INAIL DAL 30 APRILE CORRENTE APERTURA/CHIUSURA PAT SOLTANTO ON LINE

aprile 17, 2013

Con la circolare n. 19/2013, l’Inail ha comunicato che, a partire dal prossimo 30 Aprile 2013, l’apertura e/o la chiusura delle PAT (Posizione Assicurativa Territoriale), la variazione attività e la cessazione di attività andranno fatte esclusivamente on-line, dal sito internet http://www.inail.it, sezione Punto cliente.

Per poter operare, occorre essere in possesso di PIN, ossia delle credenziali di accesso (registrazione al sito web dell’Inail).

In concreto, gli utenti che possono operare, oltre agli stessi soggetti tenuti all’obbligo assicurativo o comunque tenuti a fare gli adempimenti nei confronti dell’Inail perché titolari di codice ditta, sono gli intermediari autorizzati dalla Legge n. 12/1979 (consulenti del lavoro, dottori commercialisti, avvocati, Caf, ragionieri ecc.) e da altre leggi (agrotecnici, periti agrari ecc.), legittimati a effettuare gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, direttamente o a mezzo di propri dipendenti; nonché tutti gli altri intermediari legittimati a effettuare adempimenti in materia di previdenza per imprese senza dipendenti.

 Di seguito  tutti gli adempimenti Inail che cessano di essere fatti in cartaceo:

  apertura e/o chiusura di Pat, variazione attività, cessazione di una lavorazione; cessazione rischio; variazione polizza artigiani; variazione della sede legale, della ragione sociale, del legale rappresentante; variazione del soggetto delegato, dell’indirizzo sede dei lavori Pat; variazione del rischio silicos/asbetosi e dati retributivi e variazione dati anagrafici e classificativi soci e familiari non artigiani.

Interessato dalla nuova modalità online anche il settore navigazione, che – sempre dal 30 aprile 2013 – abbandonerà la documentazione cartacea per le variazioni anagrafiche e le denunce di cessazione assicurazione.

DETERMINAZIONE CONTRIBUTO SPESE REVISIONE DOVUTO COOPERATIVE BIENNIO 2013/14

aprile 17, 2013

Si riporta il testo del decreto ministeriale  07 febbraio 2013 relativo alla  determinazione della misura del contributo dovuto dagli enti cooperativi per le spese relative alla revisione per il biennio 2013/2014

Art. 1

 Il contributo dovuto dagli enti cooperativi per le spese relative alla revisione degli stessi enti è corrisposto per il biennio 2013/2014 con le modalità di accertamento e di riscossione stabilite nel decreto ministeriale 18 dicembre 2006, sulla base dei seguenti parametri e nella misura sottoindicata:

Parametri

Fasce e importo

Numero soci

Capitale sottoscritto

Fatturato

a)

€ 280,00

fino a 100

fino a

€ 5.160,00

fino a

€ 75.000,00

b)

€ 680,00

da 101 a 500

da € 5.160,01 a

€ 40.000,00

da € 75.000,01

a € 300.000,00

c)

€ 1.350,00

superiore 500

superiore a

€ 40.000,00

da € 300.000,01

a € 1.000.000,00

d)

€ 1.730,00

superiore 500

superiore a

€ 40.000,00

da € 1.000.000,01

a € 2.000.000,00

e)

€ 2.380,00

superiore 500

superiore a

€ 40.000,00

superiore a

€ 2.000.000,00

Art. 2

La collocazione in una delle fasce a), b), c), d) richiede il possesso contestuale dei tre parametri ivi previsti. Gli enti cooperativi che superino anche un solo parametro sono tenuti al pagamento del contributo fissato nella fascia nella quale è presente il parametro più alto.

L’ammontare del contributo deve essere calcolato sulla base dei parametri rilevati al 31 dicembre 2012.

Per fatturato deve intendersi il «valore della produzione» di cui alla lettera A) dell’art. 2425 del codice civile.

