PAGAMENTO IMPORTO AGGIUNTIVO PENSIONATI EURO 154,94 ANNO 2012

novembre 15, 2012

Si richiama l’attenzione sul Messaggio 13 novembre 2012, n. 18510 con cui l’Inps  fornisce istruzioni in merito alla corresponsione ai pensionati per l’anno 2012 dell’importo aggiuntivo di euro 154,94 (lire 300.000).

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Premessa

Con circolare n. 68 del 20 marzo 2001 sono state fornite le informazioni relative alle modalità di attribuzione dell’importo aggiuntivo di euro 154,94 (lire 300.000), introdotto a partire dal 2001 dall’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (finanziaria 2001), per i titolari di pensioni il cui importo complessivo non superi il trattamento minimo e i cui redditi soddisfino le condizioni previste.

Si riepilogano di seguito le circolari che hanno illustrato le modalità con le quali è stato disposto provvisoriamente il pagamento dell’importo aggiuntivo per ciascun anno, in attesa della verifica reddituale:

- circolare n. 183 del 18 ottobre 2001;

- circolare n. 163 del 31 ottobre 2002;

- circolare n. 173 del 6 novembre 2003;

- circolare n. 144 del 25 ottobre 2004;

- circolare n. 119 del 14 dicembre 2005;

- circolare n. 139 del 5 dicembre 2006.

Vengono ora descritte le modalità con le quali viene disposto il pagamento dell’importo aggiuntivo per l’anno 2012, in via provvisoria, in attesa della verifica reddituale.

1. Pensioni interessate all’importo aggiuntivo di euro 154,94 (lire 300.000) per l’anno 2012

L’attribuzione dell’importo aggiuntivo è prevista per le tutte le pensioni, ad eccezione delle categoria di seguito indicate:

044 (INVCIV), 077 (PS), 078 (AS), 030 (VOBIS), 031 (IOBIS), 035 (VMP), 036 (IMP), 027 (VOCRED), 028 (VOCOOP), 029 (VOESO), 043 (INDCOM), 032 (VOBANC), 033 (IOBANC), 034 (SOBANC), 066 (CL), 094 (limitatamente agli assicurati ed ex dipendenti SPORTASS).

Sono state inoltre escluse:

- le pensioni eliminate;

- le pensioni supplementari (GP1AF02 = 5);

- le pensioni detassate per la convenzione sulla doppia imposizione (GP3CDTI(1) = 2);

- le pensioni con sostituzione Stato o rivalsa Enti locali (GP2BD06N = 108 o 109);

- le pensioni con pagamento localizzato presso uffici pagatori di Sede;

- le pensioni con importo mensile di dicembre 2012 uguale a zero.

2. Modalità di calcolo

Le procedure hanno provveduto ad attribuire provvisoriamente l’importo aggiuntivo per l’anno 2012, se l’importo della pensione ed i redditi memorizzati lo consentono.

Per le pensioni con decorrenza infrannuale, l’importo aggiuntivo è stato attribuito in dodicesimi ed il limite di reddito è stato rapportato ai mesi di percezione della pensione. L’importo è stato attribuito per intero, se spettante, considerando i limiti annuali nel caso in cui la pensione con decorrenza infrannuale sia abbinata con altra pensione con decorrenza anteriore.

Eventuali richieste presentate per situazioni non elaborate dovranno essere preliminarmente acquisite con procedura di ricostituzione per l’aggiornamento dei dati reddituali e successivamente segnalate in procedura “Booking office”.

3. Attribuzione dell’importo aggiuntivo a soggetti non titolari di pensioni INPS

Il comma 9 dell’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (finanziaria 2001) prevede che, qualora i soggetti interessati non risultino beneficiari di prestazioni presso l’INPS, il pagamento dell’importo aggiuntivo, negli stessi termini e con le medesime modalità indicate dalla norma, venga corrisposto dall’Ente individuato dal Casellario centrale dei pensionati.

4. Controllo sugli importi di pensione

Le procedure hanno verificato che l’importo complessivo delle pensioni memorizzate sul Casellario centrale dei pensionati non superasse il limite previsto per l’anno 2012.

E’ stata presa in considerazione la somma degli importi dell’anno 2012, stabilendo che:

se l’importo complessivo delle pensioni per l’anno 2012 (comprensivo delle maggiorazioni sociali e dell’incremento) è risultato maggiore di euro 6.407,94 nulla spetta al pensionato;

se l’importo complessivo delle pensioni per l’anno 2012 è risultato minore o uguale a euro 6.253,00 il pensionato ha titolo, se risultano soddisfatte le condizioni reddituali sue e del coniuge, all’intero importo aggiuntivo;

se l’importo complessivo delle pensioni per l’anno 2011 è risultato compreso tra euro 6.253,00 e 6.407,94, al pensionato spetta la differenza tra 6.407,94 e l’importo delle pensioni, sempre che risultino soddisfatte le condizioni reddituali proprie e del coniuge.

Nei casi in cui il pensionato sia titolare anche di prestazioni liquidate in regime di convenzione internazionale, per la verifica del limite reddituale è stato considerato anche l’importo del prorata estero, in aggiunta all’importo delle pensioni italiane.

5. Controllo dei redditi personali e del coniuge.

Se, sulla base degli importi delle pensioni, per l’anno 2012 è risultato il diritto all’importo di euro 154,94 (lire 300.000) o ad una parte dello stesso, le procedure hanno provveduto alla verifica dei requisiti reddituali del titolare e del coniuge.

Sono stati presi in esame i redditi del titolare e del coniuge memorizzati sull’archivio REDDITI.

A tali redditi sono state aggiunte le pensioni presenti sul Casellario.

L’importo aggiuntivo determinato con le modalità descritte al punto 4 è stato attribuito se i redditi personali non superano l’importo di euro 9.379,50. Qualora dallo stato civile memorizzato il pensionato sia risultato coniugato, si è provveduto a verificare anche il requisito reddituale coniugale; in tali casi il limite di reddito cumulato previsto è di euro 18.759,00 (non deve comunque essere superato il limite personale di euro 9.379,50).

6. Pensioni con decorrenza nell’anno 2012

Si è provveduto a calcolare l’importo aggiuntivo anche per le pensioni con decorrenza in corso d’anno rapportando sia i limiti di reddito che l’importo da corrispondere ai mesi di percezione della pensione.

7. Pensioni eliminate nel corso dell’anno

Le procedure non dispongono alcun pagamento per le pensioni eliminate.

La quota di importo aggiuntivo spettante, rapportata ai mesi di percezione della pensione, dovrà essere corrisposta a cura della Sede agli eredi o al titolare della pensione eliminata.

8. Aggiornamento del data base delle pensioni

Su tutte le pensioni esaminate dalla procedura, quindi anche per quelle escluse dal beneficio, si è provveduto alla memorizzazione del codice di movimentazione Q1 in GP1CMPNTIP e del codice 1 in GP1FMPNTIP.

Nel caso il cui l’importo aggiuntivo sia corrisposto, l’importo è memorizzato nel campo GP3EAGNT della sezione CUD relativo all’anno di corresponsione. Qualora l’importo aggiuntivo non spetti, nel campo in argomento viene memorizzato il valore 0 (zero).

Per i titolari di più pensioni l’importo è stato registrato sulla pensione sulla quale viene disposto il pagamento.

9. Aggiornamento dell’archivio CONGUAGLI

L’importo aggiuntivo spettante è stato memorizzato, come validato, sull’archivio CONGUAGLI.

L’importo è consultabile con la procedura ARTE.

10. Pagamento dell’importo aggiuntivo

L’importo aggiuntivo spettante viene corrisposto con la rata di pensione di dicembre 2012. Tale importo viene memorizzato in GP8MD52 con il codice 830.

11. Comunicazione ai pensionati

Per tutti i pensionati interessati la comunicazione di dettaglio del pagamento di dicembre 2012, visualizzabile sul sito http://www.inps.it, riporta l’importo aggiuntivo dovuto.

Il Mod. ObisM dell’anno 2013 riporterà un apposito literal con l’indicazione che l’importo dell’aumento per legge finanziaria 2001 attribuito a dicembre 2012 è stato pagato provvisoriamente in attesa della verifica dei redditi definitivi.

INQUADRAMENTO SALE GIOCHI

novembre 15, 2012

Con il Messaggio 13 novembre 2012, n. 18526 sotto riportato l’Inps risponde al quesito posto circa  l ‘inquadramento sala giochi.

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Sulla base della circolare n. 66/2010 che prende atto della risposta del Ministero del Lavoro all’ Interpello n. 21/2007 in ordine alle problematiche dell’ iscrizione all’ ENPALS dei lavoratori dipendenti dalle sale giochi, abbiamo acquisito dalla azienda….la dichiarazione di responsabilità circa “l’ esercizio in modo esclusivo dell’ attività di sale da gioco”.

Ciò comporta che i dipendenti devono essere obbligatoriamente iscritti presso l’ ENPALS ai fini previdenziali.

La problematica è la seguente.

Le Sale Gioco devono essere inquadrate nel settore Terziario CSC 70705 ed ISTAT 92.34.2 in quanto la loro attività non è assimilabile a quella delle Case da Gioco. Tale classificazione prevede il versamento dell’ IVS all’INPS.

Né sono assimilabili alle Sale Bingo, per le quali la circolare n.76/2002 ha previsto la classificazione nel settore Terziario C S C 7.07.09 e C A 4J in quanto le modalità in cui viene effettuato il gioco connotano l’ espletamento di attività di gestione di case da gioco, i cui dipendenti, devono essere assicurati all’ ENPALS a norma dell’ art. 3 punto 21) del Dlgs CPS 16/7/47 n.708.

