DECRETO SVILUPPO: MISURE DI SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA PER PRIVACY

 Il decreto legge sullo sviluppo n.70/2011,in vigore dal 14.5.2011,contiene numerose disposizioni relative a misure di semplificazione amministrativa,   rispetto a cui di seguito si  evidenziano quelle  relative  alla  privacy

 Le semplificazioni su tale materia  sono disciplinate  dall’art.6 del decreto sviluppo,che ,dopo aver previsto nel comma 1 lettera a)  quanto segue::

1. Per ridurre  gli  oneri  derivanti  dalla  normativa  vigente  e
gravanti in particolare sulle piccole e medie imprese sono  apportate
con il seguente provvedimento, operativo in una logica  che  trovera’
ulteriori sviluppo, le modificazioni che seguono:
    a)  in  corretta  applicazione   della   normativa   europea   le
comunicazioni relative alla  riservatezza  dei  dati  personali  sono
limitate alla tutela  dei  cittadini,  conseguentemente  non  trovano
applicazione nei rapporti tra imprese;

 nel comma 2 aggiunge  :” Conseguentemente, alla disciplina vigente  sono  apportate,  tra
l’altro, le seguenti modificazioni:
    a) al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono  apportate
le seguenti modificazioni:
      1) all’articolo 5 e’ aggiunto in fine il seguente comma:
        “3-bis. Il trattamento dei dati personali relativi a  persone
giuridiche, imprese, enti o associazioni  effettuato  nell’ambito  di
rapporti intercorrenti esclusivamente tra i medesimi soggetti per  le
finalita’ amministrativo – contabili, come definite all’articolo  34,
comma 1-ter, non e’ soggetto all’applicazione del presente codice.”

In questo modo ,la legislazione italiana si allinea a quella degli altri Paesi europei,Austria esclusa,in quanto si stabilisce   che  la  protezione della riservatezza dei dati personali è limitata ai cittadini (cioè alle persone fisiche) e non trova applicazione nei rapporti tra imprese; o meglio i dati delle persone giuridiche, imprese, enti e associazioni (quindi non solo, come ora previsto, i dati relativi alle attività economiche) possono essere trattati senza vincoli, purchè si tratti di trattamenti per le normali finalità amministrativo-contabili ,la cui definizione è fornita dallo   stesso decreto,che  modificando il comma 1-bis dell’art. 34 sulle misure di sicurezza per i trattamenti dei dati con strumenti informatici , chiarisce che: “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, i trattamenti effettuati per finalità amministrativo-contabili sono quelli connessi allo svolgimento delle attività di natura organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile, a prescindere dalla natura dei dati trattati. In particolare, perseguono tali finalità le attività organizzative interne, quelle funzionali all’adempimento di obblighi contrattuali e precontrattuali, alla gestione del rapporto di lavoro in tutte le sue fasi, alla tenuta della contabilità e all’applicazione delle norme in materia fiscale, sindacale, previdenziale-assistenziale, di salute, igiene e sicurezza sul lavoro”

Il punto 2 del comma dell’art.6 del decreto in esame contiene una seconda rilevante modifica ,che concerne l’informativa di cui all’art.13 del Codice dellaPrivacy per  curricula trasmessi spontaneamente dagli interessati.

Infatti  ,premesso che il predetto art.13 stabilisce che:

” 1. L’interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali sono previamente informati oralmente o per iscritto circa:

a) le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati;

b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;

c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;

d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di responsabili o incaricati, e l’ambito di diffusione dei dati medesimi;

e) i diritti di cui all’articolo 7;

f) gli estremi identificativi del titolare e, se designati, del rappresentante nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 5 e del responsabile. Quando il titolare ha designato più responsabili è indicato almeno uno di essi, indicando il sito della rete di comunicazione o le modalità attraverso le quali è conoscibile in modo agevole l’elenco aggiornato dei responsabili. Quando è stato designato un responsabile per il riscontro all’interessato in caso di esercizio dei diritti di cui all’articolo 7, è indicato tale responsabile.

il comma 2 dell’art.6  dispone che all’articolo 13, comma 5, disp e’ aggiunto in  fine  il  seguente
comma:
        “5-bis. L’informativa di cui al comma 1 non e’ dovuta in caso
di ricezione di curricula spontaneamente trasmessi dagli  interessati
ai fini dell’eventuale instaurazione di un  rapporto  di  lavoro.  Al
momento del primo contatto successivo all’invio  del  curriculum,  il
titolare e’ tenuto a fornire all’interessato,  anche  oralmente,  una
informativa breve contenente almeno gli elementi di cui al  comma  1,
lettere a), d) ed f). .”

Quanto sopra significa che,  soltanto in  un momento successivo   al primo contatto  ,  il titolare del trattamento,ad esempio   l’azienda che convoca l’interessato ,  durante il colloquio con il candidato,  : finalità e modalità del trattamento; soggetti che possono venire a conoscenza dei dati in quanto responsabili o incaricati del trattamento e ambito di diffusione dei dati; indicazione delle modalità per conoscere l’identità di tutti i responsabili del trattamento.