Nelle cooperative edilizie il fatturato è determinato prendendo come riferimento il maggior valore tra l’incremento di valore dell’immobile rilevato nelle voci B-2 e C-1 dello Stato patrimoniale (art. 2424 cc.) e il valore della produzione di cui alla lettera A) dell’art. 2425 cc.

Art. 3

I contributi determinati ai sensi dell’art. 1 sono aumentati del 50%, per gli enti cooperativi assoggettabili a revisione annuale ai sensi dell’art. 15 della legge 31 gennaio 1992, n. 59 e del 30% per gli enti cooperativi di cui all’art. 3 della legge 8 novembre 1991, n. 381.

Per gli enti iscritti all’Albo nazionale delle cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi di cui all’art. 13 delle legge 31 gennaio 1992 n. 59, che non rientrano in alcuna delle altre fattispecie previste dal citato art. 15 della legge 31 gennaio 1992 n. 59, il predetto aumento del 50% non viene applicato.

Art. 4

Come disposto dall’art. 20, comma c) della legge 31 gennaio 1992, n. 59, i contributi determinati ai sensi del precedenti articoli 1 e 3 sono maggiorati del 10% per le cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi, ivi compresi quelli aventi sede nelle regioni a statuto speciale.

Art. 5

Sono tenuti al pagamento del contributo minimo di € 280,00 gli enti cooperativi che hanno deliberato il proprio scioglimento entro il termine di pagamento del contributo per il biennio 2013/2014. Su tale importo, ricorrendone la fattispecie, verranno applicate le maggiorazioni di cui agli articoli 3 e 4 del presente decreto.

Il termine del pagamento per gli enti cooperativi di nuova costituzione è di 90 giorni dalla data di iscrizione nel registro delle imprese. La fascia contributiva, per tali enti cooperativi, è determinata sulla base dei soli parametri rilevabili al momento dell’iscrizione nel registro delle imprese.

Sono esonerati dal pagamento del contributo gli enti cooperativi iscritti nel registro delle imprese dopo il 31 dicembre 2013.

Art. 6

I contributi di pertinenza del Ministero dello sviluppo economico sono riscossi esclusivamente per il tramite dell’Agenzia delle Entrate mediante versamento sul modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:

Codice

Descrizione

3010

- contributo biennale

- maggiorazioni del contributo (ad esclusione del 10% dovuta dalle cooperative edilizie)

- interessi per ritardato pagamento

3011

- maggiorazione del 10% dovuta dalle cooperative edilizie

- interessi per ritardato pagamento

3014

- sanzioni

I contributi di pertinenza delle Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, dovuti dagli enti cooperativi associati, sono riscossi con le modalità stabilite dalle Associazioni stesse.

Art. 7

Per gli enti cooperativi che ritardano od omettono – in misura totale o parziale – di effettuare il pagamento dovuto si provvederà ai sensi dell’art. 4, comma 2, e dell’art. 5 del decreto ministeriale 18 dicembre 2006 che stabilisce le modalità di accertamento e di riscossione dei contributi in questione.

Art. 8

Con apposito decreto è determinato il contributo dovuto dalle Banche di credito cooperativo.

——

Provvedimento pubblicato nella G.U. 16 aprile 2013, n. 89.

