LA DISCIPLINA DEI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ SENZA CIGS

La seconda tipologia di contratti di solidarietà  “difensivi”,che  si applica  alle imprese non  destinatarie della disciplina della cigs,è quella prevista  dall’art.5,comma 5, del decreto legge n.148/93,convertito in legge n.236/93,  i cui aspetti sono stati illustrati con la circolare del Ministero del Lavoro n.20/ 2004

Anche  tali contratti,  caratterizzati dalla riduzione dell’orario di lavoro in azienda,perseguono lo scopo     di     evitare o ridurre le eccedenze di personale,  non già con l’intervento della cigs,ma  attraverso la corresponsione per un periodo massimo di 24 mesi di un  contributo ,  non avente natura di retribuzione ai fini contrattuali e di legge,compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali,di ammontare pari alla metà  del monte retributivo non dovuto dalle imprese a seguito della riduzione  di orario,e che va  ripartito  in parti uguali tra le stesse imprese ed i lavoratori interessati.

Per quanto riguarda i limiti temporali dei contratti di  solidarietà in parola,le indicazioni della circolare ministeriale  prima richiamata prevedono che il periodo massimo di 24 mesi non risulta prorogabile senza soluzione di continuità, mentre ,applicando la disposizione dell’art.1 comma 9 della legge n.223/91 rela tiva alla durata complessiva del trattamento straordinario d’integrazione salariale corrispondente a 36 mesi nell’arco del quinquennio,nel caso   in cui si stato realizzato     un primo utilizzo continuativo pari a due anni,prima di un nuovo utilizzo è  necessario  che trascorrano almeno 12 mesi  rispetto alla scadenza del precedente.

I presupposti che legittimano l’attivazione  del CDS in questione sono i seguenti :

a) trattarsi di imprese che non sono destinatarie    della normativa in materia di cassa integrazione guadagni ;

b) essere stata avviata la procedura di mobilità  di cui all’art.24 legge n.223/91  ,salvo che trattasi di impresa artigiana o alberghiera o termale  non tenuta alla predetta procedura, disponendo di  un organico  inferiore a  16  dipendenti in media nel semestre precedente ,

Si evidenzia comunque che, a seguito delle modifiche apportate  al comma 14 dell’art.19 dec.legge n.185/08 convertito in legge n.02/09   dall’art.. 7-ter, comma 9, lett. d), della legge n. 33/2009,  circa la previsione dell’’art. 5 della legge 236/1993, il contributo per il contratto di solidarieta’ in esame può essere concesso   al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di cui all’articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 o al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo,”».  Pertanto  la possibilità del contrato di solidarieta’ in parola è estesa anche alle imprese con meno di 15 dipendenti, non potendo le stesse attivare la procedura di mobilita’.

Inoltre, si richiama l’attenzione ,in materia di contrato di solidarieta’  senza cigs, sulla risposta della DGAI de lMinistero del Lavoro con l’interpello n.33/2011, posto dal Consiglio nazionale Ordine consulenti Lavoro ,si riferisce alla possibilita’ che i contratti di solidarietà senza cigs ,di cui all’art.5 della legge n.236/93 ,che riconosce un contributo economico da patte del Ministero del Lavoro   alle imprese  ed ai dipendenti in misura pari complessivamente al 50% della retribuzione persa a seguito  della contrazione dell’orario di lavoro concordata  con le  rappresentanze sindacali,trovi applicazione anche ai dipendenti degli studi professionali  ,che non sembrano rientrare nelle categorie di imprese
destinatarie delle disposizioni concernenti la fruizione dei contratti di solidarietà di tipo “B”.

La risposta  del  Ministero prevede quanto segue.

