INDICAZIONI INPS INDENNITA’ MOBILITA’ IN DEROGA

L’INPS con il  Messaggio 12 ottobre 2010, n. 25593 fornisce indicazioni sull’ Implementazione della  procedura informatica mobilità in deroga  Centrale  ed istruzioni in merito  a detta prestazione ,i cui aspetti si evidenziano di seguito.

  In primo luogo l’Istituto rende noto che la procedura informatica per l’erogazione della mobilità in deroga sarà implementata prevedendo la riduzione automatica della prestazione in applicazione dell’art. 19 co. 9 del D.L. n. 185/2008 convertito in legge n. 2/2009 e detta riduzione   verrà effettuata secondo i   criteri a suo tempo concordati con il Ministero del Lavoro ,che prevedono quanto segue:

1) L’importo dell’indennità di mobilità in deroga è determinato preliminarmente, come per l’indennità di mobilità ordinaria, prendendo a riferimento l’80% della retribuzione teorica lorda spettante comprensiva delle sole voci fisse non legate alla presenza che compongono la busta paga, aggiungendo gli eventuali ratei di tredicesima e quattordicesima, tenendo conto dei limiti massimi stabiliti ogni anno con apposita circolare, detratta un’aliquota contributiva del 5,84%.

 2) L’erogazione della mobilità in deroga è assoggettata alle seguenti percentuali di riduzione: per i primi 12 mesi, anche non continuativi, non si applica alcuna percentuale di riduzione; dal 13° al 24° mese si applica una riduzione del 10%; dal 25° al 36° mese si applica la riduzione del 30%; dal 37° mese in poi si applica la riduzione del 40%.

3) L’indennità di mobilità in deroga può essere riconosciuta     come prima concessione ai lavoratori nella seguente situazione: ai lavoratori licenziati da aziende non destinatarie di mobilità ordinaria (assenza di domanda in DS-WEB).

 4) In relazione a quanto sopra consegue che l’importo della indennità di mobilità in deroga sarà: per i primi 12 mesi l’importo determinato al p. 1); dal 13° mese in poi, come per i lavoratori destinatari di mobilità ordinaria, l’importo sarà pari all’80% dell’importo lordo corrisposto nei primi 12 mesi, senza però operare la detrazione dell’aliquota contributiva del 5,84%. All’importo così determinato si applicheranno le riduzioni nelle misure percentuali e secondo le modalità indicate al punto 2).

 5) Gli importi erogati sono assoggettati alle ritenute IRPEF. L’importo dell’indennità non può mai essere superiore all’importo della retribuzione percepita durante il rapporto di lavoro. 

In secondo luogo il messaggio in esame  tratta della   definizione del  flusso della mobilità in deroga ed in proposito avverte che si   sono svolte apposite riunioni con otto Regioni del Nord e del Centro-Sud, rappresentative del territorio nazionale, per la definizione del flusso procedurale tecnico-amministrativo atto ad una corretta erogazione della indennità di mobilità in deroga e ad un puntuale monitoraggio della spesa uniformando conseguentemente su! territorio i comportamenti delle Direzioni INPS e delle Regioni. A tal fine è stato esaminato un tracciato grafico predisposto dall’Istituto per l’acquisizione da parte di INPS e Regioni dei dati necessari.

 Il flusso in argomento, per la concessione della prestazione di mobilità in deroga, condiviso dal Ministero del Lavoro, e dai rappresentanti degli Assessorati al Lavoro delle Regioni e di Italia Lavoro dei quali sono stati recepiti i suggerimenti, è così articolato nelle due sotto riportate ipotesi ricorrenti:

 A) 1) l’azienda licenzia i lavoratori e richiede il relativo provvedimento autorizzatorio alla Regione fornendo l’elenco dei lavoratori beneficiari; 2) La Regione invia l’autorizzazione all’INPS con l’elenco dei lavoratori beneficiari dell’accordo di messa in mobilità; 3) l’INPS, verificato il possesso dei requisiti di legge da parte dei beneficiari, preso atto del provvedimento autorizzatorio regionale, eroga la prestazione.

B) 1) i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità perché licenziati per giustificato motivo oggettivo o dimessisi per giusta causa senza diritto all’indennità di mobilità ordinaria o lavoratori comunque rientranti in fattispecie previste dagli Accordi Quadro regionali per la concessione della mobilità in deroga, presentano direttamente all’INPS la relativa domanda; 2) l’INPS compila l’elenco dei lavoratori di cui al precedente punto 1) e lo trasmette alla Regione per la relativa autorizzazione; 3) l’INPS, verificato il possesso dei requisiti di legge da parte dei beneficiari, preso atto del provvedimento autorizzatone regionale, eroga la prestazione.

Al riguardo si sottolinea che l’ipotesi B) è un’ipotesi del tutto eccezionale e limitata alle situazioni in cui non è possibile seguire l’ipotesi A).

 Il messaggio precisa, infine, che l’Istituto provvederà ad automatizzare il controllo del livello di concessione (prima concessione; prima, seconda, terza proroga e successive) con la conseguente applicazione del relativo abbattimento dell’importo della prestazione, come specificato nella nota al tracciato di flusso.

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