Archive for novembre 2008

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE REGIONE ABRUZZO

21/11/2008

 Si  riporta l’elenco dei provvedimenti del Ministero del Lavoro  per l’intervento della cassa integrazione guadagni straordinaria in favore di imprese della regione Abruzzo nel periodo  dall’ 1  al 23 novembre c.a.:

1) NUOVA OMEGE   con sede in Torino-unità aziendale di Montesilvano ( Pe)

    Causale intervento:  crisi aziendale

    Decreto del 3.11.08 n.44379

    CIGS dal 18.8.08 al 17.8.09

2) DAVIDE CAMPARI   con sede in Milano-unità aziendale di Sulmona (Aq)

    Causale intervento: crisi aziendale

    Decreto del 20.11.08  n.44482

    CIGS  dall’ 1.8.08 al 31.7.09

 

3) FINMEK con sede in Padova-unità aziendale di Sulmona  (Aq) 

    Causale intervento :  amministrazione straordinaria  con pros . eserc. impresa

    Decreto del 17.11.08 n.44429

    CIGS  dall’1.8.08  al 31.7.09

 

4) FINMEK SOLUTIONS  con sede ed unità aziendale in Sulmona  (Aq)

    Causale intervento: amministrazione traordinaria con pros. eserc. impresa

    Decreto del 17.11.08 n.44425

    CIGS  dall’ 1.9.08 al 31.8.09

 

5) NOI CONFEZIONI  con sede ed unità aziendale in Ortona (Ch )

    Causale intervento  : crisi aziendale

    Decreto del 20.11.08 n. 44457

    CIGS  dal 22.9.08 al 21.9.09

 

6) VINCENZO ZUCCHI con sede a  Milano-unità aziendale di Notaresco (Te)

     Causale intervento: crisi aziendale

     Decreto del 20.11.08 n.44454

     CIGS   dall’1.10.08 al 30.9.09

DISCIPLINA DELLA COMPENSAZIONE TERRITORIALE PER IL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

20/11/2008

I riferimenti normativi sull’istituto della    compensazione   territoriale per il   collocamento obbligatorio  sono costituiti dai seguenti provvedimenti:

1)  Art 5 comma 8 legge n.68/1999 contenente la disciplina  per il diritto al lavoro delle categorie protette;

2)  Art.5 D P R  n.333/2000 relativo al Regolamento di attuazione della predetta legge n.68/99;

3)  Circolare  Ministero Lavoro  n.4 del  17.1 2000 con  le prime indicazioni  operative sulla legge n.68/99;

4)  Circolare Ministero Lavoro n.36 del 6.6.2000 riguardante ulteriori istruzioni per l’applicazione della legge n. 68/99;

5)  Nota Ministero Lavoro n.1630/M 76 dell’11.10 .2001  sul ricorso contestuale alla     compensazione territoriale ed all’esonero parziale ;

6) Decreto Ministro Lavoro    n.357/2000  concernente i procedimenti per gli esoneri parziali;

7)  Nota Ministero  Lavoro n.674 delo 28.12.2006 sul predetto provvedimento n.357/2000;

8) Decreto Ministro Lavoro 24 .4.2007 riguardante i criteri e le modalità per il rilascio dell’ autorizzazione  della compensazione territoriale;

9)  Nota Ministero Lavoro del 17.11.2008 sulle modalità per la    richiesta  della compensazione territoriale interregionale.

La funzione dell ‘istituto   in esame  risulta quella di consentire  ai   datori di lavoro pubblici e privati dislocati in diverse sedi provinciali   di assumere in alcune unità produttive  un numero di lavoratori iscritti negli elenchi  del     collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto,portando l’eccedenza a compenso del minor numero di assunzioni in altre unità produttive , avvertendo  che la compensazione   riguarda tanto i lavoratori   invalidi,quanto gli appartenenti alle categorie di cui all’art.18 della legge n.68/99.

Peraltro è da precisare che, mentre alle aziende con organico  fino a 50 dipendenti( da calcolare previo scomputo del personale che non costituisce base di calcolo per la determinazione della forza lavorativa   aziendale),  essendo  tenute ad assumere soltanto 1o 2 dipendenti invalidi,è consentito dalle  disposizioni  di stabilire  direttamente  quale/i sia/no la/e sede/i più idonea/e per  soddisfare l’onere  del     collocamento obbligatorio,    a quelle con un numero di dipendenti  superiore a 50 (da calcolare come   già detto ) ,invece, la predetta scelta aziendale  discende da  apposita autorizzazione rilasciata  dagli organi amministrativi competenti  previa formale domanda, che,adeguatamente motivata  con riferimento alla situazione organizzativa del datore di lavoro ed al numero degli iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio in ciacun ambito provinciale,deve essere presentata   :

 a) al Servizio provinciale competente per il territorio della sede legale ovvero a quello individuato dalla Regione da parte dei   datori di lavoro privati con unità produttive situate nella stessa  regione ;

b)   al Ministero del Lavoro-Direz.Gen.Mercato Lavoro – Div.III-e per conoscenza al Servizio provinciale competente della sede legale ed ai Servizi provinciali interessati alla richiesta di compensazione,da parte dei datori lavoro privati  con unità produttive situate in regioni diverse, unendo copia dell’ultimo prospetto riepilogativo e riportando nella domanda  stessa,come previsto dalla nota ministeriale del 17.11.08   consultabile sul sito www.lavoro.gov.it  ,i dati conoscitivi relativi  alla  azienda,al personale in servizio,agli obblighi di assunzione,alle province interessate ,alla titolarità di altri provvedimenti   rilasciati a norma  della legge n.68/99  ( da allegare in copia ),alle richieste presentate per altri provvedimenti disciplinati dalla legge n.68/99 (da allegare in copia ) , avendo cura   di specificare  in modo  adeguato la motivazione della richiesta che giustifica lo spostamento territoriale degli obblighi occupazionali .

