INCENTIVI VECCHI E NUOVI PER ASSUNZIONI PREVISTI DALLA LEGISLAZIONE STATALE

 Sono numerose le norme della legislazione statale ,che, al fine  di promuovere nuove opportunità di lavoro e per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di determinate categorie di persone espulse dai processi produtivi     ,prevedono in favoro dei datori di lavoro  agevolazioni normative ,contributive ed incentivi  economici   in caso di assunzioni con rapporto  subordinato a tempo indeterminato o determinato,pieno o parziale .

 Prima di trattare delle    varie tipologie di incentivi esistenti nell’ordinamento giuridico nazionale , cominciando da quelli vecchi, proseguendo con  quelli nuovi e concludendo con quelli nuovissimi, in quanto introdotti  a decorrere  dall’1.1.2010    dalla legge finanziaria  del corrente anno ,giova ricordare   che per accedere ai benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale per i datori di lavoro  devono sussistere   le seguenti condizioni :

 1)rispettare gli accordi e contratti collttivi nazionali,regionali,territoriali o aziendali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

2) essere in regola con   la normativa del lavoro  ,compresa quella sulla sicurezza;

 3) essere in pssesso della regolarità contributiva,attestabile   dal Durc .

Peraltro si ritiene confacente evidenziare che circa la condizione di cui al n 1),occorre precisare che in particolare  che sia rispettata  soltanto la parte economica e  normativa degli accordi e contratti collettivi riguardante il trattamento dei lavoratori  e non anche quella obbligatoria ,che regolamenta i rapporti tra le parti stipulanti ,istituendo organismi paritetici , come ad esempio gli enti bilaterale,l’adesione ai quali non appare condizione per  ottenere i benefici.

1. ASSUNZIONE  LAVORATORI IN     MOBILITA’

L’ argomento trova disciplina nella legge n.223/91 , che nei confronti delle aziende che assumono lavoratori posti in mobilità  riconosce particolari agevolazioni contributive ed economiche ,sottolineando che vi sono due tipologie di lavoratori in mobilità:

- operai, impiegati e quadri con contratto di lavoro a tempo indeterminato che hanno diritto all’indennità di mobilità ai sensi della legge n.223/1991 ;

  – gli altri lavoratori che sono soltanto iscritti alle liste di mobilità ma non godono della relativa indennità economica, secondo quanto previsto dalla legge n.236/1993  .

A queste due tipologie, corrispondono agevolazioni contributive in parte diverse ,a cui  possono accedere   le aziende che non abbiano effettuato nei 12 mesi precedenti riduzione di personale avente la stessa qualifica dei lavoratori da assumere.Infatti:

   A) nel caso di lavoratori   soltanto iscritti in lista di mobilita’    :

 1. se l’assunzione  avviene  con contratto a termine per non più di 12 mesi, anche part-time , i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sono quelli previsti per gli apprendisti ;

2. se il   contratto  è  a termine e lo stesso viene  trasformato a tempo indeterminato prima della scadenza, anche a part-time    , i contributi a carico del datore di lavoro     sono quelli dovuti per gli apprendisti per ulteriori 12 mesi;

3. se il  contratto è a tempo indeterminato, anche a part-time , i contributi dovuti sono quelli previsti per gli apprendisti per un periodo di 18 mesi.

B)   nel caso   lavoratori percettori d’indennità di mobilita':

 1. se l’assunzione  avviene  con contratto a termine per non più di 12 mesi, anche part-time , i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sono quelli previsti per gli apprendisti ;

2. se il   contratto  è  a termine e lo stesso viene  trasformato a tempo indeterminato prima della scadenza, anche a part-time    , i contributi a carico del datore di lavoro     sono quelli dovuti per gli apprendist per ulteriori 12 mesi ed inolte,se il rapporto trasformato   è a tempo pieno,al datore di lavoro spetta  anche il 50% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore per un periodo massimo di:

  • 12 mesi, per i lavoratori fino a 50 anni di età;
  • 24 mesi, per i lavoratori oltre i 50 anni di età ,elevati a 36 mesi, per le aree del Mezzoggiorno oppure in circoscrizioni territoriali  con un tasso di disoccupazione superiore alla  media nazionale e l’azienda opera in detti territori.

