ANCORA SULLA DISCIPLINA DEL CONGEDO STRAORDINARIO PER ASSISTERE I PORTATORI HANDICAP IN CONDIZIONI DI GRAVITA’

   Si ritiene   di  tornare   sull’ argomento previsto  dal   titolo,dopo quanto già  pubblicato  in merito  su questo blog il 1° ottobre 2008 ed il 2 scorso,  per    precisare   specifici aspetti  del medesimo ,a seguito di corrispondente richiesta.

CUMULABILITA’ CONGEDI STRAORDINARI DI  24  MESI

 Posto che      al congedo in parola possono  far ricorso   tanto i dipendenti privati, quanto quelli pubblici , appare consono   verificare come   tale questione   risulta  affrontata  dall’Inps e dall’Inpdap,  Enti previdenziali di  rispettivo riferimento  dei  predetti.

 L’Inps ha     affrontato  l’argomento  nella circolare n.64 del 15.3.2001,prevedendo che:

“La prestazione è riconoscibile per la durata massima complessiva, nell’arco della vita lavorativa, di due anni, che costituiscono anche il limite complessivo fruibile, tra tutti gli aventi diritto, per ogni persona handicappata. La prestazione stessa può essere frazionata  .”

“Si sottolinea che comunque i periodi di congedo straordinario di cui trattasi rientrano nel limite massimo globale spettante a ciascun lavoratore ai sensi dell’art. 4, comma 2, della legge n. 53/2000, di due anni di permesso, anche non retribuito, “per gravi e documentati motivi familiari …    Trattandosi di limite massimo individuale, ad un lavoratore o lavoratrice che nel tempo avesse fruito (anche soltanto per motivi riguardanti esclusivamente la propria persona e non il figlio handicappato), ad es., di un anno e quattro mesi di permessi anche non retribuiti “per gravi e documentati motivi familiari”, il congedo straordinario di cui trattasi potrà essere riconosciuto solo nel limite di otto mesi: naturalmente la differenza fino ai due anni -e cioè un anno e quattro mesi- potrà invece essere riconosciuta all’altro genitore che non avesse mai richiesto permessi per motivi familiari o li avesse chiesti per non oltre otto mesi. Le stesse regole valgono per i fratelli dei soggetti handicappati in caso di decesso dei genitori.”

 

“Lo spirito e le finalità della legge portano a concludere che in caso di pluralità di figli handicappati il beneficio spetta per ciascun figlio handicappato, sia pure con i limiti previsti dalle disposizioni impartite, a seguito di parere del Consiglio di Stato, per la fruizione dei permessi ex lege 104 circa la necessità che sia rigorosamente riconosciuta, tramite accertamento sanitario, l’impossibilità di assistenza di ambedue i figli usufruendo di un solo congedo straordinario; a proposito della pluralità di figli portatori di handicap, va peraltro tenuto conto che, dovendosi considerare il congedo straordinario in parola, compreso, come detto, nell’ambito massimo di due anni di permessi “per gravi e documentati motivi familiari”, non è mai possibile per lo stesso lavoratore fruire del “raddoppio”: infatti, utilizzati i due anni per il primo figlio, avrà esaurito anche il limite individuale per “gravi e documentati motivi personali”. La accennata possibilità di fruizione di ulteriori periodi biennali per altri figli handicappati è dunque ipotizzabile solo per l’altro genitore (ovvero, nei casi previsti, per i fratelli o sorelle), con decurtazione di eventuali periodi da lui utilizzati a titolo di permessi per gravi e documentati periodi familiari”

 

L’Inpdap invece   su tale specifico aspetto    nella circolare n.2 del 10.1.2002, ,riportandosi  al  parere  del Consiglio di Stato del 1995   in materia di pemessi per i figli  portatori di  handicap, ha  fornito indicazioni secondo cui  : “I periodi di congedo straordinario rientrano nel limite massimo dei due anni di congedo, anche non retribuito, che può essere richiesto da ogni lavoratore, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 53/2000 “per gravi e documentati motivi familiari”. I periodi eventualmente già fruiti dal dipendente a tale titolo devono quindi essere detratti dal limite dei due anni previsti per il congedo straordinario di cui trattasi. I periodi stessi sono, inoltre, incompatibili con la contemporanea fruizione dei permessi di cui alla legge 104/92, anche da parte dell’altro genitore”
“Nell’ipotesi di più figli con handicap, il beneficio spetta per ognuno di essi, con i limiti indicati per i benefici della legge 104/92, previa verifica (tramite accertamento sanitario) dell’impossibilità di assistenza degli stessi usufruendo di un solo congedo straordinario.”