La giurisprudenza comunitaria ravvisa la necessità di “incentrarsi su una nozione
intesa in senso ampio di datore di lavoro (…), di superare lo stretto perimetro della nozione di
imprenditore”, e di “intendere con quest’ultima qualunque soggetto che svolge attività economica
e che sia attivo su un determinato mercato”.
In virtù di tale orientamento, peraltro in linea con quanto già espresso da questa Direzione
generale in una recente risposta ad interpello in materia di iscrizione nelle liste di mobilità di
lavoratori subordinati licenziati da studi professionali (cfr. interpello n. 10/2011), si può ritenere che
anche gli studi professionali possano rientrare nell’ambito applicativo delle disposizioni di cui
all’art. 5, comma 5, L. n. 236/1993.
Per le considerazioni sin qui svolte ed alla luce dell’interpretazione estensiva in ordine alla
nozione di “imprenditore” data dalla giurisprudenza comunitaria, è possibile affermare che, sebbene
la lettera del dettato normativo menzioni le sole “imprese” quali soggetti legittimati a fruire dei
contratti di solidarietà di tipo “B” di cui all’art. 5, comma 5, L. n. 236/1993, gli stessi possono
ritenersi applicabili anche ai datori di lavoro qualificati come studi professionali, ricorrendone i
requisiti di legge ,compresi quello dei piu 15 dipendenti dellgli studi professionali interessati sottolineando peraltro , come    prevede anche  la circolare del ministero del lavoro n.20/2004  la necessità della stipula di uno specifico “contratto di di solidarietà  …. con le rappresentanze sindacali dei
lavoratori nell’ambito della procedura di mobilità, di cui all’art. 24 della legge n. 223/1991, ad
eccezione delle ipotesi in cui non si applica la suddetta procedura di mobilità

Nei casi dicui sopra i datori di lavvoro  interessati  comunque  dovranno allegare all’istanza anche un verbale di accordo sindacale, dal quale si evince chiaramente il ricorso alla solidarietà per evitare i suddetti licenziamenti.

A   proposito di quanto specificato sub b)   ,occorre  ribadire anzitutto  che  possono stipulare i contratti di solidarietà e beneficiare del relativo contributo anche : 1) tutte le imprese alberghiere,nonchè le imprese termali e pubbliche operanti nelle località termali che presentano gravi crisi occupazionali,individuate con DPCM 1.10.1993 senza limiti riferiti al numero dei dipendenti occupati ; 2) le  imprese artigiane  non rientranti nel campo di applicazione della cigs,indipendentemente dal numero dei dipendenti ,a condizione che intervenga il concorso economico dei fondi bilaterali istituiti dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale,attraverso una prestazione a favore dei lavoratori coinvolti nel CDS di entità non inferiore alla metà della quota del contributo pubblico destinata agli stessi lavoratori.

Per l’elenco delle località termali in  condizione di grave crisi occupazionale,nonchè per  la procedura di accesso ai contributi  dei fondi bilaterali delle imprese artigiane ,si rinvia agli allegati 1 e 2 della circolare ministeriale n.20/05,consultabile sul sito www.lavoro.gov.it .

Il regime di solidarità di cui si  tratta , fatta eccezione  per il personale dirigente,  si applica  a tutti      i titolari di un rapporto di  lavoro subordinato costituito in data antecedente all’apertura della procedura di mobilità da parte dell’impresa   interessata,compresi gli assunti con contratto a  termine,d’inserimento e di apprendistato    ,a condizione per gli ultimi due che la riduzione di orario concordata non compromette il raggiungimento degli obiettivi formati previsti dalla fattispecie attuata.

Di seguito si evidenziano gli aspetti significativi e rilevanti contenuti nella precitata circolare ministeriale n.20/ 04 con  particolare attenzione per quelli di carattere operativo.

 

Per contratto di solidarietà si intende un accordo collettivo aziendale, stipulato con i sindacati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale, avente ad oggetto una diminuzione dell’orario di lavoro finalizzata ad evitare in tutto o in parte la riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale

La riduzione di orario può essere attuata sia orizzontalmente che verticalmente   e si ammette la riduzione dell’orario di lavoro in modalità giornaliera ,settimanale , mensile ed  ultramensile,mentre quest’ultima modalita’ è esclusa per i contrastti di sòlidarieta’ con l’intervento della cigs

 Al contratto di solidarietà deve essere allegato l’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalla riduzione di orario con la specifica della qualifica e data di assunzione, distinti per unità produttive e per impresa (se il contratto di solidarietà si riferisce a più imprese del medesimo gruppo aziendale).

L’eventuale variazione dei nominativi interessati alla riduzione di orario, fermo restando il numero complessivo degli stessi, deve essere prevista nell’accordo oppure, se successiva, deve essere oggetto di uno specifico accordo sindacale integrativo da    trasmettere al Ministero del Lavoro – Direzione Generale Ammortizzatori sociali  ed alla DPL.