3. se il  contratto è a tempo indeterminato, anche a part-time , i contributi dovuti sono quelli previsti per gli apprendisti per un periodo di 18 mesi ed inoltre al datore di lavoro spetta ,soltanto se il rapporto e’ a tempo pieno ,anche il 50% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore per un periodo massimo di:

  • 12 mesi, per i lavoratori fino a 50 anni di età;
  • 24 mesi, per i lavoratori oltre i 50 anni di età ,elevati a  36 mesi residenti in    aree del Mezzoggiorno  oppure in circoscrizioni territoriali  con un tasso di disoccupazione superiore alla  media nazionale e l’aziendaopera in detti  ,assunti da datori di lavoro colà operanti

 Il comma 4bis della legge n.223/91  precisa che il diritto ai benefici economici è escluso con riferimento a quei lavoratori che siano stati collocati in mobilità nei sei mesi precedenti da impresa – dello stesso o di diverso settore di attività – che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa che assume ovvero risulta con quest’ultima in rapporto di collegamento o controllo.

Tale comma aggiuntivo è stato inserito per garantire che le agevolazioni contributive  siano  riconosciute solo in caso di assunzioni determinate da reali esigenze economiche ed escluse, invece, in caso di condotte finalizzate al mero godimento degli incentivi (ad esempio, mediante fittizie e preordinate interruzioni dei rapporti lavorativi).

Dopo una serie di interventi normativi e ministeriali, la Circolare INPS n.122/1999 aveva previsto che, nel caso di operazioni societarie (trasferimento d’azienda nelle varie forme, fusione, scissione), si potessero applicare le agevolazioni contributive di cui alla legge n.223/1991 esclusivamente nei seguenti casi:

- per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori in mobilità e in cassa integrazione, le agevolazioni si applicavano se nel contesto delle operazioni societarie vi era stato accordo sindacale per il mantenimento dei livelli occupazionali e se il datore di lavoro subentrante garantiva la continuità dell’attività lavorativa per almeno ulteriori 12 mesi oltre la durata delle agevolazioni contributive ,mentre  restavano esclusi i datori di lavoro di cui all’art.8, comma 4 bis della legge 223;

- per le assunzioni a tempo determinato dei lavoratori in mobilità, si faceva riferimento all’art.8, comma 2 legge n.223/1991, secondo cui il contratto a termine non può avere durata superiore a 12 mesi; in caso di conversione in contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo era previsto per ulteriori 12 mesi in aggiunta alla durata del beneficio previsto dal comma 4.

La Circolare INPS n. 109/2003 ha modificato i criteri previsti dalla Circolare n. 122/1999 prevedendo che, in tutti i casi in cui si applica l’art.2112 c.c.      la modificazione dell’identità di una delle parti del rapporto lavorativo non fa sorgere il diritto alle agevolazioni contributive, previste dalla legge n.223/1991 per l’assunzione dei lavoratori in mobilità.

La suddetta circolare ha attuato i principi indicati, tra le altre, nella sentenza n. 15207/2002 della Corte di Cassazione, secondo cui i benefici contributivi in favore delle imprese che assumono lavoratori in mobilità sono riconosciuti solo dopo l’accertamento dell’effettiva cessazione dell’originaria azienda e la nuova assunzione da parte di altra impresa per esigenze economiche reali; in caso contrario, si configura un trasferimento d’azienda, con la conseguente continuità del rapporto di lavoro (articolo 2112 c.c.).

Nell’ ipotesi di trsasferimento d’azienda anche la Corte Costituzionale (ordinanza n. 367 del 19 dicembre 2003) ha confermato che non viene pregiudicata l’anzianità aziendale dei lavoratori, con la conseguente inapplicabilità dei benefici contributivi per la mancanza di effettive nuove assunzioni.

Infine si ritiene di ricordare che il Ministero del Lavoro nella nota n.1364 del 13.7.06 ,rispondendo ad apposito interpello, ha affermato  la possibilità per l’azienda che ha posto  in mobilità i dipendenti di riassumerli usufruendo dei benefici contributivi ed economici previsti dalla legge n.223/91 una volta che siano trascorsi sei mesi dal licenziamento. 

Ne deriva che, anche nel caso di “passaggio diretto di lavoratori - in cui formalmente siamo di fronte a nuovi rapporti di lavoro – occorre verificare se si realizza o meno nuova occupazione: ad esempio, a prescindere dal negozio giuridico utilizzato, non si instaurano nuovi rapporti di lavoro nel caso di operazione societaria che mantenga gli stessi assetti proprietari oppure che comporti il passaggio di lavoratori a società collegate o controllate (art.8 comma 4bis legge n.223/1991).

Ne deriva che, per i casi di crisi aziendale che comporti una riduzione del personale, il legislatore:

  • da una parte, ha inteso porre una tutela a favore dei lavoratori licenziati a seguito di procedure di mobilità oppure in cassa integrazione straordinaria, garantendo loro l’indennità di mobilità (o relativa anticipazione della stessa per avviare un lavoro autonomo) nei casi previsti;
  • per altro verso, ha previsto la possibilità di essere assunti da “altre” aziende con le agevolazioni contributive di cui all’art.8 della legge n.223/1991 nonché l’obbligo di frequentare corsi di formazione per la riqualificazione professionale che facilitino il reinserimento lavorativo.