 Nell’ipotesi b),vengono acquisite dal Ministero del Lavoro presso le Regioni interessate le necessarie informazioni sul numero degli iscritti al collocamento obbligatorio in ciascuna provincia e su altri profili ritenuti utili ai fini della  decisione  , la cui mancanza entro  60 giorni comporta comunque l’emanazione del provvedimento ministeriale.

Tanto  per l’ipotesi a),  quanto  per  quella b) ,il rilascio  dell’autorizzazione alla  compensazione deve avvenire entro 150 giorni dal ricevimento dell’istanza, termine che il Ministero del Lavoro nella sopra richiamata nota del 18.11.08  ha affermato di voler rispettare.Tuttavia,  se detto termine trascorre senza il rilascio dell’autorizzazione da parte  dell  ‘amministrazione interessata  ovvero seza che siano stati  compiuti atti interruttivi del decorso del predetto termine,la domanda si considera accettata.

Per la decisione  sulle domande di compensazione presentate da aziende con unità produttive situate nella stessa regione,il Servizio provinciale  competente attiva le opportune forme di raccordo con i servizi provinciali interessati secondo le modalità previste dalla normativa regionale in materia,rimettendo immediatamente comunicazione   a tutti i  Servizi interessati circa l’esito delle richieste aziendali. 

 Ai fini del rilascio del provvedimento di compensazione ultraregionale,il Ministero del Lavoro esamina le motivazioni a sostegno della domanda   tenendo conto del dato numerico dichiarato dalla societa istante    sulla situazione degli obblighi occupazionali di cui alla legge n.68/99 ancora non assolti   in ambito nazionale  ed in ogni provincia interessata alla compensazione  territoriale , con riguardo a   quelli  delle categorie non invalide ed invalide,nonchè riportandosi alle ulteriori informazioni acquisite direttamente in fase istruttoria operata  sulla base  delle modalità e dei criteri di cui al D.M. del 24.4.2007,pubblicato in G.U n.108 dell’11.5.07,in cui    si è stabilito  che :

 1) per assicurare il rispetto del principio della parità di trattamento tra società con analoghi provvedimenti organizzativi,le cui unità produttive provinciali sono situate in aree geografiche omogenee,   l’individuazione di due gruppi  ,ossia il Centro Nord ed il  Centro Sud ed isole .Nel primo sono comprese le seguenti regioni  : Valle d’Aosta,Piemonte,Lombardia ,Veneto,Trentino Alto Adige,Friuli Venezia Giulia,Liguria,Emilia Romagna,Toscana,Marche ed Umbria. Il secondo invece comprende :Lazio,Abruzzo,Molise,Campania,Basilicata,Calabria,Puglia, Sicilia e Sardegna  ;

2)  di far riferimento per la decisione delle   richieste  di compensazione territorialle ai seguenti criteri:     :

      -a )   l’autorizazione ad assumere     iscritti negli elenchi del   collocamento obbligatorio in maggior numero  è concessa nella misura  del   100%  rispetto agli obblighi ancora non assolti,quando  detti obblighi    ammontano ad una unità  , le province interessate alla compensazione   risultano ubicate in regioni dell’area geografica del Centro Nord e lo spostamento avviene in favore di province delle   regioni del Centro Sud ed isole;

        – b )      l’autorizzazione ad assumere   iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio in maggior numero è concessa nella misura del 100% rispetto agli obblighi ancora non assolti ,quando , indipendentemente     dal numero delle unità previste dagli obblighi non assolti ,  le province interessate alle minori assunzioni sono ubicate  in regioni del Centro Nord e lo spostamento avviene in favore di province ubicate nelle regioni del Centro Sud ed isole ;

      -c)    l’autorizzazione ad assumere   iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio in maggior numero è concessa nella misura del 100% rispetto agli obblighi non assolti, ,quando nelle  province interessate alle minori assunzioni,in qualunque ambito territoriale situate,l’esiguo   numero dei dipendenti che costituisce base di computo ,risultando inferiore  ad otto unità,non concretizza obbligo di assunzione,ma frazione percentuale dello stesso;

      -d)    l’autorizzazione ad assumere iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio in maggior numero è concessa nella misaura del 100 % rispetto agli obblighi  non assolti,quando la particolare organizzazione aziendale della società istante si concretizza  in cantieri mobili temporanei situati in qualunque ambito territoritoriale;

     -e)    l’autorizzazione ad assumere iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio in maggior numero è concessa  nella misura percentuale del 51 % rispetto agli obblighi non assolti,quando detti obblighi di assunzione corrispondono o sono superiori  a due unità e le province interessate alle minori assunzioni appartengono al Centro Nord ovvero  al Centro Sud ed isole;

      -f)    l’autorizzazione ad assumere iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio in maggior numero non  è concessa ,quando,a prescindere  dal numero delle unità da assumere,le province intertessate alle minori assunzioni appartengono al Centro Sud ed isole e lo  spostamento  avviene in favore di province del Centro Nord;

       -g)    l’autorizzazione ad assumere  iscritti negli elenchi  del collocamento obbligatorio in maggior numero  non è concessa , quando per   la provincia interessata alle maggiori assunzioni la società istante ha richiesto l’esonero parziale ovvero è titolare di  provvedimento di esonero parziale del competente Servizio provinciale.

