Archive for gennaio 2009

ASSEGNAZIONE RISORSE PER LSU AI COMUNI CON MENO DI 50.000 ABITANTI

22/01/2009

  Sulla Gazzetta Ufficiale n.15 del 2o scorso risulta pubblicato il Decreto del Ministro del Lavoro  datato 9.1.2009 con cui s’individuano i criteri per  le nuove convenzioni   di   realizzazione di   attività socialmente utili  e di misure di politica   attiva      con    lavoratori  impegnati in dette attivita con oneri a carico dei suddetti dall’1.1.2000 o da una data precedente ,ma  non rientranti nel bacino di cui all’art.2 comma 1 del decreto legislativo n.81/2000.

A tale scopo sono  a disposizione risorse pari ad un milione di euro  ,da assegnare ai predetti enti locali territoriali previa stipula di una convenzione con il Ministero del Lavoro  -Direzione Generale Ammortizzatori Sociali Divisione III-,a cui deve essere prodotta apposita domanda , entro il  19 febbraio prossimo con raccomandata postale,contenente :

   –  il numero degli abitanti del comune richiedente;
   –  il  numero  dei  soggetti che svolgono attivita’ socialmente utili
con  oneri a carico del comune richiedente a decorrere dal 1° gennaio
2000 o da una data precedente;
   –  dichiarazione  del  comune  che  gli  oneri per il pagamento degli
assegni  socialmente utili non sono a carico, in tutto o in parte, di
enti diversi dal comune medesimo.

       
    Per la  ripartizione delle risorse  ,il Ministero del Lavoro                     ripartizione  delle  risorse, il Ministero del
  predisporrà  apposita
graduatoria  sulla  base  del rapporto tra il numero dei soggetti che
svolgono  attivita’  socialmente  utili con oneri a carico del comune
richiedente  a decorrere dal 1° gennaio 2000 o da una data precedente
ed il numero degli abitanti del comune medesimo.
   Ai comuni collocati nella graduatoria  sarà assegnato un contributo
il  cui  importo  e’ pari alla copertura, per un periodo di tre mesi,
ovvero   di  sei  mesi  se  il  comune  rientra  nelle  aree  di  cui
all’Obiettivo 1 CE, del 50% dell’assegno spettante ad ogni lavoratorin  carico  al  comune medesimo, fino ad esauridellrisorse di cui  all’art. 1, comma 1156, lettera e) della legge 27 dicembre 2006,n. 296.
     Successivamente all’approvazione della graduatoria il Ministero
del  lavoro,   stipulera’ le convenzioni con i comuni ai fini del trasferimento delle risorse, con le modalita’ definite nelle Convenzioni medesime.

PARZIALE SPOSTAMENTO SCADENZA PRESENTAZIONE PROSPETTO COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

22/01/2009

  A conferma di quanto anticipato su questo blog in data      il   Ministero del Lavoro con la nota n.0000292 del 21 scorso  ha comunicato ufficialmente e formalmente  lo spostamento parziale dal 31 gennaio al 28 febbraio c:a. del termine di trasmissione telematica del prospetto informativo d riguardante lasituazione dei lavoratori disabili.

Infatti detto   spostamento   interessa   soltanto i datori di lavoro che non vi sarebbero obbligati,in quanto la situazione al 31.12.08 non risulta variata  rispetto all  ‘ultimo prospetto prodotto  ,compresi gli occupanti da 15 a 35 dipendenti che non hanno effettuato nel 2008 una nuova assunzione aggiuntiva.

Pertanto,il termine del 31.1.09 resta    immodificato per i datori di lavoro pubblici e privati occupanti almeno 15 dipendenti soggetti alle norme sul collocamento obbligatorio dei soggetti portatoti di handicap fisici o psichici, i cui dati occupazionali sono   variati ovvero che lo presentano per la prima volta  .

Se confermata,la notizia dovrà essere formalizzata in un atto ministeriale  di prossima emanazione.

MESSAGGIO INPS SU SGRAVI CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO

22/01/2009

Con messaggio n.1394  del 21 scorso l’Inps partecipa all’utenza interessata la riapertura della procedura  per la  trasmissione telematica delle richieste di sgavio a favore  della contrattazione di secondo livello con riferimento alla legge n.247/07 ed al DM del 7.5.07 , che ha ripartito le risorse disponibili   (650 milioni di euro per ognuno degli anni 2008, 2009 e 2010), destinandone  il 37,5% alla contrattazione territoriale e il 62,5%  a quella aziendale.

Considerato che le risorse per la contrattazione aziendale si sono esau rite, per   il completo utilizzo delle somme stanziate per l’anno 2008 a favore  di quella   territoriale  , si prevede  che – a partire dalle ore 15,00 del giorno 22 gennaio e fino alle ore 15,00 del 6 febbraio 2009 – sarà riaperta la procedura telematica per la trasmissione delle relative istanze    ,restando precisato  che sarà attivata solamente la funzione che consente l’acquisizione delle singole domande  ,con l’inibizione del    caricamento del flusso XML per una pluralità di matricole.

Come in precedenza, l’accesso alla procedura avviene mediante selezione dei “Servizi Online” presenti sul sito INTERNET dell’Istituto  -www.inps.it  , mentre latrasmissione telematica delle domande rimane consentita  ai     datori di lavoro ed agli intermediari incaricati dai datori di lavoro, abilitati a svolgere gli adempimenti di cui all’articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARERE AGENZIA ENTRATE SU CREDITO IMPOSTA PER INCREMENTO OCCUPAZIONE

22/01/2009

  Con la  Risoluzione n.14/E del 20 scorso,l’Agenzia  Entrate ha fornito  risposta a corrispondente    interpello sul    credito d’imposta conseguente  ad assunzioni a tempo indeterminato  che determinano un incremento dell’occupazione  nelle zone svantaggiate, ai sensi della legge n.247/07,precisando che  :

  1 ) l’assunzione a tempo   indeterminato  di soggetti già utilizzati con contratto di lavoro a  progetto  presso lo stesso ovvero altro datore di lavoro  , ma  non più in essere,giustifica la  fruizione del credito d’imposta ,ricorrendo le altre condizioni stabilite dalle disposizioni in materia;

2) la trasformazione in contratto a tempo indeterminato di un contratto d’inserimento non consente il riconoscimento dell’agevolazione,trattandosi di mera conversione di un rapporto a  termine a contenuto formativo,che non produce incremento di occupazione.