Tuttavia ,successivamente è intervenuto   il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica  n.13 del 18.2.2008,che in sostanza ha determinato il superamento per i pubblici dipendenti delle sopra riportate indicazioni dell’Inpdap  , nel senso che,  rifacendosi all’art.20   della legge n.53/2000  ,intervenuta  in epoca successiva alla pronuncia  richiamata    del Consiglio di Stato, “…  non pare configurabile la cumulabilità da parte dello stesso lavoratore delle agevolazioni di cui all’art.33 comma 3 legge n.104 /92   per assistere più persone disabili in stato di gravità esistenti nello stesso nucleo familiare. Ad avviso dello scrivente quindi i congedi possono essere fruiti in riferimento ad un’unica persona disabile. Infatti, visto il mutato quadro normativo, che ha allargato la titolarità della legittimazione considerando non più indispensabile la sussistenza della convivenza, si ritiene che l’interpretazione sopra prospettata sia più aderente alla ratio e allo spirito della legge”.”Da quest’ultimo punto di vista non si vuole certamente escludere che un lavoratore possa/debba adoperarsi per prestare assistenza a più soggetti disabili, ma legare logicamente i due requisiti legali propri dell’assistenza, visto che un’assistenza resa con continuità è logicamente prestata in favore di una sola persona.”

“In conclusione, si ritiene che le amministrazioni, nell’ambito del quadro sopra delineato e nell’esercizio della propria discrezionalità datoriale, debbano individuare a seconda delle circostanze che si presentano i presupposti per la concessione dei permessi.”

  COMPATIBILITA’     TRA  CONGEDO STRAORDINARIO DI 24 MESI   ED  ALTRI PERMESSI  

     Si richiama l’attenzione   sulla   circolare  n. 64 del 15.3.03 ,con cui l’Inps per i dipendenti del settore privato ha trattato l’argomento una prima volta   ,affermando che” la normativa vigente  stabilisce esplicitamente che  durate i periodi d i congedo  straordinario    entrambi i genitori non possono usufruire dei benefici di cui all’art.33 della legge 104/92 .Ciò significa non solo che, come ovvio, chi fruisce del congedo in questione non può richiedere durante lo stesso periodo permessi ai sensi dell’art. 33 suindicato ma che tale facoltà è preclusa nello stesso periodo anche all’altro genitore (o all’altro fratello o sorella in caso di fruizione da parte di tali soggetti).”

“Significa anche che non è possibile, prima o dopo la fruizione di un periodo di congedo straordinario che si riferisca -anche solo come conseguenza della fruizione del congedo stesso a cavaliere di due o più mesi- ad una sola parte del mese, richiedere nell’ambito dello stesso mese giorni di permesso ex lege 104/92  Nel caso di fruizione, nell’ambito dello stesso mese -prima del godimento di un periodo di congedo straordinario- di permessi di cui alla legge da ultimo citata, i giorni di permesso utilizzati ai sensi della legge 104 saranno conteggiati,  …    come “congedo straordinario”  E’ comunque fatta salva la possibilità per il lavoratore stesso di richiedere al datore di lavoro la trasformazione delle suddette giornate di assenza in “ferie” o permessi di altro genere, retribuiti o meno: in ogni caso le indennità a carico INPS per le giornate come sopra non riconoscibili devono essere recuperate per il tramite del datore di lavoro.  “

“Quanto precede vale anche nel caso in cui i permessi stessi vengano richiesti nell’ambito dello stesso mese dal secondo genitore (o, nei casi previsti, fratello o sorella), prima o dopo la fruizione del periodo frazionato di congedo straordinario da parte dell’altro.”

 Perciò, ad es., se un congedo straordinario viene chiesto dal 24.1. al 5.4., non potranno essere riconosciuti, né alla madre né al padre, giorni di permesso ex lege 104, sia nel mese di gennaio che in quello di aprile (oltre che in quelli di febbraio e marzo) “.

Pero’  l’Inps di recente ha modificato la posizione sopra esposta,in quanto  nella circolare n.53 del 29.4.2008   , in merito alla   possibilità di cumulare nello stesso mese periodi di congedo straordinario con i permessi di cui all’art. 33 della legge 104/92,  ricordato  che”  l’ art. 42 del D.Lgs. 151/2001, al comma 5, prevede, tra l’altro, che durante il periodo di congedo in esame, non sia possibile fruire dei benefici di cui all’art. 33 della legge 104/92″ ,dichiara di ritenere  ” che questo divieto si riferisca al caso in cui si  richiedano per lo stesso disabile i due benefici nelle stesse giornate e non comprenda, invece,  il caso della fruizione nello stesso mese, ma in giornate diverse “,aggiungendo che  “tale interpretazione, del resto, non sembra causare alcun onere economico aggiuntivo, comportando esclusivamente  un’anticipazione dell’esercizio del diritto al congedo straordinario fruibile, comunque, per un massimo complessivo, tra tutti gli aventi diritto, di due anni per ogni soggetto in condizione di handicap grave”.