Tale obbligo assicurativo deve intendersi esteso a tutti i dipendenti con qualifica impiegatizia ed operaia, compresi quelli adibiti alle attività di piccola ristorazione e di somministrazione di bevande svolte all’ interno della sala. Diversamente, per le sale giochi , la circolare 66/2010 prevede espressamente, che in caso di impiegati ed operai utilizzati per attività promiscua di sale gioco e pubblico esercizio, essi continueranno ad essere assicurati anche ai fini previdenziali presso l’INPS.

In conclusione il quesito posto riguarda l’inquadramento delle sale giochi che hanno dipendenti che versano l’IVS all’ENPALS.

Risposta

Nel punto 1 della circolare n. 66 del 18/5/2010 è stato chiarito che i lavoratori dipendenti delle case da gioco, sale scommesse e sale giochi devono essere iscritti all’Enpals, sempre che l’attività delle case da gioco, sale scommesse e sale giochi sia esercitata in modo esclusivo dal datore di lavoro.

Da ciò deriva che non sempre tali attività sono esercitate in maniera da dover automaticamente far assicurare i lavoratori dipendenti all’Enpals; questi ultimi, infatti, nel caso in cui l’attività abbia carattere promiscuo (essendo spesso le case da gioco e le sale giochi all’interno o annesse ai pubblici esercizi) e non vi sia autonomia tra tale attività rispetto a quella del pubblico esercizio, continueranno a essere assicurati anche ai fini previdenziali presso l’INPS.

Come precisato sempre al punto 1 della suddetta circolare, le imprese che svolgono questo tipo di attività vanno inquadrate nel settore terziario, sia nel caso in cui i lavoratori siano soggetti al regime previdenziale ENPALS (ai fini del versamento delle contribuzioni minori all’INPS), sia nel caso in cui i lavoratori debbano continuare a essere assicurati anche ai fini previdenziali presso l’INPS.

Nel caso in esame, se ricorrono i presupposti in base ai quali il versamento IVS per i lavoratori deve essere effettuato all’Enpals, alla sala giochi in questione non può essere attribuito il csc 70705, proprio perché tale csc va attribuito alla sala giochi i cui lavoratori debbano rimanere iscritti anche ai fini previdenziali all’INPS (con conseguente versamento anche dell’IVS all’INPS).

Invece, alla sala giochi in argomento andrà attribuito il c.s.c. 70709 con codice Ateco91 74846, con la descrizione di attività di servizi nel settore dello spettacolo (personale iscritto all’Enpals).

PUBBLICATA LEGGE ANTICORRUZIONE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

novembre 15, 2012

La legge 6 novembre 2012, n. 190    contenente le  disposizioni per la prevenzione e la repressione della  corruzione  e dell’illegalita’ nella pubblica amministrazione. risulta pubblicata nella  G.U. n.265 del 13-11-2012  ed entrera’ in vigore dal 28 c.m.

Di seguito si evidenziano gli aspetti   particolarmente significativi edel provvedimento.

Trafficvo di influenze illecite

Corruzione tra privati

Corruzione per atto contrario ai dfobveri d’ufficvio

Peculato

Abuso d’ufficio

Corruzione in atti giudiziari

Concussione

Delega al Governo sull’incadidabilita’ cponndannatio con sentenza definitiva

Fuori ruolo toghe

Dirigenti anticorruzione

Esclusione da appalti condannnati con sentenza

Istituzione pressio Prefetture imprese non soggette ad infiltrazioni mafiose

Codice comportamentyo etico dièpendenti pubblici

Divieto  dipendenti pubbliciu accetttasre compensi regali o altre utilita’ in connessiione con le funzioni espketaste

Ex eletti fermi un anno  dal termine del mandato politico prima di ricoprire un incarico dirigvenziale in P.A.

Magistrati ed Arbitrati

Per il testo della legge in questione cliccare il seguente link:http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190

AVVISO DRL L’AQUILA PROVE SCRITTE ESAME CONSULENTI LAVORO SESSIONE 2012

novembre 15, 2012

La Direzione regionale per il lavoro dell’ Abruzzo  ha pubblicato i nominativi dei componenti la Commissione di esami nonché i criteri
per lo svolgimento delle prove scritte per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro attraverso il sottostante
AVVISO

ISTRUZIONI INAIL PRESTAZIONI RECUPERO INTEGHRITA’ INFORTUNATI E TECNOPATICI

novembre 14, 2012

 In ordine all’argomento di cui al titolo,si richiama l’attenzione sulla circolare dell’Inail n.62/2012 sottoriportata

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Quadro Normativo

D.p.r. 30 giugno 1965, n. 1124: “Testo Unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Articoli 66, numero 5), 86, 89 e 127”;

D.m. 10 ottobre 1985: “Regolamentazione della gestione per conto dello Stato dell’assicurazione contro gli infortuni dei dipendenti statali attuata dall’Inail”;

Circolare Inail n. 20 del 1° aprile 1987: “Regolamentazione della gestione per conto dello Stato dell’assicurazione contro gli infortuni dei dipendenti statali attuata dall’Inail”;

Decreto legislativo 23 febbraio 2000, n.38: “Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n.144. Articolo 13”;

Legge 23 dicembre 1978, n. 833: “ Istituzione del servizio sanitario nazionale. Articolo 57”;

Legge 23 dicembre 2000, n. 388: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001). Articolo 95”;

Legge 27 dicembre 2002, n. 289: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003). Articoli 52 e 53”;

Decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81: “ Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Articolo 11, comma 5 bis e s.m.i.”;

Decreto legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n. 122: “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’ economica. Articolo 7”.

Premessa

Come noto, il comma 5 bis1 dell’articolo 11 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, introdotto dall’intervento correttivo del decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, riconferma2 espressamente il diritto degli infortunati e dei tecnopatici a tutte le cure necessarie per il recupero dell’integrità psicofisica, senza oneri a loro carico.

Tale diritto, declinato dal testo unico e richiamato dal suddetto comma 5 bis, è di diretta derivazione costituzionale tenuto conto che le cure necessarie al recupero della capacità lavorativa (attualmente dell’integrità psicofisica, a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 13 del decreto legislativo n.38/2000) sono senz’altro da annoverare tra i mezzi adeguati alle esigenze di vita che il secondo comma dell’art. 38 della Costituzione impone di assicurare agli infortunati sul lavoro e ai tecnopatici.

Peraltro, il citato intervento correttivo, se da una parte costituisce conferma di un diritto di rilevanza costituzionale, dall’altra, chiarisce inequivocabilmente3 che l’Inail continua a essere l’istituzione garante del diritto in questione. Infatti, l’ultima parte del citato comma 5 bis precisa che l’Istituto svolge il compito affidatogli dalla disposizione in esame e cioè quello di garantire il diritto degli infortunati e dei tecnopatici alle cure necessarie, con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza incremento di oneri per le imprese.

La disposizione in esame, in definitiva, risolve le incertezze interpretative emerse a seguito dell’entrata in vigore dei livelli essenziali di assistenza di cui al d.p.c.m. 29/11/2001 e successive modificazioni e degli artt. 52 e 53 della legge finanziaria per il 20034 con riferimento al principio di gratuità delle prestazioni sanitarie per gli assistiti Inail; infatti, la suddetta norma conferma che l’Istituto deve tenere indenni gli infortunati e i tecnopatici dalle spese connesse alle prestazioni curative necessarie al recupero dell’integrità psicofisica e, pertanto, deve sostenere l’onere delle prestazioni stesse ove non siano già assicurate dal sistema sanitario o erogate direttamente dall’Inail.

In buona sostanza, la norma in questione comporta il rimborso, da parte dell’Istituto, delle spese per prestazioni sanitarie sostenute dagli assistiti Inail5, con la sola condizione che tali prestazioni siano riconosciute necessarie dai medici dell’Inail stesso.

Ciò premesso, al fine di rendere effettiva la tutela degli assistiti nei termini su specificati, il tavolo tecnico per il nuovo modello sanitario istituito il 18 gennaio 2011 – prot. 0000244 – su indicazione del Direttore generale, ha proceduto alla:

  • definizione dell’ambito delle prestazioni sanitarie che devono essere garantite agli infortunati e ai tecnopatici in termini di priorità assoluta;
  • quantificazione sperimentale degli oneri finanziari connessi all’erogazione delle prestazioni suddette allo scopo di accertare i margini di miglioramento consentiti dalle risorse di bilancio e di ampliare la rosa delle prestazioni erogabili.

Di seguito, si illustrano le conclusioni raggiunte nel corso delle sedute del citato tavolo tecnico e si impartiscono le conseguenti istruzioni operative.

Definizione dell’ambito delle prestazioni sanitarie che devono essere garantite agli infortunati e ai tecnopatici

L’individuazione delle prestazioni sanitarie che l’Inail è tenuto a erogare agli infortunati e ai tecnopatici ai sensi dell’art. 11, comma 5 bis, del d.lgs. 81/2008 e s.m.i., è effettuata dalla stessa norma sopra citata, la quale fa riferimento esclusivamente alle cure necessarieal recupero dell’integrità psicofisica e non più anche a quelle utili di cui all’art. 95, l. 388/2000.

Ciò premesso, va anche rilevato che, come in precedenza specificato, la medesima norma individua il limite degli oneri che l’Istituto può sostenere per assolvere l’obbligo in questione nelle risorse finanziarie di bilancio disponibili a legislazione immutata, dal momento che non si devono prevedere maggiori oneri per le imprese intervenendo sulla tariffa dei premi.

