Archive for ottobre 2008

ELENCO REGOLAMENTAZIONI COLLETTIVE CONTENENTI ACCORDO PER ALLUNGAMENTO OLTRE 36 MESI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO-Aggiornamento ad ottobre 2008

23/10/2008

Premesso che l’art.5 comma 4 del Decreto Legislativo 368/01,  modificato

ed integrato dalla legge 247/07, consente in materia di rapporto   a  

tempo determinato un ‘ ulteriore ultima proroga rispetto al limite dei 36,

  a condizione che la suddetta  sia attuata dal lavoratore interessato      

    presso la DPL territorialmente competente con l’assistenza

  del rappresentante sindacale, a cui  risulta iscritto o conferisce

mandato, rinviando alla contrattazione collettiva e ad avvisi comuni tra le

organizzazioni nazionali comparativamente più rappresentative di stabilire 

il limite massimo di durata di tale proroga ulteriore,   si riportano le

regolamentazioni collettive che al momento hanno provveduto in merito, in

base allo stato delle   conoscenze in possesso:

Regolamentazione collettiva di                              Durata Proroga

  riferimento                                                                                           

 

     Accordo del 23.9.08 tra  CGAI ,Confederazione         fino  ad un massimo di 12 mesi

 CCDD ,CIA  ,FLAI CISL;UIL UILA

Rinnovo contratto collettivo industria metalmeccanica del 10.01.2008

8 mesi

 

Accordo rinnovo CCNNLL addetti

piccola e media industria

metalmeccanica (Confapi) dal

25.01.2008

8 mesi

 

Accordo Industria alimentare del

17.03.08

12 mesi

Avviso Comune Confindustria –

CGIL – CISL – UIL del 10.04.2008

8 mesi *

 

Avviso Comune – CNA –

Confartigianato – Casartigiani/CGILCISL-

UIL del 24 .4.2008

8 mesi *

 

Avviso Comune – Settore Turismo

Federalberghi,

Fipe,Fiavet,Faita,Federreti/Filcams

CGIL,Fisascat CISL e Uiltucs UIL del

12.06.2008

 

Non superiore a 8 mesi

elevabile a 12 mesi

mediante contrattazione

integrativa aziendale e/o

territoriale

 

Rinnovo accordo del 24/05/04 tra

Associazioni cooperative e Fillea

CGIL – Filca CISL – Feneal UIL del

24/06/08 per i lavoratori

cooperative produzione e lavoro

dell’edilizia ed attività affini.

 

 

Massimo 8 mesi nel

rispetto dell’Avviso

comune del 10/04/08

 

Rinnovo CCNL del 27/5/2004 tra

Confederazione Generale Agricoltura

Italiana, Confederazione Nazionale

Coldiretti – CIA – Confederdia –

FLAICGIL – FAI CISL – UILA-UIL del

4.6.2008 per i quadri e per gli

impiegati in agricoltura

 

Fino ad un massimo di 12

mesi

 

 ° Accordo del 25.7.08 tra Associazioni artigiane e OO SS di categoria Cgil- Cisl- U il per rinnovo Ccnl dell’1.102004 per addetti  piccole e medie imprese artigiane edilizia

  Fino ad un massimo di 8 mesi

 Accordo del 31.7.2008 tra Assoambiente  FP cgil           -FIT cisl -UIL Trasporti -FIADEL per il  rinnovo ccnl del 30.4.03   ccnl    settore  Nettezza Urbana

 

 

 Fino  ad un massimo   di 8 mesi

               

 

 

 

 

    Accordo del 25.9 08 tra cgia,fed. cc. dd.   al massimo 12 mesi             

 per dipendenti imprese manutenzione ver

 de

*Salvo maggiori durate eventualmente disposte dai Contratti Collettivi.

 

 

SULLA FORMAZIONE NELL’APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE

23/10/2008

Di seguito si riportano  alcune   indicazioni di orientamento, a riscontro di corrispondente richiesta ,sul modo d’intendere ed attuare la   previsione” di almeno 120 ore per anno” contenuta nell’art.49 comma 5 lett,a)  del decreto legislativo n.276/03 per l’apprendistato  professionalizzante.

Al riguardo preliminarmene appare confacente evidenziare che il comma 5 bis del citato art 49 , in mancanza della legge regionale in materia, affida alla contrattazione colletiva stipulata dai rappresentanti delle associazioni dei  datori di lavoro   e  delle  organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale la disciplina dell’apprendistato professionalizzante ,il che consente di    constatare  : 1)    da un lato che il ccnl applicato al  settore  specificato  nella    richiesta di chiarimenti,pur disciplinando l’istituto in parola,si limita a confermare , rispetto alla questione in esame,la previsione di un monte di120 ore di formazione per anno; 2)    dall’altro che in Abruzzo manca la legge regionale sull’apprendistato.

Pertanto ,per  dare soluzione  a quanto rappresentato ,occorre riportarsi ad eventuale/i altra/e fonte/i a disposizione   degli operatori  ,compresi quelli istituzionali.

Una prima indicazione in proposito si può cogliere in quanto riportato nell’art.16 comma 2 della legge 24.6.97 ,n.196 ( le cui disposizioni non risultano tra quelle abrogate   dall’art.85 del d.l.vo n.276/03) ,che    quantifica l’impegno formativo dell’apprendista in 120 ore annue “medie” .