 

In pratica, per usufruire delle agevolazioni contributive di cui alla legge n. 223/1991, l’azienda che assume deve essere “diversa e distinta” rispetto a quella che ha collocato in mobilità il lavoratore.

2.ASSUNZIONE  LAVORATORI IN CIGS DA ALMENO TRE MESI DIPENDENTI DA IMPRESE BENEFICIARIE DI CIGS DA ALMENO SEI MESI

 

 L’argomento è disciplinato dall’art.4 comma 3 della legge n.236/93

Si prevede che possono   essere assunti ovvero associati  lavoratori che abbiano fruito per almeno 3 mesi, anche non continuativi e che usufruiscono all’atto dell’assunzione i, del trattamento straordinario d’integrazione salariale, purché siano dipendenti da imprese  beneficiarie dell’intervento previdenziale da almeno 6 mesi.

 

L’assunzione può essere effettuata da tutte  le aziende, anche le cooperative di produzione e lavoro che ammettano cassintegrati come soci lavoratori.

 

Per il conseguimento degli incentivi previsti dalla legge :

-deve trattarsi di   assunzione a tempo pieno ed indeterminato  ;

 il datore di lavoro non deve avere sospensioni dal lavoro in atto, ovvero non deve aver proceduto a riduzione del personale nei 12 mesi precedenti, salvo che l’assunzione non avvenga al fine di acquisire professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori interessati alla predetta riduzione o sospensione di personale  ;

-il datore di lavoro non è tenuto all’assunzione per effetto di una disposizione di legge (esempio trasferimento d’azienda con lavoratori sospesicassintegrati ad azienda che procede all’assunzione dei sospesi ,per cui l’art.2212 c c stabilisce la continuità dei rapporti di lavoro con l’acquirente,che esclude il riconoscimento dei benefici contributivi).

L’azienda che procede all’assunzione ha diritto per un periodo di 12 mesi all’abbattimento della sua quota contributiva a livello di quella degli apprendisti, ferma restando la contribuzione a carico del lavoratore nella misura prescritta per le generalità dei lavoratori.

Inoltre, al datore di lavoro viene concesso un contributo mensile in misura pari al 50% dell’indennità di  cigs che sarebbe spettata al lavoratore,   per un periodo di 9 mesi, elevato a 21 per i lavoratori che alla data dell’assunzione abbiano compiuto i 50 anni  con ulteriore   elevazione  a 33 mesi, nel caso in cui i lavoratori  ultracinquantenni  siano residenti nel mezzogiorno o nelle   circoscrizioni con percentuale di disoccupazione superiore alla media nazionale  e  le aziende assuntrici  siano cola’ operanti.

3.ASSUNZIONE LAVORATORI IN CIGS DA ALMENO 24 MESI

 

 La norma di riferimento è l’art.8 comma 9 della legge n.407/90 e riguarda i lavoratori beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale  sospesi dal lavoro da almeno 24 mesi.
 All’agevolazione sono interessate   tette le aziende , comprese le società cooperative  per i lavoratori assunti  e per i  soci  (Ved.interpello MLPS n.0000540 del 23.1.05),me ntre non  sono ammesse le assunzioni per sostituire lavoratori di pari professionalità
licenziati o sospesi per qualsiasi causa,ricordando che tale divieto non si applica trascorsi
6 mesi dal licenziamento o dalla sospensione.
 Le  assunzioni devono essere sin dall’origine  a tempo indeterminato anche part-time ,pertanto l’agevolazione   non  spetta in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine.
 L’incentivo per l’assunzione  consiste   :
   -per le imprese  ubicate nel mezzogiorno e per quelle artigiane  nella  riduzione del 100% dei contributi previdenziali e assistenziali inps  a carico del datore di lavoro per 36 mesi;
 -per le imprese diverse da quelle artigiane   nella  riduzione del 50% dei contributi
previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro per 36 mesi.
Si precisa  dall’ l’agevolazione è esclusa la quota a carico del lavoratore che è dovuta per intero come per la generalità dei dipendenti.
 Per quanto concerne l’Inail l’incentivo retributivo consiste :

-per le imprese artigiane e per quelle operanti nel mezzogiorno  nella riduzione del 100% dell’imponibile retributivo sucui calcolare il premio per 36 mesi;
• per i datori di lavoro diversi dalle imprese artigiane  nella riduzione del 50%
dell’imponibile retributivo su cui calcolare il premio per 36 mesi.