OCSE:TASSO OCCUPAZIONE IV TRIMESTRE 2012

aprile 17, 2013

E’ salito al 65,1% il tasso di occupazione dell’area Ocse nel quarto trimestre del 2012, lo 0,1% in piu’ rispetto al precedente trimestre e lo 0,2% in piu’ rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ ancora all’1,4% sotto il livello registrato nel periodo prima della crisi (secondo trimestre del 2008). In Italia il tasso e’ al 56,5%.
Nel 2012, il tasso di occupazione e’ salito negli Usa (al 67,3%), in Canada (al 72,5%), e in Giappone (70,9%).
Nell’eurozona, il tasso e’ del 63,6% (-0,5% rispetto all’anno precedente e -0,2% rispetto al trimestre precedente). I cali piu’ consistenti si sono registrati in Estonia, in Portogallo, nella Repubblica slovena e in Spagna (rispettivamente -0,5%, -1.4%, -0.6% e -0,5%).
In particolare, continua a calare l’occupazione giovanile, giu’ dello 0,1% a 39,2% mentre l’occupazione dei lavoratori piu’ anziani e’ salita dello 0,2% a 55,9% ed e’ ora all’1,8% in piu’ rispetto ai livelli pre-crisi.   .

NON CONSENTITO RICERCATORE UNIVERSITA’ POSTICIPARE PENSIONE SENSI D.L. 201/11

aprile 17, 2013

In tali termini  si è pronuciato il Tar dell’Emilia Romagna con la sentenza n.201/13,bocciando  il ricorso del ricercatore e confermando il provvedimento dell’Universita’ che lo aveva posto in pensione al compimento dei 65 anni ed escludendo l’applicazione della possibilita’  proroga a settanta anni  per conseguire  il massimo della pensione di cui al decreto legge n.201/11 , osservando che il òprovvedimento in  questione  prevede tra l’altro che restano fermi i” limiti ordinamentali dei rispettivi serttori di appartenenza ,anche per i dipendenti degli Atenei

Le novità introdotte dal dl 201/11 sui presupposti per il diritto alla quiescenza non travolgono le norme “speciali” che indicano l’età massima di permanenza in servizio per alcune categorie di dipendenti pubblici: limiti che non sono stati messi in discussione dalla  nuova normativa

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

aprile 16, 2013

Si riporta l’elenco delle aziende operanti in Abruzzo per   cui ,nel periodo dall’8 al 15 aprile 2013, il Ministero del Lavoro ha adottato il provvedimento per l’intervento della cigs.

Denominazione Azienda :    A. MANZONI & C.

con sede in :   MILANO

Prov :    MI

Causale di Intervento :    Riorganizzazione, Conversione aziendale – editoria

}

Unità di :    PESCARA

Settore:    Agenzie di concessione degli spazi pubblicitari

Decreto del  09/04/2013 n.  72520

 

 

 

 

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   05/09/2012   al   04/03/2013

 

 

 

 

*********************

 

Denominazione Azienda :    ELCO

con sede in :   CARSOLI

Prov :    AQ

Causale di Intervento :    Contratti di solidarieta

Unità di :    CARSOLI

Prov :    AQ

 

Settore:    FABBRICAZIONE DI TUBI E VALVOLE ELETTRONICI E DI ALTRI COMPONENTI ELETTRONICI

 

 

Decreto del  09/04/2013 n.  72526

 

 

 

 

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   19/11/2012   al   16/11/2013

 

 

 

 

*********************

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*********************

Denominazione Azienda :    VECO FONDERIA SMALTERIA SPA

con sede in :   MARTINSICURO

Prov :    TE

Causale di Intervento :    Crisi aziendale

Unità di :    MARTINSICURO

Prov :    TE

 

Settore:    Fusione di ghisa

 

 

Decreto del  09/04/2013 n.  72511

 

 

 

 

 Approvazione del programma di C.I.G.S. dal   20/08/2012   al   19/08/2013

 

 

 

 

*********************

Denominazione Azienda :    VEMAC

con sede in :   PESCARA

Prov :    PE

Causale di Intervento :    Crisi aziendale

Unità di :    MONTESILVANO

Prov :    PE

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Unità di :    PESCARA

Prov :    PE

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Unità di :    TERAMO

Prov :    TE

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Unità di :    GIULIANOVA

Prov :    TE

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Unità di :    PINETO

Prov :    TE

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Unità di :    SILVI

Prov :    TE

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Unità di :    TORREVECCHIA TEATINA