In secondo luogo,  è da ricordare  che nell’  attesa  della legge regionale in Abruzzo , l’apprendistato professionale , così come consentito  e confermato dalle   circolari  del Ministero del Lavoro n. 40/04 e n.30/05,ha trovato la propria disciplina( integrativa  della legge statale)  in apposite deliberazioni della Giunta Regionale  ,tra cui   quelle     contrassegnate dai   numeri 91 del 15 .2.05 e 791 dell ‘8.805, contenenti disposizioni  che  sull’argomento trattato sono  in linea con le previsioni della  citata legge n.196/97.  Infatti,sia   nell’Accordo Quadro    allegato  al primo provvedimento ( art .3 lett.d ), sia nella seconda deliberazione  si stabilisce che:”…le 120 ore di formazione formale (   tanto   di base che   per le competenze tecniche professionali  )     per ogni anno di durata del rapporto di apprendistato  sono da determinarsi come media,con un minimo inderogabile da realizzare per ciascun anno di almeno 80 ore “.

 Se si riconduce la situazione illustrata nella richiesta di chiarimenti   alle coincidenti   previsioni  della         legge n.196/97 e   delle deliberazioni    della Giunta Regione Abruzzo    ,     emerge che la    fattispecie rappresentata registra uno scostamento  di  otto ore rispetto al minimo di ottanta ore per ciascun anno  con cui  in Abruzzo  si deve perseguire  la media di  120  ore di formazione formale per l’apprendistato professionalizzante,che  di per sè appare tale   da escludere oggettivamente che il datore di lavoro interessato debba incapparfe nella severa  previsione sanzionatoria di cui all’art.53 comma3 del dec.leg.vo n.276/03, in cui    è richiesto invece   che intervenga  un  inadempimento all’obbligo formativo imputabile esclusivamente al datore di lavoro con connesso    impedimento al raggiungimento della qualifica da parte  dell’  apprendista,mentre non si può trasurare di tener conto che  nei confronti  di detto raggiungimento,come è risaputo , non di rado  interferiscono   cause  ed eventi   di tipo  soggettivo (es :malattia  , infortunio  , maternità ) e/o oggettivo (es : esigenze organizzative dell’Ente formativo delegato ,ritardi nell’approvazione del piano regionale di formazione )  che impediscono o almeno condizionano il datore di lavoro interessato alla programmata      realizzazione delle attivita’ formative,che  spesso si trova ad operare in maniera incerta ed indefinita soprattutto rispetto ai tempi di organizzazione ed attivazione dei corsi professionali da parte dei Centri di Formazione,che ,ad esempio, devono attendere per  l’  avvio degli stessi la disponibilità   di un numero minimo di frequentanti .

Sul punto sembra confacente conclusivamente rinviare alla lettura  degli indirizzi forniti dal Ministero del Lavoro al n.6   della    circolare n.40/04  ,posto che  i medesimi   fanno discendere l’intervento  sanzionatorio di cui sopra   dal riscontro  del  concorso effettivo e decisivo di  vari elementi   e circostanze,che   in definitiva  provano  ” una grave inadempienza del datore di lavoro nell’obbligo formativo” , mentre per il testo integrale della documentazione regionale in precedenza  citata s’invita a consultare il sito http://www. Regione Abruzzo -Home Page Portale , voci  ” Formazione ” e ” Deliberazioni Giunta anno 2005 ” .

LE NOVITA’ LEGISLATIVE IN MATERIA DI LAVORO ALL’ESAME DEL PARLAMENTO

21/10/2008

Proseguono le votazioni  in Parlamento sul DDL n.1441-quater, contenente le seguenti  rilevanti novità in materia di lavoro :

-delega al Governo per la revisione della disciplina in tema  di lavori usuranti,al fine di concedere ai dipendenti  impegnati negli stessi, che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2008 , la possibilita’ di coseguire ,su domanda  , la pensione anticipata con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori  ;

-delega al Governo per la riorganizzazione di enti vigilati dal Ministero del Lavoro,della Salute e delle Politiche  Sociali ( Istituto Superiore Sanità,Ispel,Istituti Zooprofilattici Sperimentali  ,Croce Rossa Italiana,Lega Italiana Lotta Tumori,ecc)  e di Italia Lavoro,IstitutoSviluppo   Formazione Professionale Lavoratori e Istituto Affari Sociali,nonchè previsione di riordino degli organi collegiali  e degli altri organismi istituiti con  legge o regalamento  nell’amministrazione centrale della salute ;

-sostituzione del testo dei commi 3, 4 e 5   dell’art.3 del dec.legge n.12/2002 convertito in legge n .3/2002  sulla c.d.maxi sanzione per lavoro   nero conseguente all’impiego di lavoratori senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lav oro privato,con la  sola esclusione di quello di lavoro domestico ,nonchè della parola “constatate” con la parola “commesse ” al comma 7 bis dell’art.36 bis della legge n. 248/2006;

–  sostituzione di alcuni commi  dell’art.35 del dec.legislativo  n.165/2001 relativo alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, con la previsione che l’individuazione dei posti per cui avviare le procedure concorsuali dall’esterno  e di progressione interna  nella programmazione dei fabbisogni triennale faccia  riferimento alle sedi di servizio ovvero ad ambiti regionali ;