RENDICONTO INPS SU RISORSE ASSEGNATE REGIONE ABRUZZO PER AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

22/01/2009

Il rendiconto fornito sulle risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga con la nota del 19 .1.09  rimessa dalla Direzione Regionale Inps di L’Aquila alla  Giunta della   Regione Abruzzo attesta il grande, persistente e proficuo impegno del CICAS-Comitato Interventi  per Settori ed Aziende in crisi occupazionale- a fronte delle crescenti difficoltà che caratterizzano il sistema produttivodel  territorio , rivelatesi  particolarmente  pesanti  per le piccole e piccolissime aziende     maggiormente destinate  ad   avvertire  e subire   le conseguenze dell’attuale crisi finanziaria ed economica.

I dati comunicati portano a riconoscere che senza le disponibilità finanziare in parola i danni in termini di perdita di posti e le preoccupazioni per migliaia  di lavoratori espulsi dai  processi produtti per esigenze oggettive ed irreversibili delle imprese di appartenenza sarebbe state notelvolmente più deleterie per la la mancanza d’indispensabili apporti salariali e previdenziali,che invece per qualche tempo soso stati assicurati agli stessi dagli ammortizzatori sociali in deroga,che tra l’altro,  almeno in alcuni casi ,  hanno favorito il raggiungimento delle condizioni  per il pensionamento. 

Tralasciando i dati  analitici relativi al biennio 2005/06 ,  rispetto ai quali   si ritiene confacente riferire che sono stati  assegnati18 mioni di euro ,completamente utilizzati per  gli scopi di destinazione,appare più interessante esaminare in modo  particolare i finaziamenti riguardanti il biennio  2007/08,rispetto a cui sono intervenuti :

a) il Decreto interministeriale  n . 40975/2007  per 10 milioni di euro

b )  il Decreto Interministeriale n.43297/2008 per 12,2 milioni di euro

Rispetto al decreto sub a), sono stati  spesi e comunque  assunti impegni  per complessivi euro 16 .578 .794,19,che quindi  in parte dovranno essere coperti dalle disponibilità assegnate con il provvedimento del 2008 .

L’analisi delle specifiche voci d’impegno della predetta somma complessiva dà conto della seguente ripartizione :

-euro  2.102.685,49 per  n.ore 215.781 ore di cigs  in deroga   liquidate e da liquidare 

– euro 10.309.619,77 per domande indennità mobilità in deroga  accolte  e da definire

-euro 4.166.488,93  per domande proroga indennità mobilità legge n.223/91 scadute

 Riguardo al decreto sub b),risultano spesi  e comunque assunti impegni  per  complessivi 7.297.278,32 euro ,che rappresentano un superamento della dotazione finanziaria assegnate ,da ripianare con futuri accreditamenti  per l’amnno 2009 ,già previsti dalla normativa e da quantificare.

A fronte della sopra precisata somma complessiva,i dati Inps precisano che     euro 1 .622.870,42,   euro    1.242.513,34  ed  euro  4.431.894,56 sono stati utilizzati per soddisfare le esigenze della cigs in deroga ,dell’indennità  di mobilità in deroga e per la deroga dell’indennità di mobilita’ della legge n.223/91 scaduta.

  In  merito alla distribuzione territoriale delle disponibilità di cui si tratta,sia pure con riferimento limitato  a quelle  assegnate per il 2007,  risultanto i dati     abbastanza  completi ed idonei soprattuto ai fini   dell’individuazione degli ambiti  in cui    risultano   localizzate  in misura più  consistente le problematiche occupazionali della regione,il resoconto dell’Inps  evidenzia  la seguente situazione.

 1.CIGS in deroga

a )Numero   ore integrate 

AQ        1820    CH    9860    PE   40910     TE    103.592  

b) Somme impegnate (euro) 

AQ   16.779,47                                    CH   84.150 ,89

PE  405.381,73                                      TE   940 .784 ,40

 2.Indennità ‘  in  deroga   ( N.domande prodotte )

AQ    47        CH   144      PE    38          TE       347

3.Proroga    ind.mobilità legge n.223/91  (N.domande prodotte)

AQ  73           CH   68         PE    68           TE    363     

 

 

 

Numero domande pervenute

NUOVE ISTRUZIONI INAIL TENUTA LIBRO UNICO PER ATTIVITA’ AGRICOLE

21/01/2009

 Con  recente nota  ,la Direzione Centrale Rischi dell’Inail rappresenta alle strutture territoriali che   l’elenco dei soggetti abilitati ad assolvere agli adempimenti in materia di LUL va integrato con i seguenti professionisti:agrotecnici,agrotecnici laureati,dottori agronomi e dottori forestali,periti agrari e periti agrari laureati .

 Nei   confronti dei  suddetti professionisti,si precisa nella nota, si è reso necessario   implementare l’apposita procedura relativa alla gestione dell’  autorizzazione alla numerazione unitaria, rendendo disponibili  ai predetti utenti le funzioni per gli adempimenti del libro unico  riguardati  le Ditte non Inail-Anagrafica ed il  Libro unico-numerazione unitaria,per cui  sono valide le disposizioni già dettate con la nota tecnica   del 13.1.09 presente nel minisito intranet della Direzione suddetta.