Tra i lavoratori per qualsisi causa licenziati o sospesi non sono compresi i dimissionari o i lavoratori a termine licenziati per scadenza del contratto .

4.ASSUNZIONE  DISOCCUPATI DA ALMENO 24 mesi

 

Riguardo alla  fonte normativa,    all’incentivo spettante ,alla la durata dello stesso ed   alle condizioni per conseguirlo si rinvia  a quanto riportato al n.3.

 Per  ottenere i benefici contributivi in argomento    è utile la dichiarazione di responsabilità prodotta dal lavoratore al competente Centro per l’Impiego, ai sensi di quanto disposto dall’art. 3 del Decreto Legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, corredata dall’attestazione di permanenza del soggetto interessato nello stato di disoccupazione da parte del menzionato Centro e dell’assenza di comunicazioni di assunzione  . 

Tale condizione  è estesa anche ai soggetti inoccupati (iscritti, prima delle modifiche normative, nella prima classe del collocamento di cui all’abrogato art. 10 della Legge 28 febbraio 1987, n. 56), ferma restando anche per questi ultimi l’attestazione da parte dei Centri per l’Impiego della sussistenza dello stato di inoccupazione

Nella risposta all’interpello fornita  con nota n.2693 del 14.11.05,il Ministero del Lavoro ha previsto che:

a)  gli incentivi   in questione   possono essere fruiti  da datori di lavoro che assumono lavoratori con contratto di lavoro a tempo parziale fino a 20 ore settimanali, anche nelle ipotesi in cui tali lavoratori abbiano già in atto con altro datore di lavoro un rapporto di lavoro part time di eguale durata;
 b)   la possibilità di fruire, nel limite di 36 mesi, di dette agevolazioni da parte del datore di lavoro che assume nuovamente, dopo alcuni mesi, un lavoratore a tempo parziale con contratto di 20 ore settimanali, precedentemente dimessosi e per il quale aveva già beneficiato delle agevolazioni medesime.
 

5. ASSUNZIONI IN SOSTITUZIONE DIPENDENTI IN MATERNITA’

  L’art.4 del decreto legislativo n.151/2001 riconosce ai  datori di lavoro che assumono lavoratori con contratto a tempo determinato o temporaneo in sostituzione di lavoratori in congedo di maternità,   paternità e parentale   uno sgravio contributivo   ,precisando che :

- sono interessate le  aziende   con un massimo di 20 dipendenti o nelle quali operano lavoratori/trici autonomi ; 

- il  beneficio spetta fino al compimento di un anno di età del figlio della lavoratrice/lavoratore in astensione o per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento ;
 
 – lo  sgravio contributivo in parola è del 50% e si applica anche ai premi assicurativi INAIL ;
 – quando  la sostituzione avviene con contratto di lavoro temporaneo, l’impresa utilizzatrice recupera dalla società di fornitura le somme corrispondenti allo sgravio che quest’ultima ha ottenuto.

A commento della sopra esposta disposizione , con la nota prot. n. 391 del 12 aprile 2005, il Ministerodel lavoro ha fornito  alcune precisazioni  ,soffermandosi tra l’altro sui   casi in cui si assumano in sostituzione più lavoratori con contratto di lavoro part time ,sostenendo che lo sgravio può trovare applicazione soltanto  nei casi in cui la somma dell’orario lavorativo dei soggetti assunti in sostituzione sia pari o comunque non superiore a quello del lavoratore sostituito ,mentre  nell’ipotesi di superamento  non è possibile   riconoscere il beneficio, neanche in misura parziale. 

Analoga è  risultata  la posizione dichiarata dall’Inps nel messaggio n.28/2001 ,in cui viene negato lo sgravio in caso di mancata equivalenza oraria tra le prestazioni dei sostituti  e dei sostituiti .