– introduzione di  norme  specifiche e vincolanti in materia di mobilità del personale delle PP AA,compresa la previsione di considerare in posizione di esubero ai  sensi dell’art.33 dec.leg.vo n.165/01 il dipendente che oppone un reiterato rifiuto,pari a due volte in cinque anni, allo   spostamento in relazione  all’ assegnazione di funzioni e compiti statali alle regioni ed alle autonomie locali determinato  da esigenze  di organizzazione dell’amministrazione;

–  indicazione che    i dipendenti pubblici   possono  ottenere   l’appettativa per un massimo di 12 mesi senza assegni e decorrenza dell’anzianità di servizio  anche per avviare attività professionali e imprenditoriali   nel rispetto delle esigenze organizzative dell’Amministrazione ;

–   disciplina  del nuovo obbligo dell’invio on   line  all’Inps da parte dei medici dei certificati di malattia per i  dipendenti pubblici e privati,a far data dal 1° gennaio 2009 ;

– previsione che per la loro validità le procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari pubblici devono  venire perfezionate entro la  fine di giugno  2009,mentre dal 1° luglio successivo opereranno nuove norme per le collaborazioni esterne.La nuova disciplina vale anche per i contratti già prorogati,per i quali,se manca una data di scadenza,il relativo termine   resta fissato al 30.6.09;

– prospettazione di nuove regole per il reclutamento dei pubblici dipendenti,tra cui la validità per quattro anni delle graduotorie,mentre per la territorializzazione  dei concorsi risulta stabilito che la possibilità di riconoscere titolo preferenziale alla residenza   nelle regioni in cui i i posti sono banditi è subordinata al fatto che il luogo di residenza appare strumentale all’assolvimento dei servizi;

– predisposizione di  norme che mirano ad  imporre  vincoli al controllo giudiziale sulle controversie di lavoro ,prevedendo che il controllo del giudice può avvenire soltanto con riferimento al presupposto di legittimità,restando escluso l’apprezzamento nel merito delle   valutazioni tecniche,organizzative e produttive che competono al datore di lavoro e al committente . Inoltre,si stabilisce  la possibilità di fissare già in sede di assunzione nel contratto di lavoro le cause di risoluzione per  recedere liberamente   dallo stesso;

–  introduzione di modifiche sulla disciplina della conciliazione e dell’arbitrato ,che assumono il carattere della facoltà e dell’unicità per tutti i rapporti di lavoro privati e pubblici ,sottolineando che in via di principio  il tentativo di cociliazione andra’ attivato presso la commissione di conciliazione della dpl,altrimenti sarà esperibile in sede sindacale ovvero presso le commissioni di certificazione dei contratti di lavoro ;

– sostituzione del  testo del comma dell’ art.6 della legge n.604/1966 sulla decadenza dell’impugnazione del  licenziamento  ;

–  prospettazione  che, a decorrerte dalla data di entrata in vigore del decreto legge n.112/08,limitatamente alle assenze per malattia di cui al comma 1 dell’art.71 del predetto provvedimento riguardanti il personale del comparto sicurezza e difesa  ,nonchè quello del Corpo dei Vigili dl Fuoco,gli emolumenti di carattere continuativo correlati alla specifica di stato e d ‘ impiego di tale personale siano  equiparati al trattamento economico  fondamentale.

PROCEDURE PER ACCERTAMENTI SANITARI SU TOSSICODIPENDENZE ED USO SOSTANZE STUPEFACENTI E PSICOTROPE

19/10/2008

Sulla  Gazzetta Ufficiale n.236 dell’8 scorso risulta pubblicato  il Provvedimento datato 18 settembre 2008 di ratifica dell’Accordo intervenuto  nella Conferenza Permanente per i Rapporti tra Stato ,Regioni e Province Autonome  in merito  alle procedure  per  gli accertamenti sanitari  ,ai sensi dell’art. 41 comma 4 del dec.Leg.vo n.81/08, in materia  di accertameto dell’assenza di tossicodipendeza ovvero di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni comportanti rischi per la sicurezza,l’incolumità e la salute di terzi.

Il provvedimento in questione fa riferimento e seguito al precedente Accordo  tra i medesimi soggetti istituzionali    del 30 settembre 2007,entrato in vigore dal 30 novembre successivo,circa l’ obbligo di controlli annuali antidroga  per conducenti di autobus,taxi,veicoli a noleggio,trasportatori in genere,addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci,piloti,controllori di volo e personale   navigante,che possono continuare l’attività soltanto se risultati estranei all’uso di sostanze stupefacenti.

Spetta al datore di lavoro con costi a proprio carico, tramite il medico competente, disporre l’effettuazione  degli   accertamenti sanitari  per le verifiche  di cui si tratta.

In caso di esito positivo al  test ,il lavoratore viene giudicato temporaneamente inidoneo alle mansioni e sospeso  dalle attività a rischio,sino a quando ,a seguito di nuovi accertamenti  da realizzare ad iniziativa  del medico competente ed il coinvolgimento del SERT dell’ASL,non viene dichiarato “pulito”.

Sono previste sanzioni a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore inadempiente al riguardo.