Si conclude la presente esposizione  evidenziando che:

 -il provvedimento di autorizzazione alla compensazione territoriale non è sottoposto a scadenza,ma il datore di lavoro puo’ richiedere in ogni momentio all’organo che l’ha concesso la modifica del contenuto del provvedimento in relazione  ai mutati assetti organizzativi;

 –  l’autorizzazione alla compensazione territoriale costituisce il presupposto per  accedere all’esonero parziale disciplinato dall’art.5 comma 3 della legge n.68/99 ;

– rimane ferma per i datori di  lavoro pubblici la facoltà di effettuare l’autocompensazione,sia pure , a differenza del  precedente regime legislativo,limitatamente alle sedi situate nello stesso ambito regionale .

VALIDITA’ ED UTILIZZAZIONE DELLE GRADUATORIE DEI CONCORSI PUBBLICI

18/11/2008

   Per rispondere  alla richiesta di chiarimenti sull’argomento specificato nel titolo,si ritiene confacente partire  dal quadro giuridico  presente  nell’ordinamento ,che  attualmente   discende dalle seguenti norme:

 -l’art.91 comma 4 del dec.leg.vo n.267/2000 che per gli enti locali fissa a tre anni dalla data della   pubblicazione l’efficacia delle graduatorie per l’eventuale copertura dei  posti che si vengono a rendere successivamente presenti e disponibili,fatta eccezione per i posti istituiti o trasformati  dopo l’indizione del concorso medesimo;

-l’art 34 comma 12 della legge n.289/2002 relativo   alla proroga di un  anno dei termini di validità delle graduatorie  per le assunzioni di personale presso le pubbliche amministrazioni soggette alle limitazioni delle assunzioni a tempo indeterminato per l’anno 2003 ;

-l’art. 3 comma 61 della legge n.350/2003  inerente un’ulteriore proroga di un anno dei termini di validità delle graduatorie per le assunzioni di personale presso le pubbliche amministrazioni soggette alle limitazioni delle assunzioni a tempo indeterminato per l’anno 2004,

-l’art 1 comma 100 della legge n.311/2004 contenente la proroga di un triennio dei termini di validità delle graduatorie per le assunzioni di personale presso le pubbliche amministrazioni   che per gli anni 2005,2006 e 2007 risulktano soggette a limitazioni  delle assunzioni ;

-l’art.3 comma 87 della legge n.244/2007 che  aggiunge  il  comma 5 ter al testo dell’art.35 del dec.leg.vo n.165/01in cui  si estende  la similare regola  riguardante gli enti locali e si stabilische che le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale  presso le pubbliche amministrazioni rimangono vigenti per un termine di tre anni dalla data di  pubblicazione,facendo salvi periodi  di vigenza inferiori previsti da leggi regionali.  

Inoltre sembra indispensabile riportarsi ad alcune pronunce della giurisprudenza, citando in particolare le seguenti:

1) sentenza del Consiglio di  Stato  n.5611 del 16.10 2002:la pubblica amministrazione che che decide di coprire i posti resisi vcanti non sarebbe vincolata alla graduatoria e potrebbe decidere di bandire una nuova procedura selettiva;

2) sentenza del Tar della Campania n.146 del 16.2.2005: l’istituto dell’utilizzo  di una graduatoria concorsuale per la copertura di posti resisi vacanti dopo le operazioni concorsuali no è obbligatorio bensì faqcoltativo,trattandosi di un a scelta dell’amministrazione relativa all’esercizio della discrezionalità dell’interesse pubblico realizzabile nella singola fattispecie;

3) sentenza del  Consiglio di Stato  n.794 dell’1.3.2005:alla posizione di mera aspettativa o di interesse legittimo  allo scorrimento della graduatoria concorsuale -non di diritto soggettivo-riconosciuta ads un candidato idoneo non può che corrispondere  unas mera facoltà e non in obbligo  in capo all’ amministrazione,fatta eccezione per il caso in cui nel bando sia previsto con norma autovincolante la validità della graduatoria e lo   scorrimento   della medesima nell’ipotesi in cui il  posto originariamente assegnato si rende disponibile entro   un certo periodo presso le pp.aa.,le vertenze delle quali,a norma dell’art.63 del dec.legvo n.165/01 , appartengono alla giurisdizione amministrativa e non a quella ordinaria;

4) sentenza del TAR del Lazio n.7425 del 24,8.2006: la disposizione contenuta nell’art.15 comma 7 del dpr n.487/1994,che  stabilisce  l’efficacia delle graduatorie   dei vincitori per un  termine di diciotto mesi dalla data della pubblicazione per eventuali coperture di posti per i quali il concorso risulta bandito,deve ritenersi aver un ambito applicativo  limitato esclusivamente all’individuazione di un arco temporale di vigenza delle  gà formate procedure concorsuali,  non prevedendosi alcun obbligo per l’amministrtazione di procedere allo scorrimento nè alcuna preclusione all’indizione di un nuovo concorso ,mentre  è circostanza che compete alla stessa amministrazione valutare l’addotta possibilità                di evitare un’inutile prosecuzione dei tem pi  ed i costi collegati all’indizione di un nuovo concorso ,che comunque bisogna dimostrare essere di effettiva rilevanza;