La nota in questione si conclude con l’invito alle strutture territoriali a procedere per i soggetti in questione in maniera coerente   a seguito della  presenza dei relativi campi nell’applicativo.

DECRETO MINISTRO ECONOMIA PER ESONERO DAL SERVIZIO DIPENDENTI PUBBLICI

21/01/2009

Con riferimento all’art.72 comma 1 del decreto legge n.112/08 ,convertito in legge n.133/08,contenente disposizioni in materia di esonero dal servizio ,nel corso del quinquennio antecedente la data di maturazione dell’anzianità contributiva massima ,del personale  dipendente dalle amministrazioni dello Stato,anche ad ordinamento autonomo,dalle Agenzie fiscali ,dalla  Presidenza del Consiglio dei Ministri ,dagli enti pubblici non economici,dalle università,dalle istituzioni ed enti di ricerca ,nonchè dagli enti di cui all’art.70,comma 4 del dec.leg.n.165/01,con l’esclusione del personale della scuola,si segnala che sulla gazzetta n.296     del 19 dicembre scorso risulta pubblicato il decreto del  Ministro dell’Economia       datato 5.11.08  relativo all’individuazione degli ulteriori soggetti presso cui prestare attività di volontariato per l’elevazione dal 50% al 70%del trattamento economico temporaneo spettante nel periodo di esonero dal servizio al suddetto personale.

Pertanto, per effetto    della  combinazione tra le previsioni contenute rispettivamente nel comma 3 del richiamato art.72 e nel provvedimento ministriale di cui sopra,i soggetti presso cui è  consentito  prestare attività di volontariato durante l’esonero dal servizio in modo continuativo ed esclusivo attività di volontariato,opportunamente documentata  e certificata , ai fini  predetti, sono i seguenti :

1)  organizzazioni non lucrative di utilità sociale-onlus- previste dal dec.leg.vo n.460/97,associazioni di promozione  sociale iscritte nel registro nazionale  di cui alla  legge n.383/2000 ed  organizzazioni non governative -ONG-operanti nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo riconosciute idonee  a norma della legge n.49/1987 ; 

2)  fondazioni  ed  associazioni  riconosciute, aventi per oggetto
statutario  la  tutela, la promozione . la valorizzazione dei beni di
interesse  artistico,  storico  e  paesaggistico,  di  cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
    3)  fondazioni  ed  associazioni  riconosciute, aventi per oggetto
statutario  lo  svolgimento  o  la promozione di attivita’ di ricerca
scientifica, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri  ai  sensi dell’art. 14, comma 1, del decreto-legge 14 marzo
2005,  n.  35,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 14 maggio
2005, n. 80, e successive modificazioni.

Per gli approfondimenti sull’argomento si rivia a quanto esposto su questo blog in data 25 ottobre 2008,mentre si  sottolinea che il personale interessato deve produrre la relativa istanza entro il  primo marzo di ciascuno degli anni 2009,2010 e 2011 in cui le richieste di esonero temporaneo sono ammesse.

 

2)

PILLOLE DI… GIURISPRUDENZA

21/01/2009

   In relazione all’attualità degli argomenti affrontati,si segnalano le  seguenti decisioni giurisprudenziali:

 -Sentenza Corte di Cassazione n.29920/08 :la disciplina dei rapporti a termine trova conforme applicazione anche per i lavoratori extracomunitari,mentre il requisito della fissazione del termine con atto scritto non può essere sostituito dagli atti dell’autorità amministrativa relativi al ruilascuio  dei  permessi di soggiorno,anche per il lavoro a carattere stagionale. 

Sentenza della Corte di  cassazione n.488/2009: ribadisce il principio  secondo cui il datore di lavoro  è tenuto per resposche non adempie all’obbligo di assunzione del lavoratore avviato obbligatoriamente è tenuto per responsabilità  contrattuale a risarcire l’intero pregiudizio patrimoniale patito dal lavoratore nel periodo in cui si è  protratta  l’inadempienza del datore di lavoro coinvolto.

Sentenza  della Corte di Cassazione n.871/2009:  le ferie non godute  pagate al dipendente sono detraibili per l’impresa.

–    Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2o 1.09:il lavoratore che, a causa di malattia, non usufruisce delle ferie ,non perde il diritto alle stesse,ma invece ha titolo  ad  un indennizzo .

LA DISCIPLINA DEI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ SENZA CIGS

21/01/2009

La seconda tipologia di contratti di solidarietà  “difensivi”,che  si applica  alle imprese non  destinatarie della disciplina della cigs,è quella prevista  dall’art.5,comma 5, del decreto legge n.148/93,convertito in legge n.236/93,  i cui aspetti sono stati illustrati con la circolare del Ministero del Lavoro n.20/ 2004 ed aggiornati con le circolasri mlps n.26/14 e n.28/14

Per contratto di solidarietà si intende un accordo collettivo aziendale, stipulato con i sindacati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale, avente ad oggetto una diminuzione dell’orario di lavoro finalizzata ad evitare in tutto o in parte la riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale

Anche  tali contratti,  caratterizzati dalla riduzione dell’orario di lavoro in azienda,perseguono lo scopo     di     evitare o ridurre le eccedenze di personale,  non già con l’intervento della cigs,ma  attraverso la corresponsione per un periodo massimo di 24 mesi di un  contributo ,  non avente natura di retribuzione ai fini contrattuali e di legge,compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali,di ammontare pari alla metà  del monte retributivo non dovuto dalle imprese a seguito della riduzione  di orario,e che va  ripartito  in parti uguali tra le stesse imprese ed i lavoratori interessati.