ANCORA SULLA DISCIPLINA DELL’ ORARIO DI LAVORO NEL PART TIME

17/10/2008

Si torna sull’argomento,poichè, a seguito di quanto esposto  in merito su questo Blog il 15   scorso,  è pervenuto il seguente commento :”Quindi  stanti le  considerazioni suesposte e quanto stabilito dall’art.4 del D.Leg.vo n.66/03 sulla durata massima dell’orario di lavoro, si pò affermare che un lavoratore che abbia sottoscritto due contratti di lavoro part time,per esempio  ciascuno di 24 ore settimanali, effettuando stabilmente un orario di 48 ore medie,rientri nei limiti imposti dalla legge,non superando mai le 13 ore di lavoro giornaliere,le 48 ore settimanali ed effettuando un riposo di 11 ore tra una giornata di lavoro e l’altra ? “.

In proposito, posto che   all’espressione  presente nella nota del Ministero del Lavoro n.25/0004581 del  10.10.2006 ( richiamata  nella precedente trattazione )   ,  non appare possibile  attribuire    un significato diverso da quello letterale   ,    si dà   risposta affermativa , constatando che in detta  nota     si legge testualmente :”…nelle ipotesi di cumulo di più rapporti di lavoro a tempo parziale  con più datori di lavoro,resta fermo l’obbligo del rispetto dei limiti di orario di lavoro“,che sono fissati  dal  decreto legislativo n.66/03    rispettivamente  in 40  ore settimanali per l’orario normale  ed in 48 ore  per la durata massima  dell’orario di lavoro  , compresi gli straordinari , nell’arco di 4 ,6 o 12 mesi per ogni periodo di sette giorni in media. 

Pertanto,evidenziato che il cumulo degli orari dei due part time non manca di riversarsi     immancabilmente sul diritto ai   riposi  obbligatori    , sembra il caso di evidenziare che rispetto alla   fattispecie rappresentata ,in quanto  conforme alla disciplina legale sull’orario di lavoro e sui riposi,  non   trovano applicazione     le sanzioni di cui all’art.18 bis del dec. leg.vo n.66/03, come modificato ed integrato dalla legge n.133/08    ,a condizione che i riposi spettanti siano   conformemente  usufruiti  dal prestatore interessato , tenendosi conto  pure delle  indicazioni fornite  dal Ministero del Lavoro con la circolare n.8/05 che afferma il      diritto  del lavoratore   ai   riposi   anche qualora sia titolare di più rapporti di lavoro compatibili ,non sussistendo al riguardo alcun divieto .

Per quanto pleonastico, si aggiunge conclusivamente  che è da  escludere l’eventualità  che  rispetto alla fattispecie esaminata siano contestabili    eventuali          responsabilità contrattuali  a carico dei datori  di lavoro titolari   dei    due rapporti part time, con riferimento  alle   prestazioni rese per sommatoria del tempo di lavoro stabilito nei contratti  oltre la quarantesima  ora dallo stesso  prestatore,  con la conseguente possibilità  che siano    qualificate    come     lavoro supplementare o straordinario.   Infatti, è da tener presete  che    si tratta di situazione  mancante dei   presupposti  e delle   condizioni di cui alla disciplina legislativa  relativa alle predette tipologie , costituita dagli  articoli 1,comma 2 lett,e),e 3, commi 1-4, dec.leg.vo n.61/2000 per il primo e dagli articoli 1,comma 2 lett.c), e 5 dec.leg,vo n.66/03 per il secondo .

AUTORIZZAZIONI CICAS AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

16/10/2008

 Di seguito, si elencano gli interventi che   nella     riunione del 14 scorso,il  Comitato Intervento Crisi Aziendali e di Settore-CICAS,  ha autorizzato    per gli ammortizzatori sociali in deroga , così come previsti     dalla normativa legislativa statale con l’assegnazione alla  Regione Abruzzo di  corrispondenti    risorse finanziarie disposte   dai  DD. II. nn.  37399/2005, 39732/2006, 40975/2007  e  43297/2008 ,che  si confida continuino ad essere disponibili,poichè  le stesse appaiono funzionali alle esigenze delle imprese non rientranti nella disciplina degli  ordinari ammortizzatori sociali ,in quanto sono di ausilio  a contrastare  le   incertezze e difficoltà   del sistema produttivo :

,1)per i lavoratori licenziati nel periodo 31.10.2008-31.01.2009 da  imprese industriali fino a 15 dipendenti ed artigiane ubicate in Abruzzo ed  appartenenti ai settori tessile ,abbigliamento ,calzature,elettronica e telecomunicazioni,metalmeccanica ,legno,gomma e plastica  :78 settimane d’indennità  di mobilità in deroga aggiuntive e successive al trattamento di disoccupazione ordinaria agli stessi spettante,prescindendo dall’esistenza o meno degli accordi di  consultazione sindacale sulla mobilità;

2) per i lavoratori licenziati da imprese con più di 15 dipendenti,ubicate in Abruzzo ed appartenenti  ai settori di cui al n.1) per i quali nel periodo 31.10.08-31.01.09 risulta scadere l’indennità  di mobilità  ai sensi della legge n.223/91 :   26 settimane d’ indennità di mobilità in deroga;