Ne consegue che nell’ambito delle cure necessarie – che in base alla legislazione vigente non siano a carico del servizio sanitario – l’Istituto, in ragione della propria competenza istituzionale, deve comunque garantire a tutti i soggetti assicurati, ivi compresi i dipendenti statali e gli assistiti del settore marittimo, quelle aventi carattere di priorità, al fine di un pronto recupero dell’integrità psicofisica, della capacità lavorativa e del possibile reinserimento socio lavorativo.

Al riguardo, fatto salvo quanto previsto dal nuovo regolamento protesico, si fa presente che il rimborso delle cure a fronte di postumi stabilizzati è al momento differito, nell’ottica di dare priorità a quelle necessarie in fase acuta per una più pronta guarigione degli assicurati, anche con possibili effetti positivi in termini di riduzione della durata della inabilità temporanea assoluta al lavoro. Si ritiene, pertanto, che in una prima fase tali prestazioni debbano essere erogate per gliinfortuni e per le malattie professionaliin conseguenza elimitatamente al periodo di inabilità temporanea assoluta al lavoro.

Le prestazioni necessarie ammesse al rimborso, in questa prima fase, sono state individuate in specialità farmaceutiche o preparati per uso topico utilizzati in chirurgia, ortopedia, oculistica, dermatologia, neurologia e psichiatria.

Si riportano, di seguito, le specialità farmaceutiche, distinte per branca specialistica, rimborsabili a condizione che l’evento sia stato riconosciuto indennizzabile e che le stesse siano ritenute necessarie, durante il periodo di inabilità temporanea assoluta, dal personale medico dell’Istituto:

1. Chirurgia

1.1. Preparato per uso topico per ulcere croniche con tessuto fibrinoso o necrotico;

1.2. Preparati per uso topico a base antibiotica con e senza cortisone;

1.3. Garze impregnate di antisettico per cute lesa;

1.4. Crema antibatterica per ustioni;

1.5. Unguento per detersione enzimatica di piaghe necrotiche con e senza antibiotico;

1.6. Pomata antisettica;

1.7. Preparati a base di acido ialuronico con e senza antibiotico, nelle diverse formulazioni per favorire la riepitelizzazione della cute lesa.

2. Ortopedia

2.1 Preparati per uso topico a base di antinfiammatori in creme, pomate, gel, cerotti;

2.2 Preparati per uso topico a base di eparina sodica;

2.3 Miorilassanti;

2.4 Antidolorifici per os;

2.5 Immunoterapia batterica per il trattamento delle osteomieliti.

3. Oculistica

3.1 Farmaci per uso topico (pomate e/o colliri) a base antibiotica, con o senza cortisonico per il trattamento di infezioni esterne di occhio ed annessi;

3.2 Pomate per il trattamento di abrasioni, ferite ed ustioni corneo congiuntivali;

3.3 Colliri midriatici per processi flogistici del segmento anteriore e posteriore dell’occhio;

3.4 Farmaci ipotonizzanti (compresse) per il trattamento dell’ipertono oculare;

3.5 Farmaci vasoprotettori ed antitrombotici (compresse) per il trattamento di emorragie retiniche.

4. Dermatologia

4.1 preparati cortisonici topici per il trattamento di dermatiti da contatto;

4.2 prodotti anticheloidi ( in diversa formulazione);

4.3 antibiotici per il trattamento topico di ferite o ustioni infette.

5. Neurologia e psichiatria

5.1 Ansiolitici ed ipnoinducenti;

5.2 Miorilassanti;

5.3 Attivanti cerebrali;

5.4 Antivertiginosi;

5.5 Antidolorifici per os;

5.6 Farmaci per il trattamento dell’incontinenza urinaria in pazienti con vescica iperattiva;

5.7 Farmaci per il trattamento dei disturbi della motilità intestinale da varie cause.

Ai fini della rilevazione degli oneri sostenuti, in attesa delle necessarie implementazioni procedurali, le Direzioni regionali e le Strutture territoriali del settore marittimo dovranno trasmettere, con cadenza trimestrale, il numero e il costo delle specialità farmaceutiche rimborsate, secondo l’elenco sopra indicato, come da prospetto allegato (all.1) alla presente circolare.

Si fa presente inoltre che, al termine di questa prima fase di sperimentazione, nell’ipotesi in cui sussistano margini di miglioramento in termini di risorse disponibili, il rimborso potrà essere esteso ad altre prestazioni sanitarie, nonchè alle cure necessarie nel periodo successivo alla stabilizzazione dei postumi, sia per gli infortuni sia per le malattie professionali.

Istruzioni operative

Le Strutture in indirizzo provvederanno, nei termini sopra precisati e limitatamente alle specialità farmaceutiche sopra indicate, al rimborso delle stesse agli assicurati.

Ai fini del rimborso delle spese di cui sopra, sostenute durante il periodo di inabilità temporanea assoluta per gli infortuni e per le malattie professionali, l’assicurato dovrà produrre idonea prescrizione medica, nonché lo scontrino attestante l’acquisto del farmaco con indicazione del codice fiscale dell’assicurato medesimo e del codice ministeriale prodotto. Quest’ultimo codice è necessario per risalire al nome commerciale del farmaco.

La funzione sanitaria dell’Istituto collegandosi al sito di Federfarma ( http://www.federfarma.it/Farmaci-e-farmacie/Cerca-un-farmaco.aspx ) potrà ottenere tutti gli elementi necessari a esprimere il parere medico, positivo o negativo, ai fini dell’autorizzazione o del diniego al rimborso.

Al riguardo, si fa presente che solo nell’ipotesi in cui il medico riconosca i farmaci necessari rispetto all’evento lesivo in trattazione, potrà autorizzare il rimborso a condizione che i farmaci medesimi rientrino nell’elenco di cui sopra.

Si fa presente, inoltre, che l’autorizzazione al rimborso non potrà essere concessa nell’ipotesi di carenza assicurativa (eventi in franchigia con prognosi inferiore ai tre giorni), dal momento che tali eventi non sono assicurativamente rilevanti.

Gli oneri sono imputati al capitolo 378.04 del bilancio dell’Istituto.

Flusso procedurale

1. la richiesta di rimborso, redatta secondo il modulo allegato (all.2), relativa alla prescrizione medica recante data antecedente all’acquisto del farmaco e corredata di scontrino fiscale contenente gli elementi sopra specificati, perviene alla funzione amministrativa, dopo essere stata debitamente scansita e acquisita in pratica;

2. in caso di carenza di documentazione, la funzione amministrativa la richiede all’assicurato e se non perviene entro 15 giorni, definisce negativamente la richiesta dandone comunicazione all’assicurato, secondo il modulo allegato (all.3);

3.a seguito di riconoscimento del caso (modello 20I o modello 20I/bis), come regolare sia dal lato amministrativo sia dal lato sanitario (anche senza indennizzo), la funzione amministrativa invia la richiesta di rimborso e i relativi allegati alla funzione sanitaria che esamina la richiesta stessa;

4. nel caso in cui il farmaco, rientrante nell’elenco sopra indicato, risulti necessario al recupero dell’integrità psicofisica, la funzione sanitaria autorizza, in calce alla richiesta, il rimborso e invia il modulo alla funzione amministrativa;

5. la funzione amministrativa, su indicazione della funzione sanitaria,inserisce la spesa, nonché il codice relativo alla branca di appartenenza del farmaco e quello relativo ai singoli farmaci e provvede all’accoglimento della richiesta, dandone comunicazione all’interessato, secondo il modulo allegato (all. 4);

6. nel caso in cui il farmaco non risulti necessario al recupero dell’integrità psicofisica, la funzione sanitaria esprime, in calce alla richiesta, parere negativo e invia il modulo alla funzione amministrativa che respinge la richiesta dandone apposita comunicazione all’assicurato, secondo il modulo allegato (all.5);

7. nel caso in cui nella richiesta di rimborso vengano indicati più farmaci e alcuni di essi non risultino necessari al recupero dell’integrità psicofisica, si procede come ai punti precedenti, dandone comunicazione all’assicurato, secondo il modulo allegato (all.6).

Per quanto riguarda l’ipotesi in cui ricorrano i presupposti per l’esercizio del diritto di rivalsa, dovranno essere computate anche le spese sostenute dall’Istituto per il rimborso dei farmaci inclusi nell’elenco sopra indicato.

Si precisa, infine, che gli oneri sostenuti dall’Istituto per il suddetto rimborso dovranno essere caricati sulla posizione assicurativa (conto-certificato per il Settore navigazione) del datore di lavoro presso cui l’infortunio si è verificato; mentre per quanto riguarda in particolare i casi di malattie professionali si rinvia all’ allegato n. 2 della nota tecnica “Flusso procedurale per la trattazione delle denunce di malattia professionale” del 18 settembre 2003.

Nel far riserva di fornire ulteriori specifiche istruzioni operative e procedurali, anche per il settore navigazione, si invitano tutte le Strutture territoriali a una puntuale e scrupolosa osservanza delle disposizioni e istruzioni sopra impartite.

IL DIRETTORE GENERALE

________________________________________ 1. Che testualmente recita: “Al fine di garantire il diritto degli infortunati e tecnopatici a tutte le cure necessarie ai sensi del decreto del presidente della repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, l’Inail può provvedere utilizzando servizi pubblici e privati, d’intesa con le regioni interessate. L’Inail svolge tali compiti con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza incremento di oneri per le imprese”. 2. Cfr. gli artt. 66, n. 5, 86 e 89 t.u., 57 l. 23 dicembre 1978, n. 833 e 95, l. 23 dicembre 2000, n. 388. 3. Anche dopo l’entrata in vigore della legge costituzionale n. 3/2001 recante “Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione”. 4. Legge 27 dicembre 2002, n. 289 5. Compresi i dipendenti delle amministrazioni statali e gli assistiti ex Ipsema ai sensi della l. n. 122/2010

PASSAGGIO REGISTRO REVISORI CONTI AL MEF

novembre 14, 2012

In attuazione al decreto legioslativo n.39/12010 ,di recepimentom della direttiva 2006/43 Ce,relativa alle revisioni legali dei contio asnnuali e dei contio consolidati ,in data odierna trova attuazione il passaggio al Ministero Economia e Finanze la gestione del Registro dei reviosori legali,sinom ra di spettanza del Consioglio Nazionale dottori commercialistied esperti contabili,in conformita degli asccordi presi al riguardo.