Elenco nominativo lavoratori

Al contratto di solidarietà deve essere allegato l’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalla riduzione di orario con la specifica della qualifica e data di assunzione, distinti per unità produttive e per impresa (se il contratto di solidarietà si riferisce a più imprese del medesimo gruppo aziendale)

Durata contratto solidarieta’

Per ciò che concerne la durata del periodo di solidarietà, questa non potrà superare i 24 mesi, trascorsi i quali, prima di poter procedere con un ulteriore periodo di 12 mesi nei limiti del quinquennio, sarà necessaria una interruzione non inferiore ad un mese tra i due periodi di riduzione dell’orario di lavoro.

 In caso di proroga, per le imprese sopra i 15 dipendenti sarà necessario, preventivamente, aprire una nuova procedura di mobilità ex artt. 4 e 24 della L. n. 223/91 e, comunque, tutte le imprese dovranno presentare una nuova domanda con relativo accordo sindacale funzionalmente collegato con quello relativo al periodo precedente.

il periodo massimo di 24 mesi non risulta prorogabile senza soluzione di continuità, mentre ,applicando la disposizione dell’art.1 comma 9 della legge n.223/91 rela tiva alla durata complessiva del trattamento straordinario d’integrazione salariale corrispondente a 36 mesi nell’arco del quinquennio,nel caso   in cui si stato realizzato     un primo utilizzo continuativo pari a due anni,prima di un nuovo utilizzo è  necessario  che trascorrano almeno 12 mesi  rispetto alla scadenza del precedente.

 Imprese  beneficierie

L’accesso al suddetto ammortizzatore sociale è consentito,:

ossono stipulare contratti di solidarietà ex art. 5, commi 5 e 8, Legge 236/1993, e beneficiare del relativo contributo a carico del Fondo Sociale per l’Occupazione e la Formazione, le seguenti imprese:

– imprese con oltre 15 dipendenti, che non rientrano nel campo di applicazione dell’art. 1 del Decreto-Legge n. 726/1984 – convertito con modificazioni dalla Legge n. 863/1984 – e che abbiano avviato la procedura di mobilità di cui all’art. 24 della Legge n. 223/1991 ove ne ricorrano i presupposti, o, qualora non ricorrano, che intendano procedere a licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo;

– imprese che abbiano almeno due dipendenti, e non un numero superiore a 15, che non rientrano nel campo di applicazione dell’art 1, Decreto-Legge n. 726/1984, convertito con modificazioni dalla Legge n. 863/1984;

– imprese alberghiere e le aziende termali pubbliche e private operanti nelle località termali, che presentino gravi crisi occupazionali, indipendentemente dal numero dei dipendenti. Resta fermo l’obbligo, per le imprese alberghiere e per le aziende termali private con più di 15 dipendenti, di avviare la procedura di cui all’art. 24 della Legge n. 223/1991, ove ne ricorrano i presupposti;

– imprese artigiane, con almeno due dipendenti, a condizione che i lavoratori con orario ridotto percepiscano il compenso previsto a carico dei fondi bilaterali.

Studi Professionali

In merito, si richiama l’attenzione ,in materia di contrato di solidarieta’  senza cigs, sulla risposta della DGAI de lMinistero del Lavoro con l’interpello n.33/2011, posto dal Consiglio nazionale Ordine consulenti Lavoro ,si riferisce alla possibilita’ che i contratti di solidarietà senza cigs ,di cui all’art.5 della legge n.236/93 ,che riconosce un contributo economico da patte del Ministero del Lavoro   alle imprese  ed ai dipendenti in misura pari complessivamente al 50% della retribuzione persa a seguito  della contrazione dell’orario di lavoro concordata  con le  rappresentanze sindacali,trovi applicazione anche ai dipendenti degli studi professionali  ,che non sembrano rientrare nelle categorie di imprese
destinatarie delle disposizioni concernenti la fruizione dei contratti di solidarietà di tipo “B”.

La risposta  del  Ministero prevede quanto segue.

La giurisprudenza comunitaria ravvisa la necessità di “incentrarsi su una nozione
intesa in senso ampio di datore di lavoro (…), di superare lo stretto perimetro della nozione di
imprenditore”, e di “intendere con quest’ultima qualunque soggetto che svolge attività economica
e che sia attivo su un determinato mercato”.
In virtù di tale orientamento, peraltro in linea con quanto già espresso da questa Direzione
generale in una recente risposta ad interpello in materia di iscrizione nelle liste di mobilità di
lavoratori subordinati licenziati da studi professionali (cfr. interpello n. 10/2011), si può ritenere che
anche gli studi professionali possano rientrare nell’ambito applicativo delle disposizioni di cui
all’art. 5, comma 5, L. n. 236/1993.
Per le considerazioni sin qui svolte ed alla luce dell’interpretazione estensiva in ordine alla
nozione di “imprenditore” data dalla giurisprudenza comunitaria, è possibile affermare che, sebbene
la lettera del dettato normativo menzioni le sole “imprese” quali soggetti legittimati a fruire dei
contratti di solidarietà di tipo “B” di cui all’art. 5, comma 5, L. n. 236/1993, gli stessi possono
ritenersi applicabili anche ai datori di lavoro qualificati come studi professionali, ricorrendone i
requisiti di legge ,compresi quello dei piu 15 dipendenti dellgli studi professionali interessati sottolineando peraltro , come    prevede anche  la circolare del ministero del lavoro n.20/2004  la necessità della stipula di uno specifico “contratto di di solidarietà  …. con le rappresentanze sindacali dei
lavoratori nell’ambito della procedura di mobilità, di cui all’art. 24 della legge n. 223/1991, ad
eccezione delle ipotesi in cui non si applica la suddetta procedura di mobilità

Nei casi dicui sopra i datori di lavvoro  interessati  comunque  dovranno allegare all’istanza anche un verbale di accordo sindacale, dal quale si evince chiaramente il ricorso alla solidarietà per evitare i suddetti licenziamenti.