 3) per i lavoratori provenienti da aziende appartenenti a settori produttivi diversi da quelli indicati al n.1) ed utilizzati presso Enti pubblici in L S U, a norma del dec.leg,vo n.468/97,per i quali nel periodo 31.10.08-31.01.09 cessa  il trattamento  di  mobilità  della legge n.223/91: 52 settimane d ‘ indennità in deroga,così da consentire l’ulteriore impiego  degli stessi a domanda  nelle predette attività;

4) per i lavoratori licenziati nel periodo 31.10.08-31.01.09 dagli Organismi Formativi considerati dall’art.1 della legge regionale n.19 del 19.11.2003: 52 settimane d’indennità di mobilità in deroga ,con l’impegno a valutare di anno in anno, in  relazione all’attuale disciplina contenuta nella normativa nazionale e di quella che sarà emanata,la possibilità di autorizzare ulteriori proproghe in base alle risorse assegnate e disponibili in ciascun anno successivo;

5) per i lavoratori degli Organismi Formativi che siano ancora sospesi o lavoranti ad orario ridotto per carenza di attivià,già beneficiari dello stesso tratamento previdenziale autorizzato nelle riunione del CICAS del  11. 12.06   ,16.2.07,24.9.07,16 .1. 08 e 20.6.08 .un’ultima proroga di 26 settimane  di cigs in deroga, in via del tutto eccezionale ,restando precisata l’esclusione dalla presente proroga   per  i dipendenti destinatari degli interventi di cui alla D G R n.1233 del 29.11.07 relativa all’incentivazione  all’esodo ;

6) per n.13 lavoratori del  bacino storico LSU,già inseriti nel programma PARI 2005 per  cui il sussidio speciale concesso da detto programma è venuto a scadenza a far data dal 1.10.2007 ,nonche’ per i lavoratori  considerati   dal verbale d’accordo della Provincia di Teramo  del 19.6.08: proroga sino al 30.6.2009 dell’indennità di mobilità in deroga,onde consentire l’attivazione del piano operativo della Provincia di Teramo   per la stabilizzazione  definitiva degli stessi;

 7) per i lavoratori licenziati da imprese  dell’indotto     del polo chimico di Bussi sul Tirino elencate nel   n.9 del verbale di riunione Cicas del 16.1.08: estensione dei benefici della mobilità in deroga precisati al punto 2 del verbale di riunione Cicas del  5.08.08;

 8)per i lavoratori sospesi ovvero lavoranti ad orario ridotto a causa di persistente carenza di attività nel servizio  di ristorazione appaltato alle imprese di appartenenza    dalle Aziende committenti    di rispettivo riferimento operanti a L’Aquila e Chieti nel settori della formazione e della sanità privata:26 settimane di cigs in deroga,restando precisato che le complessive    53 unità  beneficiarie del predetto trattamento previdenziale autorizzato sono così ripartite: n.22  sono dipendenti della spa ONAMA,n.24  della A.G.R.I. srl e n.7  della  AGRI srl.

Prima delle determinazioni sopra riportate,    il  Cicas ha  preso atto dell’impossibilità giuridica,confermata  dal Ministero del Lavoro    , a seguito dei chiarimenti  richiesti dalla Regione ,  di intervenire con gli ammortizzatori sociali in deroga  per la definizione delle problematiche riguardanti i  lavoratori EAS  utilizzati  con rapporto di lavoro part time verticale a base annua.Infatti , nei confronti dei suddetti non risulta possibile praticare il ricorso alla cigs in deroga  (in quanto non è riscontrabile  a loro carico  la sospensione e/ o la riduzione delle pretestazioni lavorative ,che  al  contrario  trovano regolare e completa   realizzazione con   rispetto   del monte ore del   contratto part time stipulato  e praticato  nei confronti dei    singoli prestatori), ma neppure è attribuibile   l’indennità  di mobilità in deroga ,che presuppone la condizione di disoccupazione ,  non sussistente   per i soggetti in questione,che anche nei mesi di non lavoro  rimangono pur sempre titolari di un rapporto lavorativo  .A  far cadere dubbi e perplessità in merito concorrono la sentenza della Cassazione n.7298  del 26.3.2007 e soprattutto  la  sentenza della Corte Costituzionale n.121 del 24.3.2006,in cui si dichiara ” non fondata la questione di legittimità     costituzionale dell’art.45 terzo comma del regio decreto legge 4.10.1935 , n. 1827 ,convertito ccon modificazioni nella legge 6.4.1935,n.1155″ ,secondo cui “l’assicurazione per la disoccupazione involontaria ha per scopo l’assegnazione  agli assicurati di indennità nei casi di disoccupazione involontaria per mancanza di lavoro”,perchè non in contrasto  con gli articoli 3 e 38,comma 2,della Costituzione italiana ed ha quindi ribatito  la eslusione dell’  indennità di disoccupazione per i periodi non lavorati nel rapporto di lavoro a tempo parziale verticale.Peraltro, nella  pronuncia   la Corte ha ricordato che in detta tipologia lavorativa il rapporto prosegue anche durante il periodo di sosta,pur con la sospensione delle corrispettive prestazioni,in attesa della ripresa della nuova fase lavorativa .Il perdurare del rapporto di lavoro nei periodi di sosta assicura al lavoratore impiegato a tempo parziale  verticale “una stabilità ed una sicurezza rfetributiva,che impediscono di considerare costituzionalmente obbligata una tutela previdenziale della retribuzione nei periodi di pausa della prestazione” lavorativa. 