Contestualmente al trasferimento del registro in questione ,si avra’ il passaggio dei relativi asrchivi,dando fine alle polemiche ed alle contestazioni da parte dei commercialisti ,che invano hanno rimarcato i positivi risultati registrati nell’impegno realizzzato in proposito negli anni scorsi,che peraltro non sono state condivise dai rappresentanti sindacali appartenenti all’Istituto nazionale dei revisori legali,facendo presente di esssere d’accordo al passaggio onde assicurare a tanti revispori un confacente e chiaro contesto normastivo  su cui fare affidamento.

ISTRUZIONI MINISTERO INFRASTRUTTURE RELATIVE AFFIDAMENTO INCARICHI PROGETTAZIONI

novembre 14, 2012

Le istruzioni di cui al titolo sono contenute nella sottostante circolare n.4536 del 30 ottobre 2012 ,pubblicata sulla Gazzertta Ufficiale n.265/12 , in cui si  prevede tra l’altro che risulta lergittimo affidare incarichi di progettazione diretta fino a 40 mila euro e l’ammissione al ricorso al prezzo piu’ basso per incvarichi al di sotto dei 100 mila euro.

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Con la presente circolare, sentito l’Ufficio Legislativo di  questo
Dicastero, si forniscono alcuni chiarimenti volti  alla  corretta  ed
uniforme  applicazione  della  normativa  in  materia  di   contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, resisi  necessari  a
seguito di segnalazioni all’uopo pervenute su questioni di  carattere
ermeneutico concernenti l’applicazione delle disposizioni di  cui  al
d.P.R.  5  ottobre  2010,  n.  207″  (Regolamento  di  esecuzione  ed
attuazione del d.lgs. 12 aprile 2006, n.  163,  recante  “Codice  dei
contratti pubblici relativi  a  lavori,  servizi  e  forniture”),  di
seguito, per brevita’, denominato regolamento.
1. Affidamento in economia. Limiti di importo previsti dagli articoli
267, comma 10, e 334,  comma  1,  del  d.P.R.  207/2010.  Servizi  di
architettura ed ingegneria
L’art. 4, comma 2, lettera m-bis) del decreto-legge 13.05.2011,  n.
70, come convertito con legge 12.07.2011, n. 106,  ha  modificato  il
comma 11 dell’art. 125 del codice, innalzando il limite  dell’importo
consentito per affidamento diretto in economia di servizi e forniture
da 20.000 euro a 40.000 euro. L’art. 267, comma 10,  del  regolamento
stabilisce che i servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria,  di
importo inferiore a 20.000 euro,  possono  essere  affidati,  secondo
quanto previsto dall’art. 125, comma 11,  del  codice,  nel  rispetto
dell’art. 125, comma 10, primo periodo.
Parimenti l’art. 334, comma 1, del regolamento prevede la procedura
di cottimo fiduciario per affidamenti “di importo pari o superiore  a
20.000 euro e fino alle soglie di cui  all’art.  125,  comma  9,  del
codice”.
Con riferimento alla soglia di 20.000  euro,  dalla  lettura  delle
norme del codice e regolamentari sopra indicate risulta  evidente  la
sussistenza  di  un  difetto  di  coordinamento   tra   le   medesime
disposizioni.
Al riguardo, come noto, in applicazione del principio di  gerarchia
delle fonti di cui al combinato disposto degli articoli 1 e  4  delle
c.d. preleggi, le disposizioni contenute in fonti di  rango  primario
prevalgono su quelle contenute in fonti di  rango  secondario  (siano
esse anteriori o successive salva, in quest’ultimo caso, l’ipotesi di
cc.dd. regolamenti di delegificazione, fattispecie, nella  quale  non
e’ sussumibile il d.P.R. n. 207/2010).
Pertanto,  si  chiarisce  che  l’importo  massimo  consentito   per
l’affidamento diretto di lavori, servizi  e  forniture  in  economia,
fatto salvo il disposto di cui all’art. 125, commi 6 e 10, del codice
dei contratti pubblici, e’ da intendersi pari a 40.000 euro.
L’art. 267, comma 10, del regolamento prima della modifica  operata
dall’art. 4, comma 15, lettera b-bis), del  decreto-legge  13  maggio
2011, n. 70, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  12  luglio
2011, n. 106 stabiliva che “I servizi di  cui  all’art.  252  il  cui
corrispettivo  complessivo  stimato,   determinato   secondo   quanto
stabilito dall’art. 262, sia inferiore a 20.000 euro  possono  essere
affidati secondo quanto previsto dall’art.  125,  comma  11,  secondo
periodo, del codice, nel rispetto  dell’art.  125,  comma  10,  primo
periodo, del codice medesimo”. A seguito della modifica  operata  dal
provvedimento normativo da  ultimo  cennato,  l’art.  267,  comma  10
prevede che “I servizi di  cui  all’art.  252  il  cui  corrispettivo
complessivo stimato, determinato secondo quanto  stabilito  dall’art.
262, sia inferiore a 20.000  euro  possono  essere  affidati  secondo
quanto previsto dall’art. 125, comma 11,  del  codice,  nel  rispetto
dell’art. 125, comma 10, primo periodo, del codice medesimo”.
Al riguardo, la soppressione del riferimento al secondo periodo del
comma 11 dell’art. 125 ha inteso assoggettare, integralmente, anche i
servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria al regime generale di
cui all’art. 125, comma 11, del codice dei contratti  ferma  restando
l’indicazione di tali servizi nel provvedimento di cui al citato art.
125, comma 10, primo periodo del medesimo codice.
2. Criteri di selezione dell’offerta per  l’affidamento  dei  servizi
attinenti all’architettura ed all’ingegneria di importo  inferiore  a
100.000 euro
L’art.  266  del  d.P.R.  n.  207/2010,  rubricato  “Modalita’   di
svolgimento della gara”, al comma 4, prevede  che  le  offerte  siano
valutate in conformita’ al criterio dell’offerta economicamente  piu’
vantaggiosa.
L’art.  261,  comma  1,  del  regolamento  dispone  che  i  servizi
attinenti l’architettura e l’ingegneria di importo pari o superiore a
100.000 euro siano affidati  dalle  stazioni  appaltanti  secondo  le
disposizioni previste dall’art. 91, comma 1, del codice e dal  titolo
II della parte III del medesimo d.P.R. n.  207/2010,  con  esclusione
dell’art. 267.
Di converso, per i servizi di importo stimato inferiore  a  100.000
euro,  l’art.  267,  al  comma  1,  stabilisce  l’applicazione  delle
disposizioni di cui all’art. 91, comma 2, del codice e del solo  art.
267 del regolamento: sono escluse, quindi, le  restanti  disposizioni
del titolo II della parte III del d.P.R. n. 207/2010.
Cio’ posto, dalla lettura del combinato disposto  delle  richiamate
norme regolamentari si evince che l’obbligo di utilizzo del  criterio
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa  previsto  dal  comma  4
dell’art.  266  -  inserito  nel  titolo  II  della  parte  III   del
regolamento – vige unicamente per gli affidamenti di importo  stimato
pari o superiore a  100.000  euro,  mentre  per  gli  affidamenti  di
importo inferiore a tale soglia e’ possibile operare una  scelta  tra
il  criterio  dell’offerta  economicamente  piu’  vantaggiosa  e   il
criterio del prezzo piu’ basso, tanto piu’ che il rinvio all’art. 91,
comma 2, del codice,  operato  dal  primo  comma  dell’art.  267  del
regolamento, implica l’obbligo di servirsi  della  procedura  di  cui
all’art. 57, comma 6, del codice, che contempla utilmente il  ricorso
ad entrambi i criteri di aggiudicazione.
3.  La  “forcella”  nelle  procedure  ristrette  relative  a  servizi
attinenti l’architettura e l’ingegneria
Il comma  2  dell’art.  4  del  decreto-legge  70/2011,  nel  testo
integrato  dalla  relativa  legge  di  conversione  n.  106/2011,  ha
modificato  il  comma  1  dell’art.  62  del   d.lgs.   n.   163/2006
reintroducendo la possibilita’  di  ricorrere  alla  c.d.  “forcella”
nelle procedure ristrette per l’acquisizione di servizi e forniture.
Il richiamato articolo, nella formulazione vigente, dispone:
“1. Nelle procedure ristrette relative  a  servizi  o  forniture,
ovvero a lavori di importo pari o superiore  a  quaranta  milioni  di
euro, nonche’ nelle procedure negoziate con pubblicazione di un bando
di gara e  nel  dialogo  competitivo  quale  che  sia  l’oggetto  del
contratto, le stazioni appaltanti, quando lo richieda la  difficolta’
o la complessita’ dell’opera, della fornitura o del servizio, possono
limitare il numero di candidati idonei che inviteranno  a  presentare
un’offerta, a negoziare, o a partecipare al dialogo, purche’  vi  sia
un numero sufficiente di candidati idonei.  Quando  si  avvalgono  di
tale facolta’, le stazioni appaltanti indicano nel bando  di  gara  i
criteri, oggettivi,  non  discriminatori,  secondo  il  principio  di
proporzionalita’  che  intendono  applicare,  il  numero  minimo  dei
candidati che intendono invitare, e, ove lo ritengano  opportuno  per
motivate esigenze di buon andamento, il numero massimo.”
L’art. 265, comma 1 del regolamento rubricato  “Numero  massimo  di
candidati da invitare” dispone:
“1. Per le procedure negoziate con pubblicazione di bando di gara
e nel dialogo competitivo, nel caso di in cui la stazione  appaltante
si avvale della facolta’ di cui all’art. 62,  comma  1,  del  codice,
qualora il numero dei candidati  in  possesso  dei  requisiti  minimi
previsti dal bando di gara risulta superiore a quello massimo fissato
nel bando stesso, la scelta dei soggetti  da  invitare  a  presentare
offerta viene effettuata per una meta’ arrotondata per difetto, sulla
base dei criteri di cui all’allegato  L  e  per  i  restanti  tramite
sorteggio pubblico.”
Tale ultima disposizione, che  disciplina  il  numero  massimo  dei
candidati da invitare  in  caso  di  utilizzo  della  “forcella”  per
l’affidamento di servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria, non
e’ stata modificata dal citato decreto-legge 70/2011  convertito  con
legge n. 106/2011 e, pertanto, contempla -  richiamando  il  disposto