6.ASSUNZIONE CON CONTRATTO INSERIMENTO

 Il contratto di inserimento,disciplinato negli artt.54/59 del  l dec.leg.vo n.276/03, mira a inserire (o reinserire) nel mercato del lavoro alcune categorie di
persone, attraverso un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del singolo a un determinato contesto lavorativo. Momento centrale del contratto è la redazione delpiano di inserimento lavorativo, che deve garantire l’acquisizione di competenze professionaliattraverso la formazione on the job.
 I lavoratori che possono essere assunti con il contratto in questione sono:
 · persone di età compresa tra 18 e 29 anni
· disoccupati di tra 29 e 32 anni
· lavoratori con più di 50 anni privi del posto di lavoro
· lavoratori che intendono riprendere un’attività e che non hanno lavorato per almeno due anni
· donne di qualsiasi età che risiedono in aree geografiche in cui il tasso di occupazione femminile
sia inferiore almeno del 20% a quello maschile (oppure quello di disoccupazione superiore del
10%)
· persone riconosciute affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico
Al contratto d’inserimento posso accedere i seguenti datori di lavoro:
· enti pubblici economici, imprese e loro consorzi
· gruppi di imprese
· associazioni professionali, socio-culturali e sportive
· fondazioni
· enti di ricerca pubblici e privati
· organizzazioni e associazioni di categoria
Non è prevista una percentuale massima di lavoratori che possono essere assunti con contratto diinserimento (anche se questa potrà essere stabilita dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali).
Il datore di lavoro, per poter assumere con questo contratto, deve aver mantenuto in servizio almenoil 60% dei lavoratori il cui contratto di inserimento sia scaduto nei 18 mesi precedenti.
 Il contratto può essere stipulato per tutte le attività e per tutti i settori, esclusa la pubblicaamministrazione.
Una novità della legge Biagi sta nell’aver incluso tra i soggetti che possono assumere con contratto d’inserimento anche i gruppi d’impresa, riconoscendo loro il ruolo giuridico di datore di lavoro.
 
Il contratto di inserimento va da 9 a 18 mesi, (fino a 36 mesi per gli assunti con grave handicapfisico, mentale o psichico).

Per i  lavoratori assunti con contratto d’inserimento  non vanno conteggiati ai fini della durata i periodi relativi al serviziocivile o militare e l’assenza per maternità.Il contratto Non può essere rinnovato tra le stesse parti (ma si può stipulare un nuovo contratto di inserimento con un diverso datore di lavoro) e le eventuali proroghe devono comunque aversi nei limiti stabiliti (18 o 36 mesi).

Il contratto di inserimento deve avere forma scritta e contenere l’indicazione precisa del progettoindividuale di inserimento. La mancanza di forma scritta comporta la nullità del contratto e latrasformazione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
La definizione del progetto individuale di inserimento deve avvenire con il consenso del lavoratoree nel rispetto di quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, oppureall’interno di enti bilaterali.
Trattamento economico e normativo
Al contratto di inserimento si applicano per quanto compatibili le previsioni relative ai contratti dilavoro subordinato a tempo determinato.
Il lavoratore assunto con contratto di inserimento può essere “sotto inquadrato” ovvero essere inquadrato con uno o due livelli (al massimo) inferiori rispetto ad un lavoratore già qualificato aparità di mansioni svolte. Il sotto inquadramento non può essere applicato nel caso di assunzione di donne residenti in particolari aree geografiche (in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% a quello maschile oppure quello di disoccupazione superiore del 10%), salvo che ciò non sia previsto dal contratto collettivo nazionale o territoriale.
Al datore di lavoro spettano inoltre degli sgravi economici e contributivi per l’assunzione di lavoratori con contratto di inserimento.
 
Le modalità di definizione del piano di inserimento, in particolare per quanto riguarda la
realizzazione del progetto, devono essere stabilite dai contratti collettivi nazionali e territoriali e dai contratti aziendali.
Sempre attraverso la contrattazione collettiva dovranno essere definiti orientamenti, linee guida ecodici di comportamento che garantiscano l’effettivo adeguamento delle competenze professionalial contesto lavorativo.
In attesa che la contrattazione collettiva provveda a disciplinare la materia, è stato siglato, in data 11febbraio 2004, un accordo interconfederale che definisce alcuni elementi del contratto diinserimento necessari per consentirne una prima applicazione. Tra i vari aspetti è stato indicato ilcontenuto del contratto ed è stata prevista una formazione teorica minima di 16 ore.

 Sono previste agevolazioni contributive per le assunzioni con contratto d’inserimento nei confronti di tutti i soggetti sopra menzionati, tranne che per i giovani tra i 18 e 29 anni ,costituite dagli stessi benefici previsti nel passato per i cfl., vale a dire : 