Infine, si segnala che a seguito della predetta sentenza della Corte  Costituzionale,l’Inps ha emanato la circolare n.55 del 13.4.2006( consultabile nel testo integrale sul sito www.inps.it) ,indicando  alle proprie strutture ed all’utenza l’impossibilità  del trattamento di disoccupazione  sia ordinaria che con requisiti ridotti  per i periodi di inattività nel rapporto di lavoro part time  verticale  

Si conclude    rinviando al sito della Direzione Regionale del Lavoro  di L’Aquila per la modulistica necessaria alle richieste aziendali  per la cigs e del verbale  di consultazione sindacale ,nonchè  per le domande da parte dei lavoratori dell’indenniotà  in deroga utlizzando il seguente percorso:  www.lavoro.gov.it,voce   ” Uffici territoriali “,scegliere tra le direzioni regionali del lavoro quella dell’Abruzzo e poi battere su DRL  L’Aquila  ,individuando nell’elenco delle notizie pubblicate nel sito quella corrispondente alla data del “4.7.08” ,  relativa alla   riunione tenuta dal CICAS  nella stessa data .

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE REGIONE ABRUZZO

16/10/2008

Si  riportano di seguito i provvedimenti del Ministero del Lavoro con cui, nel periodo 8-15 ottobre c.a., risulta autorizzato l’intervento dell’integrazione salariale straordinaria per aziende operanti in Abruzzo:

1. S. P. E.- Solai Precompressi Edilizia  con sede a Teramo –  unità prod.di Magliano dei Marsi ( Aq )

    Causale intervento : crisi aziendale

     Decreto dell’8.10.08   n.44242

     CIGS  dall’1.7.08 al 30.6. 09

 

2. SAILA (già CADBURY ) con sede a Cremona-unità prod. di  Silvi  ( Te )

    Causale intervento : Contratto di solidarietà

    Decreto dell’8.10.08   n.44261   

    CIGS  dall’8.9.08 al 28.2.09

A PROPOSITO DELLA DISCIPLINA DELL’0RARIO DI LAVORO

15/10/2008

Si   riscontra la  richiesta di precisazioni su questioni riguardanti le disposizioni in materia di orario di lavoro di cui al decreto legislativo n. 66/2003 e successive modificazioni ed integrazioni.

Anzitutto,si risponde  affermativamente  in merito all’applicazione del citato Decreto agli Enti locali,stante l’esplicita indicazione in tal senso  del comma 1  dell’art 2 del suddetto,che appunto recita :”Le disposizioni contenute nel presente decreto  si applicano a tutti i settori di attività pubblici e privati”,con le eccezioni ,  le limitazioni e le deroghe espressamente  precisate ed al riguardo si ritiene confacente riportarsi  alle indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro con  la circolare n.8 del 3.3.2005  ,  in cui tra l’altro  si evidenzia che:

-il provvedimento non si applica agli addetti al sevizio di polizia municipale e provinciale,in relazione alle attività operative specificamente istituzionali,

-tutte le volte che il Decreto fa riferimento genericamente alla contrattazione deve intendersi come rinvio a tutti i possibili livelli di contrattazione collettiva e di conseguenza per gli Enti locali  alla contrattazione decentrata,che in ogni caso per gli aspetti demandati non può introdurre discipline difformi da quella nazionale,

-in merito   alle deroghe di cui all’art.17, comma 5, concernenti l’orario normale di lavoro,la durata massimo dell’orario di lavoro,lo straordinario,le pause,il riposo gionaliero,nonchè   le modalità di  organizzazione e la durata del lavoro notturno , sono compresi tra i lavoratori destinatari   delle stesse  anche quelli addetti agli uffici   di supporto agli organi di direzione politica degli enti locali.

Parimenti affermativo è il riscontro  circa l’applicazione agli Enti locali delle disposizioni  dell’articolo 10 del dec .leg.vo n.66/03  in materia di ferie, il cui testo tuttavia fa salva la diversa  previsione  della contrattazione collettiva di comparto  circa il godimento del periodo feriale annuale  spettante ai dipendenti ed al riguardo si ritiene di confermare l’ampia ed analitica disanima sull’argomento svolta  nella già  citata circolare del Ministero del Lavoro n. 8 /2005,in cui  tra l’altro si legge che; “Va infine evidenziato ,  quanto alle modalità di  fruizione delle ferie,che la previsione normativa stabilisce la possibilità di un interventgo in deroga da parte della contrattazione collettiva.Da cio deriva ,la possibilitè per le parti sociali di introdurre una disciplina modificativa che,sotto il profilo sanzionatorio,dia luogo ad una serie di esimenti che determinano la non punibilità della condotta quando la stessa,pur derogando dalle disoposizioni di legge,sia  conforme alla previsione contrattuale”. Pertanto, sarebbe utile   analizzare  i testi  dei contratti ed accordi collettivi applicabili ai  dipendenti degli Enti locali  di ambito  nazionale e  decentrato , così da  accertare ovvero escludere        l’esistenza   di disposizioni    in deroga  rispetto alla  disciplina  dell’art.10 sulle ferie annuali.