 Lavoratori interessati 

Il regime di solidarità di cui si  tratta , fatta eccezione  per il personale dirigente,  si applica  a tutti      i titolari di un rapporto di  lavoro subordinato costituito in data antecedente all’apertura della procedura di mobilità da parte dell’impresa   interessata,compresi gli assunti con contratto a  termine,d’inserimento e di apprendistato    ,a condizione per gli ultimi due che la riduzione di orario concordata non compromette il raggiungimento degli obiettivi formati previsti dalla fattispecie attuata.

Resta fermo che  per l’accesso al contributo i dipendenti devono aver maturato un’anzianità aziendale non inferiore ai 90 giorni

  Attivita’  Formativa  in regime di solidarieta’

Durante il regime di solidarietà, i lavoratori, per le ore di astensione dal lavoro, possono svolgere attività formativa, a condizione che questa sia finalizzata ad adibire gli stessi a compiti o mansioni differenti da quelli abituali o, in caso contrario, all’utilizzo di nuove apparecchiature. Oltre a tale condizione, devono sussistere, contestualmente, l’esistenza di un progetto formativo che combini gli aspetti teorici e pratici legati alle nuove mansioni o all’utilizzo di nuove attrezzature nonché, durante la formazione, la presenza di un tutor o altra figura analoga.
 Profili procedurali
Sotto il profilo procedurale,  si evidenzia che il contratto di solidarietà, sottoscritto con le rappresentanze sindacali aziendali e/o con le rappresentanze sindacali unitarie, può interessare tutta l’organizzazione produttiva dell’impresa o le singole unità, nonché tutte le categorie e qualifiche dei lavoratori o soltanto parte di esse. Gli effetti di tale contratto, peraltro, si producono nei confronti di tutti i lavoratori che rientrino nell’ambito della sua applicazione, senza necessità di specifica approvazione da parte dei singoli interessati alla contrazione dell’orario di lavoro.

 Riduzione orario lavoro

Al fine di salvaguardare la continuità dell’attività aziendale e l’interesse del lavoratore al mantenimento di un adeguato livello retributivo, la percentuale media di riduzione dell’orario di lavoro, concordata tra le parti, non dovrà superare il 60%, per singolo lavoratore, dell’orario contrattuale a tempo pieno su base annua. Ad ogni modo, l’importo effettivo del contributo   automaticamente non potrà superare, in ogni singola unità produttiva, detto limite percentuale.
La riduzione di orario può essere attuata sia orizzontalmente che verticalmente   e si ammette la riduzione dell’orario di lavoro in modalità giornaliera ,settimanale , mensile ed  ultramensile,mentre quest’ultima modalita’ è esclusa per i contrastti di sòlidarieta’ con l’intervento della cigs
 Accordo integrativo aziendale individuazione destinatari riduzione orario lavoro
Fermo restando che i contratti di solidarietà di cui all’oggetto possono essere sottoscritti nell’ambito della procedura di mobilità sia durante la fase sindacale, (art. 4 comma 5 della L. n. 223/91) che amministrativa  (art. 4 comma 7 della medesima legge), è consentito alle parti, attraverso la stipula di un Accordo sindacale integrativo, di prevedere la variazione dell’individuazione dei singoli lavoratori a cui applicare la riduzione di orario di lavoro, sempre nel rispetto del tetto numerico dei dipendenti previsti dal medesimo contratto di solidarietà.
L’accordo sindacale integrativo deve essere trasmesso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione ed alla D.T.L. competente.
 
Domanda aziendale richiesta contributo
L’istanza dell’impresa richiedente il contributo di solidarietà deve essere presentata alla D.T.L. competente in duplice copia, di cui una in bollo. su apposita modulistica pubblica sul sito ministeriale  Le istanze vengono vagliate seguendo l’ordine cronologico di presentazione presso la D.T.L.
 A fronte della riduzione di orario viene corrisposto un contributo  pari alla metà del monte ore retributivo non dovuto,   per un periodo massimo di due anni  , in rate trimestrali,e viene  ripartito in parti uguali tra l’impresa e i lavoratori interessati alla riduzione di orario.-
Alla diomanbnda occorre unire :
  • -la scheda informativa contenete i dati strutturali dell’impresa, secondo il modello allegato alla circolare  ministeriale
  • -il dettaglio dell’orario ordinario e dell’orario ridotto con riferimento al periodo di applicazione del regime di solidarietà
  • elenco nominativo del personale interessato, sottoscritto dal responsabile dell’azienda, con l’indicazione per ogni lavoratore:
  • -della retribuzione lorda, con esclusione del compenso per prestazioni di lavoro straordinario;
  • -del numero di ore retribuite, riferite ai dodici mesi antecedenti il periodo interessato dalla riduzione dell’orario di lavoro;
  • -della retribuzione media oraria pari al rapporto tra la retribuzione lorda ed il numero delle ore retribuite riferiti ai dodici mesi precedenti la riduzione di orario;
  • -il numero complessivo delle ore di riduzione per le quali si chiede il contributo;
  • -l’importo dell’integrazione dovuto ad ogni lavoratore pari alla retribuzione media oraria per le ore di retribuzione richieste diviso quattro.
Ammissione Mlps contributo
L’ammissione al contributo di solidarietà è disposta dalla Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione nel limite delle disponibilità finanziarie che di anno in anno vengono stanziate per tale ammortizzatore sociale.
Calcolo contributro