5) sentenza del Consiglio di Stato  n.5320 del 12,9,2006:a) l’esercizio del porere di scorrere la graduatoria  non rientra nella giurisdizione del giudice ortdinario ,non potendo sussistere in capo agli idonei di un concorso una posizione di diritto sggettivo (che invece postula  la qualità di vincitore del concorso) e non rientrando esso quindi nell’ambito degli atti di gestione,bensì nella funzione propria ed esclusiva di organizzazione degli uffici; b) la disponibilità , successiva alla nomina dei vincitori del concorso,di altri posti per pensionamento o per altre cause risulta circostanza che spetta esclusivamente all’amministrazione interessata di apprezzare e valutare ai fini della loro copertura nell’ambito  del proprio disegno organizzativo;

6) sentenza del Consiglio di Stato n.53 del 10.1.2007, di conferma della sentenza del TAR   n. 7425 del 24.8. 2006 : fatto salvo il principio ,riconosciuto  dai contratti collettivi del pubblico impiego,che prevede l’obbligo di poter attingere alle graduatorie esistenti per un determinato periodo ditempo mediante scorrimento,non  esiste obbligo a carico delle pp.aa.,che hanno la necessità di ricoprire posti vacanti in organico,di far ricorso alle graduatorie ancora valide di concorsi precedentemente banditi ,avendo di contro facoltà di   preferire l’indizione di un nuovo concorso;

7) sentenza del TAR della Campania n.1604 del 27.3.2008 : conferma l’orientamento per cui l’utilizzazione delle graduatorie dei concorsi pubblici risponde ad esigenze e finalità che prescindono dal comprtensibile interesse del singolo idoneo alla copertura effettiva del posto,trattandosi di esigenze proprie piuttosto dell’amministrtazione medesima.

Le sentenze sopra richiamate rappresentano  l’orientamento  ( nettamente maggioritario) che esclude l’obbligo per le ammistrazioni a dar corso allo scorrimento delle graduatorie nel periodo di  efficacia riconosciuta alle stesse, rinunciando così a bandire un nuovo concorso.

 Ma  esiste anche un secondo orientamento ( minoritario )secondo cui l’amministrazione sarebbe vincolata , sulla scorta dei principi d’imparzialità,efficienza ed ecomomicità ,ad avvalersi della graduatoria.

Peraltro   è da evidenziare che ,ove l’amministrazione in sede di bando ,che  dà luogo alla graduatoria , esplicita l’intenzione di avvalersene per il futuro,lo scorrimento  della suddetta graduatoria sarebbe   una scelta obbligata.

 Nel concludere la presente nota,si ritiene di far presente che in Parlamento  si trova in fase di avanzato esame il ddl n.1441 quater ,già approvato dalla Camera e di recente passato al Senato,che contiene anche norme sul reclutamento dei pubblici dipendenti e che potrebbe comportare tra l’altro sia l’aumento della durata di validità delle graduatorie  ,sia disposizioni  di  modifica  all’attuale orientamento maggioritario sopra esposto   relativo alla  mancanza dell’ obbligo per  le  pp.aa. di utilizzare le graduatorie di precedenti concorsi ancora efficaci per coprire posti   resisi successivamente disponibili,invece di bandire   nuove prove selettive con coseguente allungamento dei tempi  di assunzione  ed  ulteriori  costi per la collettività.

Pertanto ,si tratta di attendere l’approvazione del predetto ddl e  la pubblicazione  dello stesso  in Gazzetta Ufficiale.

PILLOLE DI… GIURISPRUDENZA

17/11/2008

Con riferimento agli   aspetti trattati ed ai  principi affermati,si segnalano  le seguenti decisioni:  

1) sentenza n.369 del  14.11.08   della Corte Costituzionale :  ha dichiarato illegittima    la    legge della Regione Lombardia nella parte relativa   all’esercizio dell’attività di bed & breakfast,a seguito di ricorso al TAR  presentato dalla proprietaria di un’unità immobiliare,che, interessata a svolgere la predetta attività, si è vista negare dal comune l’autorizzazione per la mancanza dell’autorizzazione condominiale,appunto   stabilita in materia      di attività ricettive dalla legge regionale lombarda n.12/97 all’art.16 bis.  La Corte Costituzionale  ha deciso che  la legge in questione viola parzialmente  la  Costituzione  prevedendo l’obbligo dell’approvazione dell’assemblea dei condomini per l’esercizio di attività non comportante mutamento di destinazione d’uso,posto che  in pratica l’integrazione della  disciplina del codice civile con un precetto estraneo determina un’ingerenza in materia di rapporti condominiali tra i privati, riservata alla legislazione esclusiva statale;

2) sentenza della Corte di Cassazione n.26376 del 3.11.08 : ha stabilito,  con riferimento all’art.5 della legge n.223/91, che la scelta dei lavoratori da porre in mobilità,anche nell’ipotesi che un settore  è soppresso o ridotto,deve avvenire tenendo conto delle esigenze tecnico produttive ed organizzative del complesso aziendale e non di un singolo settore o repato dell’impresa,salvo che la scelta  trova  valida giustificazione nelle ragioni alla base della decisione di ridurre il personale;