Procedura per l’erogazione del contributo

A fronte della riduzione di orario viene corrisposto un contribut pari alla metà del monte ore retributivo non dovuto,   per un periodo massimo di due anni  , in rate trimestrali,e viene  ripartito in parti uguali tra l’impresa e i lavoratori interessati alla riduzione di orario.

  

L’impresa, per ottenere il contributo di solidarietà, deve presentare alla Direzione Provinciale del Lavoro  competente per territorio un’istanza in bollo (più due copie della stessa),facendo uso dell’apposita modulistica allegata alla sopra citata circolare ministeriale, alla quale devono essere uniti:

·         l’accordo sindacale  per il  contratto di solidarietà

·         la scheda informativa contenete i dati strutturali dell’impresa, secondo il modello allegato alla circolare  ministeriale

·         il dettaglio dell’orario ordinario e dell’orario ridotto con riferimento al periodo di applicazione del regime di solidarietà 

·         elenco nominativo del personale interessato, sottoscritto dal responsabile dell’azienda, con l’indicazione per ogni lavoratore:

Ø      della retribuzione lorda, con esclusione del compenso per prestazioni di lavoro straordinario;

Ø      del numero di ore retribuite, riferite ai dodici mesi antecedenti il periodo interessato dalla riduzione dell’orario di lavoro;

Ø      della retribuzione media oraria pari al rapporto tra la retribuzione lorda ed il numero delle ore retribuite riferiti ai dodici mesi precedenti la riduzione di orario;

Ø      il numero complessivo delle ore di riduzione per le quali si chiede il contributo;

Ø      l’importo dell’integrazione dovuto ad ogni lavoratore pari alla retribuzione media oraria per le ore di retribuzione richieste diviso quattro.

Controllo  preliminare

La DPL competente per territorio, una volta ricevuta l’istanza, deve verificare che:

·         l’impresa richiedente il contributo abbia tutti i requisiti per poterne beneficiare;

·         il contratto di solidarietà sia autentico;

·         il contratto di solidarietà, per le aziende con più di 15 dipendenti, sia stato stipulato nell’ambito della procedura di mobilità, ovvero, per le aziende artigiane, sia stata avviata la procedura per richiedere il contributo ai fondi bilaterali.

Una volta effettuato il controllo, la DPL invierà l’istanza alla Direzione Generale Ammortizzatori sociali.

Determinazione del contributo

L’importo del contributo di solidarietà, determinato sulla base dei dati forniti dall’azienda, è disposto con decreto direttoriale. Tale importo si riferisce a tutto il periodo di applicazione del regime di solidarietà comprendendo sia la quota spettante all’azienda che quella spettante ai dipendenti. In allegato al decreto deve essere presente la scheda informativa contenete l’individuazione dei lavoratori coinvolti dalla riduzione di orario.

Il decreto, munito del visto dell’Ufficio centrale di bilancio, viene trasmesso alla Direzione Generale Ammortizzatori sociali, alla DPL e all’INPS – Direzione centrale prestazioni e sostegno del reddito – e sede provinciale competente.

Controllo  successivo ed erogazione del contributo

La DPL – servizio ispettivo – è tenuta a verificare l’effettiva riduzione dell’orario di lavoro sulla base della comunicazione trimestrale dei datori di lavoro con la quale dovrà essere fornito:

·         l’elenco aggiornato dei lavoratori che hanno effettuato orario ridotto;

·         l’indicazione, per ogni lavoratore, dell’effettiva riduzione di orario applicata e del relativo importo da corrispondere utilizzando i modelli degli allegati nn. 4 e 6 alla circolare n. 20/2004.

Una volta effettuata la verifica, la DPL comunica i risultati alla Direzione Generale Ammortizzatori sociali con l’importo di contributo da versare all’azienda.

La Direzione Generale Ammortizzatori sociali trasferisce alla sede INPS provinciale competente per territorio l’esatto importo che la stessa sede provvederà a erogare all’azienda, la quale a sua volta provvederà a versare al dipendente la quota di contributo spettante indicata nelle schede fornite dagli ispettori.

 Lavoro eccedente l’orario ridotto

Il contratto di solidarietà, può prevedere, per soddisfare temporanee esigenze di maggior lavoro, la possibilità di modificare in aumento l’orario ridotto. Se il contratto non prevede nulla può essere stipulato un accordo sindacale integrativo.