del primo comma dell’art. 62 del codice nella formulazione previgente
alla modifica operata dal richiamato decreto legge – il ricorso  alla
“forcella”  unicamente  nelle  ipotesi  di  procedure  negoziate  con
pubblicazione di un bando di gara e di  dialogo  competitivo,  e  non
anche con riguardo alla procedura ristretta.
Pertanto, nel caso di utilizzo  della  “forcella”  nella  procedura
ristretta  per  l’affidamento  di  un  servizio  di  architettura  ed
ingegneria di importo pari o superiore alla  soglia  comunitaria,  e’
necessario  chiarire  se  la  scelta  dei  soggetti  da  invitare   a
presentare offerta debba  essere  effettuata  unicamente  secondo  le
modalita’ esplicitamente previste dall’art. 265 del regolamento (“per
una meta’ arrotondata per difetto, sulla  base  dei  criteri  di  cui
all’allegato L e per i restanti tramite sorteggio  pubblico”)  oppure
se si possano utilizzare altri criteri individuati ai sensi dell’art.
62 del codice da esplicitare e rendere noti  nel  bando,  ad  esempio
ricorrendo integralmente al sorteggio pubblico, e non  solo  per  una
meta’ arrotondata per difetto,  cosi’  come  previsto  dall’art.  265
citato, ovvero con altre modalita’.
La questione interpretativa  nasce  dal  difetto  di  coordinamento
sussistente tra le disposizioni normative de quibus.
Atteso, come gia’ ricordato,  che  il  regolamento  non  ha  natura
delegificante si chiarisce che, in conformita’ all’art. 62,  comma  1
del codice, le stazioni appaltanti,  oltre  alle  modalita’  indicate
espressamente nell’art. 265 del  regolamento,  possono  indicare  nel
bando di gara diversi criteri, purche’ oggettivi, non  discriminatori
e rispettosi del principio di proporzionalita’.
4. Avvalimento in servizi e forniture nei settori ordinari e speciali
L’art. 49, comma 1, del codice prevede l’istituto dell’avvalimento,
oltre che per le gare di  lavori,  anche  per  quelle  di  servizi  e
forniture; inoltre ai sensi dell’art. 50, comma  4,  le  disposizioni
del medesimo articolo riferite ai lavori pubblici  si  applicano,  in
quanto compatibili, ai sistemi legali vigenti di  attestazione  o  di
qualificazione nei servizi e forniture.
L’art. 88 del regolamento rubricato “Contratto  di  avvalimento  in
gara e qualificazione mediante avvalimento” e’ inserito nel  capo  II
del titolo III della parte II del regolamento che disciplina i lavori
nei settori ordinari.
Con riferimento ai servizi e forniture non e’ presente un  richiamo
espresso  al  citato  art.  88  ovvero   l’indicazione   di   analoga
disciplina.
Atteso che dalla lettura  congiunta  di  entrambe  le  disposizioni
normative sopra richiamate risulta di tutta evidenza  che  l’istituto
dell’avvalimento sia applicabile anche ai servizi e  alle  forniture,
ne deriva la circostanza che ove manchi il contratto  di  avvalimento
(sia in lavori che  in  servizi  e  forniture)  ci  sara’  violazione
dell’art. 49, c. 1,  lettera  f)  del  codice  e  che  tale  mancanza
comportera’ l’esclusione del concorrente dalle  procedure  selettive.
Al riguardo si significa che la carenza in argomento  si  concretizza
sia nell’ipotesi  di  “mancanza  materiale”  del  contratto,  che  in
presenza di un difetto costitutivo e giuridicamente  rilevante  dello
stesso  (contratto   nullo,   sottoposto   a   condizione   meramente
potestativa ovvero altre ipotesi di nullita’ del contratto).
Cio’ premesso, si chiarisce che  il  legislatore  per  i  contratti
pubblici di lavori, attesa la specificita’ degli stessi,  ha  inteso,
in seno all’art. 88, comma 1, lettera a)  del  regolamento,  chiarire
che il contratto di avvalimento debba avere  un  oggetto  determinato
(quindi, per esempio, con allegazione specifica e identificata  delle
risorse prestate), mentre,  per  servizi  e  forniture,  non  essendo
espressamente richiamato, e,  pertanto,  applicabile  l’art.  88,  lo
stesso legislatore di rango secondario ha voluto  consentire  che  il
contratto di avvalimento possa avere anche un  oggetto  determinabile
ai sensi dell’art. 1346 del codice civile (“L’oggetto  del  contratto
deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile”).
Pertanto, a norma del citato art. 1346 c.c., ove un contratto abbia
un oggetto indeterminato, lo stesso sara’ da reputarsi nullo e quindi
“mancante” a norma dell’art. 49, comma 1, lettera f) del  codice  dei
contratti, con la  conseguenza  che  l’avvalimento  e’  da  ritenersi
illegittimo.
Analoghe considerazioni valgono con riferimento ai settori speciali
in virtu’ degli articoli 230, 232 e 233 del codice e  dell’art.  339,
comma 1, lettera l) del regolamento.
5. Avvalimento e subappalto
Ulteriore problematica concerne la correlazione tra  avvalimento  e
subappalto.
L’art. 49, comma 10, del codice prevede che  il  contratto  sia  in
ogni caso eseguito dall’impresa che partecipa alla gara,  alla  quale
e’  rilasciato  il  certificato  di  esecuzione  dei  lavori,  e  che
l’impresa ausiliaria possa assumere il ruolo  di  subappaltatore  nei
limiti dei requisiti prestati.
Pertanto occorre chiarire gli effetti applicativi  derivanti  dalla
correlazione tra i due istituti.
Al  riguardo,  nel  rilevare  che  l’art.  118  del  codice  deriva
dall’art. 18 della legge n. 55/90 ed ha, quindi,  rilevanza  anche  a
fini di ordine pubblico e di lotta alla criminalita’ organizzata,  si
chiarisce che l’art. 49, comma 10 del codice non puo’  essere  inteso
come derogatorio rispetto alle disposizioni di cui all’art. 118 della
medesima norma, ma deve essere effettuata attenta lettura tra le  due
norme in combinato disposto.
Il citato art. 49, comma  10  nel  consentire  ai  concorrenti,  in
conformita’ alla normativa comunitaria tesa a  garantire  la  massima
concorrenza, di presentarsi  in  gara  mediante  avvalimento,  lascia
l’onere organizzativo dei lavori, servizi e forniture tutto  in  capo
al concorrente, che usufruira’ solo di risorse di terzi (ausiliario).
A norma dell’art. 118 del codice, e’ consentito ai  concorrenti  di
partecipare alle procedure selettive con dichiarazione di subappalto,
purche’ nei limiti dello stesso art. 118.
Segnatamente, per quanto  concerne  i  lavori,  con  riguardo  alla
categoria prevalente, entro il limite del 30%, mentre, per  le  altre
categorie scorporabili non e’ indicato alcun limite; per i servizi  e
le forniture, tale quota  e’  riferita  all’importo  complessivo  del
contratto.  Per  i  lavori,  si  richiama,  altresi’,   la   speciale
disciplina relativa alle disposizioni di cui all’art. 37,  comma  11,
del codice.
Tali limiti sono stati individuati in  quanto  con  il  subappalto,
l’appaltatore deleghera’ a terzi compiti organizzativi  e  quindi,  a
differenza di quanto avviene nel mero avvalimento, allochera’  rischi
su terzi.
Cio’ posto, l’art. 49, comma 10,  del  codice  consente  di  mutare
l’avvalimento in subappalto, allorche’ il concorrente  che  partecipa
utilizzando la procedura dell’avvalimento possa, in  sede  esecutiva,
trasformare lo stesso  in  subappalto,  qualora,  ad  esempio,  nella
stessa fase esecutiva, si renda conto che i compiti organizzativi che
aveva  mantenuto  in  capo  a  se’  attraverso  l’utilizzo  del  mero
avvalimento  si  rivelino  di  complessa  realizzazione,   decidendo,
pertanto, di chiedere un maggior apporto al terzo, (trasformandolo da
mero ausiliario in subappaltatore) e, cio’ anche nell’interesse della
buona esecuzione del contratto.
Tuttavia, cio’  potra’  avvenire  nel  rispetto  dei  limiti  posti
dall’art. 118 del codice per cui, a titolo esemplificativo, nel  caso
di avvalimento per meta’ dei requisiti di gara, lo stesso non  potra’
divenire subappalto del 50% (e quindi oltre il  limite  del  30%)  ma
potra’  mutare  in  subappalto  per  il  30%   massimo,   utilizzando
l’istituto dell’avvalimento per il  restante  20%;  ovviamente,  sono
fatte salve le ipotesi di lavorazioni o attivita’  scorporabili,  per
le  quali   un   avvalimento   complessivo   delle   stesse   potra’,
specularmente, mutare in  subappalto  complessivo.  Analogamente,  la
trasformazione   de   qua   dovra’   essere,   altresi’,   rispettosa
dell’assunto di cui  all’art.  49,  comma  10,  del  codice,  laddove
consente   all’impresa   ausiliaria   di   assumere   il   ruolo   di
subappaltatore “nei limiti dei requisiti prestati”, nel senso che  un
avvalimento del 10% dei requisiti potra’ divenire un subappalto  fino
al 10%, nonostante il limite normativamente imposto sia pari al 30%.
La facolta’ di trasformazione dell’avvalimento  in  subappalto  non
puo’, pero’,  essere  esercitata  in  modo  automatico,  dovendo,  di
converso, l’appaltatore, necessariamente, proporre l’istanza all’uopo
prescritta e rispettare le  disposizioni  di  cui  all’art.  118  del
codice  (a   titolo   esemplificativo,   conferire   un   prezzo   al
subappaltatore con un ribasso non superiore  al  20%  dei  valori  di
offerta  -  a  nulla  valendo  l’eventuale  prezzo   concordato   per
l’avvalimento  -  e  trasferendo  al  subappaltatore  i  costi  della
sicurezza per le attivita’ realizzate,  anche  se  questi  non  erano
dovuti in costanza di mero avvalimento).
6. Documenti da allegare al contratto per l’acquisizione  di  beni  e
servizi
L’art. 137  del  regolamento  rubricato  “Documenti  facenti  parte
integrante del contratto” al comma 3 prevede che i documenti indicati
al comma 1 possono anche non essere materialmente  allegati,  purche’
siano  conservati  dalla  stazione  appaltante  e  controfirmati  dai
contraenti, ad eccezione del capitolato speciale e dell’elenco prezzi
unitari, che  devono  essere  materialmente  allegati  al  contratto.