Prov :    CH

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Unità di :    SANTA MARIA IMBARO

Prov :    CH

 

Settore:    Commercio al dettaglio di materiali da costruzione e legname

 

 

Decreto del  10/04/2013 n.  72539

 

 

 

 

Approvazione del programma di C.I.G.S. dal   01/09/2012   al   31/08/2013

 

 

 

 

Con autorizzazione al pagamento diretto

 

 

 

 

*********************

CASSAZIONE :SPETTA VERSAMENTO CONTRIBUZIONE CASSA PREVIDENZA APPARTENENZA INGEGNERE PER ATTIVITA’ AMMINISTRATORE CONDOMINIO

aprile 16, 2013

La Cassazione ha definito il ricorso proposto nei termini di cui al titolo nella sentenza sottostante 15 aprile 2013, n. 9076,riconoscendo l’obbligo di versamentpo alla cassa di previdenza di appartenenza dell’ingegnera che abia svolto l’attività  di  amministratore di condominio

——————————————————————————————————

Svolgimento del processo

La Corte di Appello di Milano, confermando la sentenza di primo grado, accoglieva la domanda dell’Ingegnere S. L., proposta nei confronti della I. – Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti – avente ad oggetto l’accertamento della non debenza alla Cassa convenuta dei contributi previdenziali relativi agli anni 1997-2000 con condanna della stessa a restituire la somma versata a tale titolo e tanto sul presupposto che, nel periodo in questione, esso ricorrente aveva svolto attività di Amministratore di società immobiliare e di condominio essendo iscritto per tale attività alla Gestione separata INPS.

Con la medesima sentenza la predetta Corte respingeva, altresì, la domanda riconvenzionale dell’I. per il pagamento dei contributi relativi agli anni 1999-2000.

La Corte del merito poneva a base del decisum il rilievo fondate secondo il quale l’art. 21 Legge 24 novembre 1981 n. 689 andava interpretato nel senso che la norma si riferiva all’attività professionale tipica degli ingegneri ed architetti, e cioè a quella riservata agli iscritti al relativo albo. Pertanto, secondo la Corte del merito, poiché a fronte dell’allegazione, da parte del S. dello svolgimento di un attività non riservata, nulla aveva allegato e provato l’I. in senso contrario, ne conseguiva la fondatezza della domanda del S. e l’infondatezza di quella riconvenzionale.

Avverso questa sentenza l’I. ricorre in cassazione sulla base di un’unica censura, illustrata da memoria.

Resiste con controricorso la parte intimata che deposita memoria ex art. 378 cpc.

Motivi della decisione

Con l’unico motivo l’I., deduce, ex art. 360, 1° comma, n. 3 e 5, violazione degli artt. 21 Legge 3 gennaio 1981 n.6, 51 e 52 RD 23 ottobre 1925 n. 2537, dell’Allegato alla Legge 2 marzo 1949 n. 143.

Dopo aver evocato la tendenza espansiva del dominio delle varie professioni, la parte ricorrente pone il seguente quesito di diritto:”se, in presenza delle circostanze cui l’art. 21, comma 6, L. 3 gennaio 1981,n. 6 riconnette la presunzione legale di esercizio continuativo dell’attività professionale d’ingegnere, la semplice affermazione di aver svolto attività pretesamente estranea alla professione d’ingegnere, in mancanza di qualsiasi prova circa il contenuto concreto delle attività svolte, sia sufficiente ad escludere l’obbligo d’iscrizione e contribuzione a I.

Il ricorso è fondato nel senso di seguito indicato.

Preliminare è la questione dell’ estensione del dominio delle libere professioni, rispetto ai confini definiti dalle denunciate norme di legge, ovverosia se il requisito della libera professione è collegato alla sola potenzialità dell’attività intellettuale,ovvero richiede l’effettività della pratica professionale (ovviamente corrispondente all’oggetto della cassa professionale).