In caso di prestazioni in eccedenza rispetto l’orario ridotto concordato

·         tale situazione deve essere tempestivamente comunicata ai Servizi ispettivi competenti,

·         le prestazioni stesse non possono comunque eccedere il normale orario contrattuale, salvo casi eccezionali da motivare,

·         il contributo di solidarietà viene proporzionalmente ridotto.

 Per quanto riguarda il TFR in caso di cds senza cig,si ritiene confacente far presente che Con la nota  03 novembre 2009, n. 16582, il Ministero del Lavoro fornisce chiarimenti in ordine al  TFR in costanza di contratti di solidarietà ex art. 5 comma 5 della legge n. 236/1993,che ,come è noto ,sono quelli che  possono essere stipulati da aziende non rientranti nella disciplina della cigs  ,comportando,  a fronte della riduzione dell’orario di lavoro per  salvaguardare in tutto o in parte i livelli di occupazione , l’attribuzione di  un contributo economico da parte del Ministero del Lavoro pari al 50% della retribuzione perduta a seguito della contrazione dell’orario  lavorativo.

La richiamata nota ministeriale , a  seguito di un’ulteriore approfondimento della problematica  in questione ,  chiarisce che la   retribuzione utile sulla base della quale effettuare il calcolo per l’erogazione del contributo di solidarietà è costituita dal quantum che il lavoratore avrebbe percepito di fatto durante il periodo nel quale l’azienda ha disposto la riduzione di orario di lavoro.

In altri termini  viene    precisato  che il contributo integrativo rappresenta un ristoro diretto ed immediato da erogare al lavoratore, in conseguenza della perdita di parte del salario.

In proposito si richiama il disposto dall’art. 5 comma 5 della legge n. 236/1993, nella parte in cui stabilisce che il contributo di solidarietà non ha natura di retribuzione ai fini degli istituiti contrattuali e di legge, ivi compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali  puntualizzandosi  , inoltre, nel testo della norma che solo ai fini pensionistici si terrà conto, per il periodo della riduzione, dell’intera retribuzione di riferimento.

In conseguenza di  ciò ,conclude la nota ministeriale     la base retributiva utile ai fini del calcolo del contributo integrativo comprende unicamente le voci connotate dal requisito dell’immediatezza della fruizione da parte del lavoratore in solidarietà e, pertanto, non può esservi incluso anche il rateo di TFR, in quanto, sebbene caratterizzato dalla stabilità dell’erogazione e non maturato a titolo occasionale, ne costituisce elemento differito.

 Si conclude rinviando al testo integrale integrale della circ.min.n.20/04  con  relativi allegati   consultabile sul sito www.lavoro.gov.it  cliccando dulle voci “tematiche’,”ammortizzatori sociali”  ,”contratti di solidarietà ” e “modulistica ” ,nonche al sottostante fac simile di Verbale di accordo sindacale