3) sentenza n.26973 dell11.11.08  della Corte di Cassazione a Sezioni Unite:ha negato il riconoscimento del così detto danno esistenziale in base  all’assunto che il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettibile di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate e denominate  ;

4) sentenza n. C-46/07 del 13.11.08 della Corte di Giustizia: chiamata a pronunciarsi sul quadro giuridico pensionistico applicato ai dipendenti pubblici italiani, per  cui l’età normale per il pensionamento di vecchiaia è di 60 anni per le donne e di 65 per gli uomini,la Corteha  sostenuto che mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia ad età diverse, a seconda che siano uomini o donne,la Repubblica è venuta meno agli obblighi di cui all’art.141 del Trattato Ce ,violando il principio di parità di retribuzione.

A PROPOSITO DEGLI ELEMENTI CHE CONCORRONO ALLA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE EX ART.16 LEGGE N.56/1987 IN ABRUZZO

13/11/2008

Si fornisce   riscontro alla richiesta di chiarimenti in ordine agli elementi che in Abruzzo concorrono a determinare  le graduatorie    da formare  per    gli avviamenti a selezione nelle pubbliche amministrazioni  di cui all’at.16 della legge n.56/87  con paricolare riferimento   : 

 1) alla diminuzione del punteggio conseguito   dai lavoratori residenti nel territorio di competenza del Centro   Impiego di un coefficiente del dieci per cento qualora il tasso ufficiale di disoccupazione nel suddetto territorio sia superiore di un terzo a quello medio nazionale ;

2) al mantenimento o meno della   diminuzione del  coefficiente del  10 per cento  nei confronti di  disoccupati   ,che,  trasferiscono l’iscrizione    nell’  elenco del collocamento, ma non la residenza essendo   già titolari della predetta . 

Preliminarmente si ritiene di evidenziare che in Abruzzo a tutt’oggi manca una  legge regionale  in materia di incontro tra domanda ed offerta di lavoro,che  invece risulta disciplinata dalla deliberazione della Giunta Regionale n.157 del 24.02.2006-BURA  n.17 del 17.03.06- ,il cui art.38 affida la formazione delle graduatorie per gli avviamenti presso le pubbliche amministrazioni ex art 16 legge n.56/87 agli elementi ed ai parametri indicati nella Tabella  A ,mentre il successivo  art.51 (disposizioni transitorie e finali ) prevede che “…continueranno a trovare applicazione le disposizioni   della previgente normativa per quanto attiene ai punteggi riguardanti l’anzianità dello stato di disoccupazione,al reddito personale annuale ed al carico di famiglia ,nonchè ai criteri di precedenza  nelle situazioni di parità di punteggio in graduatoria” .

Pertanto  tuttora, almeno transitoriamente,nel rispetto del richiamato art .51 della menzionata DGRA n.157/06  ,  si deve fare riferimento  per il punteggio di graduatoria ed  i citeri di precedenza  alla previgente normativa,vale a dire alle previsioni  de lla Tabella annessa al Decreto del   Presidente Consiglio deiMinistri    datato  27.12.1988,che tra l’altro riconosce    la diminuzione del coefficiente del 10 % sul punteggio conseguito dai disoccupati iscritti    presso il  Centro Impiego  e residenti nei comuni della       circoscrizione territoriale di competenza del medesimo  ,qualora  per lo stesso  si rinviene un tasso di disoccupazione superiore di un terzo a quello medio nazionale.

Il riscontro circa l’esistenza   di un più 33 per cento del tasso di disoccup azione richiesto dalla norma,sino al 2003 è avvenuto   utilizzando i  decreti che annualmente  disposti dal  Ministro del Lavoro   e pubblicati in Gazzetta Ufficiale, secondo la previsione   dell’art.8 comma 2 della legge 29.12.1990 ai  n.407  ai fini dell’attribuzione delle agevolazioni contributive  spettanti alle   assunzioni con i contratti di formazione e lavoro, ma che sono stati ritenuti validi  anche per l’applicazione di altre disposizioni di legge facenti riferimento  al medesimo criterio relativo al rapporto di iscrizione al collocamento inferiore o superiore a quello medio nazionale,compresa  la disciplina  dei criteri    sulla formazione delle graduatorie per gli avviamenti a selezione  nelle pubbliche amministrazione di cui si tratta .

Purtroppo,dopo il DM 14. 1.2003(G .U. n.27 del 3.2.03)  , contenente la determinazione per l’anno 2002 degli ammbiti circoscrizionali  che presentano un rapporto tra iscritti al collocamento e popolazione residente superiore alla media nazionale  , da quanto è dato  conoscere, è venuta meno  oggettivamente la possibilità di continuare a veder    emanati  ulteriormente i suddetti provvedimenti ministeriali,  in  ragione  del trasferimento alle Regioni    di funzioni e compiti del collocamento ed ancor di più per l’esercizio in concreto da parte delle stesse della  competenza   a  legiferare in materia di lavoro in concorrenza con lo  Stato .