L’articolo in parola si riferisce ai contratti pubblici di lavori. Il
regolamento non fornisce alcuna indicazione in  merito  ai  contratti
relativi ai servizi e alle forniture. In proposito si  chiarisce  che
il principio enunciato all’art. 137, comma 3, deve essere  applicato,
in via analogica, anche ai contratti  aventi  ad  oggetto  servizi  e
forniture, in quanto compatibile.
7. Acquisizione del DURC per i contratti di servizi  e  forniture  di
importo inferiore a 20.000 euro
Un’ulteriore  problematica   riguarda   il   documento   unico   di
regolarita’ contributiva (DURC). Il decreto legge 29  novembre  2008,
n. 185 convertito con legge n. 2/2009 prevede, all’art. 16-bis, comma
10, che le stazioni appaltanti pubbliche  acquisiscano  d’ufficio  il
DURC, anche attraverso strumenti informatici, dagli istituti o  dagli
enti abilitati al rilascio in tutti i casi in cui e’ richiesto  dalla
legge.
In conformita’ a tale assunto, il regolamento prevede, all’art.  6,
comma 3, le fasi in cui il DURC, in corso di validita’, debba  essere
acquisito d’ufficio.
Nello specifico:
“3 …Omissis…
a) per la verifica  della  dichiarazione  sostitutiva  relativa  al
requisito di cui all’art. 38, comma 1, lettera i), del codice;
b) per l’aggiudicazione del contratto ai sensi dell’art. 11,  comma
8, del codice;
c) per la stipula del contratto;
d)  per  il  pagamento  degli  stati  avanzamento  lavori  o  delle
prestazioni relative a servizi e forniture;
e) per il certificato  di  collaudo,  il  certificato  di  regolare
esecuzione, il certificato di verifica di conformita’, l’attestazione
di regolare esecuzione, e il pagamento del saldo finale.”
Il decreto-legge  n.  70/2011  convertito  con  legge  n.  106/2011
stabilisce, all’art. 4, comma 14-bis, che per i contratti pubblici di
forniture e servizi fino a 20.000  euro  stipulati  con  la  pubblica
amministrazione e con le societa’ in  house,  i  soggetti  contraenti
possano produrre una dichiarazione sostitutiva in luogo del documento
di regolarita’ contributiva, e che le amministrazioni procedenti sono
tenute ad effettuare  controlli  periodici  sulla  veridicita’  delle
dichiarazioni sostitutive.
Cio’ posto, occorre chiarire  -  in  riferimento  ai  contratti  di
forniture e servizi fino a 20.000 euro – a quali fasi della procedura
individuate in seno all’art. 6, comma 3, del regolamento si  applichi
la novella introdotta dal decreto-legge  n.  70/2011  convertito  con
legge n. 106/2011 e, pertanto, se si possa procedere  all’affidamento
ed  alla  successiva  stipula  di  un  contratto  solo   sulla   base
dell’autocertificazione.
Al  riguardo,  anche  se  la  richiamata  norma  si  riferisce   ai
“contratti stipulati” e ai “soggetti  contraenti”,  alla  luce  della
ratio della stessa, finalizzata  ad  introdurre  criteri  di  massima
semplificazione e  alla  riduzione  degli  oneri  amministrativi,  si
chiarisce che, limitatamente ai contratti di forniture e servizi fino
a 20.000 euro, fermo  restando  l’obbligo  di  controllo  a  campione
dell’amministrazione in ordine alla veridicita’ di quanto  dichiarato
dai contraenti ai sensi del  d.P.R.  n.  445/2000,  la  dichiarazione
sostitutiva relativa alla regolarita’ contributiva e’ ammissibile per
tutte le fasi individuate dall’art. 6, comma 3 del  regolamento,  ivi
inclusa la fattispecie recata dalla lettera c) relativa alla  stipula
del contratto.
8. Verifica triennale. Partecipazione delle  imprese  alle  procedure
selettive.
L’art. 77, comma 1 del d.P.R. n.  207/2010  dispone  “In  data  non
antecedente a  novanta  giorni  prima  della  scadenza  del  previsto
termine  triennale,  l’impresa  deve  sottoporsi  alla  verifica   di
mantenimento dei requisiti presso la stessa  SOA  che  ha  rilasciato
l’attestazione   oggetto   della   revisione,   stipulando   apposito
contratto.  Qualora  l’impresa  si  sottoponga  a  verifica  dopo  la
scadenza del triennio di validita’ dell’attestazione, la  stessa  non
puo’ partecipare alle gare  nel  periodo  decorrente  dalla  data  di
scadenza del triennio sino alla data di effettuazione della  verifica
con esito positivo.”
Il successivo comma 3 prevede che la SOA nei quarantacinque  giorni
successivi alla stipula del contratto compie la procedura di verifica
triennale e che la procedura puo’ essere  sospesa,  per  chiarimenti,
per un periodo non superiore a quarantacinque  giorni,  trascorso  il
quale e, comunque, trascorso un periodo complessivo non  superiore  a
novanta giorni dalla stipula  del  contratto,  la  SOA  e’  tenuta  a
dichiarare l’esito della procedura secondo le  modalita’  individuate
nel comma 7 del medesimo art. 77.
Il comma 7 dispone che “Dell’esito della procedura di  verifica  la
SOA informa l’impresa e l’Autorita’, inviando all’Osservatorio  entro
il termine di cui al comma 3, con le modalita’ previste dall’art.  8,
comma  7,  l’attestato  revisionato  o  comunicando   all’impresa   e
all’Autorita’ l’eventuale  esito  negativo;  in  questo  ultimo  caso
l’attestato decade dalla data indicata nella comunicazione,  comunque
non successiva alla  data  di  scadenza  del  triennio  dal  rilascio
dell’attestazione. L’efficacia della verifica decorre dalla  data  di
scadenza del triennio dalla data di rilascio della attestazione;  ove
la verifica sia compiuta dopo la scadenza predetta, l’efficacia della
stessa decorre dalla data di adozione della verifica.”
La previgente disciplina recata  dall’art.  15-bis  del  d.P.R.  n.
34/2000 stabiliva che almeno sessanta giorni prima della scadenza del
previsto termine triennale, l’impresa doveva sottoporsi alla verifica
di mantenimento dei requisiti presso la stessa SOA che ha  rilasciato
l’attestazione oggetto della revisione e che la SOA nei trenta giorni
successivi doveva compiere la prescritta istruttoria.
Rispetto   alla   previgente   disciplina,   il   nuovo    disposto
regolamentare non prevede un  termine  finale  per  la  richiesta  di
verifica triennale da parte dell’impresa.
Cio’ posto, sono pervenute richieste di chiarimento in ordine  alla
corretta interpretazione della normativa che  disciplina  l’efficacia
temporale delle attestazioni SOA.
Al  riguardo,   alla   luce   della   normativa   vigente   nonche’
dell’orientamento  interpretativo  reso  dal  Consiglio   di   Stato,
Adunanza plenaria del 18 luglio 2012, sent. n. 27, si  chiarisce  che
l’impresa in pendenza del rilascio del rinnovo dell’attestazione SOA,
puo’ partecipare alle procedure selettive nel caso in cui  la  stessa
abbia richiesto di sottoporsi  alla  verifica  triennale  (stipulando
apposito contratto con la SOA) prima  della  scadenza  del  triennio.
L’assunto de quo trae giuridico fondamento dal combinato disposto dei
citati commi 1 e 7 dell’art.  77  del  regolamento,  la  cui  lettura
congiunta consente di operare una  distinzione  del  regime  all’uopo
applicabile in base alla tempestivita’, o meno,  della  richiesta  di
verifica triennale. Infatti, nell’ipotesi in cui la  richiesta  venga
formulata dopo che sia spirato  il  termine  triennale  di  efficacia
della verifica, il comma 1  dell’art.  77  espressamente  dispone  il
divieto di partecipazione per le imprese interessate  alle  procedure
selettive, con la conseguenza che, ai sensi del comma 7, la  verifica
positiva operera’ ex nunc.
A tale regime fa eccezione  la  differente  ipotesi  in  cui  venga
effettuata una richiesta tempestiva di verifica che, anche allo scopo
di garantire una maggiore apertura del mercato  seppur  nel  rispetto
del   superiore   interesse   pubblico,    consente    l’ultravigenza
dell’attestazione, in  pendenza  dell’espletamento  della  procedura,
purche’ attivata  nei  termini,  atteso,  peraltro,  che,  come  gia’
ricordato, la norma (art. 77, comma 1) prevede  la  preclusione  alla
partecipazione alle procedure selettive  unicamente  in  presenza  di
richiesta tardiva.
9. Costi della sicurezza e utili d’impresa – art. 131  del  d.lgs  n.
163/06 – allegato XV punto 4, d.lgs  81/2008  -  art.  32  d.P.R.  n.
207/2010
Il codice dei contratti, in varie disposizioni ed in particolare in
quelle contenute in seno all’art. 131, comma 3, dispone che gli oneri
della  sicurezza  -  necessari  per  l’eliminazione  dei  rischi   da
interferenze che derivano dalla stima effettuata nel P.S.C. ai  sensi
dell’art.  100  del  d.Lgs.  n.  81/2008  e  secondo  le  indicazioni
dell’allegato XV allo stesso con specifico riferimento al punto  4  -
“vanno evidenziati nei bandi di gara e non sono  soggetti  a  ribasso
d’asta”. Tale previsione e’ altresi’ contenuta nel punto  4.1.4.  del
citato allegato XV al d.lgs n.  81/2008:  “I  costi  della  sicurezza
cosi’ individuati, sono compresi nell’importo totale dei  lavori,  ed
individuano la parte del  costo  dell’opera  da  non  assoggettare  a
ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici”.
Ai sensi dell’art. 32, comma 4, lettera e), del regolamento tra  le
spese generali comprese nel prezzo dei lavori  (e  percio’  a  carico
dell’esecutore) sono escluse le spese  relative  alla  sicurezza  nei
cantieri non assoggettate a ribasso.
Pertanto, appare di tutta evidenza, che i  costi  della  sicurezza,
che  rappresentano  quella  parte   del   costo   di   un’opera   non
assoggettabile  a  ribasso  d’asta,  sono  da  ritenersi  comprensivi
unicamente della quota relativa alle  spese  generali  e  sono  privi
della quota di utile di impresa, in quanto, trattandosi di costi  per
la sicurezza non soggetti – per legge – a ribasso d’asta in  sede  di
offerta, sono sottratti alla logica concorrenziale di mercato.
Roma, 30 ottobre 2012

