IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DELLE SOCIETA’ A PARTECIPAZIONE PUBBLICA

Prima di   esporre in merito  all’argomento previsto dal    titolo,si ritiene opportuno intrattenersi  brevemente    sulla  nozione di “societa’ a partecipazione pubblica” e sulla definizione di “servizio pubblico”.

Per quanto riguarda la prima,si afferma che trattasi di societa’, costituite nelle forme previste dal codice civile ,al cui capitale partecipano in misura totale ovvero per quote rilevanti  soggetti pubblici.

 Con la società a partecipazione pubblica  si provvede tanto all’esercizio di attività economiche,quanto all’assolvimento di funzioni amministrative.

Di recente, le Regioni e gli Enti locali  con particolare interesse e sollecitudine hanno   guardato a dette società  ed hanno  fatto ricorso  alle stesse per  garantire una gestione di tipo imprenditoriale e più in generale  ritenendole funzionali    per    sottrarsi  a determinati vincoli opertivi che di norma  caratterizzano  le amministrazioni tradizionali.

In base al  capitale detenuto dagli enti pubblici,si distinguono società a capitale pubblico  totalitario,maggioritario e minoritario,fermo restando che le società in parola    restano  pur  sempre dei soggetti di diritto privato e come tali sono tenute ad osservare le norme ordinarie.

In merito alla definizione  del “servizio pubblico “,che risulta tutt’altro che univoca  anche volendosi   riportare    al T.U.  267/2000   sulla regolamentazione  dell”organizzazione e delle funzioni  degli enti locali ,la giurisprudenza amministrativa  più autorevole    ritiene tale  “qualsiasi attività che si concretizzi   nella produzione di beni  o servizi in funzione di un’utilità per la comunita’ locale,e non solo in termini di promozione sociale,purchè risponda ad esigenze di utilità generale o ad essa destinata in quanto preordinata a soddisfare interessi collettivi” ( Consiglio di Stato n.2605/ 2003) ed   ancora “qualsiasi attività che si concretizzi nella produzione di beni e servizi in funzione di un’utilità per la comunità locale non solo in termini economici,ma a fini di promozione  sociale” ( Consiglio di Stato n.2024/2003. 

Premesso quanto sopra  , si viene al tema   indicato nella  richiesta di chiarimenti, riportandosi  all’art.18   del dec.legge n.112/08 convertito in legge n.133/08,in ottempertanza del quale, a far data dal 21 ottobre 2008 ,le società gestrici di servizi pubbli locali a totale partecipazione pubblica    adottano    con propri regolamenti  criteri e modalità per procedere al reclutamento del personale e al conferimento degli incariche ,riportandosi ai seguenti principi contenuti nel decreto  legislativo n.165/01 , sull’impiego pubblico:

 a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di  svolgimento che garantiscano l’imparzialità ed assicurino economocità e  celerità di espletamento,ricorrendo ,se opportuno,all’ausilio di sistemi automatizzati,diretti anche  a realizzare  forme di preselezione;

b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti ,idonei a verificare il possesso dei  requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire;

c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici   e lavoratori;

d) decentramento delle procedurte di reclutamento ;

 e) composizione delle commissioni   con  esperti di provata competenza negli argomenti del concorso o della prova selettiva ,scelti tra funzionari dell’amministrazione di riferimento,docenti  e soggetti estranei alla medesima , che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione,che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali  o non  vengano designati dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali.

 E’ da aggiungere che,  secondo  il  comma 2 del menzionato art.18   (  che  però   non  indica       una scadenza precisa ,il che potrebbe significare che la stessa coincide     con quella   d’entrata  in vigore del decreto legge n.112/08   ovvero che   decorre    dal  21.10.08  oppure  che  deve avere  una decorrenza successiva, ma  che resta indeterminata), anche le altre società  a partecipazione  pubblica totale   o di controllo devono adottare     propri provvedimenti  per definire criteri e modalità  sul reclutamento del personale e  sul  conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi,anche di derivazione comunitaria,  su  trasparenza,pubblicità ed imparzialità.

Secondo l’0pinione prevalente,si sostiene che in ossequio  alle disposizioni prima richiamate,ormai le società pubbliche locali      procedono   alle assunzioni di personale con rapporto di  lavoro dipendente solo  a condizione   che  risultino   approvati      appositi provvedimenti formali    contenenti i criteri di reclutamento  rispettosi dei    principi di  imparzialità ,trasparenza e pubblicita’ analoghi   a quelli stabiliti per il  reclutamento del personale subordinato  delle pubbliche  amministrtazioni.