Infine,in ordine alla compatibilità o meno,  con riferimento alla vigente normativa del part time e dell’orario di lavoro , del  cumulo di più rapporti di lavoro a tempo parziale in capo allo stesso  prestatore instaurati con distinti datori di lavoro,si richiamano     la  più volte menzionata circolare n.8/2005  e la nota della DGAI dell Ministero del  Lavoro n.25/1/0004581 del 10.10.2006 di risposta ad interpello,che risolvono posivamente ogni dubbio in proposito, pur con la precisazione   che” resta    fermo l’obbligo del rispetto dei limiti di orario di lavoro e del  diritto al riposo sttimanale del lavoratore,come disciplinati dal dec.leg.vo n.66/03 “. Detta affermazione  inserita nella    predetta nota  integra quanto detto  in precedenza  dal Ministero del Lavoro  con la circolaren.8/05,secondo cui:-non sussiste divieto ad essere titolare di più rapporti di lavoro  ;-in caso di più rapporti di lavoro, il lavoratore ha diritto al riposo gornaliero di 11 ore;-il lavoratore ha l’onere di comunicare ai datori di lavoro l’ammontare delle ore in cui può prestare la propria opera    rispettando   i limiti indicati  ,  fornendo ogni ulteriore informazione funzionale in tal senso .

In definitiva, le soprariportate indicazioni ministeriali  stabiliscono rispetto alla fattispecie considerata:  

 1) il  rispetto dei limiti di orario di lavoro ( orario normale settimanale di 40 ore e 48 ore settimanali di media nei quatro,sei o dodici mesi ),

2)l’ ottemperanza del diritto al riposo settimanale ( 24 ore consecutive ),che coincide di regola con la domenica e da cumulare  alle 11 ore di riposo giornaliero,

3) il godimento del riposo giornaliero di 11 ore consecutive ogni 24 ore,

4) la non coincidenza temporale dei  molteplici  rapporti di lavoro part time,

5)l’ osservanza dell’art.2105 cod.civile in materia di fedeltà  da parte del lavoratore.  

Per la consultazione del testo integrale della circolare e nota  ministeriale di cui sopra, si rinvia al sito www.lavoro.gov.it voci ” normativa” e  “interpello ”

 

   

 

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CONTRIBUZIONE FIGURATIVA PER BENEFICIARI INDENNITA’ MOBILITA’

15/10/2008

 Prima di trattare lo specifico argomento , così da  corrispondere  alla richiesta di chiarimenti pervenuta,appare confacente esporre brevemente sull’indennità di mobilità e sui contributi figurativi in generale. 

Per quanto  concerne  la prima,si precisa che trattasi di prestazione previdenziale    riconosciuta ai lavoratori che, licenziati per riduzione di personale , a conclusione della relativa procedura prevista dagli  artt.4 e seguenti della legge n.223/91, vengono iscritti dai Servizi per l’impiego competenti nelle liste di mobilità, se dispongono di un’anzianità complessiva di almeno 12 mesi,di cui 6 di effettivo lavoro,comprese ferie ,festività ed infortuni.

La durata della prestazione,che fa   riferimento all’età anagrafica  posseduta dai lavoratori all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro , nelle   regioni meridionali,Abruzzo compreso, è così fissata : -24 mesi per età inferiore a 40 anni,-36 mesi per età da 40  a meno di  50 anni e 48 mesi per età  di  50 anni ed oltre ,mentre nel rimanente territorio nazionale è stabilita una riduzione di 12 mesi ,  precisandosi peraltro  che la stessa non può venire  corrisposta  per un periodo superiore all’anzianità aziendale  dei  beneficiari.

La domanda della prestazione deve essere  indirizzata dagli interessati  all’Inps,tramite il Centro Impiego territoriamente competente,entro 68 giorni dal licenziamento  e l’indennità decorre dall’ottavo giorno dal licenziamento se viene    presentata entro sette giorni   ovvero dal quinto giorno successivo  in caso di  rimessa successiva.

L’importo dell’indennità di mobilità varia in relazione alla durata della stessa,vale a dire che per i primi dodici  mesi essa risulta pari all’ottanta per cento  della retribuzione spettante al lavorastore nel periodo immediatamente precedente il licenziamento  ,invece per i periodi successivi  ammonta all’ottanta per cento del predetto importo,con l’avvertenza che.-   l’indennità non può superare l’importo mensile determinato in ciascun anno;-  per il 2008 risulta essere di euro 858,58 lordi mensili e di euro808,44 netti mensili,   elevato ad euro 1031,93 lordi mensili ed euro 971,67 netti mensili per le retribuzioni lorde mensili superiori ad euro 1857,48.

 Interviene l’interruzione del trattamento previdenziale per cancellazione dalle liste di mobilità,assunzione a tempo indeterminato e  per pensione di vecchiaia,anzianità o antic ipata ,ovvero per pensione d’inabilità o assegno d’invalidità senza che sia manifestata l’ opzione per l’indennità di mobilità.

Riguardo ai contributi figurativi in generale ,si chiarisce che   trattasi  di contributi che vengono riconosciuti ai lavoratori per periodi in cui non risulta prestata attività  lavoratva e quindi in assenza del versamento dei contributi obbligatori ( esempio:servizio militare , gravidanza e puerperio, disoccupazione indennizzata, cig, mobilità  ,aspettativa sindacale, donazione di sangue, congedi parentali ,ecc.) .