 Per effetto del nuovo quadro normativo,si è assistito   alla sostituzione   della disciplina dell’art.16 legge n.56/87   con quella prevista dalle singole leggi regionali o quanto  meno all’introduzione a livello locale di principi e criteri differenziati rispetto a quelli del citato art .16,che  hanno comportato    inevitabili  riflessi sulle modalita’ di tenuta e statisticazione dei dati  sulla disoccupazione registrata   nelle  distinte realta’ territoriali,così che è venuta    meno   l’omogeneita’ dei dati stessi e quindi è stato compromessa la genuinità di un eventuale  riepilogo degli stessi a livello nazionale,che in precedenza costituiva il presupposto fondamentale    dei ricordati decreti ministeriali emanati  ai sensi della legge n.407/1990.

In tale situazione per quanto riguarda l’Abruzzo  ,in cui    si continua     a dover fare riferimento per la formazione delle graduatorie degli avviamenti a selezione presso le PPAA   alle disposizioni dell’art.16 legge n.56/87 e del DPCM del 27.12.1988,è diventato problematico e complicato applicare la diminuzione del coefficiente del   10% sul punteggio  ai   disoccupati  a causa dell’  indisponibilità     dei dati relativi    sia  ai disoccupati iscritti al collocamento  dei Centri Impiego su base nazionale ,  sia  alla popolazione residente  in tutti i  comuni di ciascuno  degli stessi ,che  in precedenza e per qualche tempo i   citati decreti ministeriali adottati per la legge n.407/1990  hanno regoralmente certificato.

 A qualcuno che in merito potrebbe  suggerire di  fare riferimento ai dati dell’Istat, si ritiene confacente     obiettare che quelli      disponibili  circa i   tassi di disoccupazione e la popolazione residente sono solo di livello nazionale e regionale, mentre mancano quelli di ambito   circoscrizionale corrispondenti al territorio di competenza dei singoli Centri Impiego,così come stabilito dalle norme di riferimento sull’argomento   esaminato .

Pertanto , in  una siffatta situazione,laddove non si    propenda    di   considerare la disposizione della diminuzione del 10% del punteggio di graduatoria  ormai  di fatto superata ed impraticabile  per    mancanza  degli elementi che sono richiesti in modo    determinante ed indispensabile  dalla stessa   normativa di riferimento,il solo modo per cercare di rispettare la disposizione in parola sarebbe quello di riportarsi ai dati registrati  sui tassi di disoccupazione del  territorio circoscrizionale e nazionale pubblicati  nell’ultimo decreto emanato dal Ministro del Lavoro  in base all’art.8 comma 2 della legge n.407,pur formulando riserva   sulla legittimità ed opportunità   di questa scelta, dovendosi evidenziare  soprattutto la circostanza che i dati a cui si farebbe riferimento , in quanto  abbastanza remoti , non possono non risultare  caratterizzati   da variazioni qualitative e quantitative  nel frattempo  intervenute.

 Questo, a meno che, attivando  la collaborazione operativa tra Centri Impiego ,  Comuni e Province,la  Regione con l’apporto tecnico dell’ Ente ausiliario Abruzzo Lavoro non provvede  alla raccolta e pubblicazione con cadenza almeno annuale  dei dati necessari sulla popolazione attiva residente e  sul tasso di disoccupazione  degli ambiti circoscrizionali corrispondenti ai territori delle strutture dell’impiego   da utilizzare  per l’applicazione   del coefficiente di diminuzioni  del 10 %  in questione.

 Si conclude la presente esposizione  dando risposta  negativa  sulla richiesta  relativa all’aspetto di cui  al sopra riportato   n.2),sia trovando conforto in  conformi istruzioni a suo tempo  rimesse  sull’argomento dal Ministero   del Lavoro alle proprie strutture territoriali , sia richiamando   il  testo della normativa da applicare ,che appunto riconosce la diminuzione del 10 %  sul  punteggio attribuito  soltanto ai lavoratori residenti e non già a quanti spostano l’iscrizione al collocamento   conservando l’originaria residenza .

NUOVA CIRCOLARE DEL MINISTERO DEL LAVORO SULLA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’IMPRENDITORIALI PER LAVORO NERO

13/11/2008

Riportandosi al contenuto della direttiva del 18 settembre scorso sulle attività ispettive e riprendendo alcune indicazioni operative già fornite per assicurare l’ uniforme orientamento del personale in sede di vigilanza,la DGAI del Ministero del Lavoro ha ritenuto confacente dare con la circolare n.30 del 12 scorso specifiche precisazioni in materia di provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali  in conseguenza dell’accertamento di lavoro nero , disciplinato dall’art.14 del dec.leg.vo n.81/08,i cui aspetti significativi e rilevanti si  riportano di seguito. 

 Il primo importante chiarimento concerne la nozione di “micro impresa”,che le direttive ministeriali,pur essendo contenuta nelle norme comunitarie , tenendo conto degli  scopi perseguiti e  dell’esigenza  di adottare  il provvedimento di sospensione in tempo  reale, propongono  deve individuarsi come una realtà organizzativa minima composta da un solo dipendente.

Ricorrendo tale circostanza gli ispettori del lavoro si limiteranno ad applicare le sanzioni di legge,fatta salva   l’adozione della sospensione per casi di lavo ratori impegnati in  attività perticolarmente rischiose,come ad esempio quelle edili ovvero altre comportanti rischi specifici,senza trascurare peraltro di emanare specifica “disposizione”  con cui  assegnano un termine per la  regolar izzazione del lavoratore in nero  e per  effettuare nei riguardi dello stesso l’eventuale sorveglianza sanitaria stabilita dalla legge.