Rispetto al conferimento degli incarichi a  soggetti  nonsubordinati,invece,le società pubbliche,in mancanza  nella norma da applicare di  un esplicito richiamo  in merito ,pur ispirandosi a criteri di trasparenza,imparzialità e pubblicità,non sembra siano impegnate a rispettare dettagliatamente la previsione contenuta nell’art.7 comma 6 del dec.leg. n.165/01,considerato che le medesime , malgrado siano coinvolte dalla legge in criteri di carattere pubbli cistico in conseguenza del  Trattato UE in materia di gestione del personale ,rimangono soggetti di diritto privato con l’ applicazione del decreto legislativo n.276/03 e di  tutte le nome  che regolamentano il rapporto di lavoro privato.

Pertanto, da  parte di dette società,mentre non risulta applicabile  la disciplina del contratto di formazione e lavoro,che, come è noto , attualmente   è  riservato esclusivamente alle pubbliche  amministrazioni,sono utilizzabili i contratti di lavoro atipici propri del  mercato del lavoro privato  ( apprendistato,contratto d’inserimento,lavoro a chiamata,lavoro tripartito,lavoro accessorio),nonche’  il lavoro  somministrato . il part time ed il  lavoro  a tempo determinato  ,sottolineando, rispetto  a quest’ultimo , tra le  disposizioni    del    dec.legislativo n.368/01  , che  comunque   andranno  rispettate anche in presenza  ed operativita’ delle regolamentazioni stabilitye dall’    art.18 legge n.133/08, quelle  dei commi 4 quater  , 4  quinquies e 4 sexies riguardanti :a) il   diritto di precedenza riconosciuto ai lavoratori utilizzati a termine  per un periodo superiore a sei mesi   nei confronti  del datore di lavoro  per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro i successivi 12 mesi con riferimento alle stesse mansioni già espletate, che va esercitato entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto a tempo determinato attraverso conforme comunicazione al datore di lavoro e  con relativa   estinzione   entro un anno   ; b) il diritto di precedenza dei lavoratori  utilizzati a termine  in attività stagionali rispetto a nuove assunzioni a termine nelle medesime attività  stagionali,da esercitare con relativa comunicazione al datore di lavoro entro tre mesi dalla cessazione del precedente   lavoro stagionale   e che  parimenti viene meno    dopo 12 mesi .

In   ordine agli incarichi di collaborazione  è da dire che si applica per le società  in parola la disciplina degli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo n.276/03 sulle collaborazioni coordinate e continuative nella modalità  a progetto.

 Invece ,non trova applicazione , a meno di  spontanea e libera autolimitazione delle socità pubbliche,la previsione dell’art.7 comma 6 del dec.leg.vo n.165/01 relativa alle specializzazioni anche universitarie che deve riscontrarsi negli    esperti esterni da incaricare,trattandosi  di regola speciale e di   dettaglio vincolante  soltanto per le pubbliche amministrazioni. 

Al contrario anche le società pubbliche di cui si parla  per gli incarichi devono   rispettare il     principio della  particolare competenza posseduta dagli incaricandi e della stretta correlazione fra fabbisogno lavorativo e qualità dell’esperienza  in possesso   delle persone  da nominare.

Infine,tra i principi che le società pubbliche devono osservare in materia di affidamento di incarichi   a soggetti non dipendenti  si pone anche quello relativo alla  procedura comparativa tra più soggetti  candidati, evidenziando che trattasi  di regola  che corrisponde ai pricipi della Costituzione e della Comunità      Europea, in quanto discendente  da parametri come quelli della   trasparenza ,pubblicità ed imparzialità  sempre e comunque  da applicare nelle procedure contrattuali che si riportano   a  risorse finaziarie   di   provenienza pubblica,che in quanto tali necessitano   di affidarsi a principi di prudenza e di sana gestione  onde evitare l’ appesantimento delle spese  da sostenere per gli incarichi.

 Pervenendo alla  conclusione  di quanto esposto ,si ritiene confacente  sottolineare che qualcuno, riportandosi al testo della relazione illustrativa al disegno di legge n.1386 presentato alla Camera dei deputati   e che ha portato alla legge n.133/08 di conversione del decreto legge n.112/08,in cui si legge che “l’art.18 …consente alle società   gestiscono servizi pubblici locali…” fa notare che l’uso del verbo “consentire” potrebbe significare non già un vero e prioprio  obbligo ,bensì una mera facolta’ per le società pubbliche di adottare con propri regolamenti criteri e modalità per il reclutamento del personale e l’attribuzione degli incarichi.

 In relazione a queste osservazioni , appare indispensabile  che pervenga a conclusione   la   mancanza  d’istruzioni  ufficiali sulla  disposizione normativa esaminata da parte  degli organi istituzionali  competenti , che sinora per l’assenza di confacenti precisazioni sulla portata della  norma , favorendo  le perplessità   forse ha condizionato gli  operatori interessati   ,    inducendoli  a non attivare   il reclutamento  del personale ed il conferimento degli incarichi   ed ha   consentito che  gli stessi     forniscano un contributo per quanto limitato  a limitare le attuali  difficoltà del mercato del lavoro .

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