-contribuzione pari a quella degli  apprendisti per aziende artigiane ovunque ubicate;
– riduzione contributi pari al 25% per imprese del Nord;
– riduzione contributi pari al 40% per imprese del commercio e del turismo con meno di 15 dipendenti
– riduzione contributi pari al 25%(50% nel Mezzogiorno) per i datori di lavoro non imprese.
Nelle 16 ore che devono essere dedicate alla formazione del lavoratore, devono essere impartite nozioni di prevenzione antinfortunistica, di disciplina del rapporto di lavoro ed organizzazione aziendale.
Al termine della durata del contratto d’inserimento   non sussiste   obbligo di mantenere in servizio il lavoratore, tuttavia, qualora l’azienda non mantenga in servizio una certa percentuale dei lavoratori assunti con contratto d’inserimento, non potrà procedere a nuove assunzioni con nuovi contratti d’inserimento.
A parte i costi minori e la formazione i lavoratori assunti con il contratto d’inserimento sono lavoratori subordinati a tutti gli effetti  ,anche se  effetti   sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti per l’applicazione di particolari normative e istituti. In linea di massima, comunque, in ordine ad eventuali servizi aziendali e/o indennità particolari e/o maggiorazioni (lavoro notturno, a turni, festivo) sono assimilati al restante personale

7. ASSUNZIONI PREVISTE DA ART.7 TER COMMA 7 LEGGE N.33/09

 

  Con la predetta   disposizione viene introdotto  un nuovo incentivo alle assunzioni  i cui  destinatari sono  esclusivamente   i datori di lavoro individuati dall’art.1 della legge n.223/91 che non hanno in atto sospensioni dal lavoro ,valea dire  le  imprese industriali che mediamente nel semestre precedente hanno occupato più di 15 dipendenti.

Tali imprese se assumono ,senza esservi obbligate,    nel  2009  e   2010 lavoratori beneficiari di ammortizzatori  in deroga ,oppure prestatori licenziati o sospesi per cessazione totale o parziale dell’attività ovvero per intervento di una procedura concorsuale ( es .: fallimento,concordato preventivo con cessione di benki) da imprese non rientranti nella disciplina della legge n.223/91,come  i datori di lavoro con un organico fino a 15 dipendenti,godono di un incentivo da parte dell’Inps,cpostitiuito dall indennità spettante ai lavoratori,nel limite di spesa autorizzato,defalcato dalla contribuzione figurativa,per il numero di mensilità ancora non erogate,evidenziando che detto incentivo viene conguagliato con la contribuzione dovuta .

La norma relativa all’incentivo in parola richiama il comma 4 bis dell’art,8 della citayta legge n.223/91,nel senso che l’incentivo non spetta per l’assunzione di quei lavoratori  posti in mobilità nei sei mesi precedenti da un’azienda dello stesso o di  altro settore di attività  ,con assetti societari ,al momento del licenziamento ,sostanzialmente coincidenti con quelli di chi assume ovvero con quest’ultimo in rapporto di controllo o collegamento.

  Si  osserva  che ,  in  mancanza di indicazione circa le assunzioni a tempo determinato e parziale ,si è portati a ritenere che le  stesse debbano essere a tempo indeterminato e pieno per il conseguimento del beneficio  .

8: ASSUNZIONI PREVISTE DA ART .2 LEGGE N 191/09 (FINANZIARIA 2010)

 

a)   ASSUNZIONE DISOCCUPATI (COMMI  134-135)

 In aggiunta a quelli previsti da altre disposizioni (esempio : art.8 legge n.223 ,art.8 comma 9 legge n.407/90),si stabilisce in via sperimentale per l’anno 2010 un particolare incentivo in favore dei beneficiari di qualsiasi trattamento di sostegno al reddito non connesso a sospensioni dal lavoro(quindi non deve trattarsi di cassintegrti   ,ma di disoccupati ) che siano in possesso di almeno 35 anni di anzianità contributiva ed accettino un’offerta di lavoro con inquadramento in un livello retributivo inferiore di almeno il 20% a quello corrispondente alle mansioni di provenienza .Il beneficio consiste nel riconoscimento della contribuzione figurativa integrativa fino alla data di maturazione del diritto al pensionamento e comunque non oltre la data del 31.12.2010. La contribuzione figurativa integrativca è pari alla differenza tra il ontributo accreditato nell mansioni di provenienza ed il contributo obbligatorio spettante in relazione al lavoro svolto . Il predetto beneficio è concesso a domanda, nel limite di 40 milioni di euro e nel rispetto delle modalità disciplinate conun emanando decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia.

 b)  ASSUNZIONE PERCETTORI DISOCCUPAZONE CON ALMENO 50 ANNI D’ETA’ ( COMMI 134 e 135 )

 Si stabilisce l’ applicazione della contribuzione prevista per gli apprendisti in via sperimentale per l’anno 2010 ai datori di lavoro che procedono all’assunzione dei beneficiari dell’indennità di disoccupazione non agricola con i requisti normali che abbiano almeno 50 anni d’età. Peraltrosi prevede che il predetto beneficio, se l’assunzione riguarda soggetti in mobilità o che percepiscono l’indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali con almeno 35 anni di anzianità contributiva,si prolunga sino all data di maturazione del diritto al pensionamento e comunque non oltre la data del 31.12. 2010 ,