Su tale specifica problematica vi è contrasto, nella sezione lavoro della Cassazione, segnato dalla recente sentenza del 29 agosto 2012 n. 14684 la quale, affermando, nel richiamarsi a Cass. 25 ottobre 2004 n. 20670, che “in tema di previdenza di ingegneri e architetti, l’imponibile contributivo va determinato alla stregua dell’oggettiva riconducibilità alla professione dell’attività concreta, ancorché questa non sia riservata per legge alla professione medesima, rilevando che le cognizioni tecniche di cui dispone il professionista influiscono sull’esercizio dell’attività”, ha ribaltato il precedente orientamento di questa Corte di cui, da ultimo, è espressione l’ordinanza 26 gennaio 2012 n.1139 per la quale l’art. 21 della legge 3 gennaio 1981, n. 6, pone l’obbligo di iscrizione solo per gli ingegneri e gli architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità e, quindi, di effettività, in relazione ai contenuti tipici della stessa, fissati dall’art. 7 della legge 24 giugno 1923, n. 1395 e dagli artt. 51 e 52 del r.d. 23 ottobre 1925, n. 2537.

Ritiene questo Collegio di dover dare continuità giuridica al primo dei richiamati orientamenti espressi da questa Corte dovendosi condividere l’asserzione secondo la quale il concetto di “esercizio della professione” deve essere inteso in senso dinamico e non statico in quanto è innegabile che l’evoluzione imposta dalle accentuate dinamiche della odierna realtà economica-sociale ha portato inevitabilmente all’estensione dell’ambito proprio dell’attività professionale di ciascuna categoria si che in essa vanno comprese, altresì, tutte quelle attività che, comunque, abbiano un nesso con la specifica cultura tecnica della singola professione, e specificamente con la professione d’ingegnere.

In altri termini, e rinviando a quanto rimarcato dalla citata sentenza del 29 agosto 2012 n.14684, deve ritenersi che rientrano nell’attività professionale di ciascuna professione l’assolvimento di tutti quei compiti nei quali il professionista si avvale anche, sia pure non esclusivamente, della sua specifica competenza tecnica e, quindi, sia in fatto, strettamente collegata alle sue cognizioni tecnico-scientifiche.

Non è, quindi, corretta la sentenza impugnata che sulla base di una interpretazione statica della nozione di attività professionale ha deciso la controversia in ragione della mera allegazione da parte dell’Ingegnere S. di un attività non rientrante in quelle tipicamente riservate alla professione d’ingegnere, senza svolgere al riguardo, alcuna indagine, pur nell’ambito dei fatti dedotti dallo stesso S. che ne ha sostenuto la estraneità, circa l’eventuale connessione di siffatta attività con quella riservata alla categoria professionale di appartenenza.

In conclusione il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata

con rinvio, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Milano in diversa composizione.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Milano in diversa composizione.

_

TARES:LINEE GIUDA E PIANO FINANZIARIO

aprile 16, 2013

Da qualche giorno sono state pubblicate sul sito del Ministero dell’economia e delle finanze www.finanze.gov.it le “Linee guida per la redazione del Piano Finanziario e per l’elaborazione delle tariffe”, realizzate come il prototipo del Regolamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) nell’ambito del progetto “Sviluppo della capacità di monitorare l’andamento dei costi di servizi e funzioni pubbliche nella prospettive del federalismo fiscale“.

Le linee guida si compongono di una parte introduttiva in cui sono illustrati i profili generali, di una parte relativa al prospetto economico-finanziario e di una terza parte che riguarda specificamente l’elaborazione delle tariffe.

La parte prima descrive brevemente l’evoluzione normativa che ha condotto all’applicazione del metodo normalizzato disciplinato dal D.P.R. n. 158 del 1999.