 Con riguardo al calcolo del contributo integrativo

da erogare all’impresa e ai singoli
lavoratori interessati, la retribuzione lorda da pr
endere a riferimento è quella relativa ai dodici
mesi precedenti il periodo interessato alla riduzio
ne dell’orario di lavoro.
Sono ricomprese nella retribuzione lorda e, quindi,
fanno parte della base retributiva utile ai
fini del calcolo del contributo integrativo, le ind
ennità di maternità e di malattia, nonché la paga
base o minimo contrattuale, l’indennità di continge
nza, l’E.d.r., gli scatti di anzianità, le mensilità
aggiuntive e ogni altro elemento caratterizzato dal
la stabilità dell’erogazione e dall’immediatezza
della fruizione, con esclusione, pertanto, del comp
enso per lavoro straordinario, in quanto
elemento variabile della retribuzione, e del rateo
di t.f.r., in quanto elemento differito (ML note n.8781/2009
en. 16582/2009).
Risultano, altresì, escluse dalla base retributiva,
le prestazioni non aventi natura retributiva,
erogate dal datore di lavoro in favore dei propri d
ipendenti (quali, ad esempio, il servizio mensa
in difetto della previsione di un’indennità sostitu
tiva)
Divieti
Durante il regime di solidarietà è fatto divieto di mettere in mobilità o licenziare, tranne che per giusta causa, i dipendenti dell’impresa, inclusi quelli non interessati dal contratto di solidarietà, mentre è possibile trasformare un contratto di lavoro da determinato ad indeterminato nonché trasformare un rapporto di apprendistato in subordinato a tempo indeterminato.
  Decorrenza applicazione disposizioni circ.mlps n.28/14
Gli effetti delle disposizioni ivi contenute decorrono dal giorno successivo alla sua pubblicazione, ossia il 15 novembre 2014.

 Controllo preliminare DTL

La DPL competente per territorio, una volta ricevuta l’istanza, deve verificare che:

·     –    l’impresa richiedente il contributo abbia tutti i requisiti per poterne beneficiare;

·      –  il contratto di solidarietà sia autentico;

·       –  il contratto di solidarietà, per le aziende con più di 15 dipendenti, sia stato stipulato nell’ambito della procedura di mobilità, ovvero, per le aziende  con meno di 15 dipendenti  sia stata avviata la procedura per richiedere il contributo ai fondi bilaterali.

Una volta effettuato il controllo, la DPL invierà l’istanza alla Direzione Generale Ammortizzatori sociali.

Determinazione del contributo

L’importo del contributo di solidarietà, determinato sulla base dei dati forniti dall’azienda, è disposto con decreto direttoriale. Tale importo si riferisce a tutto il periodo di applicazione del regime di solidarietà comprendendo sia la quota spettante all’azienda che quella spettante ai dipendenti. In allegato al decreto deve essere presente la scheda informativa contenete l’individuazione dei lavoratori coinvolti dalla riduzione di orario.

Il decreto, munito del visto dell’Ufficio centrale di bilancio, viene trasmesso alla Direzione Generale Ammortizzatori sociali, alla DPL e all’INPS – Direzione centrale prestazioni e sostegno del reddito – e sede provinciale competente.

Controllo  successivo ed erogazione del contributo

La DPL – servizio ispettivo – è tenuta a verificare l’effettiva riduzione dell’orario di lavoro sulla base della comunicazione trimestrale dei datori di lavoro con la quale dovrà essere fornito:

·         l’elenco aggiornato dei lavoratori che hanno effettuato orario ridotto;

·         l’indicazione, per ogni lavoratore, dell’effettiva riduzione di orario applicata e del relativo importo da corrispondere utilizzando i modelli degli allegati nn. 4 e 6 alla circolare n. 20/2004.

Una volta effettuata la verifica, la DPL comunica i risultati alla Direzione Generale Ammortizzatori sociali con l’importo di contributo da versare all’azienda.

La Direzione Generale Ammortizzatori sociali trasferisce alla sede INPS provinciale competente per territorio l’esatto importo che la stessa sede provvederà a erogare all’azienda, la quale a sua volta provvederà a versare al dipendente la quota di contributo spettante indicata nelle schede fornite dagli ispettori.

 Lavoro eccedente l’orario ridotto

Il contratto di solidarietà, può prevedere, per soddisfare temporanee esigenze di maggior lavoro, la possibilità di modificare in aumento l’orario ridotto. Se il contratto non prevede nulla può essere stipulato un accordo sindacale integrativo.

In caso di prestazioni in eccedenza rispetto l’orario ridotto concordato

·         tale situazione deve essere tempestivamente comunicata ai Servizi ispettivi competenti,

·         le prestazioni stesse non possono comunque eccedere il normale orario contrattuale, salvo casi eccezionali da motivare,

·         il contributo di solidarietà viene proporzionalmente ridotto.

 Per quanto riguarda il TFR in caso di cds senza cigs ,si ritiene confacente far presente che con la nota  03 novembre 2009, n. 16582, il Ministero del Lavoro fornisce chiarimenti in ordine al  TFR in costanza di contratti di solidarietà ex art. 5 comma 5 della legge n. 236/1993, ,   chiarisce che la   retribuzione utile sulla base della quale effettuare il calcolo per l’erogazione del contributo di solidarietà è costituita dal quantum che il lavoratore avrebbe percepito di fatto durante il periodo nel quale l’azienda ha disposto la riduzione di orario di lavoro.In altri termini  viene    precisato  che il contributo integrativo rappresenta un ristoro diretto ed immediato da erogare al lavoratore, in conseguenza della perdita di parte del salario.

In proposito si richiama il disposto dall’art. 5 comma 5 della legge n. 236/1993, nella parte in cui stabilisce che il contributo di solidarietà non ha natura di retribuzione ai fini degli istituiti contrattuali e di legge, ivi compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali  puntualizzandosi  , inoltre, nel testo della norma che solo ai fini pensionistici si terrà conto, per il periodo della riduzione, dell’intera retribuzione di riferimento.

In conseguenza di  ciò ,conclude la nota ministeriale     la base retributiva utile ai fini del calcolo del contributo integrativo comprende unicamente le voci connotate dal requisito dell’immediatezza della fruizione da parte del lavoratore in solidarietà e, pertanto, non può esservi incluso anche il rateo di TFR, in quanto, sebbene caratterizzato dalla stabilità dell’erogazione e non maturato a titolo occasionale, ne costituisce elemento differito.