Sottolineato che il beneficio di cui sopra si consegue a domanda entro il limite di 120 milioni di euro,si precisa che le relative modalità dovranno essere fissate con apposito decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’ Economia.

c) INCENTIVI AD AGENZIE LAVORO PER ASSUNZIONI ( COMMA 145)

 Per il ricollocamento con rapporto dipendente dei lavoratori cassintegrati,disoccupati e svantaggiati con particolare difficolta’ d’inserimento nelle attività  sono previsti premi ed incentivi in favore delle  Agenzie di Lavoro che favoriscono le assunzioni .

Il bonus  previsto è di 1200 euro per assunzioni con rapporto a tempo indeterminato ovvero a termine di durata non inferiore a 24 mesi,di 800 euro per assunzioni con contratto a tempo daterminato tra 12 e 24 mesi,da 2500 a 5000  per le assunzioni di kavoratori disabili a tempo indeterminato,determinato non inferiore a 12 mesi e con contratto d’inserimento,che non può essere di durata superiore a 18 mesi.

 Sono escluse ai fini  degli ‘incentivi di cui sopra le assunzioni con rapporti di somministrazione e con lavoro intermittente.

Si attendono dagli organi istituzionali competenti i chiarimenti  del caso che in   particolare dovranno riferirsi   a quanto stabilito per  i soggetti svantaggiati  circa la particolare difficoltà d’inserimento nell’attività, l’entità del grado  dell’ invalidità e il rapporto tra  la tipologia di assunzione con  l’importo del bonus da riconoscere

 d)   ASSUNZIONE  TITOLARI DISOCCUPAZIONE ORDINARIA E  TRATTAMENTO  SPECIALE EDILE (  COMMA  151   )

 E’ disposto  che   ,per l’anno 2010 e nel limite di 12 milioni di euro,ai datori di lavoro che non abbiano effettuato nei dodici mesi precedenti riduzione di personale avente la stessa  qualifica dei lavoratori da assumere e che non abbiano sospensioni dal lavoro ai sensi dell’art.1 della legge n.223/91,che senza esservi tenuti ssumono a tempo pieno ed indeterminato lavoratori destinatari dell’indennità ordinaria di disoccupazione o del trattamento speciale di disoccupazione edile la concessione di un incenti.

Detto incentivo risulta concesso dall’Inps e risulta essere pari all’indennità spettante al lavoratore nei limiti di spesa del trattamento spettante ,ma con esclusione di quanto dovuto a titolo di contribuzione figurativa per il  numero di mensilità di trattamento di sostegno al reddito non erogate.

L’incentivo in parola viene erogato a domanda ,nel rispetto delle risorse disponibili ,attraverso il conguaglio con le somme dovute dai datori di lavoro a titolo di contributi previdenziali ,a condizione che l’assunzione non deve riguardare licenziati dallo stesso datore di lavoro nei sei mesi preceenti,nonchè da  società o impresse unite al datore di lavoro che aveva provveduto ai recessi da rapporti di colleganza e controllo.

Infine si segnala   che le modalità operative della disposizione  contenuta nel comma 151 saranno stabilite da apposito decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia.

 9) LAVORATORI INVALIDI  (ARTT .11 e 13  Legge n. 68/99)

 

  1. le regioni e le province autonome possono concedere un contributo all’assunzione, a valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 4 e nei limiti delle disponibilità ivi indicate:
  2. nella misura non superiore al 60 per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le convenzioni di cui all’articolo 11 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, ovvero con handicap intellettivo e psichico, indipendentemente dalle percentuali di invalidità;
  3. nella misura non superiore al 25 per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le convenzioni di cui all’articolo 11 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a);
  4. in ogni caso l’ammontare lordo del contributo all’assunzione deve essere calcolato sul totale del costo salariale annuo da corrispondere al lavoratore;
  5. per il rimborso forfetario parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità operative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa del disabile.
  6. Possono essere ammesse ai contributi di cui al comma 1 le assunzioni a tempo indeterminato. Le assunzioni devono essere realizzate nell’anno antecedente all’emanazione del provvedimento di riparto di cui al comma 4. La concessione del contributo è subordinata alla verifica, da parte degli uffici competenti, della permanenza del rapporto di lavoro o, qualora previsto, dell’esperimento del periodo di prova con esito positivo.
  7. Gli incentivi di cui al comma 1 sono estesi anche ai datori di lavoro privati che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge, hanno proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili con le modalità di cui al comma 2.
  8. Per le finalità di cui al presente articolo è istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, per il cui finanziamento è autorizzata la spesa di lire 40 miliardi per l’anno 1999 e seguenti, euro 37 milioni per l’anno 2007 ed euro 42 milioni a decorrere dall’anno 2008, annualmente ripartito fra le regioni e le province autonome proporzionalmente alle richieste presentate e ritenute ammissibili secondo le modalità e i criteri definiti nel decreto di cui al comma 5.