In secondo luogo la circolare in commento si sofferma sulla decorrenza del provvedimento di sospensione e,confermando che l’efficacia dello stesso decorre dalle ore 12,00 del giorno successivo,precisa che:

-l’adozione della sospensione deve avvenire comunque in  sede diconclusione della prima verifica ispettiva ,ma,salvo casi di pericolo imminente o grave rischio per la salute dei lavoratori o di terzi,   gli  effetti della stessa vengono differiti;

-in  detto periodo di differimento l’ispettore potrà compiere una più attenta valutazione circa l’esistenza effettiva dei presuppostidella sospensione, a cominciare da eventuali anomalie del sistema UNILAV e dall’assenza di documentazione per le attività mobili ,dovendo tener   conto che l’esibizione delle comunicazioni di assunzione(antecedenti rispetto al primo accesso ispettivo)deve avvenire entro le ore 12,00 del giorno successivo,senza possibilità di differimento,anche   nell’ipotesi di    documentazione  tenuta dai    soggetti abilitati di  cui all’art 40 del dl n.112/08 ;

– in caso  di scadenza delle ore 12,00 del giorno successivo in giornata di chiusura dell’Ufficio o festiva,si applica la proroga al primo  giorno lavorativo utile;

-la verifica della documentazione relativa alla corretta instaurazione dei rtapporti di lavoro può   essere fatta anche da parte di funzionario della DPL  diverso dall’autore del provvedimento di sospensione ;

-il lavoratore dichiarato in nero durante il differimento alle ore 12,00 del giorno successivo della  sospensione  potrà riprendere a prestare attivita’  soltanto dopo essere stato regolarizzato,mentre dovra’  essere sottoposto   agli accertamenti sanitari  il  personale per cui ricorre l’obbligo di sorveglianza sanitaria.

 In  conclusione la circolare   ricorda  che occorre adottare  in sede di autotutela il provvedimento di   annullamento della  sospensione  nel caso in cui,attraverso  la documentazione esibita in un momento successivo,  risulta comprovata la regolarità dei   rapporti di lavoro contestata   in occasione   del primo accesso ispettivo.

PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE LA DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO SULLE ATTIVITA’ ISPETTIVE .

13/11/2008

Sulla Gazzetta Ufficiale n.265 del 12.11.08 risulta pubblicato il testo integrale della direttiva che il 18 settembre scorso il Ministro del Lavoro ha emanato sulle attivita di vigilanza del  personale delle strutture territoriali.

Per le valutazioni e considerazioni in merito al contenuto del provvedimento si  richiama quanto pubblicato su questo blog in data 21.9.08 .

I RIFLESSI DELLA CRISI FINANZIARIA SUL SISTEMA PRODUTTIVO

12/11/2008

Il sistema produttivo nazionale appare ormai investito in pieno dalle  difficoltà ed incertezze derivanti dalla recente e perdurante crisi finaziaria,come risulta attestato dai dati relativi ai singoli settori econo  mici.

 Per quanto riguarda l’industria,l’Istat registra e segnala che l’indice di produzione a settembre è sceso del 5,7 % annuo e del 2,1 % mensile,venendo cosi’ sancito,trattandosi della quinta caduta produttiva consecutiva,il cattivo stato de ll’industria italiana,che ora si trovba a fare i conti con la  stretta creditizia.

All’andamento negativo sono interessati tutti i settori:dalle macchine agli apparecchi meccanici,dalla moda,ai mezzi di trasporto ed all’industria alimentare risentono pesantemente  della negativa congiunturaed invocanio appropriati ed urgenti interventi da parte delle Autorità competenti per scongiurare rischi di ulteriore apopesantimento delle difficoltà.

Particolarmente pesante appare la condizione del comparto metalmeccanico,che registra un trend recessivo per il calo della domanda,come comprova il meno tre per cento registrato nella produzione.

   In ordine all’agricoltura , i dati recenti segnalano che per il momento la  stabilità della produzione    ,  una leggera contrazione nelle unità di lavoro agricole e la preoccupazione  manuifestata dalle associazioni dei produttori per la crescita dei costi con rincari record per concimi,mangimi   e prodotti energetici.

Infine in merito ai servizi  si evidenzia la presenza di un significativo   allarme per il fondato   rischio di perdita  di migliaia di posti di lavoro  nel settore finanziario,con tagli sicuri e consistenti soprattutto nell’investment banking e nel trading, il che comporterà  la riduzione delle entrate   tributarie   e la crescita della pressione sui mercati immobiliari.   La crisi  molto preoccupante   fa temere ridimensionamenti della forza lavoro sino al 30 %.

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PILLOLE DI …GIURISPRUDENZA

12/11/2008

Di seguito si riassumono alcune decisioni degli organi di giustizia competenti in materia di lavoro e non ,che si ritiene essere   di  rilevante interesse generale

La prima sentenza,recante il numero 13992 del 28 maggio 2008 ,risulta pronunciata dai giudici della Prima  Sezione  della Corte di Cassazione e potrebbecomportare  difficoltà finanziaria alle pubbliche amministrazioni,poichè sostiene che le spese  per le visite di controllo sulle malattie dei pubblici dipendenti disposte dalle  AA SS LL su richiesta dell’amministrazione di appartenenza del lavoratore ,in assenza di un accordo in sede  di Conferenza Stato Regioni,devono essere a carico delle  PP AA interessate e non del Servizio Sanitario Nazionale, nei confronti del quale la legge porrebbe soltanto l’incombenza di  assicurare l’esecuzione delle visite di controllo commissionate. 