Il direttore generale per la
regolazione
e i contratti pubblici
Veca

EMENDAMENTI SU TASSAZIONI IN LEGGE STABILITA’ 2013

novembre 14, 2012

Di seguito si evidenziano le modifiche che in materia di tassazioni risultano apportate al contenuto originario del disegno di legge di stabilita’ del 2013.

 1)  L’emendamento approvato  interviene in modo radicale sulle disposizioni dell’articolo 19 del dl 201 del 2011 prevedendo:

- lo slittamento dell’entrata in vigore dei nuovi tributi sui beni e sulle attività finanziarie dal 2011 al 2012. Ciò comporta che i versamenti effettuati nell’estate del 2012 sono da considerare di fatto come pagamenti in acconto.

- per tutti gli immobili detenuti all’estero e che siano utilizzati come prima abitazione spetta l’aliquota ridotta dello 0,4%.

- per questi immobili e per gli immobili non locati, assoggettati però a Imu estera, non si devono corrispondere le imposte sui redditi.

- per tutti i conti correnti e i libretti di risparmio, indipendentemente dal fatto che siano detenuti in paesi della Ue o See o meno, si applica l’imposta fissa di 34,20 euro.

 2) Per l’Irap ,l’intervento  mira a ridurre l’imposizione specifica mediante la tecnica di incremento delle deduzioni dalla base imponibile con effetto dal periodo di imposta 2014.  ,prevedendo::

- l’incremento delle deduzioni forfetarie per i lavoratori assunti a tempo indeterminato che sono attualmente stabilite nella misura di 4.600 euro e di 9.200 euro nel caso di lavoratori impiegati nelle regioni del Sud. Le deduzioni vengono portate, rispettivamente, a 7.500 e 15 mila euro. Ulteriore incremento è previsto in relazione ai lavoratori con meno di 35 anni;

- l’importo delle deduzioni per i soggetti che hanno un valore della produzione non superiore a 181.059,91 euro.

3) Maggiori detrazioni per le famiglie con figli.  e quindi  vantaggi alle famiglie numerose:.Infatti con l’emendamento fiscale alla legge di stabilità lo sconto fiscale, per i redditi fino a 15.000 euro, sale con due figli fino a 1.693 euro, 311 in più rispetto alla attuale normativa. Con 4 figli la detrazione reale arriva a 3.500 euro (+643 euro) sempre per la fascia di reddito di 15.000 euro.

Con le norme attuali le detrazioni per i figli sono pari a 800 euro (900 euro nel caso di bambini sotto i tre anni di età). Con l’emendamento fiscale alla legge di stabilità dei relatori aumentano di 180 euro e passano dunque rispettivamente a 980 e 1.080 euro.

  Ma in presenza di più figli i benefici sono maggiori e abbracciano anche le fasce di reddito più alte.

OPERATIVI SCONTI PREMI INAIL DIPENDENTI AGRICOLI

novembre 13, 2012

 Con la  sottostante circolare n.61/2012 ,l’Inail  fornisce le oistruzioni operative per gli sconti dei premi per i lasvoratori subordinati agriucoli ,che ,previsti dal lla legge finanziaria n.247/07,diventano operrsativi a distanza di un quinquennio.

Per ottenere il riconboscimento dello sconto per l’anno in corso occorre presentare apposita istanza telematica ,mentre per gli anni dal 2008 al 2011 ,si procedera’   d’ufficio.

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Organo: DIREZIONE GENERALE – DIREZIONE CENTRALE RISCHI
Documento: Circolare n. 61 del 9 novembre 2012 Oggetto: Legge 24 dicembre 2007, n. 247 – art. 1, comma 60 –, applicazione della riduzione contributiva per l’assicurazione dei lavoratori agricoli. Nuovo servizio telematico in via esclusiva.

Quadro Normativo

  • d.p.r. n. 1124 del 30 giugno 1965: “Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” e successive modifiche ed integrazioni. Artt. 1, 4 (nn. 1 e 5), 29, 30 (commi 1 e 4), 41, 42 e 116 (comma 3);

  • d.m. 8 agosto 1996 e s.m.i.: “Rivalutazione delle prestazioni economiche dell’Inail dal 1° gennaio 1996 per il settore agricoltura”;

  • d.m. 12 dicembre 2000: ” Nuove tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali delle gestioni industria, artigianato, terziario, altre attività e relative modalità di applicazione”;

  • d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82“Codice dell’amministrazione digitale”, come modificato e integrato dal decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235. Art. 5-bis: “Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche”;

  • legge 3 agosto 2007, n. 123: “Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia”;

  • legge 24 dicembre 2007, n. 247“Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale”;

  • d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81: “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” e s.m.i.;

  • d.m. 3 dicembre 2010: Approvazione della delibera n.79 del Presidente-Commissario straordinario dell’Inail del 21 aprile 2010, concernente la “Riscrittura a tariffa vigente dell’art. 24 del decreto ministeriale 12 dicembre 2010″;

  • d.p.c.m. 22 luglio 2011: “Comunicazioni con strumenti informatici tra imprese e amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’articolo 5-bis del Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni”.

Premessa

Tra le altre disposizioni il c.d. protocollo sul welfare1, prevede2 che, con effetto dal 1° gennaio 2008, Inail applica una riduzione in misura non superiore al venti per cento dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti, entro il limite annuo di venti milioni di euro.

La riduzione si applica esclusivamente sulla percentuale di contribuzione versata ad Inps ai fini dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali e solo in presenza delle condizioni di seguito individuate.

Ambito soggettivo di applicazione

La riduzione è concessa alle imprese:

a) in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro previsti dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e successive modificazioni e dalle specifiche normative di settore, nonché con gli adempimenti contributivi e assicurativi; b) che abbiano adottato, nell’ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro; c) che non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio o siano state destinatarie dei provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo 5 della legge 3 agosto 2007, n. 1233.

Al beneficio sono ammesse, dunque, solo le aziende, in regola con gli adempimenti contributivi ed assicurativi, che:

  • sono attive da almeno un biennio, intendendosi per tali le aziende che, nelle due annualità precedenti, hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro (sia a tempo indeterminato che determinato) regolarmente denunciato all’Istituto attraverso la dichiarazione trimestrale della manodopera occupata (modello DMAG/Unico);

  • hanno adottato, nell’ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro. Il requisito è soddisfatto allorché le aziende abbiano specificamente indicato nel documento di valutazione del rischio “il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza” ovvero abbiano provveduto ai sensi dell’art. 29 comma 5 del d.lgs. 81/2008 ad autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi, disponendo anche l’indicazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza4;

  • non hanno registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio. Il biennio di riferimento è quello che immediatamente precede l’annualità cui si riferisce lo sconto5. Sono, pertanto, escluse le aziende con data inizio attività successiva al primo gennaio del biennio di osservazione. Nel biennio non devono essere presenti infortuni “denunciati” sia a seguito di certificato medico che di denuncia del datore di lavoro. Non è esclusa l’applicabilità della riduzione dalla presenza di infortuni in itinere od infortuni in franchigia, ovvero di infortuni definiti negativamente nel biennio di attività e non successivamente (in questo secondo caso configurandosi, infatti, nel biennio l’ipotesi dell’infortunio denunciato). Allo stesso modo la presenza di malattia professionale, stante le particolari caratteristiche che ne tipizzano tempi di emersione ed accertamento, non esclude l’applicabilità dello sconto.