Per quanto concerne  il verificarsi, per lo stesso soggetto, durante il “congedo straordinario”, di altri eventi che di per sè potrebbero giustificare una astensione dal lavoro, nella circolaren.64/03 dell’Inps si legge che     detti eventi   non comportano   ” interruzione nel congedo straordinario. In caso di malattia o maternità è però fatta salva una diversa esplicita volontà da parte del lavoratore o della lavoratrice volta ad interrompere la fruizione del congedo straordinario, interruzione che può comportare o meno, secondo le regole consuete, l’erogazione di indennità a carico dell’INPS; in tal caso la possibilità di godimento, in momento successivo, del residuo del congedo straordinario suddetto, è naturalmente subordinata alla presentazione di nuova domanda “.

Passando ai dipendenti    del settore pubblico,è da dire che   si ha notizia di indicazioni particolari in materia di cumulabiltà del congedo straordinario con altri permessi  da parte dell’Inpdap,ente previdenziale di  riferimento dei lavoratori   in forza alle pubbliche amministrazioni.

 FRAZIONABILITA’  DEL CONGEDO STRAORDINARIO

 E’ l’art.42 comma 5 a  prevedere che il congedo straordinario della durata massima di due anni risulta fruibile in modo continuativo  ovvero  frazionato a giorni interi,mentre non è previsto che sia frazionabile ad ore.

La  circolare dell’Inps n.64/01  più volte citata precisa che tra un periodo   e l’atro in caso di frazionamento del congedo è necessaria,affinchè non vengano conteggiati nel periodo dello stesso i giorni festivi,i sabati e le domeniche,l’effettiva ripresa del lavoro,circostanza non riscontrabile nell’ipotesi di congedo dal lunedì al venerdi  (settimana corta) senza ripresa del lavoro il lunedì della settimana successiva  e  neppure nel caso di fruizione di ferie  tra due periodi di congedo  straordinario.

La circolare dell’ Inpdap n.31/04,a sua volta , ha considerato che   “…il congedo può essere richiesto anche in modo frazionato e … in tal caso è necessario l’effettiva ripresa del lavoro tra un  periodo di assenza ed il successivo”.

RAPPORTO   TRA  CONGEDO STRAORDINARIO  FERIE  ,TREDICESIMA E TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

  La legge istitutiva    nulla dice   riguardo alla maturazione delle ferie nel corso della fruizione del congedo staordinario  retribuito .

L ‘Inpdap nella circolare n.31/04 esplicitamenteha escluso     che si deterrmina la maturazione delle ferie,fatta salva specifica indicazione più favorevole  nei singoli  contratti collettivi nazionali di lavoro,mentre l’Inps non fornisce alcuna  particolare indicazione in proposito.

Per quanto concerne la 13^ mensilità ,l’art.42,comma 5 ,del decreto legislativo n.151/01ha  stabilito che l’indennità per il congedo straordinario venga corrisposta   nella misura dell’ultima retribuzione ricevuta ,ossia  quella  percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente    il congedo stesso, che quindi è comprensiva  del rateo di 13^ mensilità,altre mensilità aggiuntive,gratifiche,indennità,premi,ecc.e tale indicazione risulta ripresa sia dall’ Inps che dall’Inpdap nelle rispettive circolari n.64/01 e n.2/02  .Pertanto nell’indennità mensile del congedo   straordinario è compresa la 13^ed eventuali altre   mensilità aggiuntive  spettanti   al dipendente interessato.

Rispetto al trattamento di fine rapporto si richiama la circolare Inpdap n.30 del 21.7.03 e n.31 del 12.5.04  in cui si prevede che  il  congedo  straordinario, mentre è utile ai fini del trattamento di quiescenza  ,non è invece valutabile nè ai fini del trattamento di fine servizio,nè del TFR.

MISURA INDENNITA’ ANNO 2011.

 Per il 2011, il limite massimo per l’indennità per congedo straordinario è stabilito in € 44.276,32 di cui € 33.290,00 a titolo di indennità economica annua e € 10.986,32 per la copertura della contribuzione figurativa

 

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