovuta a titolo di regolarizzazione contributiva fa venir meno tutte le obbligazioni per sanzioni amministrative legate comunque al lavoro nero,comprese quelle riguardanti gli obblighi documentali, le comunicazioni di assunzione,la c.d. maxisanzione,nonchè tutte le altre violazioni relative alla  prestazione di lavoro, quali  ad es.quelle in materia di orario di lavoro,restando precisato infine che anche le sanzioni civili legate al mancato versamento  della contribuzione sembrano rientrare nella più ampia nozione di ogni altro onere accessorio connesso alla denuncia e pertanto sono da ritenersi   fra quelle estinte dalla procedura di emersione;

nota n.25/I/ 0007170:  al Consiglio Nazionale Ordine Consulenti Lavoro viene rappresentato  che ai fini della fruizione delle agevolazioni previste per le cooperative sociali per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati,si ritiene corretto calcolare la percentuale dei lavoratopri svantaggiati in rapporto al solo personale impiegato  nelle attività  di tipo B,escludendo invece il pertsonale impiegasto nell’attività socio sanitaria ed educativa di tipo A,facendo riferimento alle due distinte posizioni contributive  aperte all’Inps ;

nota n.25/I/0007171 : su richiesta della CISL ,si evidenzia  che l’individuazione ,fra i possibili  destinatari  dei permessi di cui alla legge n.104/92 o di benefici del tutto  analoghi,   non può prescindere dallo stretto dettato normativo ,con la  conseguente esclusione dal novero dei fruitori  di tali benefici dei tutori o amministratori di sostegno di persone con hadicap in situazione di  gravità;

nota n.25/I/0007177: su richiesta dell’Università di Padova,diretta ad avere chiarimenti in merito alla sospensione di un rapporto di co.co.co per maternità,paternità,adozione o affidamento ed al  connesso diritto alla proroga del rapporto ed in particolare se per l’Ateneo sussiste o meno un’obbligatorietà di proroga-prevista in 180 giorni dal D M 12.7.2007-anche nell’ipotesi in cui venga meno l’utilità della prestazione resa dal collaboratore  , dopo   aver  richiamato   preliminanarmente la circolare della Funzione Pubblica n.4/04,che aveva inteso evidenziare lo stretto collegamento che le co.co.co  devono comunque avere con il raggiungimento di specifici obiettivi,anche a livello  programmatorio,si sostiene che,laddove venga meno il progetto o programma sotteso al  rapporto di di collaborazione instaurato ,il rapporto stesso possa ritenersi esaurito,ferme restando ,evidentemente,le tutele previste in capo al lavoratore dal citato D M 12.7.07;

nota n.25/I/0007172: su istanza del Consiglio Nazionale Ordine Consulenti Lavoro, diretta a conoscere il parere ministerile in merito all’applicabilità dei criteri individuati dalla circolare INPS n.201/1989 per l’esonero dalla contribuzione CUAF   di cui all’art.23 bis della legge n.33/1980 nei confronti degli Enti Ecllesiastici   che svolgono attività sociale di educazione ed istruzione,dopo l’entrata in vigore  del dec.leg.vo n.460/1997, viene risposto che può considerarsi superato il criterio individuato dalla circolare Inps n.201/1989 in merito  all’accertamento della finalità non lucrativa ,con la conseguenza che,ove l’ente ecclesiastico dimostri che gli eventuali ricavi derivanti dall’attività svolta non  vengano distribuiti,potrà beneficiare dell’esonero Cuaf,purchè sussitano le altre condizioni normative stabilite dalla legge n.33/1980;

nota n.25/I/  0007175 :su richiesta dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi per conoscere il pare in merito all’esatta portata dell’occasionalità del lasvoro accessorio,si risponde affermando che in linea generale la determinazione dell’occasionalità delle prestazioni  accessorie è prevista dallo stesso legislatore,che all’art.70  comma 2 del dec.leg.vo n.276/o3 individua come tali quelle lavorative ,anche se svolte a favore di più beneficiari,che non danno complessivamente luogo con riferimento al medesimo committente ,a compensi superiori a 5000 euro nel corso di un anno solare ;

-nota n. 25/I/0007174 : in merito alla richiesta della Confcooperative  di conoscere il parere  ministeriale in ordine alla necessita’ di un contratto di secondo livello per   derogare alla durata del  riposo giornaliero di cui all’art.7 del  dec.leg.vo n.66/03,viene precisato che parti interessate possono  legittimamente derogare  alla disciplina legale  dell’orario di lavoro senza  necessità di un  ulteriore  accordo a livelli inferiori di  contrattazione;

nota n.25/ I/0007173 :in riscontro alla richiesta dell’Istituto Nazionale di Astrofisica sull’attuale regime di solidarietà contributiva tra appaltante ed appaltatore,si  evidenzia che l’Ente appaltante non risulta obbligato solidarmente ai sensi dell’art.29 comma 2 dec.leg.vo n.276/03 nei confronti   degli istituti previdenziali per il debito che   l’appaltatore  ha nei confronti di quest’ultimi,ma solo per i trattamenti economici dovuti ai dipendenti dell’appaltatore nei limiti di cui all’art.1676 c.c. ed entro il termine prescrizionale di legge.

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