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LE PRESTAZIONI LAVORATIVE CHE CONSENTONO DI CONSERVARE L’ISCRIZIONE IN LISTA DI MOBILITA’ E LA RELATIVA INDENNITA’

19/01/2009

 La risposta alla   richiesta di chiarimenti sull’argomento di cui al titolo  deve   necessariamente  partire  distinguendo  tra prestazioni subordinate ed autonome.
Per quanto concerne le prime,è da dire  che  i principi base fissati   dagli articoli 8 e 9 dela legge n.223/91  stabiliscono  che
 a) il lavoratore in mobilità ha facoltà  di svolgere attività di lavoro subordinato,a tempo parziale   ovvero a tempo determinato ,mantenendo l’iscrizione nella lista,previa  informazione alla competente sede Inps, che ormai risulta soddisfatta anche tramite la comunicazione preventiva telematica e pluriefficace di assunzione ai servizi impiego ,a norma dell’art.4 bis del dec.leg,vo n.181/ 2000
b) per le giornate di lavoro   svolte  a termine ovvero a tempo  parziale ,l’indennità di mobilità  e’ sospesa  e tali giornate non sono computate ai fini della  determinazione del   periodo  di durata del predetto  trattamento previdenziale  fino  al  raggiungimento di un  numero di giornate  pari a quello dei giorni complessivi di spettanza del trattamento stesso;

c) i lavoratori in mobilità ,nell’ambito di una    fattispecie  che appare  distinta ed aggiuntiva rispetto  alla disciplina generale  per le  assunzioni a termine  contenuta nel  dec.leg.vo n.368/o1,possono venir assunti con contratto a tempo  determinato non superiore a 12 mesi  ,  consentendo  al datore di lavoro di usufruire della    contribuzione di spettanza pari a quella      degli   apprendisti ,nonchè , in caso di trasformazione  del rapporto  a tempo indeterminato nel corso del suo svolgimento , il riconoscimento  di detto beneficio per ulteriori dodici mesi ;

d) al datore di lavoro che senza esservi tenuto  , in relazione al diritto di precedenza     riconosciuto  per sei mesi ai lavoratori posti in lista di mobilità,  assume a tempo pieno ed indeterminato detti lavoratori  è riconosciuto  per ogni mensilità di  retribuzione corrisposta al lavoratore  un contributo mensile pari al  50 % dell’indennità di mobilità che sarebbe  spettata all’assunto per un periodo  non superiore a 12 mesi ,che aumentano  a  24 ovvero  a 36 mesi per datori di lavoro operanti   nelle  aree meridionali  ( Abruzzo compreso )   trattandosi di  lavoratori d’età superiore a cinquant’anni   all’atto dell’assunzione  ;

e)  il  benefici contributivi ed economici di cui alle lettere c) e d),ad avviso del Ministero del Lavoro,che in tal senso si è pronunciato nella  nota n.25/1 /0001564 del 13.7.06  fornendo risposta a corrispondente interpello,spettano anche  alle aziende che riassumono i lavoratori posti  in mobilità dopo che sono trascorsi sei mesi dal licenziamento
f) il lavoratore  è cancellato dalla lista  mobilità quando    viene a ssunto con contratto a tempo pieno ed indeterminato e viene reiscritto nella stessa quando:
per due volte    non  supera il  periodo di  prova 

-è giudicato non idoneo alla specifica attività di lavoro subordinato cui è  stato assunto ,a seguito di eventuale visita medica effettuata  presso  strutture sanitarie pubbliche ;
g) il lavoratore in mobilità assunto al lavoro  a tempo pieno ed indeterminato ha facoltà di cumulare l’indennità di mobilità  nei limiti in cui sia utile a garantire la percezione di un reddito pari alla retribuzione spettante al momento della messa in mobilità,rivalutato in misura corrispondente alla variazione dell’indice del costo della vita calcolato dall’Istat ;
h)  il lavoratore che venga  assunto dalla   lista di mobilità  essendo  titolare di     il trattamento  d”indennità   che sia licenziato prima di aver maturato presso la nuova azienda  un’anzianità di servizio pari a 12 mesi, di cui 6 di lavoro effettivo,  ha diritto ad usufruire dell’indennità di mobilità per un periodo corrispondente alla parte residua non goduta durante  il periodo di attività lavorativa prestata.

 Con riferimento all’attività autonoma, invece si registrano posizioni divergenti , che si propendono ad escludere ovvero ad ammettere in caso di attività lavorativa non subordinata la cancellazione del la voratore in mobilità dalla relativa lista con la perdita del diritto all’indennità.

Tra le posizioni contrarie ,oltre a quelle rinvenibili nelle sentenze della Corte di Cassazione n. 6679/2001 e n. 12757 /2003 ,si pone il messaggio della Direzione Centrale Prestazioni dell’Inps n. 29669 del 7.12.2007 ,in cui

si legge:”Si risponde al quesito confermando quella che è la posizione da sempre sostenuta dall’Istituto e cioè della totale incompatibilità per l”attività autonoma con il mantenimento dell’iscrizione nella lista e dell’indennità di mobilità ,salvo i casi espressamente previsti dalla legge,quali l’anticipazione dell’indennità ( art.7 comma 5 legge n . 223/919 e la mobilità lunga o per pensione di vecchiaia (art . 9 comma 9 legge n.223/91) “.

Di segno completamente opposto , e quindi portato ad ammettere la compatibilità dell’attività autonoma con il mantenimento sia dell’iscrizione nella lista che dell’indennità , risulta il parere con cui la Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali del Ministero del Lavoro ha ritenuto di riscontrare con la nota n.2262 del 14.8.08 l’apposita richiesta di chiarimenti in materia formulta dalla Direzione Regionale del Lavoro di L’Aquila, che faceva riferimento tanto al parere fornito dalla Direzione Generale Impiego dello stesso Dicastero con la nota n.3178 del 24.6.97,indirizzata alla DRL della Lombardia,quanto alla sentenza della Corte di Cassazione n.6463 dell’1.4.2004.

