E’ DOVUTO IL CONTRIBUTO ADDIZIONALE PER INTEGRAZIONE SALARIALE IN DEROGA ?

E’ noto che  :

-nel caso di utilizzo della Cassa Integrazione ordinaria   le aziende devono  versare un contributo addizionale commisurato  sugli importi dell’integrazione  pari a:
· 4% per le imprese fino a 50 dipendenti
· 8% per le imprese con oltre 50 dipendenti

  (Art.12  n.2 legge n.164/75)

-nel caso di utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria    le aziende devono  versare un contributo addizionale calcolato sugli importi dell’integrazione  pari a :

 al 3% se occcupano sino  a 50 dipendenti

  al 4,50 % se occupano oltre 50 dipendenti

 (Art 8 comma 1 dec.legge n 86/88 convertito in legge n.160/88)   
 E’ noto altresì che il contributo addizionale non è dovuto nel caso di eventi oggettivamente non evitabili (cause di forza maggiore, caso fortuito ecc.) ,tenendo presente che per il calcolo della base occupazionale occorre tenere presenti tutti i lavoratori occupati, compresi gli apprendisti, i dirigenti ed i lavoranti a domicilio. 

Premesso quanto sopra e considerato   che ,in relazione  alle persistenti e gravi difficoltà del sistema produttivo   nazionale , che coinvolge  in modo particolare i datori di lavoro ed i lavoratori ,che ,in mancanza delle condizioni e dei requisiti  stabiliti dalla  previsione normativa, non possono far ricorso  alla cigo ed alla cigs,il legislatore ha introdotto  in tempi recenti  ,accanto  agli    ammortizzatori sociali ordinari ,quell c.d in deroga ,in cui risulta compresa     l’integrazione salariale ,da qualcuno  viene posta la domanda se pure i datori di lavoro   che fanno ricorso a tale ammortizzatore sociale sono tenuti  a versare  all’Inps  il contributo addizionale ,di cui all’art.12 della legge n. 164 della legge 164/75 ed all’art.8 della legge n.160/88.

La risposta che si è orientati a sostenere risulta essere negativa per le  considerazioni che di seguito si  riportano

In primo luogo l’esclusione  dovrebbe essere  insita     nella stessa denominazione  della prestazione in parola , che  essendo   definita   in  deroga, significa che essa  fa   eccezione alle regole proprie della disciplina generale della cigo e della cigs, a meno che le stesse non siano  espressamente  richiamate ,cosa che non risulta per l’art.12 della legge n.164/75 ,nè per l’art.8 comma 1 del dec.legge n.86/88 convertito in legge n.160/88

In secondo luogo è da dire che   alla  fattispecie in esame   si confà il principio  secondo cui quando il legislatore ha inteso   veder applicate  determinate previsioni normative ,lo ha detto esplicitamente,mentre ha taciuto in caso contrario ed in merito  sembra appropriato  al riguardo  ad esempio    riportarsi all’ art.7 ter comma 6 della legge n.33/09,che richiede ai lavoratori   di essere in possesso di un anzianita’ aziendale di almeno 90 giorni  anche per  poter bene ficiare del trattamento previdenziale di cig in deroga ,cosi come   previsto dall’art.8  comma 3 della gia citata legge n.160 per la cig straordinaria  .

In terzo luogo si richiama l’art.12 della legge n.164/75 che ,escludendo  il contributo addizionale per eventi oggettivamente non evitabili ,    si ritiene   appropriato applicare anche alle situazioni di ricorso all’ integrazione salariale in deroga, posto che ,    i casi di ricorso   alla stessa si basano   su fattori di per sè  non evitabili , esssendo   ascrivibili a situazioni di difficoltà   emerse in ambito nazionale ed internazionale comportanti una  particolare ricaduta  sui volumi produttivi delle imprese  di ridotte dimensioni o sui volumi di attività delle stesse e di conseguenza sull’occupazione.

In terzo luogo ,con riferimento al sistema produttivo dell’ Abruzzo,non si può non  tener conto del sisma del 6 aprile  2009,che ,quanto meno  per le imprese coinvolte del “cratere” e di quelle comunque coinvolte non può non  venire  considerato evento non evitabile agli effetti esaminati in questa sede.

In quarto luogo  non appare possibile   non  tener conto della lettera circolare del Ministero  del Lavoro -Direzione Generale Ammortizatori sociali n.14/0005251 del 30.3.2009 relativa alla definizione degli ambiti di applicazione della crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto ai sensi dell’art.1 comma 1 lettera e) del Decreto Ministeriale n.31826 del 18.12.2002, da cui si arguisce   essere necessario chiarire  che l’evento improvviso ed  imprevisto è riferibile non solo  a  fattispecie ascrivibili a cause di forza maggiore, caso fortuito ,ecc. ,ma occorre tener    presenti   anche   tutte quelle situazioni in cui rilevano la riduzione delle commesse,la perdita di quote di mercato nazionale o la riduzione del  medesimo,la contrazione delle esportazioni ,la difficoltà di accesso al credito e  la conseguente determinazione   di una situazione occupazionalr cui far fronte con  lo  strumento della cig.

A fronte  delle indicazioni ministeriali di cui sopra ,non sembra fuori luogo   fare un  accostamento   tra   evento imprevisto ed improvviso ed evento non evitabile, così da ammettere l’esonero del contributo addizionale per il ricorso alla cig in deroga.

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