VERBALE DI ACCORDO PER CONTRATTO DI SOLIDARIETA’
(art.5,comma 5, del decreto legge n.148/93,convertito in legge n.236/939
Il giorno… ,presso…,si tiene  la riunione
TRA
La Società…. con sede legale a … e unità operativa a… ,rappresentata da…,assiostito da…
E
Le OO SS… territoriali ,rappresentate da…,unitamente a … della RSU
Premesso che
-in data…la Società…,operante nel settore… ,ha avviato la procedura di mobilità ovvero ha evidenziato l’esuberanza (specificare l’ipotes i che ricorre) relativa a n…. lavoratori su un organico di n…. addetti,determinata da un andamento negativo delle attività aziendali che si è manifestato in particolare a decorrere  negli ultimi tempi  nell’intero settore di appartenenza,che sta comportando una situazione di persistente ed insostenibile difficoltà e negative ripercussioni sul piano occupazionale;
-nel corso dell’odierna riunione ,la Società ha esposto i motivi che hanno indotto ad avviare la procedura di mobilitàovvero ad evidenziare l’esuberanza di personale (specificare la ipotesi che ricorre),mentre i rappresentanti delle OO.SS. non hanno ritenuto di accettare le indicazioni aziendali ,esprimendo perplessità e riserve circa le modalità con cui si ritiene di affrontare le asserite problematiche occupazionali e pertanto ,tenendo conto delle condizioni di mercato e dello scenario aziendale,hanno invitato i rappresentanti aziendali a considerare la possibilità di strumenti alternativi alla riduzione del personale ed in particolare di ricorrere al contratto di solidarietà difensivo disciplinato  dall’art.5 comma 5 della legge n.236/ della circolare del      Ministero  del Lavoro n.  20/05,che consentirebbe alla Società di gestire l’attuale situazione di difficoltà esistente nel settore salvaguardando peraltro l’occupazione ed il mantenimento delle professionalità esistenti.
-la Società ,tenuto conto di quanto sopra,ha dichiarato disponibilità a procedere all’utilizzo del predetto contratto di solidarietà difensivo, con rinuncia a proseguire la procedura di mobilità attivata con la comunicazione rimessa alle OO.SS. in data …(da specificare se ricorre l’ipotesi  altrimenti omettere) coinvolgendo nella riduzione dell’orario di lavoro un numero confacente di dipendenti , al fine di rendere meno oneroso l’impatto del contratto di solidarietà stesso nei confronti dei lavoratori ,nonché di garantire la funzionalità operativa della struttura aziendale ;
LE PARTI CONCORDANO QUANTO SEGUE
1.La premessa costituisce parte integrante del presente verbale d’accordo
2 La Società…e le OO.SS. sottoscritte convengono sull’applicazione del contratto di solidarietà difensivo previsto e disciplinato dall’art 5 ,c
omma 5,della legge n. 236/93  e dalla circ.n.20/05 del MLPS che per …mesi ,a decorrere dal…,interesserà complessivamente n….dipendenti dell’ unità aziendale come da prospettato allegato n. 1 che evidenzia le categorie, le qualifiche ed i livelli di appartenenza del personale interessato,restando precisato che non si prevede/ si prevede a cadenza di…(mesi –settimane)la variazione dell’individuazione dei singoli lavoratori ai quali si applicherà la riduzione concordata dell’orario di lavoro,fermo restando il tetto massimo numerico dei lavoratori medesimi sopra riportato, e( da riportare soltanto in caso di previsione di variazione dei nominativi dei lavoratori in solidarietà) in merito si precisa che la Società rimetterà apposita comunicazione relativa ai nominativi previsti dalla /e variazione/i alle OO .SS ..territoriali ed aziendali .
3.Il contratto di solidarietà risulterà articolato con riduzione oraria del…% (  ossia meno  …ore settimanali) per n…lavoratori ,del…% (ossia  meno…ore settimanali) per n….lavoratori e del …% (meno…ore settimanali) per n….lavoratori ,mentre le riduzioni dell’orario avverrà con modalità in senso verticale/orizzontale/misto,nonchè su base giornaliera /settimanale /mensile ( specificare la situazione che ricorre)) ,così come sarà specificato nelle comunicazioni che verranno preventivamente e tempestivamente rimesse al personale interessato .
4.La Società,ai sensi della normativa da applicare,mentre dichiara che richiederà  l’intervento economico previsto dall’art.5 comma 5 legge n.236/93  per la riduzione dell’orario di lavoro attuata in applicazione del presente accordo di solidarietà, che sara’ assegnato per intero ai dipendenti interessati ,   in relazione alla specificità dell’attività svolta avrà la possibilità,in vigenza del presente accordo ed in presenza di temporanee esigenze di maggior lavoro derivanti da fattori  sopravvenuti ,da necessità di ordine organizzativo ovvero da altro,di modificare, in aumento e nei limiti del normale orario di lavoro contrattuale ,l’orario ridotto previsto dal presente accordo di solidarietà,dandone comunicazione preventiva , di norma con una settimana d’anticipo,alle RSU locali ed agli organi istituzionali competenti .
5.La Società s’impegna durante l’intero periodo del presente contratto di solidarietà a non procedere a riduzioni di personale.
6.Le parti come sopra rappresentate s’incontreranno entro il giorno… per specificare ulteriormente le modalità di applicazione del contratto di solidarietà e successivamente, nell’ottica di una verifica costante sui risultati del contratto di solidarietà rispetto all’andamento produttivo ed alla situazione occupazionale , si riuniranno con cadenza …
Del che è verbale, letto,confermato e sottoscritto
Per la Società
Cognome e nome Firma……………………………….
Per OO SS
Cognome e nome Firma………………………………………
Per RSU
Cognome e nome Firma……………………………………..

Allegato elenco nominativo dei lavoratori

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