 10) Assunzione apprendisti   (art. 47- 53   Dec.Leg.vo n.276/03 e Art 1 c.773 legge n.296/06))

Notevoli sono le agevolazioni riconosciute a chi assume detti apprendisti . Agli apprendisti sono erogate paghe inferiori rispetto a quelle stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro per i lavoratori qualificati. I datori di lavoro sono esonerati dal pagamento degli oneri sociali e dei premi assicurativi all’INAIL in misura       percentuale sulle retribuzioni erogate, per cui il loro obbligo contributivo si risolve nel pagamento di un contributo fisso settimanale, peraltro estremamente ridotto. Questo beneficio permane per tutta la durata del rapporto di apprendistato e, se c’è una trasformazione a tempo indeterminato del contratto, anche per l’anno successivo alla trasformazione. L’erogazione degli incentivi sarà soggetta all’effettiva verifica della formazione svolta. Se il datore di lavoro elude l’obbligo di formazione e non permette, quindi, la realizzazione delle finalità previste dal legislatore per questo tipo di contratto, è tenuto a versare la quota dei contributi agevolati maggiorati del cento per cento.

Nello specifico:

a) l’art.1 comma773 della lege n.296/06  stabilisce quanto segue :

” Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2007 la contribuzione dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani e’ complessivamente rideterminata nel 10 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ stabilita la ripartizione del predetto contributo tra le gestioni previdenziali interessate. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche con riferimento agli obblighi contributivi previsti dalla legislazione vigente in misura pari a quella degli apprendisti. Con riferimento ai periodi contributivi di cui al presente comma viene meno per le regioni l’obbligo del pagamento delle somme occorrenti per le assicurazioni in favore degli apprendisti artigiani di cui all’articolo 16 della legge 21 dicembre 1978, n. 845. Per i datori di lavoro che occupano alle dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove la predetta complessiva aliquota del 10 per cento a carico dei medesimi datori di lavoro e’ ridotta in ragione dell’anno di vigenza del contratto e limitatamente ai soli contratti di apprendistato di 8,5 punti percentuali per i periodi contributivi maturati nel primo anno di contratto e di 7 punti percentuali per i periodi contributivi maturati nel secondo anno di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al secondo.  “ 

 

 b) per gli apprendisti   l’art. 53 del dec.leg.vo n.276/03 prevede che: 

  1. Durante il rapporto di apprendistato, la categoria di inquadramento del lavoratore non potrà essere inferiore, per più di due  livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che  richiedono  qualificazioni  corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali é finalizzato il contratto.

1-bis. I contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale possono stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale della retribuzione spettante ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle per il conseguimento delle quali e’ finalizzato il contratto. La retribuzione cosi’ determinata deve essere graduale anche in rapporto all’anzianita’ di servizio.

  2. Fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo, i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili, gli uffici competenti, sentito l’organismo di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall’articolo 6 della presente legge, possono stipulare con il datore di lavoro convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali di cui alla presente legge.
  • Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l’esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro.
  • La convenzione può essere stipulata anche con datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della presente legge.
  • Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro convenzioni di integrazione lavorativa per l’avviamento di disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.
  • Al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili, gli uffici competenti, sentito l’organismo di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall’articolo 6 della presente legge, possono stipulare con il datore di lavoro convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali di cui alla presente legge.
  • Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l’esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro.
  • La convenzione può essere stipulata anche con datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della presente legge.
  • Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro convenzioni di integrazione lavorativa per l’avviamento di disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.
  • Al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili, gli uffici competenti, sentito l’organismo di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall’articolo 6 della presente legge, possono stipulare con il datore di lavoro convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali di cui alla presente legge.
  • Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l’esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro.
  • La convenzione può essere stipulata anche con datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della presente legge.
  • Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro convenzioni di integrazione lavorativa per l’avviamento di disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.
  • Al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili, gli uffici competenti, sentito l’organismo di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall’articolo 6 della presente legge, possono stipulare con il datore di lavoro convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali di cui alla presente legge.
  • Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l’esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro.
  • La convenzione può essere stipulata anche con datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della presente legge.
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