 

   Detti contributi “fittizi ” possono essere utilizzati per conseguire   il diritto alla pensione e per la determinazione dell’importo della stessa,precisandosi  che : 1)  non sono  utilizzabili  ai fini del diritto alla pensione di anzianità con meno di 40 anni quelli corrispondeti a   disoccupazione indennizzazta e   malattia;2)   i dipendenti ed autonomi ,che al 31.12.1992 non dispongono  di contribuzione all’Inps,possono usufruirne  per la pensione di anzianità in   tutta la vita assicurativa nel limite massimo di cinque anni .

 L’accreditamento dei contributi figurativi avviene a domanda ovvero d’ufficio  da parte  dell’Inps.

Venendo alla contribuzione figurativa per mobilità,è da dire che la stessa è riconosciuta per i periodi successivi al 10 agosto 1991 in coincidenza alla riscossione  dell’   indennità  di mobilità,mentre il relativo accreditamento è disposto automaticamente da parte dell’Inps  agli effetti del ricoscimento  del diritto e della misura della pensione,anche d anzianità,com è  stabilito  dal comma 9 dell’art. 7 della legge n.223 /91,nel cui     secondo periodo è   aggiunto che il calcolo del contributo per i periodi mobilità  coperti da  relativa indennità avviene”  sulla base della retribuzione cui è riferito il trattamento straordinario d’integrazione salariale…” .

Quanto sopra significa in pratica che  anche durante il trattamento di mobilità i lavoratori,malgrado l’intervenuta risoluzione del rapporto di lavoro  con l’impresa di appartenenza,continuano a maturare la propria anzianità contributiva sulla base dell’ultima retribuzione  corrisposta   dal datore di lavoro prima del licenziamento,esclusi i  compensi occasionali ( straordinari  ed una tantum ),che quindi non  concorrono   al calcolo ai fini pensionistici.

Durante  l’ intero periodo in cui   conseguono  l’indennità di mobilità,  i lavoratori interessati maturano la ordinaria percentuale utile per il calcolo della pensione ,mentre le retribuzioni     che saranno prese a riferimento per fare il calcolo delle pensioni in base alla percentuale maturata,partiranno da quella accreditata ai fini del calcolo dei contributi  figurativi nel momento in cui il lavoratore va effettivamente in pensione,anche se in quel momento si trova in mobilità.

  A superare la  preoccupazione  dei   lavoratori che una prolungata pedrmanenza inmobilità possa  comportare pregiudizio al pensionamento,determinando,  nei casi in cui i periodi mobilità coincidono in tutto o in parte con quelli utili ai  fini della rilavazione della retribuzione pensionabile,una progressiva riduzione della misura della retribuzione pensionabile,ha provveduto  l’art,3 comma 6 del decreto legislativo 30.12.1992,n.503,secondo cui per i periodi continuativi di godimento dell’indennità di mobilità superiori all’anno,le retribuzioni accreditate  figurativamente vanno rivalutate in base agli indici Istat di variazione delle retribuzioni contrattuali ,mentre se detti periodi prolungati non sono continuativi ,la retribuzione computabile  va rivalutata con riferimento agli indici Istat dei prezzi al consumo  .

In ordine a quest’ultimo aspetto l’Inps ha fornito analitiche istruzioni con la circolare n.160 del 17.7.1997,alla cui consultazione si rinvia attraverso il  sito www.inps.it 

 

 

TRATTAMENTO FISCALE COMPENSO PER ANZIANI ADDETTI SORVEGLIANZA DAVANTI SCUOLE

14/10/2008

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.378/E  risponde al quesito posto dall’ Inps circa  il trattamento fiscale sul compenso erogato  dai comuni  ai” nonni vigili ” ,evidenziando che:

-i rapporti lavorativi instaurati tra l’Ente locale e le persone anziane per   il servizio  di sorveglianza davanti alle scuole  sono riconducibili alla medesima categoria  reddituale dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente,ai sensi dell’art.50 comma 1 lett.l) del Tuir;

-l’Ente locale ,in qualità di sostituto d’imposta ,applica le ritenute alla fonte e rilascia la relativa certificazione;

-per il trattamento fiscale dei  compensi in parola opera il trattamento agervolato di tassazione dei compensi per i lavori socialmente utili ,di cui all’art.52 comma 1 lett.d-bis del Tuir,

-dal   1° gennaio 2007 risulta escluso il concorso   di tali compensi alla formazione del reddito complessivo   e  conseguentemente anche il riconoscimento delle  detrazioni ai sensi dell’art.13 comma 1 del Tuir;

–  i compensi in questione devono essere indicati nel modello CUD secondo le istruzioni fornite per la compilazione dello stesso.

Si conclude,ricordando che: 1) la nota  Inail n.2491 dell’1.3.2007  considera l’attività dei nonni vigili soggetta all’obbligo assicurativo; 2) la nota Inps n.12.3/ 25762/Q 275.1 del 13.3 1996, prevedendo che detta attivita ‘ rientra tra quelle dei lavori socialmente utili,esclude per i redditi derivanti dalle stesse la contribuzione previdenziale.