Si ritiene confacente riportare di seguito i testi integrali sia della richiesta regionale che della risposta ministeriale.

Quanto alla prima, nella stessa è riportato quanto segue:

“Il primo ( ossia il parere della Dir . Gen.Impiego), confermando che l’esercizio di una stabile attività autonoma è incompatibile con la permanenza nella lista di mobilità presuppone anche la sussistenza dello stato di disoccupazione, ha dichiarato invece flessibile il mantenimento dell’iscrizione, qualora, in considerazione della duratadell’esiguità del reddito percepito, l’attività autonoma presenta il carattere dell’occasionalità, attestata riportandosi ai limiti di 7 milioni di lire e di 4 mesi di durata dell’anno solare, che secondo la legislazione dell’epoca consentivano il mantenimento dell’iscrizione dei lavoratori nella prima classe delcollocamento ordinario. “

“La seconda ( vale a dire la sopra citatata sentenza della Cassazione n.6463/04) , dopo aver argomentato che la regola particolare posta dal comma 9 dell’art. 9 della legge223/91 ha un ambito di applicabilità che rimane confinato alla specifica fattispecie alla quale si riferisce,trattandosi di canone speciale ed interno alla c.d. mobilità lunga, ha affermato che la regola particolare a cui fare riferimento per risolvere il dubbio circa la conservazione ovvero la perdita del diritto all’indennità di mobilità e quindi all’iscrizione alla lista relativa pur in costanza dello svolgimento dilavoro autonomo è quella contenuta nell’art. 7, comma 5 della legge 223/91. prevedente che l’ Inps”dispone il pagamento in favore dell’interessato della somma dovuta sulla base dell’importo mensile dell’indennità spettante” (art. 2, comma 3, D.M. n. 142 del 17.02.1993), così che non è la “spettanza”dell’indennità ad essere in gioco, ma soltanto la modalità temporale della sua erogazione.”

”Sicché (prosegue la citata massima), il lavoratore in mobilità che intraprenda un’attività di lavoroautonomo può rinunciare al beneficio dell’anticipazione e percepire l’indennità mensilmente, come dinorma”.

“Si aggiunge che la sentenza della Cassazione non si limita a quanto sopra, che, in definitiva significa il riconoscimento al lavoratore in mobilità svolgente lavoro autonomo di conservare il diritto all’iscrizione nella lista di mobilità e all’indennità di mobilità, poiché nel seguito della stessa si afferma che “non può rilevarsi, – come corollario di questa interpretazione sistematica – che si pone il problema di individuareuna possibile soglia a quale limite del beneficio costituito dalla percezione della prestazioneprevidenziale… L’individuazione di questa soglia marginale di intervento è rimessa alla discrezionalitàdel legislatore, il quale, nella fattispecie, ha adottato vari criteri”.

“Secondo la Cassazione, detti criteri si riferiscono: 1) al lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato (per quella soglia costituita dalla percezione di un reddito pari alla retribuzione spettanteal momento della messa in mobilità, rivalutata in misura corrispondente all’indice del costo della vita);

2) al lavoro subordinato a tempo determinato o parziale in cui, mantenendo l’iscrizione nella lista dimobilità, i lavoratori subiscono la sospensione dell’indennità previdenziale per le giornate di lavoro, che

non sono computate ai fini della determinazione del periodo di durata del trattamento stesso; 3) allavoro autonomo, ma soltanto con riferimento ai percettori della c.d. mobilità lunga, per cui risultano analoghi a quelli del lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato.”

“Invece, conclude la Cassazione, manca un criterio per l’ipotesi generale del lavoro autonomo,talvolta escluso, che vi sia incompatibilità tra lavoro autonomo e conservazione dell’indennità dimobilità e dell’iscrizione nella relativa lista.”

” Pertanto seguendo il suggerimento della citata massima della Cassazione in esame,secondo cui per colmare la carenza della legge 223/91 sul punto occorre fare riferimento al canone dell’analogia,ossia alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe”,si rappresenta a codesto Ministero l’ipotesi che nel caso in esame il limiote reddituale discendente dall’attività autonoma da valutare in via analogica agli effetti del mantenimento o perdita del trasttamento previdenziale e dell’iscrizione in lista di mobilità sia uello previsto e disciplinato dall’art.4 dec.leg.vo n.181/2000,come sostituito dall’art.5 del dec.lefg.vo n.297/02,comma 1 lettera a),secondo cui: la conservazione dello stato di disoccupazionme ,a seguito di svolgimento di attività tale da assicurare un reddito annuale non superiore alò reddito minimo personale esclusa l’imposizione”,che attualmente risulta essere pari ad euro 8000,00 per il lavoro diperndente ed euro 4500,00 per quello autonomo ed assimilato.

“Quanto sopra in considerazione che tale norma fissa un critedrtio genedrale da valere anche nella fattisapecie in esame ,stante la steretta connessione dello stato di disoccupazione con l’iscrizione alla lista di mobilità e il relativo trattamento previdenziale” .
< Quanto alla risposta ministeriale,è da evidenziare che la medesima prevede che:<
In relazione al quesito posto all’attenzione di questa Direzione…concernente la possibilità di svolgere un’attività di lavoro autonomo da parte di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità e di mantenere sia l’iscrizione stessa che la relativa indennità,si ritiene che l’analisi svolta da codesta Direzione Regionale sull’utilizzo dello strumento dell’interprtetazione analogica da applicare nella fattispecie posta all’attenzione della scrivente,risulta esaurientemente articolata.”

Infine sisegnala che l’Inps ha cambiato posizione rispetto all’ attivita’ autonoma da parte di lavoratori in mobilita’ ed in proposito si rinvia alla circolare  dell’istituto n.67/2011