La parte seconda è dedicata alla redazione del piano finanziario che individua e classifica i costi che devono essere coperti con le entrate del TARES. Il piano finanziario specifica, quindi, i costi del servizio, i costi operativi di gestione, i costi comuni, i costi d’uso del capitale, le  riduzioni e agevolazioni, i costi fissi e variabili. I costi indicati dal piano finanziario sono ripartiti, in conformità alle regole contenute nel metodo normalizzato, tra le utenze domestiche e non domestiche.

La parte terza chiarisce, infine, i criteri generali per la ripartizione dei costi e precisa le modalità di determinazione della quota fissa e variabile sia delle utenze domestiche che delle utenze non domestiche.

Nelle linee guida sono indicati anche gli adempimenti formali da seguire per l’approvazione del piano e delle tariffe.

Interessanti sono gli allegati costituiti dai coefficienti per l’attribuzione della parte fissa e variabile della tariffa alle utenze domestiche alle utenze non domestiche e da uno schema di delibera tariffaria.

Non si possono disconoscere le difficoltà connesse all’applicazione del metodo normalizzato, difficoltà che hanno rappresentato una delle cause ostative all’introduzione  obbligatoria della TIA1 in tutto il territorio nazionale; infatti i comuni che l’hanno istituita, lo hanno fatto in via sperimentale.

Proprio per dare un ausilio ai comuni nella redazione del piano finanziario e nell’elaborazione delle tariffe, sul predetto sito del MEF sono stati pubblicati anche degli allegati contenenti un prospetto di redazione del piano finanziario e diversi prospetti di calcolo delle tariffe relativi in relazione a comuni situati nel Nord, Centro e Sud Italia, distinti a seconda che abbiano una popolazione inferiore a 5000 abitanti o superiore a a tele numero di abitanti.

PER IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DEL MEF DI CUI SOPRA CLICCARE

TARES – aggiornamento del Regolamento (Pdf) – (Doc) e delle Linee Guida

PUBBLICI DIPENDENTI IN CONGEDO STRAORDINARIO PER CONSEGUIRE DOTTORATO RICERCA

aprile 16, 2013
Il dipendente della Pubblica amministrazione può essere collocato in congedo straordinario per motivi di studio in relazione alla frequenza per l’intera durata di un corso per conseguire il dottorato di ricerca, purché il corso sia istituito sul territorio italiano, e pertanto tale ipotesi non si può  ESTENDERE ai corsi di dottorato frequentati all’estero.
 
Questa è l’interpretazione che il Consiglio di stato, con sentenza del 19 marzo 2013 n. 1608, ha dato dell’art. 2 della legge n. 476 del 1984, il quale dispone che «il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca è collocato a domanda, compatibilmente con le esigenze dell’amministrazione, in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni per il periodo di durata del corso e usufruisce della borsa di studio ove ricorrano le condizioni richieste; in caso di ammissioni a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio o di rinuncia a questa, l’interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell’amministrazione pubblica». 

CHE FINE HA FATTO DECRETO PER DOCENTI INIDONEI?

aprile 16, 2013

Quello di cui si fa cenno nel titolo   intertessa i docenti riconosciuti non idonei all’insegnamento e che dovrebbero essere inquadrati nel ruolo degli assistenti,secondo i criteri e le modalita   che devono essere stabiliti  da un  apposito  provvedimento amministrativo  dei ministri Miur e MEF   che darebbe concreta attuazione alla previsione dell’art.14 ,commi 13 ,14 e 15 del decreto legge sulla spending review ,convertito    in legge n.135/2012  ,in cui si stabilisce quanto segue:

13. ((Il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla
propria funzione per motivi di salute, ma idoneo  ad  altri  compiti,
entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
con decreto del direttore generale dell’ufficio scolastico  regionale
competente transita nei ruoli del personale amministrativo, tecnico e
ausiliario con la qualifica di assistente amministrativo  o  tecnico.
Il personale viene immesso in  ruolo  su  tutti  i  posti  vacanti  e
disponibili nella provincia di appartenenza, tenuto conto delle  sedi
indicate dal  richiedente  ovvero  su  posti  di  altra  provincia  a
richiesta  dell’interessato,  e  mantiene  il   maggior   trattamento
stipendiale mediante assegno personale riassorbibile con i successivi
miglioramenti    economici    a    qualsiasi    titolo    conseguiti.
Successivamente all’immissione nei ruoli di cui al primo e al secondo
periodo il personale ivi contemplato puo’ altresi’ transitare  presso
amministrazioni  pubbliche  in  cui  possono   essere   proficuamente
utilizzate le professionalita’ possedute dal  predetto  personale,  a
valere sulle facolta’ assunzionali e  nel  rispetto  delle  procedure
previste per le amministrazioni di destinazione. Il personale docente
dichiarato temporaneamente inidoneo alla propria funzione per  motivi
di salute, ma idoneo ad altri compiti, entro 20 giorni dalla data  di
notifica del verbale della  commissione  medica  operante  presso  le
aziende sanitarie locali e’  utilizzato,  su  posti  anche  di  fatto
disponibili di assistente amministrativo o tecnico nella provincia di
appartenenza, tenuto conto delle sedi indicate dal richiedente ovvero
su posti di altra provincia.))

14. Il personale docente attualmente titolare ((delle  classi))  di
concorso C999 e C555, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore
del  presente  decreto,  con  decreto  del  direttore  generale   del
competente  ufficio  scolastico  regionale  transita  nei  ruoli  del
personale non docente con la qualifica di assistente  amministrativo,
tecnico o collaboratore  scolastico  in  base  al  titolo  di  studio
posseduto. Il personale viene immesso  in  ruolo  su  tutti  i  posti
vacanti e disponibili nella provincia di appartenenza,  tenuto  conto
delle  sedi  indicate  dal  richiedente,  e   mantiene   il   maggior
trattamento stipendiale mediante assegno personale riassorbibile  con
i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.
15. Con decreto del Ministro  dell’istruzione,  dell’universita’  e
della ricerca, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e
con il Ministro dell’economia e delle finanze, da  emanare  entro  20
giorni dalla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto  sono
stabiliti i criteri e le procedure per l’attuazione dei  commi  13  e
14.”

Le informazioni piu’ recenti su tale decreto interministeriale  lom danno per firmato dal responsabile del Miur,ma non da quello del Dicastero dell’Econoomia e Finanze ,in riferiumento alle reazioni negative regitrate su contenuto dello stesso tanto da parte sindacale ,che da esponenti politici ,che avrebbero ritenuto il provvedimento, così come predisposto ,inaccettabile  e fonte di frustrazione per il personale coinvolto.

In relazione a quanto precede,trovano corpo le voci del blocco piu’ o meno concordato del decreto ,così da permettere l’avvio di iniziative legislative contenenti soluzioni  che soddisfino tutte le parti coinvolte dalla  questione e che soprattutto sia capaci di tener     conto dell’ inopportunita’ di trascurare o peggio cancellare diritti acquisiti e posizioni lavorative ed economiche consolidate.

In una situazione politica come quella in corso ,che registra incertezze e difficolta’ di vario tipo e su molti aspetti,appare abbastanza problematico formulare pronostici sull’argomento riguardo al se e al quando  ‘  potra’ essere individuata una definizione soddisfacente .