La seconda sentenza( n.33760 del 3.9.08)   proviene dalla Terza Sezione in sede penale della Corte di Cassazione e si  riferisce  al  caso d’infortunio capitato ad uno studente di scuola pubblica nel corso di un’assemblea di classe tenuta nel laboratorio di chimica, a cui patecipava  a titolo personale e volontario un docente,  che si è visto contestare  di aver omesso di vigilare durante la predetta assemblea con  condanna al pagamento di un’ammenda ed il beneficio della non menzione.

Il ricorso presentato dal docente  avverso la suddetta condanna,respinto  dalla Corte d’Appello, è stato accolto dalla Cassazione con l’ afferma zione sia che in capo all’imputato  non sussisteva un dovere,imposto dalla  legge e riconducibile alle sue funzioni didattiche,di partecipare all ‘ assemblea, sia che il giudice di merito aveva omesso di verificare se l’obbligo di vigilanza, invece ,discendesse al docente,sotto il profilo della tutela antinfortunistica,da disposizioni impartite in via generale   o specifica dal dirigente dell’istituto.

La terza sentenza ,pronunciata dalla Corte di Cassazione e recante il n.24553/08,riguarda il caso  di un automobilista  multato per eccesso di velocità registrato dall’autovelox ,per cui il giudice di legittimità  ha stabilito che l’effettivo conducente che si presenta ad un ufficio  di polizia dichiarandosi responsabile per un’infrazione grave al limite di velocità incorre anche nella sospensione della patente,senza che per questo occore la spedizione di un ulteriore verbale a suo carico,essendo equiparabile   la dichiarazione di responsabilità formalizzata dagli agenti ad una notifica regolare della multa stradale.

La quarta sentenza  , emessa dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione ,registrata  con il n.26542 e pubblicata il 5 scorso,s’interessa di notifiche fiscali, stabilendo ,in riferimento ai principi dettati dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 360 del 2003,che le notifiche eseguite nella vecchia dimora non sono valide dal giorno stesso del trasferimento della residenza.

La quinta sentenza proviene dalla Corte di Cassazione  ( n.26590/08 ) ed affronta il caso del danno morale a seguito di licenziamento,stabilendo che anche nell’ipotesi di licenziamento illegittimo non spetta il risarcimento dei danni morali ,allorchè  il provvedimento non  ha avuto una pubblicità impropria ovvero si è avuta una pubblicità sullo stesso limitata allo stretto necessario.

L’ultima sentenza,pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio recante il numero 134/10/ 08,prevede, in conformità alla giurisprudenza della Cassazione,che in tema di dichiarazione congiunta,il coniuge superstite  è tenuto al pagamento dei debiti fiscali del defunto marito,anche se ha rinunciato all’eredità ,trattandosi nella fattispecie di un vero e proprio debito di natura personale.

A PROPOSITO DEL NUOVO DECRETO FLUSSI PER INGRESSI LAVORATORI STRANIERI

12/11/2008

 Di recente si è svolta una riunione tra i rappresentanti dei Ministeri interessati al nuovo decreto sulle

 quote d’ingresso in Italia  degli stranieri per precisare  le  modalità applicative dello stesso.

In base alle valutazioni effettuate ed alle determinazioni assunte,dovrebbero trovare applicazione i seguenti criteri operativi per l’utilizzazione del contingente di quote che verrà stabilito:

-in graduatoria saranno inserite le richieste  di autorizzazione già presentate,ma che per carente disponibilita’ nel decreto dell’anno scorso non sono state definite;

-almeno inizialmente non verranno consentite nuove istanze di nulla osta ;

-saranno attivati maggiori controlli nei confronti della domande di autorizzazione provenienti da datori di lavoro stranieri;

-pa rticolare attenzione e preferenza verrà accordata alle richieste  di assunzione relative al personale domestico e badanti.

 Nel corso   della predetta riunione è emerso altrersì che ,a fronte di 170 mila quote disponibili nel   precente decreto flussi ,risultano presentate circa 729  mila  domande,per le quali le graduatorie definitive hanno registrato ostacoli e ritardi per  molteplici motivi,tra cui:

– le numerose rinunce e mancate conclusioni del contratto per volontà o impedimento degli stranieri presenti in Italia  a rientrare nel Paese d’origine,come stabilito dalle norme;

-la presenza in  un numero rilevante di domande di errori nelle generalità dei lavoratori stranieri;

-i blocchi tecnici del sistema informatico utilizzato per  la presentazione delle domande  e la definizione delle stesse,soprattutto con riferimento agli invii cumulativi delle istanze di nulla osta ;

– i  moltissimi ricorsi per contestazioni sulle domande respinte per mancanza del requisito del reddito del datore di lavoro non domestico,che  è rimessa alla discrezionalità dello Sportello Unico valutare in mancanza di specifici parametri nelle  norme,che invece li prevedono per il lavoro domestico.

Si conclude restando in attesa del nuovo decreto flussi,che ormai risulta di prossima emanazione.