  • non sono state destinatarie di provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 5 della legge 3 agosto 2007, n. 123. Tale requisito, dichiarato dall’azienda al momento della presentazione dell’istanza, sarà oggetto di successive verifiche da parte di Inail, d’intesa con le Direzioni territoriali del lavoro.

Modalità e termini per la presentazione dell’istanza. Nuovo servizio telematico in via esclusiva.

L’applicazione del beneficio è subordinata alla presentazione di apposita richiesta di ammissione come da modello allegato. Per l’attuazione della previsione normativa è stato realizzato da Inail un apposto servizio telematico, da utilizzare come modalità esclusiva6, in tutto analogo a quello previsto per lo sconto ex art. 24, del d.m. 12.12.2000 e s.m.i.. A regime l’istanza dovrà essere presentata nel periodo intercorrente tra il 1° giugno e il 30 giugno di ogni anno. Per il corrente anno le istanze devono essere presentate a partire dal 12 novembre e fino al 30 novembre 2012, considerato termine ultimo. Al fine della presentazione della domanda, il titolare non presente nella Banca dati in quanto non assicurato Inail – deve effettuare la registrazione sul sito dell’Istituto come di seguito specificato:

  1. collegarsi al sito www.inail.it;

  2. selezionare Registrazione;

  3. accedere alla sezione Registrazione utente generico;

  4. compilare con i suoi dati la maschera “Registrazione utente generico” avendo cura di scegliere il gruppo “Azienda non soggetta all’assicurazione Inail” e, infine, cliccare su “salva”.

L’utente che si è registrato riceverà all’indirizzo e-mail, che ha indicato nella maschera “Registrazione utente generico”, un messaggio con l’indicazione di una password. Con il proprio codice fiscale e la password, l’utente entrerà sul sito http://www.inail.it, sportello virtuale “Punto cliente”, dove selezionerà la funzione “Ditte non Inail” – “Anagrafica” (Nuova ditta) e compilerà una maschera con tutti i dati anagrafici della ditta. A questo punto, verrà attribuito alla ditta il numero di “codice cliente” e un numero di pin (4 cifre). Dopo aver effettuato il primo accesso ai servizi di Punto cliente e aver personalizzato la password, la ditta potrà accedere all’applicazione Modulo riduzione agricoli, presente nella citata sezione “Punto cliente”. Le aziende già registrate, effettuando l’accesso ai servizi di Punto cliente, potranno visualizzare la procedura Modulo riduzione agricoli.
Nel caso in cui il datore di lavoro decida di avvalersi di un intermediario già autorizzato all’accesso su “Punto cliente”, questi avrà la possibilità di procedere alla presentazione dell’istanza di riduzione per i clienti in delega, senza effettuare altre operazioni; se la ditta non è ancora inserita nelle deleghe del consulente del lavoro, perché non soggetta a Inail, il consulente medesimo potrà effettuare le operazioni di registrazione per conto della ditta come sopra descritto. La procedura rilascia all’utente ricevuta della presentazione dell’istanza attraverso l’invio di un messaggio di posta elettronica. In caso di difficoltà a eseguire le sopraindicate operazioni è possibile ricevere assistenza contattando il Contact center integrato Inps/Inail al numero 803164.

Successivo iter istruttorio

a) Inail

A seguito della presentazione dell’istanza la procedura provvederà in automatico a scartare le ditte che presentano infortuni denunciati nel biennio precedente, ammettendo al beneficio solo le altre. I provvedimenti di reiezione verranno generati in automatico dalla medesima procedura a firma del dirigente della Sede Inail competente per territorio. La lista delle domande ammesse, prodotta in automatico da procedura, verrà trasferita ad Inps che dovrà provvedere al controllo di regolarità contributiva.

b) Inps

L’Istituto ritrasferirà a Inail la lista definitiva delle aziende da ammettere allo sconto entro il 31 dicembre dell’anno successivo (31.12.2013 per le istanze presentate nel 2012). La tempistica è collegata sia ai termini di pagamento dei contributi agricoli unificati che, com’è noto, devono essere pagati entro il giorno 16 del quinto mese successivo a quello di presentazione del modello DMAG/Unico trimestrale, sia alla circostanza che il controllo di regolarità contributiva può essere effettuato solo successivamente alla scadenza del termine di pagamento dei contributi relativi all’ultimo trimestre dell’anno oggetto di verifica7.

Calcolo percentuale di sconto

Sulla base delle istanze presentate e dei controlli effettuati da Inps e Inail sarà possibile individuare le aziende beneficiarie dello sconto e calcolare la relativa percentuale di riduzione spettante per il 2012 – che sarà fissata con successiva determina del Presidente dell’Inail – dandone comunicazione a Inps che ammetterà a sgravio le aziende in questione, computando la percentuale comunicata da Inail nella contribuzione dovuta per il primo trimestre dell’annualità successiva a quella in cui scade il termine di pagamento dei contributi relativi all’anno oggetto dello sconto8. La riduzione contributiva verrà applicata in aggiunta ad altre riduzioni dovute alle aziende di riferimento.

Applicazione della riduzione per le annualità pregresse (2008-2009-2010-2011)

Per tali annualità, tenuto conto dell’impossibilità, trattandosi di annualità già trascorse, di operare in base a previa istanza di ammissione al beneficio, secondo quanto previsto dalla norma, si è deciso d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali9di applicare la riduzione d’ufficio alle aziende, attive da almeno un biennio10, che non hanno denunciato infortuni nel medesimo periodo, riservandosi gli Istituti la possibilità di effettuare verifiche sul possesso degli ulteriori requisiti previsti. Allo stato si procederà al calcolo della percentuale di riduzione per la sola annualità 2011, annualità per la quale il computo è possibile in quanto Inail è in possesso di tutti i dati necessari ed ha già avviato le attività per la determinazione della aliquota di riduzione in questione, che sarà fissata sempre con provvedimento del Presidente dell’Inail.

IL DIRETTORE GENERALE

Allegato: modello per la presentazione on line dell’istanza di riduzione.

________________________________________ 1. Legge 24 dicembre 2007, n. 247 “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonchè ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale (pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007). 2. Art. 1, comma 60 3. Ad oggi art. 14, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come modificato dall’art. 11, decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106 4. Nota del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 24.05.2011 n. 9314. 5. Le annualità fanno riferimento all’anno solare. Esempio: per il 2012 il biennio di riferimento è 1° gennaio 2010 – 31 dicembre 2010 / 1° gennaio 2011 – 31 dicembre 2011. 6. La realizzazione del nuovo servizio telematico è prevista nel “Programma di informatizzazione delle comunicazioni con le imprese”, approvato con determina del Commissario straordinario n 216 del 5 luglio 2012. 7. Es. IV trimestre 2012, scadenza 16 giugno 2013. 8. Esempio annualità 2012: il versamento dei contributi agricoli a Inps si completa nel giugno 2013. Inail riceve da Inps le liste definitive nel dicembre 2013. Lo sgravio è attribuito nel 2014. 9. Note del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 24.05.2011, n. 9314 e del 20.09.2012, n. 13330. 10. Le annualità fanno riferimento all’anno solare. Esempio: per il 2011 il biennio di riferimento è 1° gennaio 2009 – 31 dicembre 2009/1° gennaio 2010 – 31 dicembre 2010.

FINANZIAMENTI PER ATTIVITA’ FORMATIVE E COMPETITIVITA’ IMPRESE

novembre 13, 2012

 Il decreto direttoriale n. 829 del 26 ottobre 2012, emesso dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali – allo scopo di sostenere le iniziative a
vantaggio dei lavoratori, aggiornando ed accrescendo le loro competenze, e a
vantaggio delle imprese, sviluppandone la competitività – assegna, ripartite tra
le Regioni, risorse pari ad euro 100.000.000,00, per l’anno in corso. La norma
che sovrintende lo stanziamento è la Legge n. 236 del 1993.

Le Regioni
ripartiranno le risorse con priorità per i lavoratori delle Pmi (piccole e medie
imprese).

Le iniziative che il decreto direttoriale elenca sono: piani
formativi di tipo aziendale, territoriale e settoriale; misure di sostegno al
reddito per lavoratori disoccupati o a rischio di esclusione dal mercato del
lavoro; voucher individuali con priorità per lavoratori di qualsiasi impresa
privata con età superiore ai 45 anni, lavoratori di qualsiasi impresa privata in
possesso del solo titolo di licenza elementare o d’istruzione obbligatoria,
giovani disoccupati con contratto di lavoro non rinnovato alla data del 31
dicembre 2011 per il reinserimento in azienda e il sostegno al reddito;
interventi di formazione continua a supporto dello sviluppo
dell’autoimprenditorialità; infine, azioni e interventi volti al ricollocamento
dei lavoratori percettori di ammortizzatori sociali negli anni 2010-2012, anche
eventualmente avvalendosi degli enti di formazione e/o organismi accreditati e/o
autorizzati all’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro.

  Il testo integral


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