DECRETO SEMPLIFICAZIONE ADEMPIMENTI INFORMAZIONE ,FORMAZIONE E SORVEGLIANZA SANITARIA SETTORE AGRICOLO

aprile 16, 2013
 L’art.3 ,comma 13, del decreto legislativo n.81/08 ,riguardante la disciplina della sicurezza sul lavoro prevede:
“In considerazione della specificità dell’attività esercitata dalle imprese medie e

piccole operanti nel settore agricolo, il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Ministro del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, di concerto con i Ministri
della salute e delle politiche agricole alimentari
e forestali, entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decret
o, nel rispetto dei livelli generali di
tutela di cui alla normativa in materia di sicurezz

a e salute nei luoghi di lavoro,

limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori
stagionali ciascuno dei quali
non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo di
lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali
aziendali, provvede ad emanare
disposizioni per semplificare gli adempimenti relat
ivi all’informazione, formazione e
sorveglianza sanitaria previsti dal presente decret
o, sentite le organizzazioni
sindacali e datoriali comparativamente più rapprese
ntative del settore sul piano
nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle p
redette organizzazioni definiscono
specifiche modalità di attuazione delle previsioni
del presente decreto legislativo
concernenti il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza nel caso le imprese
utilizzino esclusivamente la tipologia di lavorator
i stagionali di cui al precedente periodo”
Il decreto interministeriale di cui sopra, ,che tiene conto dell’avviso comune
delle parti sociali datato    16.9.2011, risulta firmato il 27 marzo 2013
e reso noto con comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n,86 del
12.4.2013 .
Pertanto le dispposizion dello stesso entreranno in vigore  dal 26 aprile corrente-
ue i campi di applicazione:

  • articolo 1, comma 1: lavoratori stagionali nella stessa azienda per un numero di giornate non superiore alle cinquanta e limitatamente a lavorazioni generiche non richiedenti requisiti professionali specifici;
  • articolo 1, comma 2: “lavoratori occasionali che svolgono lavoro accessorio di cui all’articolo 70 e seguenti del Decreto legislativo 10 settmebre 2003 n.276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30) , che svolgano attività di carattere stagionale nelle imprese agricole”.

Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria il decreto prevede che per i soggeti indicati dal comma 1, articolo 1, gli adempimenti

“si considerano assolti su scelta dal datore di lavoro, senza aggravi di costi per i lavoratori, mediante visita medica preventiva,

da effettuarsi dal medico competente o dal dipartimenti di prevenzione della ASL”.

Tale visita medica ha validità biennale, e consente al lavoratore di prestare la propria attività stagionale nel limite delle 50

giornate l’anno, anche in altre imprese agricole.

Ancora. “Gli enti bilaterali e gli organismi paritetici del settore agricolo e della cooperazione di livello nazionale

o territoriale possono adottare iniziative, anche utilizzando lo strumento della convenzione, finalizzate al favorire l’assolvimento

degli obblighi in materia di sorveglianza sanitaria, mediante convenzioni con le ASL per effettuare la visita medica preventiva

preassuntiva ovvero mediante convenzione con medici competenti in caso di esposizione a rischi specifici”.

In questo caso “il medico competente incaricato di effettuare la sorveglianza sanitaria non è tenuto ad effettuare

la visita degli ambienti di lavoro in relazione alle lavorazioni agricole di riferimento. Il giudizio di idoneità del

medico competente opera i suoi effetti nei confronti di tutti i datori di lavoro convenzionati”.

Per quanto riguarda la formazione e l’informazione gli adempimenti previsti per i lavoratori indicati dal decreto

vengono considerati “assolti mediante consegna al lavoratore di appositi documenti, certificati dalla ASL ovvero dagli enti bilaterali e

dagli organismi paritetici del settore agricolo e della cooperazione di livello nazionale o territoriale, che contengano indicazioni idonee a fornire conoscenze per l’identificazione,

la riduzione e la gestione dei rischi nonché a trasferire conoscenze e procedure utili all’acquisizione di competenze per lo svolgimento

in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e all’identificazione ed eliminazione, ovvero alla riduzione e gestione, dei rischi in ambiente di lavoro”.

Ai lavoratori provenienti da altri Paesi devono essere garantiti documenti formativi scritti nella propria lingua.

 Testo  Decreto interministeriale 27 marzo 2013.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 275 follower