In relazione a quanto sopra  , il decreto sviluppo  inserisce  nell’art. 24 del Codice dellaPrivacy  un’apposita esclusione dell’obbligo del consenso per il trattamento dei dati dei curricula ricevuti. Infatti, il punto 3) del comma 2 dell’art. 6 del decreto  recitache: “all’art. 24, comma 1, lettera g) le parole: “anche in riferimento all’attività di gruppi bancari e di società controllate o collegate” sono soppresse” e dopo la lettera i) è aggiunta la lettera i-bis) che prevede che il trattamento dei dati comuni può essere effettuato senza consenso quando riguarda dati contenuti nei curricula, nei casi di cui all’articolo 13, comma 5-bis”.

Inoltre ,in forza della lettera 1 ter aggiunta all’art.24 del Codice dall’art.6 comma 2 punto ,si stabilisce che con esclusione della diffusione e fatto  salvo  quanto previsto  dall’articolo  130  del  presente   codice,   riguarda   la
comunicazione di dati tra societa’, enti o associazioni con  societa’
controllanti, controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del
codice civile ovvero con  societa’  sottoposte  a  comune  controllo,
nonche’ tra consorzi, reti di imprese e raggruppamenti e associazioni
temporanei di imprese  con  i  soggetti  ad  essi  aderenti,  per  le
finalita’ amministrativo contabili, come  definite  all’articolo  34,
comma 1-ter, e purche’ queste finalita’ siano previste  espressamente
con   determinazione   resa   nota    agli    interessati    all’atto
dell’informativa di cui all’articolo 13.”;

Proseguendo l’esame dell’art.6 comma 2 ,si perviene al n.4 ,secodo cui  l’esonero  dall’obbligo del consenso riguarda anche i dati sensibili contenuti nei curricula, infatti i detto numero 4  introduce una apposita deroga all’interno del comma 3 dell’art. 26 del Codice, inserendo dopo la lettera b) la nuova lettera b-bis che prevede che il comma 1 (obbligo di consenso scritto per il trattamento dei dati sensibili) non si applica al trattamento “dei dati contenuti nei curricula, nei casi di cui all’articolo 13, comma 5-bis”.

In tema di semplificazione amministrativa ,un punto molto importante è quello presente nel numero 5 dell’art.6 comma2 del decreto sviluppo,poichè lo stesso introduce l’esonero dall’obbligo di predisposizione del DPS (Documento Programmatico per la Sicurezza). Infatti, il punto 5) del comma 2 dell’art. 6 del decreto sostituisce il comma 1-bis dell’art 34 del Codice stabilendo che: “Per i soggetti che trattano soltanto dati personali non sensibili e che trattano come unici dati sensibili e giudiziari quelli relativi ai propri dipendenti e collaboratori, anche se extracomunitari, compresi quelli relativi al coniuge e ai parenti, la tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza è sostituita dall’obbligo di autocertificazione, resa dal titolare del trattamento ai sensi dell’articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di trattare soltanto tali dati in osservanza delle misure minime di sicurezza previste dal presente codice e dal disciplinare tecnico contenuto nell’allegato B”.

Come si vede l’ampliamento dell’agevolazione è molto ampio ,in quanto:

 

a)   non si parla più solo di dati sanitari e sindacali, ma si parla ora di tutti i dati sensibili e giudiziari;

 b) nella versione precedente la platea degli interessati era ristretta a dipendenti e collaboratori, mentre nella versione del decreto per lo sviluppo, il trattamento di dati di coniugi e parenti del dipendente è compatibile con la semplificazione.

 

 Inoltre nela disposizione in parola si stabilisce , che: “In relazione a tali trattamenti, nonché a trattamenti comunque effettuati per correnti finalità amministrativo-contabili, in particolare presso piccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani, il Garante, sentiti il Ministro per la semplificazione normativa e il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, individua con proprio provvedimento, da aggiornare periodicamente, modalità semplificate di applicazione del disciplinare tecnico contenuto nel citato allegato B) in ordine all’adozione delle misure minime di cui al comma 1”.

L’ultima modifica in materiadi semplificazioni  riguardanti la privacy è contenuta nel numero 6 dell’art.6 comma 2 del decrto esaminato  ,che aginge  all’articolo 130, comma 3-bis, del dec.legvo n.196/03, dopo  le  parole:  “mediantel’impiego del telefono” sono inserite le  seguenti:  “e  della  posta cartacea” e dopo le parole:  “l’iscrizione  della  numerazione  della quale e’ intestatario” sono inserite le seguenti: “e degli altri dati personali di cui all’articolo 129, comma 1,”;

In questo modo   il decreto estende  anche  al  marketing fatto per postala validità  del” registro delle opposizioni”,  così che  gli operatori di marketing diretto potranno utilizzare anche gli indirizzi degli abbonati contenuti nell’elenco telefonico per finalità promozionali senza dover preventivamente   chiedere il consenso , a meno che  da questi ultimi non risulti richiesta  l’iscrizione del proprio numero telefonico e del proprio indirizzo presso il registro delle opposizioni di recente istituito dalla L. n. 166/09 

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