PARERE MINISTERO LAVORO SU LAVORO A PROGETTO

 Premesso che l’art.9 lettera c) della legge n.53/2000  stabilisce che ” al fine di promuovere e incentivare azioni volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, nell’ambito del Fondo delle politiche per la famiglia di cui all’articolo 19 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è destinata annualmente una quota individuata con decreto del Ministro delle politiche per la famiglia, al fine di erogare contributi, di cui almeno il 50 per cento destinati ad imprese fino a cinquanta dipendenti, in favore di aziende, aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere che applichino accordi contrattuali che prevedano azioni positive per le finalità di cui al presente comma, ed in particolare progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo ” ;

 a riscontro di corrispondente richiesta  della Consigliera  di Parità di  Verona   tesa a conseguire chiarimenti in merito all’utilizzo del contratto di collaborazione a progetto quale forma contrattuale idonea a regolare la stituzione  del titolare d’impresa o del lavoratrore autonomo di cui alla disposizione sopra riportarta,la DGAI del Ministero del lavoro con la nota n.0000849 del 22 scorso ha fornito risposta affermativa,argomentando come di seguito si riassume.

In primo luogo ,per quanto attiene alla  problematica relativa alla configuarabilità del contratto a progetto come contratto di natura autonoma ed alla possibile conicidenza dell’attività svolta dal collaboratore con quella  principale dell’impresa  nell’ambito dei progetti di azioni  positive, dopo aver  evidenziato    che il consolidato orientameto della giurisprudenza considera  il  collaboratore  a progetto un vero e proprio lavoratore   autonomo , pur sussistendo il necessario coordinamednto con l’organizzazione del committente ,l’indicazione ministeriale precisa essere pacifico che il progetto non può coincidere con l’oggetto sociale,ma deve essere  sotanto  funzionalmente   collegato allo stesso,mentre  la prestazione lavorativa del collaboratore non  corrisponde necessariamete ed  automaticamente con l’oggetto sociale.

 Infine la richiamata nota ministeriale fa salva la verifica da parte del personale  ispettivo dell’assenza in concreto dei presupposti della fattispecie contrattuale considerata.

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